Sri Chinmoy risponde, parte 11

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Parte I

SCA 403-410.-it Il 7 agosto 1995 Sri Chinmoy si incontrò con la dottoressa Elena Vladimirskaya. Le seguenti sono domande poste dalla dottoressa Elena Vladimirskaya, "Deputy Director" del "Research Institute of Pediatric Hematology" di Mosca, e da suo marito, ufficiale militare in pensione, durante l'incontro con Sri Chinmoy al ristorante Annam Brahma.

Domanda: Il tempo procede solo dal passato verso il futuro?

Sri Chinmoy: Ci sono due tipi di tempo: tempo-vincolato-della-terra, e tempo-libero-del-Cielo o si può chiamare "tempo universale." Il tempo terreno procede da uno, a due, a tre, a quattro, a cinque, ma il tempo universale è come un grande cerchio che si espande e si espande continuamente. È come l'intero universo di Dio: eterno ed infinito. Il tempo terreno è come qualche goccia d'acqua, puoi contarle con facilità, ma il tempo Celeste è come il vasto oceano. Quando pensi all'immenso oceano, non ha alcun senso cercar di contare le gocce.

Domanda: Da dove vengono gli esseri umani: da Adamo ed Eva o dalla scimmia?

Sri Chinmoy: Io credo nell'evoluzione. Abbiamo iniziato dal mondo minerale, evolvendoci poi nel mondo delle piante, in quello animale, ed in quello umano, ed ancora il nostro viaggio non è compiuto: un giorno diverremo esseri divini, ma anche quando eravamo nel mondo minerale, non eravamo composti interamente di materia: dentro di essa vi è anche lo spirito, attraverso le nostre preghiere e meditazioni possiamo portare in luce lo spirito rispetto alla materia, e trasformare la materia in spirito.

Domanda: Qual è la tua opinione sulle religioni? Come mai tante religioni sono poco amichevoli tra loro?

Sri Chinmoy: L'essenza di ogni religione è l'amore per Dio. Non c'è neanche una religione che non ci dica di amare Dio. Il problema inizia con i fedeli delle religioni. Molto spesso questi dicono: "La mia religione è la migliore, mentre la tua è la peggiore!" I fedeli delle varie religioni sono come i bambini in una famiglia: hanno gli stessi genitori e ricevono da loro lo stesso affetto, amore, e compassione, ciononostante litigano tra loro. Se una ragazza vede che una sua sorella è piú bella di lei, subito diventa gelosa ed inizia a litigare, se uno dei fratelli vede che un altro è piú forte di lui, subito comincia a parlarne male. Oppure accade molte volte che in una famiglia un fratello dica: "Ho ragione io!", e l'altro dice: "No, ho ragione io!"

Allo stesso modo, ogni religione dice alle altre religioni, sue fratelli e sorelle: "Io ne so piú di voi, riguardo al Padre Celeste!", oppure: "Il mio modo di amare Dio è il solo modo giusto, ed il tuo è sbagliato!" Cosicché, molto spesso accade che le varie religioni litighino tra loro.

Ma la cosa su cui tutte le religioni sono concordi, è l'amore per Dio, e se davvero amiamo qualcuno, sentiamo la nostra unità con lui. Cosicché, se davvero amiamo Dio e sentiamo la nostra unità con Dio, sentiremo anche la nostra unità con la Creazione di Dio. Nelle profondità del nostro cuore, sappiamo di essere tutt'uno, ma poi l'orgoglio entra in noi, e diciamo agli altri: "Non ho bisogno di te!" Ma noi invece abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Siamo intimamente parte della stessa realtà-esistenza. Un albero è costituito dal tronco, dai rami, dalle foglie, dai fiori, e dai frutti. se il tronco dice di non aver bisogno dei rami o delle foglie, che albero sarà mai quello? E se i fiori dicono di non aver bisogno dei rami e del tronco, come faranno a vivere? Cosicché dev'essere stabilita l'unità.

Quando entriamo in un giardino, diveniamo immediatamente consapevoli dei suoi bellezza, purezza, e profumo. Ogni fiore possiede la sua bellezza, ma la bellezza che sentiamo nel giardino è la bellezza della molteplicità. E questa è la bellezza che ci dà immensa gioia. Allo stesso modo, Dio riceve immensa Gioia dalla molteplicità dei cuori-fiore di tutti i Suoi figli.

Domanda: Comprenderanno mai, le persone, la necessità dell'unione?

Sri Chinmoy: No, non sarà una questione di comprendere, sarà una questione di sentire, attraverso il cuore. Se vogliamo capire qualcosa, dobbiamo usare la mente. "Capire" avviene sempre nella mente, ma gli esseri umani non creeranno mai l'unione tra loro usando la mente. Quest'ultima cambia continuamente opinione, ora entra un pensiero positivo, ed io ti vedo come una persona ammirevole, poi ne entra uno negativo, ed io dirò che sei un pessimo elemento. Quando uso la mente, il modo in cui ti vedo sarà un riflesso del tipo di pensieri che ho. Un'altra cosa riguardo alla mente è che essa separa e divide sempre. Dice: "Io sono eccellente, ma tu sei pessimo!"

Il cuore sente solo la sua unione con gli altri, dice: "Se io sono eccellente, anche tu lo sei!" È come una madre: la quale sente sempre che suo figlio è eccellente, e instilla costantemente in lui i suoi amore, affetto, e compassione materni. Una madre non usa la mente per determinare quanto sia bello suo figlio! No: gli appare bellissimo non appena lo vede.

Se il bambino si comporta come un monellaccio ed inizia a gridare e rompere tutto in casa, la mente della madre potrebbe dire: "Dio, perché mi hai dato un figlio cosí agitato. Non lo voglio cosí!" Questo avviene perché la mente ha separato la madre dal bambino, ma poi il cuore della madre verrà di nuovo avanti, dicendo: "Se lui è cattivo, sono io responsabile, perché io l'ho portato al mondo.

Domanda: È grazie a questo sentimento di unione, che l'umanità un giorno raggiungerà la salvezza?

Sri Chinmoy: Arriverà, arriverà! Tu usi il termine "salvezza": quando usiamo questo termine sentiamo che c'è qualcuno che ci salverà, sentiamo di aver commesso innumerevoli atti criminali, di essere sporchi, di aver commesso molti peccati, e di aver bisogno che qualcuno venga a darci la salvezza, ma c'è un'altra filosofia, che usa il termine "realizzazione": essa è basata sul nostro sentimento di unità con Dio, il nostro Padre Celeste.

Quando un bambino è tutto sporco perché ha giocato nel fango, sua madre semplicemente lo pulisce. Il bambino non si sente in colpa perché si è sporcato, perché non sa agire diversamente: semplicemente continua a giocare e giocare e giocare! Ma la madre sa che il fango non è una buona cosa, e cosí ogni volta che il bambino corre da lei, immediatamente lo pulisce e lo rende nuovamente puro.

Allo stesso modo, non importa cosa facciamo, se solo corriamo dal nostro Padre Celeste, Lui ci renderà nuovamente puri, ma se pensiamo di essere molto cattivi, se sentiamo di essere come animali sporchi e brutti, non andremo da Lui. Cosicché, se proclamiamo Dio come nostra Madre e Padre, Dio farà ogni cosa per noi, e diverrà Sua Responsabilità renderci puri.

Quando preghiamo e meditiamo, giungiamo a realizzare che qualcosa è infinitamente piú alto della salvezza, e tale cosa è l'unione con Dio. Quando il Cristo disse: "Io e mio Padre siamo Uno", era la sua Realizzazione a parlare. Quando disse: "O Padre, perché mi hai abbandonato?", era l'umano in lui a parlare, mentre si separava da Dio, ma il divino in lui non avrebbe mai potuto separarsi da Dio, esso sentí: "Che io sia in Cielo o sulla Terra, Dio è in me ed io sono in Lui, noi siamo Uno." Questo sentimento di unità è chiamato Realizzazione.

Domanda: Vorrei ringraziarti. Da dove ricevi queste risposte?

Sri Chinmoy: Le tue domande sono molto significative. Le mie risposte non vengono dalla mente, vengono direttamente dal cuore e dall'anima. Ricevo queste risposte perché prego e medito. Tu hai letto molti piú libri di me, io non ho neanche completato le superiori, per non parlare dell'università, ma ricevo queste risposte in virtú delle mie preghiere e meditazioni. Se preghiamo e meditiamo, riceviamo la risposta mentre l'altro sta ancora formulando la domanda. Non devo consultare nessun libro per risponderti, perché le domande stesse contengono la risposta.

Sri Chinmoy, successivamente, chiese se i piccoli pazienti dell'ospedale pediatrico diretto dalla Dottoressa Vladimirskaya pregassero e meditassero al mattino.

Sri Chinmoy: Dato che sei a capo dell'ospedale, sai dell'assoluta necessità della Compassione e dell'Amore di Dio per quei bambini. In questa incarnazione stanno soffrendo molto, tu dai loro le medicine terrene, che li cureranno e gli permetteranno di restare sulla Terra per altri cinquanta o sessant'anni, ma se puoi dar loro anche le medicine Celesti, che sono la preghiera o la ripetizione del Nome di Dio, nella loro prossima vita avranno un'incarnazione migliore. Ora come ora, con una mano gli stai dando delle medicine, ma se tu potessi farlo con due mani, li aiuteresti infinitamente di piú. Dio si trova anche dentro le medicine terrene che gli stai dando, ma loro non sono consapevoli di Lui nelle medicine. Se puoi far sí che preghino, o ripetano il Nome di Dio al mattino, saranno piú consapevoli di Dio.

Dott.ssa Vladimirskaya: Cercheremo di farlo, ma nel nostro Paese è difficile, perché per moltissimi anni la religione è stata proibita. Ora non lo è piú.

Sri Chinmoy: Qui in America credono in Dio, ma nelle scuole è vietato pregare. Nelle scuole non permettono di pregare.

Dott.ssa Vladimirskaya: È una situazione molto difficile. Cercheremo di fare qualcosa. Stiamo anche cercando di cambiare la situazione nel nostro ospedale, per permettere ad ogni bambino di stare con i suoi genitori, questo è molto importante. Precedentemente era vietato, ma ora i bambini possono stare con le loro madri, padri, e nonni.

Sri Chinmoy: L'affetto è importante quanto le medicine. Nelle medicine può non esserci affetto, ma dentro l'affetto c'è sempre una medicina. L'affetto che danno la madre, il padre, la sorella, il fratello, è un grande aiuto, aiuta molto i bambini malati.

