L’inizio del viaggio, la fine del viaggio1

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L’inizio del viaggio, la fine del viaggio. L'aspirazione umana è l'inizio del viaggio. La manifestazione divina è la fine del viaggio. Senza nascita è la nascita del viaggio e senza fine è la fine del viaggio.

Noi siamo venuti, noi torneremo. Siamo venuti dall'Essere Supremo. All'Essere Supremo torneremo. Incarniamo la coscienza della terra e la coscienza del Cielo. La coscienza della terra ci ispira a meditare sulla Verità trascendentale e a realizzare la Verità trascendente nell'anima del Cielo. La coscienza celeste ci ispira a meditare sull'amore e a manifestare l'amore nel cuore della terra.

Conosciamo, cresciamo e diventiamo. Conosciamo in Paradiso, cresciamo qui sulla terra, diventiamo la Verità trascendente. Quello che conosciamo è la Realtà. Ciò in cui ci sviluppiamo è l'Immortalità. Ciò che alla fine diventeremo è la Perfezione della divinità. La Realtà incarna l'Immortalità e la Divinità. L'Immortalità e la Divinità manifestano la Realtà.

Le Upanishad ci insegnano la verità significativa che ogni individuo che cerca deve avere pace interiore e libertà esteriore. È nella pace interiore che possiamo avere la vera libertà esteriore. Dalle Upanishad impariamo come scoprire Dio, l'uomo interiore, e vedere l'uomo, il Dio rivelato. Le Upanishad ci dicono che gli esseri umani dedicati, le anime umane abbandonate [alla Volontà di Dio, N.d.T.] sono la necessità di Dio e ad ogni essere umano realizzato viene data la capacità infinita senza riserve di Dio. Ecco il segreto delle Upanishad: ama, servi e diventa. Ama la Vita di Dio nell'uomo, servi la Luce di Dio nell'uomo e diventa la perfetta Perfezione di Dio qui sulla terra.

In due parole possiamo riassumere il messaggio di tutte le Upanishad: aspirazione e manifestazione. L'aspirazione è la via e la manifestazione è la Meta. L'aspirazione è il canto dell'infinita eterna Coscienza che dimora in noi. La manifestazione è la danza della molteplicità dell'unità dentro e fuori di noi. L'aspirazione è l'altezza della nostra Delizia e la manifestazione è la luce di Delizia che tutto-nutre e tutto-appaga.

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Ogni anima ha bisogno di involuzione ed evoluzione. Quando l'anima discende, è l'involuzione dell'anima. Quando l'anima ascende, è l'evoluzione dell'anima. L'anima entra nell'abisso più basso dell'incoscienza. L'anima si evolve di nuovo in satchidananda, Esistenza, Coscienza, Beatitudine, la tripla Coscienza.

L'anima entra nell'incoscienza. Per milioni di anni rimane lì, profondamente addormentata. Improvvisamente un giorno una scintilla di consapevolezza, proveniente dall'Aldilà che sempre-trascende, apre il suo occhio e poi scocca l’ora dell'auto-indagine. "Chi sono io?" Chiede. La risposta è: “tat twam asi," “tu sei Quello." L'anima è elettrizzata. Poi di nuovo si addormenta. Di nuovo entra nell'auto-oblio. Altre domande sorgono dopo un po' di tempo: “Chi sono io?” “Io sono di Quello.” “Da dove vengo?” “Vengo da Quello.” “A chi ritorno?” “A Quello.” “Per chi sono qui sulla terra?” “Per Quello.”

Quindi l'anima è soddisfatta. L'anima ora è completamente preparata per il suo viaggio verso l'alto: alto, più alto, altissimo. In questo momento l'anima vede il Sé, un prototipo esatto dell'Essere Supremo qui sulla terra, e l'evoluzione dell'anima inizia in modo corretto. L'anima, dalla vita minerale, entra nella vita vegetale, dalla pianta alla vita animale, dalla vita animale all'umano, dall'umano alla vita divina. Mentre è nell'umano, l'anima fa scendere Pace, Luce e Beatitudine dall'alto. Prima offre queste qualità divine al cuore, quindi alla mente, quindi al vitale, poi al fisico grossolano. Quando ha luogo l'illuminazione, la vediamo nel cuore, la vediamo nella mente fisica, nel vitale e nel corpo fisico grossolano.

