L’apice della vita divina: SAMADHI e SIDDHI

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Introduzione dell'autore: Illuminazione

In questo mondo c'è soltanto una cosa che ha valore: l'Illuminazione. Per ottenere l'illuminazione noi dobbiamo avere sincerità e umiltà. Sfortunatamente in questo mondo la sincerità è da tempo morta e l'umiltà deve ancora nascere. Cerchiamo di far rivivere la nostra sincerità e cerchiamo, con la forza della nostra aspirazione, di accelerare la nascita della nostra umiltà. Soltanto allora saremo in grado di realizzare Dio.

L'illuminazione non è qualcosa di molto lontano. Essa è molto vicina, proprio dentro di noi. In ogni momento possiamo consciamente crescere nell’illuminazione grazie al nostro progresso interiore. Il progresso interiore si ottiene attraverso il costante sacrificio. Sacrificio di cosa? Sacrificio dei nostri errori, dei pensieri negativi e della errata comprensione della Verità. Sacrificio e rinuncia vanno insieme, ma a che cosa dobbiamo rinunciare? Al corpo fisico, alla famiglia, agli amici, ai parenti, al nostro paese, al nostro mondo? No! Dobbiamo rinunciare alla nostra ignoranza, alle nostre false idee su Dio e sulla Verità. Dobbiamo anche sacrificare a Dio il risultato delle nostre azioni. La visione divina non rimarrà a lungo una lontana speranza, quando offriremo il risultato delle nostre azioni al nostro Pilota Interiore.

Nella nostra vita quotidiana, spesso, parliamo di schiavitù e di libertà, ma la realizzazione ci dice che non c'è nessuna cosa che si possa definire come schiavitù o libertà. Quello che realmente esiste è la coscienza, coscienza a vari livelli, la coscienza che gioisce di se stessa nelle sue varie manifestazioni. Nel campo della manifestazione, la coscienza ha diversi gradi. Perché preghiamo? Preghiamo perché la nostra preghiera ci porta da un grado più basso di illuminazione ad un grado superiore. Preghiamo perché la nostra preghiera ci avvicina a qualcosa di puro, bello, ispirativo ed appagante. La più alta illuminazione è la realizzazione di Dio. Questa illuminazione deve avere luogo non solo nell’anima, ma anche nel cuore, nella mente, nel vitale e nel fisico. La realizzazione di Dio è la cosciente, completa e perfetta unione con Dio.

Noi vogliamo amare il mondo, il mondo ci vuole amare. Vogliamo soddisfare il mondo; il mondo ci vuole dare soddisfazione, ma non c'è un collegamento tra noi ed il mondo. Sentiamo che la nostra esistenza e l'esistenza del mondo sono due cose totalmente diverse. Pensiamo che il mondo sia qualcosa di separato da noi, ma in tutto questo stiamo commettendo un grave errore. Qual è il vero legame tra noi e il mondo? Dio. Se per prima cosa ci avviciniamo a Dio e vediamo Dio nel mondo, indipendentemente dai milioni di errori che faremo, il mondo non solo sarà indulgente con i nostri errori, ma anche ci amerà con tutta l'anima. Allo stesso modo, quando vedremo i difetti, le mancanze e le imperfezioni del mondo, saremo in grado di perdonare il mondo e poi di ispirarlo, dargli energia e illuminarlo, proprio perché sentiremo nel mondo la presenza di Dio.

Se non vediamo Dio in tutte le nostre attività, la frustrazione si insinuerà sempre più nella nostra vita quotidiana. Non importa quanto sinceramente cercheremo di compiacere il mondo, non importa quanto il mondo cercherà di compiacerci, la frustrazione si insinuerà tra la nostra capacità di comprendere il mondo e quella del mondo di comprendere noi. La sorgente della frustrazione è l'ignoranza. L'ignoranza è la madre della frustrazione più devastante, di quella frustrazione che ci danneggia e ci soffoca. Se entriamo in profondità dentro l'ignoranza, vedremo che l’ignoranza non è altro che un gioco dell'incoscienza. La frustrazione può essere totalmente rimossa dalle nostre vite solo quando entriamo nella Sorgente di tutta l'esistenza. Quando entriamo nella Sorgente della nostra esistenza e di quella del mondo, ci avviciniamo alla Realtà. Questa Realtà è la nostra costante Delizia, e la Delizia è il Respiro di Dio.

Questo mondo non è né mio, né vostro, né di nessun altro, assolutamente no! Esso appartiene a Dio e a Dio soltanto. Perciò dobbiamo essere veramente saggi. Dobbiamo recarci innanzi tutto dal Possessore, e non dal Suo possedimento. Il possedimento è impotente, non può fare nulla da solo. È il Possessore che può fare tutto quello che vuole con quanto possiede. Così, per prima cosa, dobbiamo diventare una sola cosa con Dio, poi, automaticamente, diverremo una sola cosa con ciò che Dio possiede. Divenendo una sola cosa con Dio e con ciò che possiede, potremo sentire con certezza e senza possibilità di errore, che il mondo è nostro e che noi siamo del mondo.

L'ignoranza e l'illuminazione sono come la notte e il giorno. Prima dobbiamo entrare in uno stato di coscienza di illuminazione e, poi portare l'illuminazione nella notte d'ignoranza. Se tentiamo di illuminare l'ignoranza con altri metodi, la trasformazione sarà difficile, lenta ed incerta. Entrare nel campo dell'ignoranza vuol dire prendere un sentiero negativo. Se seguiamo il sentiero dell'oscurità e cerchiamo di trovare luce nell'oscurità, prendiamo una strada sbagliata. Il modo migliore, il modo positivo di trovare la luce è seguire il sentiero della luce, il sentiero che porta a più luce, a luce abbondante, a Luce infinita. Se seguiamo il sentiero della Luce, allora l'illuminazione sicuramente sorgerà in noi.

Guardiamo verso l’alto e facciamo scendere la Luce. Nel momento in cui guardiamo in alto la Grazia di Dio scende, poiché la vera natura della Grazia di Dio è di discendere su ciascun individuo sulla terra. Quando vogliamo andare a Dio con l’ignoranza, è come cercare di scalare una montagna con un grosso peso sulle spalle, naturalmente è un’impresa difficile. Possiamo, invece, rimanere ai piedi della montagna e anelare alla Grazia di Dio, che è pronta ed impaziente di scendere fino a noi dai cieli. Senza dubbio, è infinitamente più facile per Dio scendere ad illuminare la nostra ignoranza, che per noi portare il peso della nostra ignoranza fino a Dio.