Parte II

SCA 411-412.-it Domande poste da discepoli di Sri Chinmoy, al ristorante Annam Brahma, il 25 maggio 1996 in Jamaica, New York.

Domanda: Spesso parli del "pianto interiore" e del "sorriso esteriore". Per certi motivi, quando raggiungo il pianto interiore, sembra che io non sia in grado di raggiungere il sorriso esteriore. Il pianto interiore mi fa sentire triste, e cosí non posso avere la gioia esteriore.

Sri Chinmoy: Se è il vero pianto interiore, se viene dal cuore, esso certamente ti darà gioia. Quello che attualmente sperimenti non viene dal cuore, ma dal vitale. Il vitale e il cuore sono molto vicini l'uno all'altro, e cosí a volte scambiamo il cuore per il vitale, o il vitale per il cuore. Se il pianto viene dal vitale, nella tua vita esteriore ci sarà depressione, ma se il pianto viene dal cuore, se è un vero pianto crescente, allora esso stesso è gioia. Quando aneliamo intensamente a Dio nella nostra meditazione o nelle nostre preghiere, non dobbiamo aspettare di riceverne i risultati: in quel caso l'anelito stesso è gioia.

Se affermi che il pianto-anelito è dentro, ma che sei depressa esteriormente, o che non stai diventando felice, significa che il pianto-anelito non viene dal cuore, ma dal vitale. Quest'ultimo è molto ingannevole: cerca di prendere il posto del cuore, il cuore è compassionevole, perciò permette al vitale di farlo. Se il fratello minore vuol dire a tutti di essere forte come suo fratello maggiore, gli altri possono riderne tra sé e sé, ma non lo deridono apertamente. Allo stesso modo, il cuore è compassionevole quando il vitale, il fratello minore, vuole recitare il ruolo del cuore.

Molto spesso il cuore può essere ingannato dal vitale, oppure può comportarsi come una madre o un padre compassionevole. La mente, invece, non permetterebbe mai al vitale di appropriarsi di un millimetro della sua proprietà. Ad esempio, se la mente è forte, non permetterà alla frustrazione, tristezza, o disperazione del vitale, di entrare in essa. La depressione del vitale e quella della mente sono completamente differenti, la mente ha i suoi specifici problemi, e non permette al vitale di entrare in essa ed aggiungervi i suoi problemi, o anche a portar via un solo pizzico di gioia, ma il cuore chiederà al vitale di rubare da lui della gioia, con la speranza che un giorno questo fratellino minore smetterà di rubare, iniziando invece ad aspirare.

Aggiungo, se è un vero pianto-anelito dal cuore, un anelito bruciante, esso stesso ha gioia, è la gioia stessa, ma molte volte, quando sentiamo che il nostro pianto-anelito è molto profondo, è in realtà il pianto della sofferenza del nostro vitale. Il vitale ci fa sentire che il nostro pianto-anelito viene dalle profondità recondite del cuore, in questo modo il pianto del vitale ci crea problemi. Anche se parliamo di un pianto-anelito intenso, non è l'intenso pianto-anelito del cuore. Il pianto del vitale infine incontrerà la frustrazione, perché è basato sull'aspettativa, ma quando abbiamo un pianto-anelito, o una brama, molto intensi per Dio, scopriremo che nel nostro anelito stiamo ricevendo tantissima gioia, anche se Dio non si presenterà dinanzi a noi, non avrà importanza per noi.

Non vorrei scoraggiarti, hai fatto esperienza moltissime volte dell'anelito del cuore, ma qualche volta il pianto viene dal tuo vitale, ed è per questo che ne ricevi tristezza.

Domanda: A volte, quando vediamo la condizione del mondo, e la mancanza di aspirazione dell'umanità, è difficile rimanere felici.

Sri Chinmoy: È difficile restare felici, perché il mondo soffre, ma dobbiamo ricordare che abbiamo un nostro mondo interiore. Se Dio vuole che noi piantiamo alcune nuove piante nel nostro giardino-del-cuore, o vuole che lo innaffiamo, o che lo puliamo, o che gli diamo il concime, è questo ciò che dobbiamo fare. Allo stesso modo, se Lui ci chiede di fare qualcosa nel mondo esteriore, di manifestarlo, dovremmo svolgere quel lavoro. Non importa cosa Dio ci chieda di fare, faremo del nostro meglio, ma poi dobbiamo arrenderci.

Stiamo cercando di cambiare il volto del mondo, il destino del mondo, ma il mondo non lo vuole, cerchiamo di dare saggezza a qualcuno, ma lui ci fraintende e ci critica, cosicché dobbiamo obbedire ad una sola Persona, il nostro Pilota Interiore. Se Lui ci chiede di dare qualcosa ad una persona, lo faremo, se in cambio tale persona ci deride o ci critica, se il nostro dono non viene accettato, non è un nostro problema: il nostro compito è quello di abbandonarci al Pilota Interiore.

Quando preghiamo e meditiamo, dobbiamo scoprire la Volontà di Dio ubbidendo agli Ordini di Dio. Dobbiamo scoprire cosa Lui vuole da noi, dopodiché, è sufficiente che riusciamo ad eseguire la Volontà di Dio, in misura della nostra capacità e con la massima sincerità. Ci guardiamo intorno e ci aspettiamo che il mondo cambi da un giorno all'altro, ma non succede cosí: i nostri vicini di casa, i nostri cari, non cambiano. Noi faremo del nostro meglio, potremmo essere fraintesi esteriormente, ma interiormente possiamo offrire pensieri positivi. Se esteriormente non cambia niente, che possiamo fare? Se è Volontà di Dio, continueremo, se non lo è, smetteremo. Possiamo restare felici solo eseguendo la Volontà di Dio. Se Dio dice: "Fai questo!", noi lo faremo, e poi ce ne "dimenticheremo." Se Dio dice: "Non far questo!", noi semplicemente non lo faremo.

La nostra felicità deve venire dal nostro servizio a Dio nell'umanità. Quando stiamo di fronte all'umanità, non dobbiamo dimenticare che stiamo servendo l'umanità precisamente perché Dio è dentro di essa. Se Dio, che è nell'umanità, sa quanto sinceramente abbiamo cercato di farlo, e se è compiaciuto del nostro sincero sforzo, dovremmo essere felici indipendentemente dai risultati.

La nostra difficoltà sta nel fatto che lavoriamo con impegno, offriamo conferenze, cerchiamo di rendere migliore il mondo, ma sentiamo che quest'ultimo sta solo peggiorando, ma solo Dio sa se il mondo sta davvero migliorando o peggiorando. Dio vuole da noi solo il nostro impegno sincero. Se pensiamo ai risultati, se pensiamo che ogni cosa è rimasta pessima proprio come prima, allora ci diremo: "A che serve pregare Dio?" Se non serviamo Dio per Dio stesso, se pensiamo che lo stiamo facendo per noi stessi, siamo destinati allora ad esserne frustrati. Se serviamo Dio per Dio, anche se non abbiamo successo, anche se non raggiungiamo il cosiddetto successo esteriore, a Dio non importa: Lui vuole solo vedere se noi stiamo seguendo il suo Comando sinceramente. In tal modo, se riusciamo a mantenere solida e sicura la nostra connessione con Dio, riusciremo a restare felici.

Parte III

SCA 413-419.-it Domande poste a Sri Chinmoy da suoi discepoli il 22 giugno 1996, all’Aspiration Ground, New York.

Domanda: Sul nostro sentiero può succedere che le necessità esteriori di una persona vengano soddisfatte, ad esempio qualcuno può trovare vitto e alloggio, amici, e piú dà l'impressione di essere spirituale, piú viene apprezzato dagli altri, magari resta per motivi esteriori, mentre interiormente potrebbe non avere la piú alta aspirazione per il Supremo. Per una persona cosí, è meglio restare sul sentiero con un'aspirazione insincera, con la speranza che un giorno essa divenga sincera, oppure cambiare vita?

Sri Chinmoy: Diciamo che qualcuno ha iniziato la sua vita spirituale con la massima sincerità, ma poi questa ha iniziato a scemare, se questa persona capisce di non essere stata in grado di recuperare tale sincerità durante gli ultimi cinque o sei anni, allora deve cercare la sua nuova barca, in altre parole, deve tornare alla vita ordinaria, perché non è solido nella vita spirituale, sta solo facendo una vita comoda, la sua disciplina spirituale è quasi nulla anche se, come dici, fa sentire agli altri di essere molto devoto, ma se vuole davvero sviluppare la sua sincerità, allora qualcosa dentro di lui lo pungerà, facendogli sentire che non è sincero.

Se dopo cinque o sei anni una persona non riesce a ritrovare la sua sincerità ardente, è inutile che rimanga sul sentiero, con la speranza che un giorno tale sincerità ritornerà di punto in bianco. Alcuni pensano che un giorno ogni cosa ritornerà, anche se hanno perduto la sincerità, hanno perduto la purezza, hanno perduto la sicurezza, hanno perduto la confidenza. Ognuno inizia con la sincerità: ogni persona che accetti la vita spirituale, vuol conquistare l'insicurezza, la gelosia, e le altre imperfezioni, ma dopo quattro o cinque anni di discesa, alcuni discepoli prendono quelle stesse debolezze come loro forza. Le debolezze cominciano a prender la forma di pretese: "Sono insicuro, perciò il Maestro dev'essere piú compassionevole verso di me, sono geloso, perciò il Maestro dev'essere piú compassionevole verso di me, deve pur sapere che sono debole, che sono impuro, perciò dev'essere piú compassionevole verso di me, lui vede che sto lottando per la purezza."

All'inizio quella pretesa non era nella mente del discepolo: se era insincero, stava disperatamente cercando di diventare sincero, se era impuro, stava cercando di diventare puro, se era insicuro, stava cercando di diventare sicuro. Stava aspirando per raggiungere tutte queste qualità divine attraverso il giusto metodo: preghiera e meditazione. Dopo cinque o sei anni, queste debolezze prendono un'altra forma: il discepolo avanza delle pretese verso il Maestro: "Io sono debole, sono stato con te per tanti anni! Cos'hai fatto tu? Come mai non mi stai rendendo perfetto?" Prima stava disperatamente cercando di diventare un perfetto discepolo, dopo alcuni anni, la sua teoria è cambiata, ora dice: "Ti ho dato molti anni della mia vita, ora è tuo preciso dovere rendermi perfetto!"

