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La sua convinzione era che la risposta non fosse il nazionalismo, ma l’internazionalismo. Disse Einstein: “Il nazionalismo è una malattia infantile. È il morbillo dell’umanità.”

Solo l’internazionalismo può salvare e salverà il mondo. Alcuni pensano che sia dal nazionalismo che alla fine si dovrebbe entrare nell’internazionalismo. Sentono che prima si deve sapere cosa si è nel proprio piccolo sé, e solo poi uno sarà in grado di sapere cosa si è nel proprio sé più grande. Ma lo scienziato sentiva che dovremmo pensare solo al nostro sé superiore, al nostro sé migliore, al nostro sé più illuminante e più appagante, perché solo là risiede la nostra permanente soddisfazione. Non pensare a cosa sei, ma a cosa potresti diventare alla fine: questa è la sua filosofia. Egli dice: “Credo sia della massima importanza che chiunque sia consapevole che la necessità, per non parlare di considerazioni idealistiche, esiga nella presente condizione del mondo una maggiore unità di cooperazione materiale e spirituale. Non si dovrebbe mai più chiedere: ‘Cosa si può fare per il mio Paese?’ ma piuttosto: ‘Cosa deve fare il mio Paese per rendere possibile l’esistenza dell’entità più grande?’”

Einstein credeva fermamente che fosse essenziale raggiungere l’unità: “Ritengo che sia di estrema importanza che ovunque si presenti la possibilità, uomini di lingue diverse, di idee politiche e culturali diverse, debbano entrare in contatto tra loro, al di là delle loro frontiere, non con il sentimento che qualcosa possa essere spremuto dall’altro per il bene loro e del loro Paese, ma con uno spirito di buona volontà per colmare il divario tra i gruppi spirituali in sfere relativamente indipendenti. Solo così possiamo sperare di realizzare un’unità politica […] che ci dia la certezza di poter sopravvivere economicamente e salvaguardare la nostra esistenza spirituale. Solo allora la vita sarà degna di essere vissuta.”

Lo scienziato-profeta, amante dell’umanità e servitore della verità, illumina i membri della sua famiglia mondiale con la sua amorevolmente completa saggezza-autorità. In una lettera aperta a Sigmund Freud, Einstein disse: “La ricerca della sicurezza internazionale implica la resa incondizionata da parte di ogni nazione, in una certa misura, della sua libertà d’azione, della sua sovranità cioè, ed è chiaro al di là di ogni dubbio che nessun’altra strada possa portare a tale sicurezza.”