Illuminazione è la cosciente consapevolezza dell'anima. L'illuminazione è la cosciente visione della Realtà, che sta per essere manifestata. L'illuminazione è la possibilità trasformata in realtà pratica. L'illuminazione è come la divina bacchetta magica di Dio. Un comune mago in questo mondo usa la sua bacchetta per trasformare una cosa in un'altra. Quando Dio usa l'illuminazione nel mondo, immediatamente, la coscienza finita della terra entra nell'Infinito e diventa l'Infinito.

Con l'illuminazione l’uomo diventa per la prima volta consapevole dell'onnipotente Potere Divino, della Sua Compassione senza limiti, della Luce infinita e della perfetta Perfezione. È la nostra illuminazione che ci permette di sentire che cosa Dio è realmente. Prima dell'illuminazione Dio è teoria, dopo l'illuminazione Egli diviene realtà pratica. L'illuminazione è, quindi, il magico potere divino che ci permette di vedere quella Realtà che prima per noi era solo immaginazione. Quando un essere umano giunge all'illuminazione, Dio non è più solo una promessa, ma una reale conquista.

L'Illuminazione avviene nella mente e nel cuore. Quando la mente è illuminata, noi diveniamo la Scelta di Dio, quando il cuore è illuminato noi diveniamo la Voce di Dio. Qui nel mondo fisico la mente si è evoluta in modo considerevole. Poiché l'uomo ha sviluppato la sua mente intellettuale, è più elevato degli animali, dato che il livello della mente è superiore al livello del fisico e del vitale. Purtroppo l'uomo ha coltivato le capacità della mente ma non quelle del cuore. Se coltiviamo le capacità del cuore, constateremo che esse sono di gran lunga superiori a quello che potevamo immaginare. Quando coltiveremo nel nostro cuore la sensazione unica di essere la più elevata Visione di Dio e di essere fatti per la perfetta Manifestazione di Dio, allora otterremo l’illuminazione.

— Sri Chinmoy

CAPITOLO I: Coscienza, Siddhi (Realizzazione di Dio) e Infinito

Domanda: Che cos'è la coscienza?

Sri Chinmoy: La coscienza è la scintilla interiore o la connessione interiore, il prezioso collegamento in noi che unisce la nostra parte più elevata e più illuminata con la parte più bassa e meno illuminata. La coscienza è il ponte che collega il Paradiso alla terra. Dov'è il Paradiso? Non è da qualche parte in alto, o in qualche luogo molto lontano. Il Paradiso è nella nostra coscienza, ma è la coscienza divina che unisce la terra al Paradiso. La comune coscienza umana ci unisce soltanto con qualcosa di molto, molto limitato e, allo stesso tempo, molto transitorio. Per un attimo riusciamo a focalizzare la nostra coscienza su un'altra persona, ma poi la nostra concentrazione svanisce. Quando, invece, abbiamo a che fare con la coscienza interiore, che è senza limiti, illuminata e trasformata, la nostra capacità di concentrazione può aumentare, aumentare, aumentare sempre.

Non sono solo le persone spirituali a possedere una coscienza divina, anche le persone comuni la possiedono, ma in loro è semplicemente addormentata. Se queste persone provassero a concentrarsi, a meditare e a contemplare correttamente, questa coscienza si risveglierebbe, e potrebbero avere libero accesso all'anima, che è colma di Luce, Pace e Beatitudine.

La coscienza è unica. Essa ospita silenzio e potere. Quando vi alberga il silenzio, essa dà dimora alla sua vera forma. Quando ospita il potere, essa manifesta la propria realtà più profonda. Chiamiamo coscienza fisica, coscienza vitale, coscienza mentale, quella parte della coscienza infinita che è entrata nel corpo fisico grossolano ed è posseduta ed usata da esso. In questi livelli c’è una porzione minuscola della coscienza infinita, ma questa non è la coscienza pura e infinita di cui parliamo.

L'anima eterna e la coscienza infinita devono essere considerate insieme. Esse hanno un comune amico, o si può dire un padre comune, e cioè la vita, la vita eterna. Ognuna è il complemento dell'altra. L'anima esprime la sua divinità attraverso la coscienza, e la coscienza esprime il suo onnipervadente potere, o silenzio, attraverso l'anima.

La coscienza e l'anima non potranno mai essere separate, mentre il corpo può facilmente essere separato dalla coscienza. Quello che nella nostra vita umana chiamiamo coscienza è normalmente soltanto una sensazione. Quando sentiamo una percezione sottile la chiamiamo immediatamente coscienza, ma non è propriamente così, si tratta di un desiderio molto sottile. Capita che entriamo nel desiderio ed immediatamente pensiamo che questa sia la nostra coscienza. Chiamiamo coscienza ogni cosa sottile che non siamo in grado di definire a parole, ma la coscienza è qualcosa di molto diverso.

Anche la consapevolezza e la coscienza sono due cose completamente differenti. Se parlo con qualcuno o frequento qualcuno, la mia mente diviene consapevole delle qualità di quella persona: questa è consapevolezza, ma la coscienza non è consapevolezza o comprensione mentale. La coscienza è una rivelazione interiore, o uno stato interiore dell'essere. È qualcosa infinitamente più profondo e molto più intimo della consapevolezza.

Domanda: Qual è la differenza tra la coscienza umana e la coscienza divina?

Sri Chinmoy: In primo luogo, la coscienza umana è costituita da limitazioni, imperfezioni, schiavitù e ignoranza. Questa coscienza vuole rimanere qui sulla terra, riceve gioia dal finito: nella famiglia, nella società, negli affari terreni. La coscienza divina è fatta di Pace, Beatitudine, Potere divini e così via. La sua natura è la costante espansione. La coscienza umana sente che non vi è nulla di più importante del piacere terreno. La coscienza divina sente che sulla terra non c'è nulla di più importante della Gioia e della Beatitudine celeste. La coscienza umana cerca di convincerci che non siamo per niente vicini alla Verità o all’appagamento, cerca di farci sentire che Dio è da qualche altra parte, milioni di chilometri lontano da noi. La coscienza divina, invece, ci fa sentire che Dio è proprio qui, in ciascun respiro, in ogni battito del cuore, in ognuno di noi ed in ogni cosa intorno a noi.