Se questi discepoli, che sono discesi considerevolmente nel corso degli anni, sentono che non c'è speranza per loro di risalire di nuovo le scale, allora per loro è una perdita di tempo restare sul sentiero. La nostra filosofia è quella della trascendenza e del progresso. Se dopo cinque o sei anni non riescono a ritrovare la sincerità o la purezza o le altre qualità divine con le quali hanno iniziato, se non possono tornare al punto di partenza, come avranno mai la determinazione di correre veloce, velocissimo, ed alla massima velocità? Io sento che quella di un carro indiano trainato da buoi, non è vera "velocità." Per queste persone, la destinazione rimarrà irraggiungibile, perché la meta è lontana, molto, molto lontana! Piú avanti ancora, quelle stesse persone che procedevano alla velocità di un carro da buoi indiano, odieranno la vita spirituale ed il loro Maestro. Diranno: "Cos'hai fatto? Ho dato trenta o quarant'anni della mia vita alla spiritualità: non mi hai reso sicuro, non mi hai reso confidente, non hai accresciuto il mio amore, non hai accresciuto la mia devozione, non hai accresciuto il mio abbandono! Hai fatto cosa?" Inizieranno a biasimare la vita spirituale, biasimare il Maestro, biasimare tutti quanti. Biasimando il Maestro, biasimando la vita spirituale, o il sentiero, non si arriva da nessuna parte.

Se non riescono a tornare al punto di partenza, in cui sanno quanta aspirazione, quanto amore per il sentiero, quanta devozione, e quanto abbandono avessero, se sono discesi, discesi, discesi, e dopo cinque o sei anni non c'è speranza che tornino al loro livello iniziale, se ora trovano difficile andare piú in alto, piú in profondità, piú avanti, verso la destinazione, per loro non c'è alcun vantaggio nel rimanere sul sentiero. Ci sono moltissimi in questa situazione, molti restano semplicemente perché hanno una vita confortevole. Ancora, devo dire che ci sono alcune persone che sono estremamente disciplinate. Stanno mantenendo la loro sincerità, e svolgono attività divine con tutto il cuore e l'anima. Devo dire che alcune persone hanno fatto un grandissimo progresso nel corso degli anni. Se non fosse per questo, la nostra nave sarebbe già affondata! Specialmente quest'anno, l'anno delle sorprese, i discepoli qui e in altri luoghi, hanno fatto grandissimo progresso. Esteriormente non può essere misurato, chi ha conquistato la gelosia, chi ha conquistato l'insincerità, chi ha conquistato altre imperfezioni: solo il Maestro può giudicare questo. I discepoli non possono giudicare nessuno, perché non sono nella posizione di poter entrare nel cuore di coloro che hanno fatto enorme, enorme progresso. Di nuovo, ci sono alcuni che mi hanno dato esperienze scioccanti nel corso degli anni, con la loro discesa: dire che sono discesi considerevolmente non è abbastanza.

Se ho capito bene la tua domanda, mi stai chiedendo: se qualcuno si sta auto-ingannando, se qualcuno non ha sincera aspirazione, dovrebbe continuare sul sentiero, con la speranza che un giorno la recuperi? . In passato di solito dicevo: "Anche se sbadigli solamente, sulla nave, va bene lo stesso: puoi dormire!" Ma ora vedo che alcune persone che dormono da tempo, tutt'a un tratto di svegliano e si allarmano, dicendo: "Dove siamo?!" Poi sentono che l'acqua è un luogo piú sicuro, cosicché saltano fuori dalla nave, in acqua. La sola consolazione è che ci sono persone che hanno fatto grandissimo, grandissimo progresso, interiormente ed esteriormente, specialmente quest'anno, l'anno delle sorprese. Ci sono anche quelli che sono discesi.

Ora, cosa possiamo fare? Mi dispiace per loro, perché stanno sprecando la loro vita, specialmente i giovani, se non recuperano la loro aspirazione dopo che l'hanno perduta, poi quando arriveranno a quaranta o cinquant'anni, se la prenderanno con me. Diranno: "Perché non ci hai aiutati a fare progresso? Perché non ci hai aiutati a conquistare queste difficoltà?" Io potrò solo dire di aver provato davvero a fare assolutamente del mio meglio, ma che loro non hanno avuto la necessaria ricettività.

Domanda: A volte ho un sacco di cose da fare, e non so quali siano le mie priorità.

Sri Chinmoy: Se si è nella vita spirituale, la priorità è sempre l'aspirazione e l'aspirazione stessa è dedizione. Se aspiri, saprai cosa devi fare. L'aspirazione ha dentro di sé il messaggio della dedizione, non possiamo separare l'aspirazione dalla dedizione, ma l'aspirazione dev'essere messa al primo posto. Se aspiriamo, è facile sapere cosa dovremmo fare, o chi dovremmo servire, ma se serviamo solamente, è difficile sapere per cosa aspirare, o come farlo. L'aspirazione viene sempre prima della dedizione. Dentro l'aspirazione c'è la dedizione. Possiamo apprezzare il profumo perché c'è un fiore, se non c'è un fiore, non può esserci profumo. Cosicché, l'aspirazione ti dirà certamente quali dovrebbero essere le tue priorità, all'interno dell'aspirazione puoi trovare tutte le risposte.

Domanda: Come possiamo sapere se siamo giustamente severi, con noi stessi, o solamente critici in un modo negativo?

Sri Chinmoy: Se aspiriamo sinceramente, dentro l'aspirazione ci sarà luce-giustizia. Se hai un'ardente aspirazione, dentro di essa ci sarà luce, ed è in funzione di essa che giudicherai te stessa nel modo giusto. La luce illuminerà la confusione della mente quando essa sarà troppo autocritica, o quando ti dirà che puoi prenderti un po' piú di conforto o piacere. L'intensità della tua aspirazione ti dirà se sei troppo autocritica, troppo clemente, o indulgente. L'aspirazione ha luce dentro di sé, e quella luce ti mostrerà se questo luogo è buio, o c'è confusione, o ci sono false fantasie mentali. Diciamo che un certo luogo è pieno idee sbagliate, ed un altro è pieno di confusione, e tu vi porti una torcia elettrica, se inizi a criticare te stessa, e vuoi essere piú severa con te stessa, la luce dirà: "No, non è necessario!" E se sei troppo auto-indulgente, la luce dirà: "Devi essere piú severa!"

Molto poche persone sono autocritiche. A volte l'orgoglio entra in loro, dicono: "Sono l'unico a voler diventare perfetto!" Tali persone pensano di essere le sole ad aspirare all'assoluta perfezione, sentono che solo loro la raggiungeranno, non gli altri. Naturalmente tale idea può non arrivare fino alla loro mente cosciente. Dal criticare me stesso, non potrò raggiungere la luce, facendolo, potrò solo indebolirmi, perché deliberatamente sto abbandonando l'aspetto positivo della vita. Se sento di non essere perfetto, o se non ho raggiunto un certo livello, cercherò di diventare perfetto. Se sento che oggi non posso darmi il voto di 100 su 100, ma solo 60, non devo comunque criticare me stesso, ma posso dire: "Oggi mi sono dato 60, domani cercherò di ottenere un 70." Criticando me stesso perché ho ottenuto un 60 quando pensavo ad un 80 o 90, perderò la mia profonda calma mentale, e rovinerò le mie possibilità.

Quando tiro la palla da pallacanestro, anche se conseguo solo 50 canestri su 100 tentativi, non me la prendo, ci scherzo su col mio miglior discepolo! Oggi ho detto: "Il mio miglior discepolo mi porta una gran sfortuna! Ogni volta che lui è con me, sono sfortunato! Quando è lui a porgermi la palla non conseguo neanche 50 canestri su 100!" Ma l'ho detto solo una volta, e poi ho smesso di scherzare. Una volta o due, dopo questo momento, il mio punteggio è stato basso, ma poi Dio mi ha detto: "Tieni la bocca chiusa!" Immediatamente Dio volle rendere felice il mio miglior discepolo, cosí conseguii 69 canestri su 100, ma se avessi mantenuto l'idea che questo poverino mi portasse sfortuna, non avrei raggiunto neanche 30 su 100!

Anche in questo caso, se hai dato un voto basso a te stessa, e senti di essere stata imparziale ed esserti data il voto giusto, non criticarti! Se lo fai, se dici: "Come posso meritare solo 50?!", allora ti stai solo indebolendo da sola. Invece, dovresti dire: "Mi son data un voto basso: ora impiegherò maggior determinazione! Invece di criticarmi, vedrò la cosa in modo positivo. La prossima volta meriterò un voto piú alto, grazie alla mia determinazione!"

Domanda: La mia domanda è su "Dio la Giustizia" e "Dio la Compassione." Se una persona si è comportata negli anni in un modo tale per cui Dio la Giustizia sta ora operando nei suoi confronti, invece di sentirsi abbattuto o spaventato, o invece di reagire in modo negativo verso Dio la Giustizia, è possibile sentire un eccezionale ed immenso amore per Esso? E in virtú di questo amore, può Dio la Giustizia trasformarsi in Dio la Compassione? Se la persona dice: "Non importa cosa fai, io Ti amo, io Ti amo", non succederà che Dio la Giustizia si muti in Dio la Compassione?

Sri Chinmoy: Dio la Giustizia non ha bisogno di tramutarsi in Dio la Compassione, perché la persona in oggetto è cosí aperta alla Luce di Dio, da esser diventata inseparabilmente uno con Dio. Il suo amore per Dio è cosí immenso, che quando Dio lo calcia, lui sente che Dio lo sta nutrendo con il Nettare. In quel momento non può separare Dio la Giustizia da Dio la Compassione, dato il suo immenso, intenso amore per Dio. Se vedi la cosa dall'esterno, dirai: "Dio mio, Dio lo sta punendo!", ma se il tuo cuore è inseparabilmente tutt'uno col Cuore di Dio, in quel momento vedrai che quella persona ha immenso amore per Dio.

