Domanda: Come possiamo sapere se siamo giustamente severi, con noi stessi, o solamente critici in un modo negativo?

Sri Chinmoy: Se aspiriamo sinceramente, dentro l'aspirazione ci sarà luce-giustizia. Se hai un'ardente aspirazione, dentro di essa ci sarà luce, ed è in funzione di essa che giudicherai te stessa nel modo giusto. La luce illuminerà la confusione della mente quando essa sarà troppo autocritica, o quando ti dirà che puoi prenderti un po' piú di conforto o piacere. L'intensità della tua aspirazione ti dirà se sei troppo autocritica, troppo clemente, o indulgente. L'aspirazione ha luce dentro di sé, e quella luce ti mostrerà se questo luogo è buio, o c'è confusione, o ci sono false fantasie mentali. Diciamo che un certo luogo è pieno idee sbagliate, ed un altro è pieno di confusione, e tu vi porti una torcia elettrica, se inizi a criticare te stessa, e vuoi essere piú severa con te stessa, la luce dirà: "No, non è necessario!" E se sei troppo auto-indulgente, la luce dirà: "Devi essere piú severa!"

Molto poche persone sono autocritiche. A volte l'orgoglio entra in loro, dicono: "Sono l'unico a voler diventare perfetto!" Tali persone pensano di essere le sole ad aspirare all'assoluta perfezione, sentono che solo loro la raggiungeranno, non gli altri. Naturalmente tale idea può non arrivare fino alla loro mente cosciente. Dal criticare me stesso, non potrò raggiungere la luce, facendolo, potrò solo indebolirmi, perché deliberatamente sto abbandonando l'aspetto positivo della vita. Se sento di non essere perfetto, o se non ho raggiunto un certo livello, cercherò di diventare perfetto. Se sento che oggi non posso darmi il voto di 100 su 100, ma solo 60, non devo comunque criticare me stesso, ma posso dire: "Oggi mi sono dato 60, domani cercherò di ottenere un 70." Criticando me stesso perché ho ottenuto un 60 quando pensavo ad un 80 o 90, perderò la mia profonda calma mentale, e rovinerò le mie possibilità.

Quando tiro la palla da pallacanestro, anche se conseguo solo 50 canestri su 100 tentativi, non me la prendo, ci scherzo su col mio miglior discepolo! Oggi ho detto: "Il mio miglior discepolo mi porta una gran sfortuna! Ogni volta che lui è con me, sono sfortunato! Quando è lui a porgermi la palla non conseguo neanche 50 canestri su 100!" Ma l'ho detto solo una volta, e poi ho smesso di scherzare. Una volta o due, dopo questo momento, il mio punteggio è stato basso, ma poi Dio mi ha detto: "Tieni la bocca chiusa!" Immediatamente Dio volle rendere felice il mio miglior discepolo, cosí conseguii 69 canestri su 100, ma se avessi mantenuto l'idea che questo poverino mi portasse sfortuna, non avrei raggiunto neanche 30 su 100!

Anche in questo caso, se hai dato un voto basso a te stessa, e senti di essere stata imparziale ed esserti data il voto giusto, non criticarti! Se lo fai, se dici: "Come posso meritare solo 50?!", allora ti stai solo indebolendo da sola. Invece, dovresti dire: "Mi son data un voto basso: ora impiegherò maggior determinazione! Invece di criticarmi, vedrò la cosa in modo positivo. La prossima volta meriterò un voto piú alto, grazie alla mia determinazione!"