La coscienza umana ci fa sentire che possiamo esistere senza la presenza di Dio. Quando è immersa nella profonda ignoranza, la coscienza umana sente che non c'è alcun bisogno di Dio. Vediamo che ci sono milioni e milioni di persone che non pregano e non meditano. Essi pensano: "Se Dio esiste, bene e meglio, se non esiste non perdiamo nulla.” Sebbene possono usare il termine "Dio" a proposito e a sproposito non si curano della realtà, dell'esistenza di Dio, né in Cielo, né nella loro vita terrena quotidiana.

La coscienza divina, invece, non è assolutamente così. Anche la limitata coscienza divina che possediamo, ci fa sentire che c'è una suprema necessità di Dio in ogni momento. Ci fa sentire che noi siamo sulla terra proprio perché Egli esiste, e quando nutriamo pensieri divini, la coscienza divina ci fa sentire che è Dio che ci ispira, affinché possiamo nutrire queste idee divine. La coscienza divina ci fa sentire che in ogni cosa c'è un proposito divino, uno scopo divino, un ideale divino ed una meta divina. Nella comune coscienza umana non vi è alcun proposito, né alcun obiettivo positivo, è come un elefante impazzito che corre all’impazzata. Nella coscienza divina c'è sempre una meta, una meta che trascende continuamente se stessa. Oggi ci proponiamo una certa meta, ma quando raggiungiamo la soglia della meta, immediatamente ci sentiamo ispirati ad andare oltre tale meta. Questo traguardo diventa un punto di partenza per una meta più elevata. Questo accade perché Dio sta costantemente trascendendo Se Stesso. Dio è infinito e senza limiti, ma Egli trascende costantemente anche la Sua propria Infinità. È perché Dio sta sempre progredendo, che anche noi progrediamo quando siamo nella coscienza divina. Nella coscienza divina, ogni cosa si espande continuamente e cresce nella Luce più elevata e più appagante.

Domanda: Per favore ci potresti parlare brevemente dei vari stati di coscienza?

Sri Chinmoy: Ci sono tre principali stati di coscienza: jagriti, swapna e sushupti. Jagriti è lo stato di veglia, swapna è lo stato di sogno, sushupti è lo stato di sonno profondo. Quando siamo nello stato di veglia, la nostra coscienza è focalizzata verso l'esterno; quando siamo nello stato di sogno, la nostra coscienza è rivolta all'interno; quando siamo nello stato di sonno profondo, la nostra coscienza vaga nell'Aldilà.

Quando siamo nello stato di veglia l'identificazione che abbiamo con ogni cosa o persona è detta vaishwanara, ed è comune a tutti gli uomini. Nello stato di sogno ci identifichiamo con tejasa, la nostra luminosa capacità interiore, il nostro vigore interiore. Quando entriamo nel sonno profondo ci identifichiamo ed abbiamo esperienza del sottile. In questo terzo stato non abbiamo a che fare con la coscienza mentale o intellettuale, ma con la coscienza interiore ed intuitiva con la quale dialoghiamo. In sushupti non c'è forma collettiva, ogni cosa è indefinita, tutto è costituito da una massa infinita. In questo stato possiamo ottenere esperienze di ordine molto elevato.

C'è anche un quarto stato, chiamato turiya, che significa coscienza trascendentale. Questa coscienza non è né interna né esterna, è allo stesso tempo interna ed esterna. Essa è e non è. Ha la capacità di identificarsi con ogni cosa e con tutte le cose del mondo, inoltre ha la capacità di trascendere qualsiasi cosa sulla terra e trascende costantemente se stessa. Turiya è il più elevato stato di coscienza, ma non c'è fine, non c'è limite prefissato allo stato di turiya. Esso costantemente trascende se stesso.

Lo stato di coscienza chiamato turiya è paragonabile a essere sulla cima di un albero. Quando siamo ai piedi dell'albero, vediamo con grande difficoltà una parte di quanto abbiamo intorno; ma quando siamo sulla cima vediamo ogni cosa intorno e sotto di noi. Allo stesso modo, quando entriamo nello stato di turiya, sentiamo che siamo entrati nel più elevato livello di coscienza, da dove possiamo osservare ogni cosa.

Per riuscire ad entrare nello stato di turiya, dobbiamo separare coscientemente il nostro corpo dall’anima, per almeno cinque o dieci minuti al giorno. Dobbiamo dire a noi stessi e sentire: "Io non sono il corpo, io sono l'anima.” Quando diciamo: "Io sono l'anima,” le qualità dell'anima emergono immediatamente e quando siamo in unione con la nostra anima, entriamo in uno stato di coscienza che è considerato una specie di samadhi. In questo stato particolare possiamo agire con sicurezza ed efficacia.

Il nirvikalpa samadhi è un altro stato dell'anima. Quando diventiamo una sola cosa con l'anima e riceviamo la gioia della Pace eterna, della Beatitudine e della Luce dell'anima, ci troviamo in quello che è chiamato nirvikalpa samadhi. In questo stato non vi è pensiero. Il gioco cosmico è finito; c'è assoluta Pace e Beatitudine.

Nel sahaja samadhi invece, mentre meditiamo, i pensieri possono prendere forma in noi, ma non ne siamo disturbati. Nella vita normale siamo disturbati dai pensieri, ma quando si è nello stato di sahaja samadhi con la coscienza di veglia, sebbene la terra mandi una notevole varietà di pensieri da ogni sua parte, non ne siamo disturbati.

Domanda: Per favore ci puoi illustrare i sette mondi superiori?

Sri Chinmoy: Profondamente, dentro di noi, ci sono sette mondi inferiori e sette mondi superiori. Noi stiamo cercando di trasformare i mondi inferiori in mondi luminosi, mondi di perfezione, e allo stesso tempo stiamo cercando di portare i mondi superiori a manifestarsi esteriormente. Possiamo percepire che alcuni dei mondi più elevati stanno già operando nel nostro mondo fisico, sulla terra. Partendo dal basso, dapprima viene il piano fisico, poi il vitale, poi la mente, poi il piano dell'intuizione o mente intuitiva, poi la mente superiore (overmind) e quindi la supermente (supermind). Dopo la supermente vi è l’Esistenza-Coscienza-Beatitudine: "Sat-Chit-Ananda.