È come la famosa storia su Narada. Narada meditò per alcuni anni e poi chiese a Vishnu quanti anni gli ci sarebbero voluti per Realizzare Dio, Vishnu disse: "Solo altre tre incarnazioni." Narada disse: "Tre incarnazioni!? È davvero troppo!" Era lí lí per abbandonare l'impresa. Poi qualcun altro, un ubriacone, chiese a Vishnu: "Quante incarnazioni mi ci vorranno per Realizzare Dio?" Vishnu disse: "Tante quante sono le foglie di quest'albero!" L'ubriacone iniziò a saltare di gioia, dicendo: "Evviva, un giorno potrò Realizzare Dio! Quest'albero è cosí piccolo, ha pochissime foglie!" Vedi il suo atteggiamento positivo! L'ubriacone saltava di gioia perché un giorno avrebbe potuto Realizzare Dio. Egli non vide quelle foglie come innumerevoli. Non è inimmaginabile che dovesse prendere cosí tante incarnazioni? . E Narada non voleva aspettarne neanche tre!

Il saggio Bhrigu volle vedere chi fosse il piú compassionevole tra gli dei. Andò da Brahma senza mostrargli rispetto, e Brahma si arrabbiò moltissimo, poi andò da Shiva allo stesso modo, e anche Shiva si arrabbiò tanto da volerlo ridurre in cenere. Infine Bhrigu andò da Vishnu, e lo trovò addormentato. Cominciò a prenderlo a calci! Poi salí sui suoi piedi. Vishnu, invece di usare i suoi poteri occulti per annientare Bhrigu, gli prese in mano il piede, dicendo: "Figlio mio, come stai!? Ti sei fatto male? Mi dispiace che mi hai colpito, ti sei fatto male facendolo?"

Questo è l'aspetto della Compassione del divino. Quando Bhrigu non fu rispettoso verso gli altri dei, questi s'infuriarono, ma poi andò nella stanza di Vishnu, dove quest'ultimo stava dormendo, e lo prese a calci con forza, e poi salí sui suoi piedi. da quel momento a Vishnu restò il segno dei piedi di Bhrigu!

Quando sentiamo la Giustizia di Dio, dovrebbe essere proprio cosí. Noi diciamo che Dio ci colpisce perché abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, ma invece dovremmo dire: "No, è per il mio bene che mi ha colpito!" Nel momento in cui sentiamo che Dio ci ha colpiti per il nostro bene dopo cosí tanti anni, nel momento in cui sviluppiamo questo tipo di sensibilità divina, non la chiameremo neanche piú "Giustizia di Dio", diremo: "O mio Dio, sei venuto, sei venuto, sei venuto! Ora fa' tutto ciò che vuoi! Prendimi a calci o buttami fuori! Fai qualsiasi cosa Tu voglia fare! Persino se vuoi uccidermi puoi farlo, perché ciò che voglio è la Tua Felicità!" Quando un cercatore diviene inseparabilmente uno con la Volontà di Dio, dice: "Fa' tutto ciò che vuoi! Se vuoi, uccidimi pure! Voglio solo la Tua Felicità!"

Cosicché, la Giustizia di Dio non ha bisogno di trasformarsi nella Compassione di Dio. Anche mentre il cercatore viene colpito, può prendere questo come Luce-Compassione di Dio. Qualunque cosa Dio stia facendo con qualcuno alla Sua Ora Prescelta, è per il meglio. Questa è la migliore attitudine. Quando un cercatore ha quest'attitudine, significa che Dio ha portato la coscienza del cercatore ad un livello molto alto. Sa che qualsiasi cosa Dio faccia, è per il suo bene, e sente che il solo modo in cui lui possa compiacere Dio costantemente, è avere questa forma di unità inseparabile con Dio. In quel momento, il cercatore è andato molto al di là del dominio della Giustizia e Compassione: è nel dominio della delizia e dell'estasi, perché Dio l'ha toccato. Nuota nel mare della delizia, semplicemente perché Dio si è preso la briga di toccarlo.

Domanda: Nel corso degli anni, ti ho sentito ripetere che molte volte dopo la meditazione i discepoli non assimilano ciò che hanno ricevuto. Potresti dirci cosa fare o non fare, per poter assimilare?

Sri Chinmoy: Ci sono due o tre modi in cui potete assimilare nel vostro sistema la luce, pace, o beatitudine che avete ricevuto da una buona meditazione. Un modo è quello di essere assolutamente rilassati. Questo tipo di relax, non è guardare la televisione o leggere il giornale! Dovreste leggere solo libri spirituali, o stendervi e canticchiare tranquillamente dei canti spirituali. Canticchiare dei canti spirituali dopo una meditazione profonda, è il modo piú facile ed efficace per assimilare. Potete anche leggere dei libri spirituali, ma cantare è meglio, per una brava cantante come te. Per i "cantanti", questo è il modo piú facile ed efficace. Potete cantare o ascoltare la mia voce, ma è meglio se cantate voi stessi. Dato che avete avuto una buona meditazione, potrete aggiungervi qualcosa col vostro cantare. In tal modo sarà facilissimo assimilare i risultati della vostra meditazione profonda e sublime.

Ci sono anche altri modi. Uno dei quali è camminare, molto molto lentamente, e lasciare che Madre Natura vi aiuti ad assimilare. Essa, in modo molto tenero e calmante, vi aiuterà ad assimilare tutte le cose divine che avete ricevuto durante la vostra meditazione, ma Madre Natura è di grande aiuto solo al mattino presto e alla sera, in altri momenti è molto difficile ricevere il suo aiuto, perché ella si è arresa all'umanità, oppure è stata rovinata o inquinata dall'agitazione dell'umanità. Se hai una buona meditazione durante il giorno, la cosa migliore è cantare.

Domanda: Dopo le nostre meditazioni alle Nazioni Unite, dobbiamo tornare al lavoro: dato che non possiamo distenderci o cantare, c'è altro che possiamo fare per assimilare? A volte cominciano tutti a parlare non appena tu esci dalla sala.

Sri Chinmoy: Puoi cantare a bassa voce o in silenzio. Se canti Jiban Debata in silenzio, chi ti potrà udire? Il tuo capufficio non potrà dirti nulla se fai cosí. Se canti in silenzio, come può il tuo capufficio, o alcuno, dirti alcunché? Se tutti parlano mentre io esco dalla sala, attendi due o tre minuti: quelli che parlano se ne andranno, perché devono tornare al lavoro, ma tu puoi restare al tuo posto per altri tre o quattro minuti, aspetta che se ne vadano, loro non staranno vicino a te e non ti aspetteranno per darti fastidio. A parte questo, se anche tu devi correre al tuo lavoro, la cosa migliore è cantare in silenzio: non devi cantare a voce alta o neanche udibile.

Quando hai un'esperienza elevata, un'altra cosa che puoi fare, coscientemente e deliberatamente, è respirare piú lentamente possibile, questo puoi farlo sempre: nessuno si accorge che tu respiri lentamente ed in silenzio. Respira piú lentamente e silenziosamente possibile. Cerca di sentire che se mettessi un filo o un nastrino davanti al tuo naso, esso non si muoverebbe. Nessuno sarà disturbato da ciò che fai, e anche tu non sarai disturbato da nessuno.

Domanda: Come devo comportarmi se non rispetto la persona con cui lavoro?

Sri Chinmoy: Esiste il buon senso. Immaginiamo che il tuo capufficio si comporti in modo completamente sbagliato riguardo ad una certa cosa. Se litighi con lui e lui ti mette nella lista nera, poi va a finire che ti licenzia. Nessuno vuol essere corretto, o ripreso. Questa è la vita umana, specialmente nel caso dei "capi": è al di sotto della loro dignità essere corretti da quelli che sono sotto di loro.

Il buon senso ci dice che se il tuo capufficio ti licenzia, sarai nei guai, se fa su di te un rapporto molto negativo, sarai nei guai, non sto dicendo che dovresti adulare il tuo capufficio, ma solo che a quel punto puoi ignorare la situazione. Dici a te stesso: "Il mio capufficio sbaglia, cosa posso farci? Se cerco di riprenderlo o correggerlo si arrabbierà." Cosicché puoi far finta di niente, rimanere estranea alla situazione. Questo è il buon senso. Di nuovo, ci sono delle persone piene di energia create da Dio che combattono per la giustizia. Se il loro capufficio sta facendo qualcosa di anti-divino, o immorale, una tale persona direbbe: "Che mi licenzi pure! Mi troverò un altro lavoro. Voglio giustizia. Le Nazione Unite è un luogo sacro. È stato già corrotto da certe persone. Non voglio altra corruzione, non voglio che costui aumenti la corruzione di cui le Nazioni Unite sta già soffrendo!" Ci sono persone cosí – forse una su diecimila.

Devi vedere a quale categoria appartieni. Puoi ignorare ciò che sta succedendo, come se non avessi visto niente di sbagliato, oppure, se senti sinceramente che l'anima delle Nazioni Unite sta subendo, il cuore delle Nazioni Unite sta subendo, a causa degli atti anti-divini di funzionari di alto livello, puoi farti sentire. Potrebbero esserci trenta o quaranta persone abbastanza coraggiose in grado di farlo. Naturalmente le Nazioni Unite potrebbero non cambiare la loro linea di condotta, ma il mondo può esser reso consapevole di quanti siano i modi in cui le Nazioni Unite possano essere perfezionate: non sto usando il termine "criticate", quello è un termine negativo, ma può essere messo in luce il fatto che le Nazioni Unite possano migliorare, in vari modi. Se si possono trovare dei modi per aiutare gli alti funzionari, o i diplomatici che rappresentano i propri Paesi, a cambiare le loro prospettive, per certo, un giorno, le Nazioni Unite miglioreranno.

Non abbandonerò mai la speranza per le Nazioni Unite, finché sono sulla Terra, non ho fiducia in tutti, dal piú umile al piú altolocato, ma se parliamo del cuore delle Nazioni Unite, se parliamo dell'anima delle Nazioni Unite, devo mantenere, e di fatto manterrò sempre la mia fede, perché il cuore delle Nazioni Unite e l'anima delle Nazioni Unite sono uniche. Inoltre, vi lavorano tante persone "comuni" però, alcune di esse coprono le piú alte posizioni, altri le piú basse. Se i funzionari piú altolocati non lavorano nel modo giusto, per i funzionari piú modesti è molto difficile, se non impossibile, farlo. È come in una famiglia: se i fratelli maggiori non sono divini, se fumano, bevono, fanno molte cose anti-divine, i fratelli e sorelle minori troveranno davvero difficile condurre una vita spirituale.

Se le autorità non si comportano nel modo giusto, per le persone che lavorano sotto di loro è molto difficile cambiare, quelli di livello basso soffrono moltissimo per questo. Ancora però, questi ultimi possono essere forti moralmente, spiritualmente, e in ogni modo far notare che ciò che fanno i loro superiori è anti-divino ed assurdo, e rovinerà soltanto il prestigio delle Nazioni Unite, ma dove possiamo trovare tali eroici combattenti?