Le Upanishad sono anche chiamate Vedanta. Vedanta significa la fine dei Veda, la crema dei Veda, l'essenza dei Veda. Si dice che il Vedanta sia la fine di ogni differenza, il punto in cui non può esserci differenza tra il più basso e il più alto, tra il finito e l'infinito.

Il nostro viaggio inizia con l'aspirazione. Cos'è l'aspirazione? È l’anelito interiore, la fame interiore per il vasto infinito. L'aspirazione ha un amico sincero: la concentrazione. Come ci concentriamo? Dove ci concentriamo? Ci concentriamo su un oggetto, su un essere, su una forma o sul senza forma. Quando ci concentriamo con l'aiuto della mente, sentiamo che alla fine vedremo la vastità della Verità. Quando ci concentriamo con l'aiuto del cuore, sentiamo che un giorno sentiremo l'intimità con la coscienza universale e Dio l'eterno Beneamato. Quando ci concentriamo con l'aiuto della luce della nostra anima, sentiamo che l'uomo è Dio nella sua preparazione, e Dio è l'uomo al suo apice.

La mente che non aspira è il nostro vero problema. La mente umana è necessaria in una certa misura. Senza di essa rimarremmo nel regno degli animali, ma dobbiamo sapere che la mente umana è molto limitata. La mente umana è insufficiente. Nella mente umana non può esserci Luce, Vita o Delizia duraturi. La mente umana ci dice che il finito è finito, l'Infinito è l'Infinito. C'è un abisso tra i due. Sono come il Polo Nord e il Polo Sud. Qualunque cosa sia, l'Infinito non può mai essere finito, e viceversa. La mente umana sente che l'infinito è irraggiungibile. Quando qualcosa è finito, è semplicemente impossibile per la mente umana sentire che anche quello è Dio. Inoltre, questa mente spesso sente che a causa della Sua grandezza Dio è distaccato e indifferente.

Quando meditiamo nel cuore arriviamo a realizzare che Dio è infinito e Dio è onnipotente. Se è infinito, grazie alla sua onnipotenza, può anche essere finito. Esiste nelle nostre molteplici attività, Lui è ovunque. Lui include tutto, Lui non esclude nulla. Questo è ciò che la nostra meditazione interiore può offrirci. La meditazione del nostro cuore ci dice anche che Dio è assolutamente il più caro e che Lui è il nostro unico Amato.

Ispirazione, aspirazione e realizzazione: questi sono i tre gradini della scala spirituale. Quando vogliamo salire dal finito all'Infinito con la Bontà illimitata di Dio, il primo gradino è l'ispirazione, il secondo gradino è l'aspirazione, e il terzo gradino è la realizzazione, la nostra Meta destinata.

Per raggiungere l'Altissimo, diventiamo ispirazione, aspirazione e realizzazione e, per manifestare l'Altissimo qui sulla terra, diventiamo Compassione, Sollecitudine e Amore. Questo è il modo in cui iniziamo il nostro viaggio, questo è come finiamo il nostro viaggio. Inoltre, quando diventiamo una sola cosa con il Pilota Interiore, inseparabilmente una sola cosa con il Pilota Interiore, non c'è inizio, non c'è fine. Il suo lila cosmico, il gioco divino, è senza nascita e senza fine.

Nella realizzazione umana, Dio in noi è aspirazione e realizzazione vincolate dalla coscienza terrena, legate dal tempo terreno, ma nella Divina Realizzazione, Dio è l'Aldilà, l'Aldilà che sempre-trascende. Egli fa il Gioco dell’Aldilà che sempre-trascende. Egli Stesso è l'aspirazione dell’Aldilà che sempre-trascende, ed Egli Stesso è la manifestazione dell’Aldilà che sempre-trascende. Quando Lo conosciamo consapevolmente, Lo realizziamo, diventiamo inseparabilmente una sola cosa con Lui, anche noi giochiamo il Suo divino Gioco, il Gioco dell'Infinito, dell'Eternità e dell'Immortalità.

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AUM. AUM. AUM.

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  1. UPA 8. Cornell University, Ithaca, NY, 26 Gennaio 1972