Se sai come osservare questi piani, puoi vedere come questi mondi stanno già agendo in noi. Durante la meditazione ci si può rendere conto chiaramente che non si sta entrando nel piano fisico, si sta entrando in qualcosa di diverso: nella mente più elevata o nella overmind, oppure nell'intuizione, o in qualche altro mondo sottile. Soltanto i Maestri spirituali e i grandi cercatori sono coscienti del fatto che questi mondi si stanno manifestando nelle loro attività quotidiane, e nel mondo esteriore stesso. Una persona comune, anche quando lampi di intuizione entrano nella sua mente, non è in grado di riconoscere che essi provengono dal mondo dell'intuizione. Ogni persona, però, prima o poi, diverrà cosciente di questi mondi, non soltanto, sarà anche in grado di manifestare sulla terra la Verità, la Luce, la Bellezza, la Ricchezza di tutti i mondi superiori.

A te, che sei mio discepolo, posso dire che anche ora, qualche volta, ottieni la vera luce superiore, cosciente, dalla mente intuitiva. Io so che i tuoi scritti, i tuoi poemi, provengono interamente da un altro mondo, è da là che ricevi le verità e le idee che esprimi. Posso vedere che, quando scrivi, ricevi gioia interamente dal mondo dell'intuizione, dalla mente superiore, così esprimi le idee, la Luce, la Verità di un altro mondo, nel mondo della manifestazione, nel mondo fisico. In ogni caso, se vuoi entrare in quel mondo senza manifestarlo, ma solo per renderti conto o avere la visione della Verità di quel particolare mondo, lo puoi fare. Per manifestarlo, devi però portare questa visione qui giù su questa terra.

Domanda: Come possiamo distinguere su quale piano di coscienza ci troviamo?

Sri Chinmoy: Se riesci a meditare profondamente ogni piano di coscienza si presenterà davanti a te, in un attimo quei piani verranno e si presenteranno davanti a te. I sette principali piani di coscienza sono come i sette gradini di una scala. Quando aspiriamo sinceramente e con tutta l’anima ,saliamo la scala un gradino dopo l’altro, oppure si può dire che vi è un albero con sette rami e la nostra coscienza è come un uccellino che vola da un ramo all’altro. Quando ci si trova su uno dei rami, si può vedere che il ramo successivo è un poco più in alto. Poi quando si sale su quello si può vederne un altro ancora più in alto. In modo simile quando stai facendo progresso nel mondo interiore puoi vedere questi differenti piani, ciascuno dei quali più alto del precedente. Quando sarai in cima all'albero, sarai in un luogo dove non ci sono limiti, non ci sono distanze sopra di te, e allora guarderai il cielo e dimenticherai che l'albero ha dei rami.

Se cerchi di comprendere ora i sette piani di coscienza, il tuo sapere sarà solo mentale e teorico, una questione di curiosità. Senti che attraverso la conoscenza dei sette piani di coscienza, o concentrandoti su di essi, farai un rapido progresso, ma desidero dirti che in questa fase della tua evoluzione non è consigliabile che tu pensi o mediti su di essi. Fai sempre, per prima, la cosa più importante: in questo momento presta attenzione solo alla tua aspirazione. Per un cercatore sincero, ciò che è di suprema importanza è l'aspirazione cosciente e costante. Solo questa aspirazione cosciente e costante può guidarti alla tua Meta destinata. Cerca di porti la seguente domanda molto significativa: "Sono pronto ad anelare con tutto il cuore a Dio, il Supremo?". Come un bimbo piange per ricevere il cibo dalla madre, allo stesso modo devi anelare per il Nettare (spirituale) del Supremo, e se poi, puoi bere il Nettare da Lui, allora sarai colmato di energia e la tua coscienza sarà resa immortale.

Domanda: Quando mediti, talvolta i tuoi occhi si muovono in su e giù e di lato molto rapidamente. Come mai?

Sri Chinmoy: I movimenti che vedi indicano che la mia anima si sposta da una regione ad un'altra. Come un uccellino si sposta da un ramo ad un altro, così la mia coscienza si sposta da un livello ad un altro. Ciascun ramo dà una particolare soddisfazione all'uccellino: Luce, Pace, Beatitudine, Potere e così via, allo stesso modo, ciascun piano di coscienza che visito, mi offre le sue ricchezze, che poi io porto giù ai miei discepoli e a coloro che meditano con me.

Domanda: Che cosa significa realmente realizzazione di Dio?

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Sri Chinmoy: Realizzazione di Dio o siddhi, significa la scoperta di sé nel più alto senso del termine: si realizza coscientemente la propria unità con Dio. Fino a quando rimane nell’ignoranza, un cercatore sentirà che Dio è qualcun altro che ha infinito Potere, mentre lui è la più debole persona di questa terra, ma nel momento in cui realizza Dio, egli arriva a conoscere che lui e Dio sono assolutamente una sola cosa, sia nella vita interiore che in quella esteriore. Realizzazione di Dio significa identificarsi con il Sé assoluto più elevato. Quando ci si può identificare con il proprio Sé più elevato, quando si può rimanere per sempre in questa coscienza, e la si può rivelare e manifestare a proprio piacimento, si dice di aver realizzato Dio.

Tu hai studiato molti libri su Dio e qualcuno ti ha detto che Dio è in ogni cosa, ma ancora non hai realizzato Dio nella tua vita cosciente. Per te, tutto questo è solo una speculazione mentale, ma chi ha realizzato Dio sa consciamente che cosa è Dio, come Egli appare, cosa Egli vuole. Chi raggiunge la realizzazione del Sé, rimane nella Coscienza divina e può comunicare con Dio faccia a faccia, vede Dio sia nel finito che nell’Infinito, Lo vede come personale e come impersonale. In questo caso non si tratta di allucinazione mentale o di immaginazione, si tratta di una assoluta realtà, più autentica del fatto che io ti veda proprio qui davanti a me. Quando si parla con un essere umano, c'è sempre un velo di ignoranza: oscurità, imperfezione, incomprensione, ma tra Dio e l'essere interiore di chi Lo ha realizzato, non può esistere alcuna ignoranza, alcun velo, si può parlare a Dio in modo più chiaro, più aperto e più convincente che ad un essere umano.

Come comuni esseri umani, pensiamo che la Pace infinita, la Luce infinita, l'infinita Beatitudine e l'infinito Potere divino siano pura e semplice immaginazione. Siamo vittime del dubbio, della paura e delle forze negative che sentiamo essere del tutto normali e naturali, non riusciamo ad amare nulla in modo puro, nemmeno noi stessi. Rimaniamo nel finito, a litigare e combattere, e non vi è nulla in noi simile alla Pace, alla Luce o alla Beatitudine, ma coloro che praticano la meditazione, entrano profondamente in loro stessi e vedono che là vi è realmente Pace, Luce e Beatitudine, ricevono illimitata forza interiore e constatano che il dubbio e la paura possono essere sfidati e conquistati. Quando raggiungiamo la Realizzazione di Dio, la nostra esistenza interiore viene inondata di Pace, Equilibrio, Equanimità e Luce.