Parte IV

SCA 420-425.-it Mr. Radhakrishna Pathak, "Associate Editor" di un giornale di Delhi, intervista Sri Chinmoy all'Aspiration Ground, il 2 settembre 1996.

Questa è Madre Kali

Sri Chinmoy: Tua moglie è una grande devota di Madre Kali. Tua moglie sa che anch'io lo sono? Io sono ancora al mondo grazie a Madre Kali! Quand'ero ragazzo, adolescente, ero un grande atleta! Sono cresciuto nello Sri Aurobindo Ashram: lí sono stato campione di decathlon per due anni consecutivi, fui primo in dieci discipline complessivamente, mi sto vantando!. Inoltre fui il miglior velocista per sedici anni consecutivi! Rispetto agli standard indiani ero ad un ottimo livello.

Tornando a Madre Kali. Un giorno si gareggiava nei 400 metri. Io fui il piú veloce per i primi 300, poi divenni stanchissimo: durante gli ultimi cento metri stavo per crollare, infine, dopo completati i quattrocento metri, crollai: la mia anima lasciò il corpo mentre ero disteso presso la linea del traguardo.

Mentre cosí la mia anima andava su, chi vidi? La mia Madre Kali! La quale afferrò la mia anima con molta forza e la rimise nel corpo! Ecco come sono ancora vivo, altrimenti la mia anima sarebbe andata via.

Di tutte le Dee cosmiche, Madre Kali è la mia piú cara. È la Madre della piú alta velocità, ed anche la Madre della Compassione. Tutte le Madri divine, le divine Dee Cosmiche, hanno Compassione, ma Madre Kali è la piú veloce in tutto. Possiamo sbagliare migliaia di volte, possiamo sguazzare nei piaceri dell'ignoranza per lunghissimo tempo, ma se la sua Grazia discende, in un batter d'occhio tutte le nostre debolezze, errori, e cosiddetti peccati, possono essere annullati, illuminati, o purificati. Questa è Madre Kali. Sono cosí lieto di apprendere che tua moglie sia una grande devota di Madre Kali, dato che per me è lo stesso

Mr. Pathak: Non so come io possa essere qui, è solo grazie alla tua grazia, sono davvero meravigliato di essere qui!

Sri Chinmoy: Hai una bellissima anima. I tuoi genitori ti hanno dato un bellissimo nome, soulful: Radhakrishna. In te sono insieme Radha e Krishna. Radha era tutto amore, tutta devozione, per Sri Krishna, il suo amore per Sri Krishna era senza eguali. E quale amore di Sri Krishna per Radha! L'aspetto materno in Radha è quello della compassione. Esso è come una calamita, è infinitamente piú facile arrivare al Signore Krishna attraverso Radha, che viceversa.

Anche nella vita umana, è piú facile arrivare al padre attraverso la madre, se devi raggiungere direttamente il padre, è difficile, ma la madre sa quando il padre si sta riposando o quando è di buon umore, sa quando il padre è accessibile e disponibile. La madre è il ponte tra i bambini e il padre, perché i primi hanno una connessione piú intima con la madre che con il padre. La madre rappresenta Madre Terra, il padre rappresenta il Padre Paradiso. È difficile andare direttamente nel Paradiso, abbiamo bisogno del ponte: la madre. La madre può essere al quarto piano e il bambino al primo, ma non appena la madre ode il figlio piangere, viene giú a vedere se ha bisogno del latte o di qualcos'altro. Se il padre ode il figlio piangere, dice: "Arrivo!" Ma ci mette un po', sente che il figlio non sta per morire lí per lí! Ma l'affetto della madre è tale, che lei sente che è successo qualcosa. Non è successo nulla, è solo che il figlio piange per il latte della madre o per qualcos'altro, ma la madre non può aspettare neanche un secondo!

La saggezza della madre sta nell'affetto. Quella del padre, nella luce. Il padre ci parla di alta filosofia, dell'universalità di Dio, dell'auto-trascendenza di Dio: di ogni cosa che vogliamo sapere. Quando dobbiamo aver a che fare con qualcosa di vasto, piú vasto, ancora piú vasto, parliamo del padre, ma quando invece si tratta di qualcosa di intimo, piú intimo, ancora piú intimo, è la madre la persona di cui parliamo. Se abbiamo un piccolo male, ci rivolgeremo alla madre, e lei verrà.

Il padre rappresenta vastità e luce. La madre rappresenta intimità e affetto. Queste due cose sono entrambe necessarie. I Veda dicono che dentro il finito c'è l'Infinito. Nel cuore c'è l'anima, e quest'ultima rappresenta Dio, in un minuscolo atomo c'è il cosmo, allo stesso modo, la madre e il padre sono come un bellissimo fiore ed il suo profumo, non possono essere separati.

Sono davvero contento del fatto che i tuoi genitori ti abbiano chiamato Radhakrishna. Radha è la madre e Sri Krishna è il padre. Piú in alto andiamo, piú ci è chiaro che Radha e Sri Krishna sono inseparabilmente uno, potrebbe apparire che Radha sia solo una devota che tocchi i piedi del Signore Krishna, sí, questo è vero, ma quest'ultimo l'ha innalzata in alto, piú in alto, il piú in alto possibile. Cosicché, quando vediamo Radha e Sri Krishna insieme, in quel momento si tratta dell'aspetto trascendentale piú elevato di Dio: Dio il Creatore e Dio la Creazione insieme. Dio nella Sua Forma maschile, e Dio nella Sua Forma femminile. Questo è Radhakrishna.

Poi ancora, Sri Krishna e Madre Kali sono uno. Ho scritto molti canti e molte storie in cui Lord Krishna e Madre Kali sono tutt'uno. Sono inseparabili, nonostante abbiano nomi differenti. Se adori sinceramente il Signore Krishna, riceverai benedizioni da Madre Kali, allo stesso modo, se preghi Madre Kali, per certo il Signore Krishna ti benedirà: loro sono assolutamente uno. Tu sei un padre, e sei anche un grande editore. Quando lavori in ufficio, ti chiamano Mr. Pathak, i tuoi bambini ti chiamano Padre, o Baba in bengalese, o qualcosa del genere. Anche in francese, sarà tutto diverso. Tu sei la stessa persona, ma ognuno ti chiama con un nome diverso, la tua realtà divina è la stessa, sia che tu sia in ufficio, o a casa che mangi insieme ai tuoi figli, ma la tua realtà divina esprime se stessa in modi diversi in luoghi diversi, tuo figlio non sarà mai felice di chiamarti Mr. Pathak, si sentirebbe triste, ma i tuoi colleghi e conoscenti sono contenti di chiamarti cosí, quando sei insieme ai tuoi amici, di nuovo mostri un altro aspetto. Io ricevo gioia dal chiamarti con il tuo nome proprio, qualcun altro avrà gioia dal chiamarti per cognome, di nuovo, i tuoi figli e tua moglie ti chiameranno in modi diversi, ognuno sa che tu sei la stessa persona, ma ognuno riceve gioia utilizzando un diverso nome. Noi siamo venuti al mondo per dare gioia ad ogni individuo in un modo specifico, siamo tutti Creazioni di Dio, io potrei aver piú gioia rivolgendomi a Lord Krishna, mentre tu potresti averne di piú rivolgendoti a Madre Kali.

Io nacqui a Chittagong, ad undici anni e mezzo mi trasferii nello Sri Aurobindo Ashram, restai lí fino a trentadue anni, dopodiché venni qui per essere di servizio a Dio. La mia filosofia è: ama e servi. Se amiamo qualcuno, dobbiamo servire quella persona. La madre ama il bambino, ecco perché lo serve, il bambino ama la madre, ecco perché il bambino serve la madre, se amiamo veramente Dio, non avremo esitazione a servirlo. Allo stesso modo, se serviamo qualcuno, per certo lo amiamo. Serviamo i nostri genitori in forza del nostro amore. Ora amiamo qualcuno, subito dopo serviamo quella stessa persona.

Hai qualche domanda specifica che vorresti pormi?

Mr. Pathak: Le domande vanno e vengono. Per favore benedicimi, in modo che io possa diffondere il tuo messaggio!

Sri Chinmoy: La tua anima mi ha già contattato da almeno due anni. Fisicamente sei venuto ora a vedere il tuo Guru, ma spiritualmente la tua anima creò la sua connessione con me almeno due anni fa. Ora sei venuto qui per essere consapevole esteriormente, ma il riconoscimento interiore avvenne tempo fa.

Mr. Pathak: Per anni non ho creduto nella figura del Guru.

Sri Chinmoy: Perché mai dovesti credere in un Guru, fintantoché credi in te stesso? Se hai fede in te stesso, significa che hai fede in qualcosa di elevato, divino, puro, e immortale. Non hai bisogno di credere in un Guru, fintantoché credi in te stesso.

Mr. Pathak: Ma non si può conoscere se stessi senza un Guru.

Sri Chinmoy: Cos'è che fa il Guru? La funzione del Guru è molto semplice, ti dice: "Tu non sai cosa c'è dentro di te: dentro di te c'è una cassaforte, e dentro di essa possiedi il piú bello e costoso diamante, ma ne hai perduta la chiave. Il mio compito è quello di aiutarti a trovare la chiave. Cercherò la chiave e la troverò, poi te la darò, e tu aprirai la cassaforte, non appena lo farai, vedrai il diamante dentro di te. Questo diamante è la tua divinità.

Il ruolo del Guru è quello di mostrarti la strada. Tu hai perso la tua stessa divinità, ma il Guru serve a riportarti da essa. La divinità è già lí, il Guru non ti dà la divinità, è Dio che ti ha dato la divinità, ma il Guru è il messaggero: egli ti mostra la tua divinità.

Il Guru è il ponte tra l'uomo e Dio, hai bisogno di un ponte, per andare da un luogo all'altro. Quando Sri Rama dovette andare a Lanka per combattere contro Ravana, ebbe bisogno di un ponte su cui passare. Nel nostro caso, abbiamo bisogno di un ponte per andare alla Sponda d'Oro, il Guru ci dice che l'Altissimo è il solo Guru: il vero Guru è Dio, il vero Guru è tuo Padre, e mio Padre, ma siccome tu sei piú giovane di me nella vita spirituale, io dico a te: "Vieni con me: ti mostrerò dov'è nostro Padre." Il fratello maggiore conosce meglio il padre, rispetto al fratello minore.

