Parte III

SCA 444-446.-it Sri Chinmoy invitò i suoi due ospiti: la signora Darshanika Guruge, moglie dell'ambasciatore Ananda Guruge, e la signora Irina Malikova, "Deputy Director" dell'"International Relations and Media" della "The Gorbachev Foundation" di Mosca, a porgli alcune domande, il 25 marzo 1997, nel ristorante Annam Brahma a New York.

Signora Darshanika Guruge: Ho portato con me un manuale che mio marito ha usato per insegnare l'induismo, ed ho alcune domande a tal riguardo.

Sri Chinmoy: Non sono un'autorità nel campo dei manuali, sono un'autorità per l'amore, la devozione e l'abbandono. Secondo la nostra filosofia indiana, amore, devozione e abbandono sono i tre passi che portano alla Realizzazione di Dio. Nonostante questi tre passi siano semplicissimi, molti di noi non hanno fatto neanche il primo. Non appena vediamo il primo passo ci spaventiamo, pensiamo: "Oh Dio, Oh Dio, ci faremo male, ci faremo male!" Dio sa quando faremo il primo passo nel modo giusto, senza paura!

**Signora Guruge: La mia domanda è sul karma: come si concilia con il Vedantismo Advaita? Loro non credono nel karma.

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Sri Chinmoy: C'è forse qualcuno che non crede nella legge del karma? Tutti conosciamo il detto 'Ciò che semini raccogli'. Ma comunque può esserci l'intervento divino: se discendono la Grazia, la Compassione, ed il Perdono di Dio, la legge del karma può essere annullata. Dio può annullare il karma. Se un bambino monello picchia un altro bambino suo vicino, il padre della vittima arriva per punire il colpevole, ma poi interviene il padre del monello: dato che ha moltissimo affetto per il suo bambino, non permette all'altro padre di picchiarlo, dice: "È vero che mio figlio ha fatto questo, io so che ha sbagliato e non lo farà più, ma non ti permetterò di picchiarlo." Dato che il padre del monello è molto forte, il padre della vittima gliela dà vinta.

Dio può proteggerci esattamente allo stesso modo. Noi facciamo moltissimi errori, ma qualche volta il nostro Padre Adorato Supremo infrange la Sua Legge Cosmica e ci salva. In questi casi, il nostro Padre vuol giocare il ruolo di Dio il Perdono, o perché abbiamo fatto qualcosa di buono per Lui, o perché sente esserci la speranza che infine diverremo Suoi buoni figli. Dice: "Ora hanno fatto uno sbaglio, qualcosa di bruttissimo, ma nel futuro non faranno più una cosa simile." Oppure potrebbe dire: "Nel corso degli anni hanno pregato per la Mia Vittoria moltissime volte, o hanno fatto varie cose per rendermi Felice: cosicché userò il Mio Perdono." Ma ancora, se Lui vede che davvero non c'è speranza, che siamo davvero cattivi, e che continueremo a fare la cosa sbagliata, dirà: "No, devi subire la Legge Cosmica. Hai fatto uno sbaglio, e devi pagarne il pegno."

A volte, il Supremo non solo utilizza i suoi Compassione e Perdono infiniti, ma anche i Maestri spirituali che Lo rappresentano, fanno lo stesso. È vero che il Supremo è l'oceano e il Maestro spirituale è solo una goccia, ma la piccola goccia si identifica totalmente con l'oceano infinito ed è consapevole della sua unità con l'oceano. E questa piccola goccia è stata creata dallo stesso oceano, perché sia d'aiuto a coloro che sfortunatamente non sono ancora neanche delle gocce.

Quindi la legge del karma è molto complicata, e non ci sono regole rigide. Se prendiamo la legge del karma in senso stretto, se facciamo una cosa sbagliata saremo puniti, e se facciamo una cosa molto positiva la legge del karma dice che saremo premiati, purtroppo ci aspettiamo i risultati in un batter d'occhio, ma ci dimentichiamo di tutte le cose negative che abbiamo fatto insieme a quella sola cosa positiva. Prima di fare una cosa molto positiva, prima di fare ciò che consideriamo un supremo sacrificio, magari abbiamo fatto molte cose sbagliate: ecco perché non riceviamo i risultati della nostra azione divina. Dio usa la nostra sola buona azione per annullare tutte le cose tremende, le cose peggiori, che abbiamo fatto nel corso degli anni. Noi diciamo: "Dio non ha occhi! Dio non ha orecchie!" Ma in realtà Dio sta facendo uso di Compassione illimitata, ponendo la nostra unica piccola buona azione sullo stesso piano di tutte quelle negative. In tal modo Lui ci salva da moltissima sofferenza karmica.

Quindi, se siamo nella vita spirituale, non possiamo mai dire come Dio risponderà alle nostre azioni. Nella vita umana ordinaria, di solito la legge di causa ed effetto agisce, ma nella vita spirituale vediamo alquanto spesso l'intervento della Grazia divina. Questo avviene perché nella vita spirituale preghiamo sempre Dio. Anche se Gli chiediamo solo un'ottima colazione, almeno diciamo "Dio" e "Supremo"! Così, Dio dice: "Almeno ha usato il Mio Nome!" Ma la persona che non è nella vita spirituale non chiede niente a Dio.