Domanda: Quando parli di vedere Dio faccia a faccia, qual è la tua concezione di Dio? È un qualche tipo di essere?

Sri Chinmoy: Dio è con forma ed è senza forma, Egli ha attributi ed è senza attributi. Se un individuo vuole vedere Dio come un’infinita espansione di Luce e Delizia, Dio si presenterà a lui come una infinita espansione di Luce e Delizia, se invece vuole vedere Dio come un essere luminosissimo e pieno di splendore, Dio si presenterà a lui in quella forma. Naturalmente quando dico che Dio prende la forma di un essere luminoso, io sto sottostimando la realtà. Egli non è semplicemente luminoso, Egli è qualcosa che non posso descrivervi in termini umani.

Nel mio caso, posso dire di aver visto Dio in entrambi i modi, con forma e senza forma, ma quando parlo di Dio, parlo di Lui come un essere, poiché la mente umana afferra questa idea più facilmente. Parlare di forma, di sembianza, ha presa sulle persone, altrimenti, il concetto di Dio può diventare solo una vaga idea. Se dico che Dio è Beatitudine, ed il cercatore non ha mai sperimentato la Beatitudine, ne rimarrà tremendamente confuso, ma se dico ad un cercatore che Dio è come una persona, un padre con tutti i poteri, che può dire o fare una certa cosa, egli potrà concepirlo e crederlo.

Quando un essere umano pensa a qualche essere più grande di lui, immediatamente lo immagina simile ad un essere umano. È molto più facile concepire l'idea di Dio attraverso una forma, ma non dirò mai che sbagliano coloro che vogliono vedere Dio senza forma, come una infinita espansione di Luce, Delizia, Energia o Coscienza. Sento solo che l'altro modo è più semplice.

Domanda: Quale parte dell'uomo raggiunge la realizzazione?

Sri Chinmoy: Quando si raggiunge la realizzazione, è l'intero essere che realizza Dio. L'anima ha già realizzato Dio, ma vuole far emergere la sua coscienza realizzata. L’anima entra nel cuore e cerca di permearlo con la sua coscienza divina, poi dal cuore la realizzazione arriva alla mente, dalla mente al vitale e dal vitale al corpo fisico. La realizzazione è completa quando avvolge il fisico, il vitale, il mentale e lo psichico.

La vera realizzazione ci rende consapevoli che non siamo il corpo, né la mente, né qualsiasi altra cosa all'infuori dell'anima, che è la manifestazione del Divino. Ciascuna persona, quando realizzerà Dio, sentirà di essere una parte cosciente di Dio. Il fisico è limitato, ma l'anima è illimitata. Quando parliamo di realizzazione, ci riferiamo a qualcosa di illimitato, di infinito. Quando realizziamo Dio, andiamo oltre la coscienza del corpo e diventiamo una sola cosa con l’illimitata capacità dell'anima.

Domanda: Ho letto che la realizzazione non è una conquista ma una scoperta?

Sri Chinmoy: Non è una conquista, ma una scoperta, ma quando scopriamo qualcosa, ciò diviene una nostra conquista. Quando facciamo la scoperta di qualcosa, essa diviene parte integrante della nostra esistenza, e qualsiasi cosa divenga parte della nostra esistenza diviene una nostra conquista. Proprio all'interno della scoperta, la conquista appare. Quando uno scienziato scopre qualcosa, questa cosa diviene proprietà del mondo intero, ma rimane anche una sua conquista, analogamente, quando qualcuno realizza Dio, sebbene Dio ci sia sempre stato e appartenga sia al mondo interiore che a quello esteriore, la realizzazione di Dio è comunque, per ogni individuo, la conquista più significativa.

Verità e Divinità esistono già dentro di noi, ma le trascuriamo e non le usiamo, per questo ci sono divenute estranee. Non appena scopriamo che sono già in noi, diventano una nostra propria conquista. Diventano una nostra conquista grazie al nostro sincero sforzo personale e per la costante Grazia di Dio.

Domanda: La realizzazione è un’esperienza piuttosto comune per ogni singola generazione dell'umanità? In India, per esempio, ci sono molti Maestri spirituali realizzati?

Sri Chinmoy: Ci sono milioni e miliardi di persone sulla terra, ma solo pochissime sono veramente realizzate. Se pensi che ci siano centinaia di individui realizzati sulla terra, ti sbagli. Il mondo è piuttosto vasto, ma quando ci riferiamo a persone veramente realizzate, direi che ce ne sono solo dieci o dodici, in questo momento, sulla terra. Ci sono alcuni swami e insegnanti che hanno meditato e sinceramente hanno praticato lo Yoga per 10 o 15 anni, e che sono molto più elevati dei loro studenti, ma non sono ancora anime che hanno realizzato Dio. Non è necessario aver raggiunto l'Altissimo per insegnare ad un principiante, proprio come non è necessario avere la laurea per insegnare in un asilo nido. Per essere franco con te, il problema è che questi cosiddetti maestri sono stati indulgenti nel dubbio, nell'impurità ed in altre cose non divine, ma coloro che hanno realmente realizzato la Verità più elevata sono infinitamente al di sopra di questo genere di auto-indulgenza.

Ci sono maestri sinceri e maestri non sinceri. Molti maestri che non sono sinceri vengono in occidente e sfruttano la gente, e anche in India, falsi maestri sfruttano i cercatori, ma Dio non permetterà che un cercatore sincero sia ingannato per sempre. Lo stesso anelito interiore del cercatore lo condurrà da un vero insegnante. Se è Volontà di Dio, lo studente potrà trovare un Maestro realmente elevato, che lo condurrà proprio dallo stadio di principiante fino alle vette più alte. Altrimenti, troverà un Maestro che lo traghetterà solo attraverso l'asilo nido della spiritualità, e poi troverà un altro insegnante.

Domanda: Ci sono alcuni sentieri che parlano della meta come illuminazione, e ce ne sono altri che parlano della meta come realizzazione di Dio. Qual è la differenza tra illuminazione e realizzazione di Dio?