Tu sei mio fratello spirituale, proprio come gli altri sono miei fratelli e sorelle. Il vero Guru è l'Assoluto Signore Supremo. Io l'ho già Realizzato, anche tu devi farlo.

Ora è arrivato il tempo, per me, di aiutare l'umanità a recarsi dal piú alto Assoluto Signore Supremo, perché io so di averlo già Realizzato. Non solo in questa incarnazione: l'avevo Realizzato già in incarnazioni precedenti, in questa incarnazione, Dio, in virtú della Sua infinita Bontà, vuole che io Lo manifesti. In precedenti incarnazioni ho passato del tempo nelle caverne dell'Himalaya, presso il confine col Nepal, quante austerità ho praticato nelle caverne himalayane! In questa incarnazione, Dio vuole che io stia nel Paese ultramoderno, l'America. Ogni cosa è una Creazione di Dio. Se Lui vuole che io stia in una caverna, starò in una caverna. Se vuole che io stia in un palazzo, starò in un palazzo. Questo è chiamato abbandono. Se vuole che io stia in India, starò in India. È stato Lui a portarmi in America, perché voleva che io servissi l'umanità qui in America, altrimenti, quanti Paesi, e quante persone avrebbero potuto ricevere il mio servizio? Se fossi rimasto in India, in un villaggio o in qualche altro luogo, Dio non mi avrebbe dato tale opportunità di essere di servizio. Adesso, persone da tantissimi Paesi, anche dall'ex Unione Sovietica, vengono tutte qui. Qui in America, Dio ha voluto che io fossi come un albero: un albero ha tantissimi rami, fiori, frutti, ed innumerevoli foglie. Lui ha scelto per me l'America, cosí che io potessi essere di grande servizio all'umanità.

Di nuovo, se Dio mi chiede di tornare in India, ci andrò con gioia. Nell'ashram di Sri Aurobindo ero il segretario di Nolini Kanta Gupta, che era il segretario principale di Sri Aurobindo. Io ero alquanto felice lí, ero un atleta, e scrissi abbondantemente. In quei giorni, non si davano voti lí nell'ashram, ma io studiai moltissimo, sarei potuto restare in India, e ancora, potrei ritornarci, qualsiasi cosa Dio vuole che io faccia, la farò con gioia. Se mi chiede di sedermi, mi siederò, se vuole che io corra, correrò, mi chiese di venire in America, nel trambusto della vita, quando arrivai in America, essa era come un leone ruggente! Pondicherry era un villaggio cosí tranquillo, era la semplicità incarnata! Dalla semplicità dovetti venire nella diversità, perché Dio mi volle qui, e Lui sta esprimendo Se stesso qui, in e attraverso di me. Esattamente allo stesso modo, Lui vuole esprimere Se stesso in ed attraverso di te, ed attraverso ogni persona.

Ci sono vari modi di lavorare per diffondere la Luce di Dio, e tu lo stai già facendo. Molto spesso pubblichi cose spirituali, e moltissime persone mi hanno conosciuto attraverso il tuo giornale.

Io capisco che sia tuo grande desiderio avere alcuni condiscepoli o cercatori in India. Se riesci ad ispirare alcuni cercatori a Delhi a seguire la nostra filosofia, anche quello sarebbe di grandissimo servizio. Da "uno" diveniamo "molti." Puoi vedere che moltissime persone son venute sul nostro sentiero dalla Germania: da uno sono diventati molti, un cercatore ha ispirato alcune persone, e loro a loro volta hanno ispirato altri. Quando un seme germina, diviene una pianta, e poi un enorme banyan, con migliaia di foglie.

La filosofia di Swami Vivekananda, all'inizio venne accettata da un solo discepolo, un professore di una scuola del Sud dell'India, fu lui quello che iniziò a diffondere la luce di Swami Vivekananda. Il seme è sempre uno, successivamente diviene un albero, e produce innumerevoli semi, un seme entra nel terreno, e quando si trasforma in albero, produce moltissimi semi, moltissimi fiori, dopodiché, molti viaggiatori e pellegrini arrivano e si deliziano della bellezza e profumo dei fiori. Cosicché, se sei ispirato, puoi ispirare gli altri.

Quando un bambino sorride a suo padre e sua madre, i genitori sentono di aver ricevuto il mondo intero, il bambino non possiede soldi, non possiede sapienza, possiede solo un sorriso, un solo sorriso di un bambino conquista il nostro cuore. Gli altri possono darci conoscenza, e tantissime altre cose, ma noi non ne siamo soddisfatti, ma il piccolo sorriso di un bambino ci dà tanta gioia e tanta soddisfazione.

Esattamente allo stesso modo, quando il Signore Krishna ci sorride, o Radha ci sorride, riceviamo il mondo intero. Il Signore Krishna non deve dare al cercatore dieci case o dieci automobili: quando Krishna sorride ad un cercatore, questo riceve il mondo intero.

Cos'è la Realizzazione di Dio? Solo un sorriso, e la soddisfazione. Se vediamo che Dio è soddisfatto di noi, che Dio ci sta sorridendo, significa che abbiamo ricevuto il mondo intero, ma per ricevere quel Sorriso da Dio, dobbiamo prepararci. Dobbiamo pregare, dobbiamo meditare, dobbiamo dargli tutto ciò che abbiamo e tutto ciò che siamo.

La nostra difficoltà è che quando andiamo da Dio, sentiamo di dover essere puri, di dover essere sinceri. Dio dice: "Va bene, diventa puro, diventa sincero, ma se sei ancora impuro dove andrai? Se sei ancora insincero dove andrai? Devi venire da me con la tua purezza e con la tua impurezza, con la tua sincerità e con la tua insincerità."

Un bambino esce di casa e gioca sul terreno, nel fango e nel terriccio, poi va dalla persona giusta, sua madre, e cosa fa sua madre? Lo ripulisce. Mica il bambino si è lavato in un laghetto o in una piscina, prima di andare da sua madre! No, va da sua madre pieno di sabbia e fango, sa che sua madre dirà: "È il mio bambino", e lo laverà e gli offrirà tutto il suo affetto.

Esattamente allo stesso modo, dobbiamo andare da Dio con tutte le nostre imperfezioni. Se diciamo: "No, devo prima conquistare la mia impurezza, devo conquistare le mie gelosia ed insicurezza!", dovremo aspettare milioni di anni! Diciamo: "Dio, Tu conosci il mio cuore, sono insincero, sono impuro, sono geloso, puoi cacciarmi via se vuoi." Ma Dio dice: "Vieni da Me, l'ora è scoccata, è tempo che tu corra verso di Me."

Quando Lord Krishna suonava il flauto nei piú svariati momenti, Radha era sempre pronta. Aveva marito, ma correva dal Signore Krishna, perché la chiamata era arrivata. A qualunque ora Lord Krishna suonasse, Radha e le gopi accorrevano, perché l'Ora era giunta, abbandonavano ogni altro impegno, in quel momento non pensavano: "O Dio, non siamo pure!" Correvano per ricevere l'affetto, l'amore, e le benedizioni di Lord Krishna.

Nel nostro caso, l'Ora è suonata. Quando questo succede, non ci guardiamo intorno, o non facciamo attenzione a come siamo vestiti: Dio non ci chiede nulla dal nostro aspetto, ci chiede il nostro cuore. L'amore del bambino per sua madre e suo padre, lo costringe a correre dai suoi genitori, esattamente allo stesso modo, dobbiamo correre verso Dio, non importa cosa siamo, non importa dove siamo. Dobbiamo correre verso Dio perché l'Ora è suonata. Dio dice: "Vieni con tua moglie, con i tuoi figli, e con la tua "grande famiglia", la tua grande famiglia sono i tuoi amici, i tuoi cari, e i tuoi conoscenti."

Prima io non conoscevo i miei figli spirituali, ora essi sono parte stessa della mia vita. Proprio come un padre umano, quante volte li sgrido, li riprendo! Ma il loro amore è cosí forte, che sanno quanto li amo. Esattamente allo stesso modo, i genitori sgridano i loro figli, ma i figli sanno quanto amore i genitori hanno per loro. Ecco la famiglia "una", la famiglia "una": una casa-di-unione.

Quando fai ritorno a Delhi, puoi diffondere la Luce del tuo Guru parlando alle persone. Ancor piú di questo: loro vedranno qualcosa di totalmente differente in te. Non appena i tuoi amici e colleghi ti vedranno, vedranno qualcosa di diverso nei tuoi occhi, nel tuo volto. È qualcosa di migliore, qualcosa di piú elevato, qualcosa di piú puro, qualcosa di piú divino. Ora sei venuto dal tuo Maestro, e da qui porterai la bellezza interiore, la fragranza interiore, la luce interiore, e la delizia interiore.

Dopo essere stato qui per due settimane, tornerai indietro. Tua moglie ti conosce da moltissimi anni. Ora lei vedrà e sentirà in te qualcosa di spirituale, divino, e massimamente illuminante, dirà: "Mio Dio, cos'è accaduto a mio marito?" Quanto progresso vedrà nei tuoi occhi umani, perché lei stessa ama Madre Kali!

La tua mera presenza riuscirà ad ispirare i tuoi amici, i tuoi colleghi, e i tuoi cari. Le cose che ora stai ricevendo dal tuo Guru o dalla tua aspirazione verranno alla luce, e riuscirai a manifestarle. Ciò che semini raccogli: qui hai seminato divinità, lí la tua divinità verrà in luce.

Mr. Pathak: A volte la paura non mi permette di andare, mi trattiene

Sri Chinmoy: Paura di cosa? Quando i tuoi bambini avevano due anni, eri cosí alto e forte, avevano forse paura di te? No, perché sapevano che sei loro padre. I tuoi bambini erano molto piccoli, ma ti conoscevano nel tuo aspetto di affetto, e non avevano paura di te.

È come l'oceano. La goccia non ha paura dell'oceano perché conosce la sua unità con l'oceano. Un bambino piccolo non ha paura di suo padre, perché sa che quella persona è suo padre: perché dovrebbe aver paura dell'amore di suo padre?

Cosicché, di cos'hai paura? Cosa ti rende spaventato? Lanciarti nello "sconosciuto"?

Mr. Pathak: L'incertezza.

