Scena 16

(Gesù con i suoi discepoli.)

GESÙ: Sono ebreo, ma gli ebrei non mi accettano. Mi odiano, anche se sono venuto per salvarli. Questo è il mio destino. Eppure so che un giorno il mondo intero mi accetterà, mi amerà e mi adorerà. So che non sono solo per una piccola parte dell'umanità. Sono per l'intera umanità. Ma quelli che mi accettano e mi rivendicano come proprio sono senza dubbio i miei cari. I miei giorni sono contati. Ho dodici discepoli. Tra questi, Giuda mi tradirà. Mi metterà nelle mani del nemico. E poi mi crocifiggeranno.

(Tutti i discepoli sono scioccati.)

DISCEPOLI: Giuda! Giuda! Giuda tradirà il nostro Signore!

GIUDA: Impossibile, impossibile! (Toccando i piedi di Gesù.) Signore, c'è qualcosa che posso fare senza la tua conoscenza o senza la tua approvazione o, almeno, senza la tua acquiescenza? Lo so, Signore, le tue parole si dimostreranno vere. Ma Signore, mi sembra che tu abbia scelto me per recitare questa parte impensabile nel tuo gioco cosmico.

GESÙ (sorride e lo benedice): Giuda, hai ragione. È vero, il mondo ti odierà. Ma il mondo non sa che tutto è predestinato. Quindi Giuda, fai bene la tua parte quando l'ora scocca.

DISCEPOLI: Signore, la nostra ora è già arrivata. Vogliamo fare bene la nostra parte.

(Afferrano tutti Giuda e iniziano a colpire e a prenderlo a calci.)

GESÙ: Stop! Fermatevi, o vi lascerò tutti immediatamente! Giuda sta facendo la cosa giusta. Il suo tradimento è predestinato. Cosa può fare adesso? E io cosa posso fare ora? Solo il nostro Padre celeste sa cosa è meglio per Giuda e cosa è meglio per me e cosa è meglio per tutti voi.

DISCEPOLI: Sappiamo cosa è meglio per noi!

(Ricominciano a colpire Giuda.)

GESÙ: Stop! Fermatevi! Altrimenti, vi lascerò per sempre!

PETER: Signore, sei grande. Sei divino. Per te è facile perdonare un sudicio traditore e un mascalzone come Giuda. Ma noi siamo mortali, normali esseri umani. Come possiamo perdonarlo?

GESÙ: Pietro, nello stesso modo in cui ti perdonerò. Pietro, un giorno mi rinnegherai, non una volta, non due volte, ma tre volte. Tre volte consecutive in un breve giorno!

PIETRO: Io? Impossibile! Quando? Perché?

GESÙ: Sì, Pietro, sei tu e nessun altro che mi rinnegherai. Pensi che sia impossibile. Ma ti dico, Pietro, non è solo possibile, è inevitabile. È tutto predestinato. Non piangere, non piangere, Pietro. Ti ho amato più di tutti. Ti amerò per sempre. Ancora una volta, quando arriva l'ora, sei tu che porterai il mio stendardo della Verità e aprirò la porta del mio cuore in modo che l'umanità possa vedere la Luce di mio Padre. Mi ami moltissimo. Perciò desidero che tu ti prenda cura dei miei altri discepoli che sono i miei agnelli, le mie pecorelle.

PIETRO: Signore, lo farò. Lo farò senza dubbio. Signore, sei il Signore dell'Amore. Sei il Signore della Compassione. Sei il Signore del Perdono,

GESÙ: No, no. Sono solo il figlio dell'appagamento. Mio padre è il signore dell'Amore. Mio padre è il Signore della Compassione, mio ​​padre è il Signore del Perdono.

FILIPPO: Signore, vedremo mai tuo Padre?

GESÙ: Certamente potrai. Filippo, devo dirti la verità suprema? Chi ha visto me ha visto il Padre, poiché io e mio Padre siamo una sola cosa.

Figli, vorrei raccontarvi una storia divertente:

"C'erano una volta tre figli dello stesso padre: il più giovane, il medio ed il maggiore.
Il figlio più giovane disse: "Il Padre è nei cieli".
Il figlio di mezzo disse: "Il Regno dei Cieli è nel tuo cuore".
Il figlio maggiore disse: "Io e mio Padre siamo una sola cosa".
Al figlio più giovane, il Padre disse: "Figlio, grazie per la tua visione".
Al figlio di mezzo, il Padre disse: "Figlio, grazie per la tua missione".
Al figlio maggiore, il Padre disse: "Figlio, grazie per la tua unione"."

Miei cari figli, mio Padre mi ha chiesto di andare nel mondo. Gli ho obbedito. Mi ha chiesto di mostrare al mondo la Sua Luce. Gli ho obbedito. Ho soddisfatto tutte le Sue richieste. Ho realizzato i Suoi sogni attraverso la mia vita di dedizione e abbandono. Ora Egli vuole che torni da Lui. Pertanto sono preparato. Figli miei, mio Padre vi ha dato tutto di me. Ora, al termine del mio viaggio sulla terra, vi sto restituendo tutti a Lui. Io non sono niente. Lui è tutto. Lui è per tutto. Lui è tutto. Lui è per tutti.

Giuda, vieni qui, per favore.

(Giuda va e si siede ai piedi del Maestro.)

GESÙ: Nimitta matram bhava. Sii un semplice strumento.

(Giuda canta.)

Oggi, oggi, oggi
Rimango solo con Dio;
Domani e per sempre
Con il suo Raggio-Compassione.

GESÙ: Pietro, vieni qui, per favore.

(Pietro va e si siede ai piedi del Maestro.)

GESÙ: Nimitta matram bhava. Sii un semplice strumento.

(Pietro canta.)

Una formica come me a salvare
Sei venuto in questo mondo di polvere e argilla.
Un mendicante come me ad amare
E a darmi un ruolo sublime nel Tuo Gioco Cosmico.

GESÙ: Figli, siate gli strumenti del Signore. Noi siamo tutti suoi strumenti. Siamo venuti al mondo per incarnare Lui. Siamo venuti al mondo per rivelare Lui. Siamo venuti al mondo per appagare Lui.

Sri Chinmoy, Il Figlio, Agni Press, 1973