Sri Chinmoy: L'illuminazione completa, la completa e totale illuminazione è la realizzazione di Dio. Qualche volta, quando un cercatore è nella sua più elevata meditazione, riceve una certa illuminazione o chiarezza interiore, e per un certo periodo, mezz'ora o un'ora, tutto il suo essere, tutta la sua esistenza è illuminata. Poi, dopo un’ora o due, ritorna ad essere quello di prima; torna ad essere vittima del desiderio e di qualità non divine. L’illuminazione c’è stata, ma non si è trattato dell’Illuminazione Trascendentale che ci fu nel caso del Buddha o di altri Maestri spirituali. Quel tipo di illuminazione completa, totalmente appagante e onnipervadente equivale alla realizzazione di Dio. Realizzazione di Dio significa costante ed eterna Illuminazione, trascendente Illuminazione. Quando otteniamo la realizzazione di Dio, automaticamente un'infinita illuminazione si diffonde nella nostra esistenza esteriore ed interiore.

L'illuminazione, come è intesa in Occidente ed anche in Giappone, è solo una vampata di luce temporanea nella coscienza di aspirazione. Dopo breve tempo essa impallidisce, perdendo di significato, poiché in essa non c'è realtà durevole. La realtà durevole la possiamo ottenere solo con la costante, eterna e trascendente illuminazione, che è la realizzazione di Dio.

Talvolta, quando parliamo di illuminazione, significa che ora, dopo molti anni di oscurità in un certo campo, possediamo una certa saggezza interiore, oppure che, ora, una certa area della nostra coscienza è illuminata. Si tratta, però, solo di una scintilla rispetto alla sconfinata illuminazione, e non possiamo chiamare questa piccola scintilla realizzazione di Dio.

Domanda: Che relazione c’è tra realizzazione e legge del Karma?

Sri Chinmoy: Quando si realizza Dio, si acquisisce la capacità di stare al di sopra del proprio destino o karma. Se, però, Dio vuole che qualcuno accetti il proprio karma e passi attraverso pene e sofferenze, lo si farà, e si offriranno queste esperienze a Dio. In quel momento, si sente che Dio sta facendo queste esperienze in e attraverso di noi. Dopo la realizzazione è possibile annullare la legge del karma, inoltre, se qualcuno vuole accettare la punizione o l’attribuzione del karma altrui, lo può fare. Se è volontà di Dio, una persona realizzata può annullare il proprio o l'altrui karma, oppure può consapevolmente e deliberatamente accettare, sorridendo, il proprio e l'altrui karma.

Domanda: Quale è la differenza tra vedere Dio e realizzare Dio?

Sri Chinmoy: C'è una grande differenza tra vedere Dio e realizzare Dio. Quando vediamo Dio, possiamo vederlo come un individuo, oppure come un oggetto, o qualcos’altro, ma non Lo incarniamo coscientemente e continuamente, e non sentiamo che Egli è veramente nostro. Quando vediamo Dio, è come vedere un albero, in quel momento noi non incarniamo coscientemente la coscienza dell'albero, e, poiché non la incarniamo, non possiamo rivelarla o manifestarla. Quando, invece, realizziamo qualcosa, essa diventa parte integrante della nostra vita. Possiamo vedere un fiore, ma solo quando realizziamo il fiore, noi diveniamo realmente una sola cosa con la coscienza del fiore.

Quando vediamo semplicemente qualcosa, non possiamo proclamarla come veramente nostra, e anche quella particolare cosa non potrà proclamare noi. Il vedere è sul piano fisico, mentre il realizzare è sul piano interiore, il vedere non dura, mentre il realizzare rimane con noi. Se vediamo qualcosa, la visione può durare per un breve istante, ma quando realizziamo qualcosa, questa realizzazione dura per sempre.

Domanda: Quando una persona raggiunge lo stato nel quale ottiene l'unione con Dio, la sua emozione o il suo sentimento di aspirazione diventano così intensi da potersi esprimere automaticamente in parole?

Sri Chinmoy: Non ci saranno parole in quel momento, non è possibile esprimere a parole l'unione con Dio, la si può solo sentire.

Domanda: Anche se sono parole di lode e unione con Dio?

Sri Chinmoy: Sì, ci possono essere parole di lode ed unione, i cercatori spesso esprimono le loro esperienze spirituali con parole di intensa bellezza. Molte importanti figure spirituali ci hanno detto cosa è l'unione con Dio e, mentalmente, noi pensiamo di saperlo, ma la realizzazione di Dio non può essere espressa nel linguaggio umano. Chi ha realizzato Dio diventa infinitamente superiore ad un comune essere umano, e non ci sono parole umane per esprimere la sua coscienza.

Domanda: Dopo che una persona ha realizzato Dio, agirà ancora come un essere umano normale?

Sri Chinmoy: Quando usiamo il termine "realizzazione", molto spesso le persone rimangono confuse, pensano che una persona realizzata sia totalmente differente da un comune essere umano e che si comporti in modo inusuale. Desidero dire che una persona realizzata non si comporta in modo insolito e non ha bisogno di farlo. Che cosa ha realizzato? La Verità ultima in Dio. E chi è Dio? Dio è qualcuno o qualcosa di assolutamente normale.

Quando qualcuno realizza l'Altissimo, significa che possiede Pace interiore, Luce e Beatitudine in misura infinita. Ciò non significa che la sua apparenza esteriore, o la sua figura, dovrà essere in qualche modo differente, perché la Pace, la Luce e la Beatitudine si sono stabilite nella sua coscienza interiore. Se un Maestro ottiene la realizzazione, ciò non significa che gli cresceranno due grandi corna o una lunga coda, o che diventerà anormale in qualche altro modo. No, egli è ancora normale, anche dopo che un Maestro spirituale ha realizzato l'Altissimo, continua a mangiare, dormire, parlare e respirare proprio come fanno gli altri.

Il divino esiste all'interno dell'essere umano. Non abbiamo bisogno di vivere nelle caverne dell'Himalaya per provare la nostra divinità interiore, possiamo far emergere questa divinità nella nostra normale vita quotidiana. La spiritualità è assolutamente normale, ma sfortunatamente siamo arrivati a percepirla come una cosa anormale perché vediamo così poche persone spirituali in questo mondo di ignoranza, ma questa percezione è un deplorevole errore. La vera spiritualità significa l'accettazione della vita. Prima di tutto dobbiamo accettare la vita così come è, poi dobbiamo cercare di trasformare e rendere divino il volto del mondo con la nostra aspirazione e la nostra realizzazione.

