Domanda: Attraverso l'illusione, l'illuminazione, l'attaccamento e il non-attaccamento, perché diciamo sempre che Dio è buono?
Sri Chinmoy: È perché ci stiamo evolvendo. Nel processo di evoluzione, ciò che per un bambino è buono, non necessariamente gli sembrerà buono quando sarà grande. L'individuo ricorda di quando Dio una volta gli diede qualcosa di cui lui sentiva di avere disperatamente bisogno… fu un bene secondo il suo livello di evoluzione di quel tempo; ma alla fine scoprì che proprio quella cosa non gli dava soddisfazione duratura. Aveva bisogno di qualcosa di più duraturo, più illuminante, più appagante.Quando siamo nel mondo del desiderio, Dio soddisfa uno o due dei nostri desideri. In quel momento diciamo che Dio è stato buono con noi perché ha esaudito i nostri desideri. Alla fine ci rendiamo conto che soddisfacendo soltanto i nostri desideri, non stiamo ottenendo nulla di significativo. Ciò che era buono ieri secondo la nostra ricettività o luce, non è necessariamente buono oggi. Ieri Dio è stato buono perché ha esaudito i nostri desideri. Oggi Dio è buono, non perché sta esaudendo i nostri desideri, ma perché ci ha dato l'anelito interiore per realizzare la nostra aspirazione.
Alla fine la persona arriverà a sentire che Dio è buono perché Lui stesso sta giocando e attraverso di lui; Dio stesso sta vivendo un'esperienza in e attraverso di lui. Prima, non aveva quel tipo di realizzazione. Prima sentiva di aver fatto qualcosa e che Dio gli avesse dato il risultato. Ma dopo un certo progresso interiore, si rende conto di non aver fatto nulla: è Dio stesso che ha agito in e attraverso di lui. Dio era colui che agiva, Dio era l'azione e Dio era il risultato. Il cercatore era semplicemente diventato uno strumento.