Sri Chinmoy: La sera vai a dormire, e la mattina presto, alle cinque o alle sei, ti svegli. Se pensi alla notte in quanto tale, se guardi il cielo notturno, vedrai qualcosa di misterioso, sconosciuto, ma allo stesso modo, se guardi il cielo con il cuore, non ne hai paura, perché sei diventato il cielo stesso. La goccia d'acqua ha creato la sua identità con il vasto oceano, e cosí la goccia non ha paura dell'oceano. Un bambino ha stabilito la sua unità con suo padre, quest'ultimo è molto alto e forte, ed è una persona importante, un editore, ma al bambino non interessa quale sia la qualifica del padre, sa che suo padre è tutto amore. A tuo figlio non interessa ciò che sei nel mondo esteriore, gli interessa solo il tuo affetto, la tua compassione, il tuo amore.

Il motivo per cui abbiamo paura, è precisamente che non creiamo la nostra unità con la vastità. Lo "sconosciuto" non rimane tale, l'"incerto" non rimane tale. Prima che arrivi l'alba, prima del sorgere del Sole, la notte è un mistero, ma quando vediamo l'alba, ciò che è sconosciuto diviene "conosciuto." Anche la vita spirituale è cosí: aspiriamo per Il Piú Alto, ma poi c'è incertezza, non solo nella vita spirituale, anche nella vita ordinaria, prima che raggiungiamo la nostra meta, in qualsiasi momento, è tutto incerto. Ho un obiettivo, ma non so neanche cosa succederà quando lo raggiungo: vedrò un bellissimo giardino o qualcosa di totalmente diverso?

È da dentro che dobbiamo sapere cosa accadrà, o dobbiamo credere in qualcuno che ha provato lo stesso problema all'inizio del suo viaggio spirituale. Le persone che hanno Realizzato Dio, come Lord Krishna, Lord Budda, Sri Ramakrishna, Sri Aurobindo, ed altri, hanno avuto lo stesso problema, poi videro che lo sconosciuto, l'inconoscibile, può esser conosciuto. Lo sconosciuto può esser conosciuto facilmente.

Nell'alfabeto, dopo la A viene la B, e poi C, e D. Insegni la A al tuo bambino ed in quel momento la B per lui è sconosciuta, tu sai che la B viene subito dopo la A. Una volta parlavo ad un bambino americano di soli due anni, gli stavo dicendo che dopo la A viene la B, e poi la C: lui pensava che io fossi un mago! Da dove venivan fuori la B e la C!? Per lui arrivavano dal Cielo o qualcosa del genere. Cosicché, per una persona adulta A, B, C, e D sono conosciute, ma per un bimbo piccolo sono sconosciute.

Allo stesso modo, quando hai paura dello sconosciuto, devi sentire che esso esiste, e che molte persone l'hanno visto. Il luogo di cui oggi tu sei inconsapevole, è stato visitato da molte persone. Non è qualcosa di pericoloso, non è qualcosa di distruttivo, no, no, no! Possiamo conquistare l'incertezza o la paura dello sconosciuto, attraverso la fede in qualcun altro che c'è andato.

In un grande palazzo ci sono moltissime stanze, quando ti avvicini al palazzo vedi che è tutto buio, perché all'interno non sai dove sia un interruttore della luce, ma poi viene un elettricista e ti dice: "Ecco qui l'interruttore, basta premerlo", e tutto va a posto. Prima che venga accesa la luce hai paura, perché il palazzo è immerso nel buio. Allo stesso modo, il Maestro viene e preme l'interruttore, e tu vedrai che lo "sconosciuto" è completamente illuminato, ma se vai lí da solo e non sai dov'è la luce, naturalmente avrai paura.

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci accenda la luce, per ogni cosa nella vita. Come ti dissi mezz'ora fa, dentro di te c'è il tesoro, ma qualcuno deve venire a mostrartelo. Se ricevi aiuto da una guida interiore che ti illumini, essa farà il necessario, allora non potrà esserci neanche uno iota d'incertezza nella tua vita. Ogni cosa diviene assolutamente positiva. Diventiamo sicuri, quando vediamo che qualcun altro è già passato per quello che stiamo sperimentando. Chiunque sia il mio insegnante, ha avuto anch'egli lo stesso problema all'inizio, quando era ancora uno studente, ora è diventato il mio insegnante, il suo compito è quello d'insegnarmi, dipende da me l'aver fede in lui o meno.

Il mio Guru ora è l'Assoluto Supremo, ma prima avevo un Guru umano. Lui aveva Realizzato Dio, ma prima che ciò avvenisse, aveva anch'egli incertezza e molte altre difficoltà. Allo stesso modo, Swami Vivekananda aveva molta incertezza, non sapeva cosa sarebbe accaduto nella sua vita, prima che venisse in America aveva molta paura, pensava a cosa sarebbe potuto accadere! Ma venne qui e conquistò il cuore dell'America, solamente dicendo: "Fratelli e sorelle, sorelle e fratelli!"Dopodiché riuscí ad irraggiare la luce di Sri Ramakrishna. Ogni persona ha incertezza all'inizio.

E di nuovo, chiunque abbia fede in Dio, in qualche momento attraversa una galleria buia. Quando vai a Manhattan dal Queens, attraversi una galleria. Quando vi entri per la prima volta potresti dire: "O Dio, dove stiamo andando? È tutto buio. Le auto si scontreranno!" Poi dopo alcuni minuti sei fuori dalla galleria ed arrivi a Manhattan, come hanno già fatto molte persone. Cosicché, quando attraversi la galleria sei spaventato ed incerto, ma devi attraversarla. Anche nella vita spirituale, dobbiamo aver fede, nei profondi recessi del nostro cuore, che alla fine della galleria ci sarà la luce.

Parte V

SCA 426-435.-it Segue una selezione da un'intervista di Sri Chinmoy ad un giornalista del New York Times. 3 aprile 1997, ristorante Annam Brahma, New York.

Intervistatore: Stavo vedendo un video in cui lei parlava dell'unione e dei suoi disegni: cosa hanno a che fare 7 milioni di uccellini con l'unione ?

Sri Chinmoy: Per me, ogni uccellino significa una nuova speranza, una nuova ispirazione, un nuovo viaggio. Per me, ogni uccellino incarna l’unione. Gli uccelli volano nel firmamento, sono liberi, quando volano, vediamo che hanno un'apertura interiore ed un'unità interiore. Se noi abbiamo apertura ed l’unione , come questi uccellini, possiamo entrare in vari campi di attività.

Se lei afferma che faccio di tutto un po', l'approvo appieno! Disegno, canto, scrivo, faccio sollevamento pesi, e faccio diverse altre cose. Nel mio caso, il mio "albero della vita" ha diversi rami, ma io sento l'unità dei rami con il tronco, con l'albero vero e proprio. Ogni ramo ha il suo significato, ogni ramo può offrire qualcosa di nuovo, nonostante appartenga allo stesso albero.

Io sono uno studente di pace, e cerco d'imparare la mia materia, offrendola ai cercatori che la stanno ugualmente cercando. Sento che navighiamo nella stessa barca. Uno studente vuol sempre imparare, se diventa un insegnante o un professore, potrebbe non voler imparare piú, ma se resta uno studente, impara costantemente nuove cose.

Intervistatore: Mi racconti di quando è giunto qui nel Queens.

Sri Chinmoy: Arrivai in America nel 1964. Ho abitato a Manhattan per circa un anno, poi a Brooklyn. Sono stato in Queens per circa 30 anni, a Briarwood. Per dirle il vero, è stato difficile per me abituarmi a Manhattan. Il trambusto della vita non era congeniale alle attività della mia vita. Non che non mi piaccia Manhattan, lungi da ciò! Vado a Manhattan due volte la settimana per offrire le mie meditazioni per la pace alle Nazioni Unite, ma sento che nel Queens, al paragone, c'è piú pace.

Intervistatore: Quando medita alle Nazioni Unite?

Sri Chinmoy: Medito alle Nazioni Unite il martedí e venerdí dalle 13 alle 14. Offriamo queste meditazioni per la pace da 27 anni. Quando l'ONU celebrò il suo cinquantesimo anniversario, il nostro gruppo di meditazione per la pace celebrò venticinque anni di servizio all'ONU. Abbiamo la metà dell'età delle Nazioni Unite. Le nostre sedute di meditazione iniziarono grazie al Segretario Generale U Thant, che fu molto gentile con me.

Il primo Segretario Generale fu Trygve Lie, poi Dag Hammarskjold, poi U Thant. Quest'ultimo era della Birmania. Era un mio caro amico, e mi ispirò ad iniziare le meditazioni per la pace alle Nazioni Unite. I delegati ed il personale che sono interessati possono meditare con noi. Nel corso degli anni abbiamo organizzato moltissimi eventi per onorare i Paesi che anelano all'unità e alla pace. Ho anche offerto molti discorsi sulla pace, unità, e armonia, alle Nazioni Unite.

Intervistatore: Le sue attività sono per il personale e i delegati?

Sri Chinmoy: Sí. Quando abbiamo funzioni speciali, vengono diversi ambasciatori e delegati da altrettanti Paesi. Ogni Paese, come un ramo, ha qualcosa di unico da offrire al mondo.

Intervistatore: Mi sembra che lei faccia molte cose!

Sri Chinmoy: La vita è attività. È come il mare. Il fondo del mare è pieno di pace, ma in superficie è tutto in tumulto. Vita ed attività sono unite. Se vogliamo diventare buoni cittadini del mondo, dobbiamo essere parte integrante del mondo, non possiamo entrare nelle caverne dell'Himalaya ed ignorarlo. Se considero gli altri cittadini come membri della mia famiglia, allora dev'esserci un dare e prendere reciproco. Io le do ciò che ho, lei mi dà ciò che ha. Una sola persona non può aver tutto, ma se siamo uniti, io offro a lei la mia buona volontà, buoni pensieri, ed ogni cosa io abbia, e lei offre a me ciò che ha. Solo in tale modo possiamo stabilire una famiglia di unità mondiale.

Io sono stato in molte parti del mondo e mi sono incontrato con molti leader nel mondo. Abbiamo parlato di questo stesso argomento: come portare la pace nel mondo. Proviamo sinceramente, e ciononostante la pace mondiale è ancora un lontano anelito, ma abbiamo fatto un tentativo. Non c'è nulla di male nel fare dei tentativi. Se falliamo, falliamo. Io prendo i fallimenti come i pilastri del successo. Ieri abbiamo fallito, oggi stiamo fallendo, questo non vuol dire che falliremo anche domani.

Lo stesso è vero in ogni sfera della vita. L'anno scorso, alle olimpiadi, sembrava che Carl Lewis avrebbe fallito nel salto in lungo, non era neanche tra i primi tre, poi tutto ad un tratto divenne la medaglia d'oro!