Le persone non spirituali spesso pensano che una persona realizzata, se è veramente realizzata, deve continuamente compiere miracoli, ma miracoli e realizzazione di Dio non vanno necessariamente assieme. Quando guardi un Maestro spirituale, quello che vedi è Pace, Luce, Beatitudine e Potere divino. Entra in lui e sicuramente sentirai queste qualità, ma se ti aspetti qualcosa di diverso da un'anima realizzata, se ti rechi da un Maestro spirituale pensando che egli soddisferà i tuoi innumerevoli desideri e ti farà diventare multimilionario, ti sbagli completamente. Se è Volontà di Dio, un Maestro può facilmente far diventare multimilionario qualcuno in un attimo, Egli può far scendere sulla terra prosperità materiale in abbondanza, ma solitamente questa non è la Volontà del Supremo. La Sua Volontà è per la prosperità interiore, non per la ricchezza esteriore.

Domanda: Come si può riconoscere un Maestro spirituale che ha realizzato Dio?

Sri Chinmoy: Quando sei con un Maestro realizzato, consciamente o inconsciamente sentirai in te Pace, Luce, Beatitudine, Potere, poiché fa parte della sua stessa natura irradiare queste qualità. Egli non ostenta nulla, è una cosa spontanea, così come emanare fragranza fa parte della natura di un fiore. Vieni in contatto ogni giorno con migliaia di persone, ma non ricevi queste qualità da nessuna di loro.

Il corpo esteriore di un Maestro può essere molto brutto, ma nei suoi occhi vedrai ogni qualità divina. Se i suoi occhi sono chiusi, non potrai osservare nulla esteriormente, ma in profondità dentro di te sentirai una gioia interiore che non hai mai sentito prima. Hai provato gioia anche in passato, è vero, ma il fremito interiore che ricevi quando stai per la prima volta vicino ad un vero Maestro spirituale, non può essere descritto, e se il Maestro è proprio il tuo Maestro, la gioia sarà infinitamente maggiore.

Sentirai ogni genere di qualità divine nel Maestro, purché tu abbia aspirazione, altrimenti, puoi sedere di fronte a Lui, parlare con Lui, avere ogni genere di scambi amichevoli, ma non riceverai nulla. È la tua aspirazione che ti permette di ricevere tutte le qualità divine del Maestro. Se non hai aspirazione, qualsiasi cosa il Maestro abbia, non te la potrà trasmettere.

Quando, poi, parli con un vero Maestro, dovrà emergere la tua sincerità. Ciò non significa che ti esprimerai sempre sinceramente, potresti dire delle bugie, malgrado la tua sincerità ti spinga, ti costringa a dire la verità. Quando, però, sei con un Maestro spirituale, alla fine, vorrai offrire la tua sincerità, sebbene l'insincerità possa combattere contro di te e qualche volta addirittura ostacolarti.

Quando sei con un Maestro realizzato, sentirai che il Maestro ti comprende, non solo, che ha anche la capacità di confortarti e di aiutarti nei tuoi problemi. Alcuni pensano che non c'è nessuno sulla terra che possa capirli, e anche se sono così fortunati di trovare la persona che li capisce, sanno anche che tale persona non è in grado di risolvere i loro problemi, poiché non ha luce interiore, saggezza interiore, potere interiore. Un Maestro spirituale non solo comprende i tuoi problemi, ma anche ha l'infinita capacità di aiutarti nei tuoi bisogni.

Quando sei davanti ad un Maestro, senti che egli non potrà mai essere separato dalla tua esistenza interiore o esteriore, senti che egli è la tua parte più elevata, e che tu vuoi crescere in lui, vuoi diventare una parte perfetta della sua più elevata realizzazione, poiché un Maestro spirituale possiede in misura illimitata le stesse qualità divine alle quali tu aspiri: Luce, Gioia, Pace, Potere.

Domanda: Quando raggiungiamo la liberazione, il corpo fisico cambia?

Sri Chinmoy: Quando siamo liberati il fisico, il vitale ed il mentale entrano nella coscienza psichica, non li eliminiamo, ma fisico, vitale e mentale aspirano assieme all'anima. Il fisico prima della liberazione è oscuro ed impuro, deve essere purificato affinché abbia luogo la liberazione. Il vitale di solito è aggressivo, deve diventare dinamico prima della liberazione. La mente è solitamente sospettosa, dovrà diventare vasta ed amorevole prima della liberazione. Queste parti divinizzate dell'uomo, quando si ottiene la liberazione, entrano nel cuore, e rimangono là permanentemente. L’aspetto del corpo fisico sarà sempre lo stesso, ma avrà purezza e luminosità infinite, che prima non aveva.

Domanda: C'è qualche differenza tra liberazione e realizzazione, o esse sono assolutamente identiche?

Sri Chinmoy: C'è una grande differenza tra liberazione e realizzazione, la liberazione è molto inferiore alla realizzazione. Si può raggiungere la liberazione in una incarnazione, e la realizzazione in alcune incarnazioni più tardi, oppure si può divenire liberati e realizzati nella stessa incarnazione, ma non è possibile essere realizzati senza prima essere liberati. A volte un grande Maestro spirituale, se è fortunato, può far scendere con lui sulla terra un certo numero di anime veramente liberate, perché lo aiutino nella sua manifestazione. Sri Ramakrishna, per esempio, portò con sé Vivekananda e Brahmananda. Alcune di queste anime liberate, quando entrano nella scena terrena assieme a grandi Maestri, non si preoccupano della realizzazione, vengono solo per aiutare, altre, come fu per Vivekananda e Brahmananda, aspirano anche alla realizzazione.

Un'anima liberata è liberata dall'ignoranza, dalle qualità terrene non divine, essa ispirerà con la sua presenza altre persone ad essere pure, semplici, gentili di cuore ed amorevoli. Da quest'anima fluirà una grandissima purezza e serenità, e tutti vorranno toccarlo, parlargli, guardare il suo volto, si può dire che egli sarà molto più di un santo. In effetti, oscurità mondane, impurità ed altre cose non entreranno in un'anima liberata, ovvero egli avrà la capacità di essere sempre così cauto da non consentire loro di entrare. Un'anima realizzata è, invece, molto più elevata, essa è consciamente parte integrante di Dio.

Un'anima liberata sa che per lei c'è una stanza speciale dove sta e tiene il suo altare, sa che c'è anche una cucina, che è tutta sporca e piena di impurità. I comuni esseri umani non hanno una stanza speciale, e nessun altare, essi stanno tutto il tempo chiusi in cucina, e naturalmente non possono entrare nella stanza dove si trova la divinità vivente. L'anima liberata ha la capacità di vivere nella stanza dell'altare, ma ha paura di entrare in cucina, perché là le impurità possono attaccarla e renderla loro vittima, come avveniva prima della sua liberazione.

