Quando pregare?

C'è un tempo in cui dobbiamo pregare invece di meditare. È quando il Supremo ci chiede di farlo. A volte il Supremo ci chiede di pregare per una certa cosa o per un certo evento; Conosce già il risultato, ma lo stesso vuole che noi preghiamo. In quel momento non dobbiamo pensare al risultato. Il nostro compito è di pregare con tutta l'anima e con tutta l'intensità possibile. Quella è la nostra opportunità di provare che abbiamo grandissima intensità.

È Volontà del Supremo che noi preghiamo, non ha importanza se otterremo o meno il risultato sperato, dobbiamo solo provare il nostro sforzo sincero. Dato che è Sua Volontà che noi preghiamo, dobbiamo farlo con tutta l'anima, senza essere attaccati al risultato. Lui conosce il risultato.

Quando preghiamo, in questo caso non dobbiamo portare la mente in primo piano, non dobbiamo pensare: "Mah, questa è solo un'altra forma di desiderio". Lungi da ciò! Non è un desiderio come quelli di fare migliaia di dollari o di scrivere belle poesie o di diventare famosi. Non è un desiderio per la soddisfazione personale. Quando è Volontà del Supremo che noi preghiamo, dobbiamo pensare alla nostra preghiera come aspirazione e come rivelazione. La volontà umana ha aspirazione, ma la Volontà divina possiede qualcosa di più: rivelazione. Quando il Supremo ci chiede di pregare, stiamo divenendo parte della Sua Rivelazione.

Meglio pregare che non pregare

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Il mondo della Cristianità è carico di preghiera. Fin da bambini impariamo a pregare Dio. Preghiamo per ogni cosa: "Fammi avere un aumento di cinque dollari", "Fai qualcosa di speciale per me oggi", "Fa' che io abbia una cena squisita", "Fa' che io vinca la gara". Quando iniziamo a pregare per tutte queste cose, non c'è fine. I nostri genitori ci hanno insegnato a pregare, ma non ci hanno insegnato per cosa pregare. Ci hanno detto: "Prega Dio per tutto ciò che vuoi". Così noi preghiamo: "Mio Dio, ti prego, fa' che superi l'esame!"; "Mio Dio, fa' che arrivi primo nella gara di corsa!" e così via. Ecco il genere di cose per cui preghiamo.

Invece, i genitori dovrebbero dire al bambino: "Prega Dio che renda la tua mente pacifica cosicché sentirai Pace e Beatitudine in ogni cosa. Prega nel cuore". Ma sfortunatamente i genitori non dicono questo ai loro figli, così fin dalla prima infanzia essi pregano per ogni futilità. Sicuro, è comunque meglio pregare Dio per cose futili che non pensare affatto a Dio!

La cosa migliore è meditare. Sul nostro sentiero diamo più importanza alla meditazione che alla preghiera. Se si insegna ai bambini a meditare, non svilupperanno l'abitudine di aspettarsi che Dio soddisfi tutti i loro desideri. I genitori possono dirgli: "Se mediti, la tua mente sarà pacifica. Diventerai tutt'uno con la vastità dell'Infinito, Dio diventerà tuo amico".

Quando meditiamo entriamo nella Vastità stessa e perdiamo la nostra esistenza di separazione; sfortunatamente, anche se preghiamo per purezza e umiltà, sentiamo subito che nostro Padre è fuori di noi e sopra di noi. Non avviene questo nella meditazione. È meglio pregare che non pregare, ma chi è un po' più avanzato e veramente sincero nella sua devozione, darà più importanza alla meditazione che alla preghiera.

Se meditiamo nel cuore cosa succederà? Avremo il risultato della preghiera in misura infinita. Ovviamente non è detto che Dio soddisfi i nostri desideri, sia che preghiamo o che meditiamo; ma sicuramente soddisferà la nostra aspirazione, attraverso la meditazione.

Cosa dovrebbe fare Dio? Da un lato, se oggi Dio soddisfa i nostri desideri, domani lo incolperemo per averci aiutato ad entrare ancor di più nell'ignoranza. Dall'altro, se Dio non soddisfa i nostri desideri, Gli diremo: "Sei davvero poco gentile con me!"

Di nuovo, è meglio pregare che non pregare. Se qualcuno ha un desiderio di qualcosa, è molto meglio che possa ottenerlo grazie alla preghiera che vivendo nella pigrizia. La persona pigra pensa: "Dio farà tutto per me". Vero, Dio farà tutto - dopo aver atteso per l'Infinità e l'Eternità. Anche noi dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo fare la nostra parte.

È meglio fare qualcosa che non farla. Anche se facciamo una cosa sbagliata, una cosa negativa, almeno faremo progresso grazie all'esperienza. Se non facciamo niente, non faremo alcun progresso.