Interviewer: Lei gioca a pallacanestro?

Sri Chinmoy: IIn India giocavo a pallacanestro. Ora mi alleno a centrare il canestro dalla penalty line. Di solito faccio cento tiri e poi mi riposo un po' prima di fare altri cento tiri. Mi alleno regolarmente, quando le condizioni meteorologiche me lo permettono. Il mio punteggio piú alto è 79.

Interviewer: Intervistatore: 79 su 100, niente male!

Sri Chinmoy: In India giocavo anche a calcio. Per molti anni sono stato il capitano della squadra di calcio della nostra comunità spirituale. Ero anche capitano di pallavolo, e istruttore. Qui a New York ho giocato a tennis. Alcuni grandi giocatori di tennis sono stati molto gentili, son venuti qui nel nostro campetto nel Queens, ed hanno giocato con me. Monica Seles, Steffi Graf, Ilie Nastase, e Ramesh Krishnan, vennero in momenti diversi ad incoraggiarmi. Dopo aver giocato alcuni set, li ho sollevati con un solo braccio grazie a uno speciale attrezzo. Ho sollevato persone importanti in molti campi, e tutte loro ne hanno avuto gioia. Chiamiamo questi sollevamenti "Lifting Up the World with a Oneness-Heart". Questi "cittadini del mondo" sono dei grandi nei loro rispettivi campi, cosicché li ho onorati nel mio personale modo. In India, ogni volta che qualcuno fa qualcosa di grande, viene sollevato sulle spalle dei suoi compagni.

Interviewer: Cosicché questo ha un significato simbolico?

Sri Chinmoy: Sí, è simbolico.

Interviewer: Intervistatore: Posso domandarle a riguardo dei disegni di uccellini? Le venne quest'idea circa sei anni fa?

Sri Chinmoy: Sí, nel dicembre 1991 per essere preciso.

Interviewer: Fu un sogno, una visione, una realizzazione?

Sri Chinmoy: Fu un'ispirazione speciale. Venne in un lampo, ma non dalla mente. Io non uso la mente per sapere qual è la cosa che devo fare di volta in volta. Siccome sono un cercatore, prego solo Dio di guidarmi nel Suo Modo preferito. Prego: "Per favore, rendimi un Tuo strumento scelto. Utilizzami. Per favore, dammi la capacità di ispirare le persone, ed allo stesso tempo dammi la capacità di esserti di migliore servizio." Questa è la mia preghiera.

Quest'anno il mio Adorato Supremo mi ha ispirato ad offrire cinquanta concerti in onore dell'indipendenza dell'India. L'India raggiunse la sua indipendenza cinquant'anni fa.

Sri Chinmoy: Lei viene dal Giappone?

Interviewer: Sí, sono nato lí.

Sri Chinmoy: Quest'anno sono stato lí per due mesi. Il mio luogo favorito è la statua del Signore Budda a Kamakura. Sono stato lí sette volte, e due o tre volte ho tenuto un concerto di fronte al Signore Budda.

Intervistatore: Sri Chinmoy, quali sono le persone, viventi o della storia, che apprezza di piú?

Sri Chinmoy: Tra le figure di livello mondiale del nostro tempo ne ammiro molte, ma per primo viene senz'altro il Presidente Gorbaciov. Dopo di lui viene Madre Teresa, l'attuale Papa [Giovanni Paolo II], e il Presidente Nelson Mandela. Ci sono altre figure di livello mondiale che ho incontrato e che ammiro moltissimo, come l'Arcivescovo Desmond Tutu, il Presidente Vaclav Havel, e vari Segretari Generali dell'ONU.

Vorrei dire qualcosa a riguardo dei primi. In Madre Teresa trovo due aspetti: la madre e la sorella. Ora è la madre di compassione, ora è la sorella d'affetto. Quando la vedo e parlo con lei, mi benedice come una madre benedice il proprio figlio, ed ancora, mi manifesta il piú profondo affetto di sorella.

Anche il Papa ha due aspetti: quello del padre e quello del nonno. Per me, lui non solo è il Santo Padre, ma anche il Santo Nonno. Un padre crede nella severità. Se i suoi figli si comportano male, il padre si arrabbia, e può punirli, ma il nonno è tutto perdono per i suoi nipoti. Ai suoi occhi, i figli non possono far nulla di sbagliato: in questo senso il Papa è come un nonno.

Nella mia umile opinione, il Presidente Gorbaciov è il piú grande uomo del mondo. Avrebbe potuto agire come i suoi predecessori, come Stalin ed altri, ma il suo cuore è venuto in primo piano. Ora c'è una sola Berlino, prima c'erano due Berlino, è stato il principale "strumento" per liberare l'Ungheria, la Cecoslovacchia, la Polonia, e tanti altri Paesi del blocco sovietico. Non sto dicendo che fu l'unico strumento, ma fu lo strumento principale per liberare quei Paesi. Io so quanto è difficile unire due Paesi, ma lui l'ha fatto. Grazie a lui, ora c'è una sola Germania, ma il suo piú grande servizio è stato nel suo Paese. Ha aperto le porte all'Occidente. Puoi chiamarla democrazia, o in un altro modo, ma ora c'è un'apertura che prima non esisteva. Quale sia la portata del suo successo, dipende da Dio e dall'umanità deciderlo. L'umanità sbaglierà sempre il giudizio. Ciò che conta è come siamo giudicati dall'Occhio di Dio.

Prima che il Presidente Gorbaciov andasse al potere, la "pace mondiale" era solo una parola del vocabolario. Tutte le discussioni sul disarmo e sulla riduzione delle armi nucleari, son venute da lui, lui le ha iniziate, lui è stato il pioniere. Molte persone non credevano in lui all'inizio, ma lui provò di essere sincero. Quando il Presidente Gorbaciov prese il potere, per alcuni anni avrebbe potuto agire come un autocrate, come i suoi predecessori, ma non lo fece. Invece, introdusse la perestroika, la "glasnost", e la democrazia.

Per esser sincero, la politica non è il mio forte. Io sono un cercatore spirituale, ma se vedo che qualcuno cerca di elevare la coscienza dell'umanità, offro a quella persona il mio supporto con tutto il cuore. Il Presidente Gorbaciov ha mostrato come gli esseri umani possano venir uniti. Nel suo caso, egli agí. Molte altre figure della politica, mi perdoni, parlano solo, della pace. Oggi propongono la pace nel mondo, domani lanciano delle bombe! Usano le parole "riduzione delle armi nucleari", e poi vediamo che stanno aumentando le loro armi, ma nel caso del Presidente Gorbaciov, quando disse qualcosa, la fece. Questo è il motivo per cui lo prendo come la figura vivente piú grande del mondo.

Un'altra rara qualità che il Presidente Gorbaciov possiede: è abbastanza sincero e coraggioso, da dire di aver fatto molti grandissimi errori. Ci sono molti leader politici che non ammetteranno mai di aver fatto errori. Il Presidente Gorbaciov scrive nelle sue memorie di aver commesso errori, a cui ora sta cercando di riparare. Siamo esseri umani, errare è umano, tutti facciamo sbagli, ma ci sono alcuni che ammettono di aver fatto errori, mentre altri non vogliono ammetterlo. Le persone che ammettono di aver fatto errori, per me non sono solo "grandi", ma anche "buone".

Intervistatore: Mi permetta di chiederle qualcosa sulla spiritualità. Io non so molto del Presidente Gorbaciov, ma posso immaginare che lei lo ammiri da un punto di vista spirituale, cosí come Madre Teresa ed il santo Padre?

Sri Chinmoy: La spiritualità ha due ali. Una la chiamiamo aspirazione, e l'altra dedizione. Con la prima preghiamo Dio, con la seconda Lo serviamo. Nel caso del Santo Padre e di Madre Teresa, vediamo che aspirano e pregano Dio ogni giorno, ed allo stesso tempo, dedicano le loro vite all'umanità.

Nel caso del Presidente Gorbaciov, il mondo intero può vedere e sentire quante cose abbia fatto per servire l'umanità. Forse non prega ogni mattina come fanno Madre Teresa o il Santo Padre, ma ha dedicato la sua intera vita non solo alla Russia, all'Unione Sovietica, ma al mondo intero. Ora si trova in Turchia, la settimana scorsa era in Argentina, viaggia moltissimo: perché? Lo invitano perché vedono qualcosa di molto speciale in lui. Vedono che possiede luce. Per questo motivo ogni Paese lo adora. Poi ancora, "un profeta non riceve onori nel suo Paese", quindi ha perso nettamente le elezioni, ma dovunque vada, le persone lo apprezzano. Vedono che lui intende sinceramente ciò che dice. Per lui, la pace mondiale è una realtà nella sua vita. Noi accettiamo come parte profonda della vita spirituale, il suo aspetto di dedizione. Forse non prega nel modo cristiano, come il Papa o Madre Teresa, ma riceve "messaggi" dal di dentro, e cerca di esprimere e rivelare tali messaggi al mondo intero. Per questi motivi, per me, è autenticamente spirituale.

Intervistatore: Lei, Sri Chinmoy, ha detto: "Colui che serve, prega."?

Sri Chinmoy: Certo! Noi serviamo gli altri perché vediamo in loro l'incarnazione di Dio. Dio manifesta Se Stesso in ed attraverso ogni essere umano in un modo specifico. In una famiglia ognuno può avere una vocazione differente: uno è dottore, un altro musicista, e cosí via, ma sono tutti una stessa famiglia. La sera si riuniscono a mangiare assieme. Ogni individuo è unico in un modo personale, e questa unicità dev'essere utilizzata per il miglioramento del mondo.

È assolutamente vero che chi serve Dio sta anche pregando, ed allo stesso modo, chi prega sta servendo Dio. Diciamo che qualcuno prega in una caverna dell'Himalaya. Se costui diventa una persona positiva, ci sarà una persona anti-divina in meno sulla Terra, in questo modo, la persona che prega nelle caverne dell'Himalaya, sta allo stesso tempo servendo l'umanità.

Ancora, chi offre il suo servizio, sta anche pregando in un modo speciale. Una persona che non aspira non dedica la sua vita neanche per un secondo. Una buona persona dedica tutta la sua vita. Tale dedizione non è altro che aspirazione. Chi incarna la Luce non può esser separato da chi offre la sua Luce al mondo intero.

Traduzione di questa pagina: Czech , Russian
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