Le anime realizzate sono molto più potenti. Sanno chi sono e da dove vengono, e con la forza della loro coscienza universale e trascendentale, possono entrare nell’ignoranza dell'umanità, nella coscienza della terra, in modo da illuminarla con le loro fiaccole di luce. Esse agiscono così soltanto grazie alla loro infinita compassione, e non perché siano ancora vittime di qualche tentazione o di qualche forza negativa in loro. No! Esse entrano nell'ignoranza deliberatamente, in modo che l'umanità possa essere radicalmente trasformata, ma solo le anime realizzate di un ordine molto elevato accettano questa audace sfida.

Un'anima liberata è come un bambino, bello e puro, ma per quanto tempo si può stare con un bambino? Con le sue capacità non si può andare molto lontano, o raggiungere l’Altissimo. Un'anima realizzata, invece, è come una persona matura, che può offrirti straordinaria aspirazione, luce e saggezza, la realtà vivente. Un'anima liberata ti ispirerà a camminare lungo il sentiero, ma un'anima realizzata non solo ti ispirerà, ma anche ti guiderà e ti condurrà alla tua destinazione.

Un'anima realizzata non è solo una guida, non è solo la via, ma la meta stessa. Dapprima fingerà di non essere nemmeno una guida, ma solo qualcuno che ispira il cercatore. Poi dirà al cercatore che egli è la guida ma non la via. Gradualmente dimostrerà che egli stesso è anche la via e, alla fine, farà in modo che il cercatore senta la sua infinita compassione e allora gli dimostrerà che non è solo la guida e la via, ma la Meta stessa, la Meta propria del cercatore.

L'anima realizzata tocca i piedi dell'albero della realizzazione, sale sul ramo più alto e porta giù il frutto da distribuire all'umanità che aspetta sotto. Questa è la realizzazione. Anche chi tocca soltanto l'albero della realizzazione, e siede ai piedi dell'albero senza salire o portare giù nulla, è di gran lunga superiore a un'anima liberata.

Raggiungere la liberazione non è, però, una cosa da poco, è molto, molto difficile liberarsi dall'ignoranza. Su milioni e miliardi di persone sulla terra, ci saranno dieci o venti o al massimo cento anime liberate, ma solo Dio sa quante anime realizzate ci sono. Realizzare l'Altissimo Assoluto come veramente proprio e sentire costantemente che questa realizzazione non è qualcosa che si è effettivamente raggiunto, ma qualcosa che si è eternamente, questo è quello che è chiamato realizzazione.

CAPITOLO II: Il grande Pellegrinaggio: la trasformazione umana

"Dio e l'uomo sono eternamente una sola cosa. Come Dio, l'uomo è infinito; come l'uomo, Dio è finito. Non vi è un abisso tra l'uomo e Dio. L'uomo è il Dio di domani; Dio l'uomo di ieri
— Sri Chinmoy"
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Domanda: Un essere umano può conoscere l'Infinito?

Sri Chinmoy: Certamente. Se tu potessi entrare nella mia coscienza, realizzeresti l’Infinito.

Domanda: Ma tu non sei infinito.

Sri Chinmoy: Ora, tu mi vedi come uomo, ma se entri nella mia coscienza, vedrai la Coscienza Infinita. Se mediti con me, io posso entrare in te e vedere l’Infinita Coscienza dentro di te, ma per ora tu non hai questo potere. Tu non sei soltanto un essere umano con mani e piedi, provieni da Dio, ed hai dentro di te ogni possibilità di realizzare Dio.

L'uomo nella sua vita esteriore, o nei suoi successi esteriori, è molto limitato, ma lo stesso uomo, quando entra nei più profondi recessi del suo cuore, sente che là c'è qualcosa che cerca di espandersi costantemente. Questo qualcosa è la coscienza. La coscienza lo collega al più Alto Assoluto e quando ci domandiamo come un uomo possa raggiungere l’Infinito nella sua vita finita, dobbiamo essere consapevoli che egli raggiungerà l’Infinito non nel suo corpo fisico, nelle sue braccia, nei suoi piedi o nei suoi occhi, ma nella sua coscienza interiore.

Domanda: Credi che un essere umano possa realizzare Dio e diventare una sola cosa con Lui qui sul piano materiale, che è così ignorante e oscuro?

Sri Chinmoy: Da un certo punto di vista, il pianeta terra è oscuro, ignorante, incosciente, non si cura di nulla di divino. Da un altro lato, esso ha una terribile urgenza di espandersi e di trascendersi. Dio sta aspirando attraverso la coscienza della terra. La terra è l’unico luogo per chi vuole diventare ricco sia sul piano fisico che su quello spirituale. La vita di desiderio e d’aspirazione sono entrambe possibili sulla terra. Esistono altri mondi per un godimento statico. In altri mondi gli esseri sono soddisfatti con quello che hanno già raggiunto, mentre qui nessuno è realmente soddisfatto di quello che ha raggiunto. Insoddisfazione non significa essere arrabbiati con qualcuno o con il mondo. No! Insoddisfazione significa avere costante aspirazione ad andare sempre oltre. Se abbiamo un po’ di luce, vogliamo avere più luce, abbondanza di luce, Luce infinita.

Secondo la tradizione indiana, ci sono migliaia di dei cosmici, così come ci sono così tante divinità che sovrintendono, quanti sono gli esseri umani. Queste divinità e questi dei rimangono nei mondi più elevati - il mondo vitale, il mondo intuitivo o altri piani più alti. Allo stato attuale essi hanno più potere, più capacità di quanta ne abbiamo noi e sono soddisfatti di quello che hanno, non vogliono andare un centimetro oltre. Tuttavia, le loro capacità sono limitate in paragone alla Luce, alla Beatitudine e al Potere del Supremo. Quando saremo liberati e realizzati, quando saremo coscientemente una sola cosa con la Coscienza del Supremo, avremo capacità infinitamente maggiori delle divinità e degli dei cosmici.

Quando la creazione ebbe inizio, le anime che volevano fare progresso seguirono un sentiero diverso dalle altre: esse volevano la Verità ultima, la Verità infinita. Anche gli dei cosmici, se vogliono raggiungere Pace, Luce e Beatitudine infinite, devono venire sulla terra in forma umana e quindi realizzare Dio con la forza del loro amore, devozione e abbandono assoluti. Solo qui, nel corpo fisico, possiamo pregare, meditare e realizzare l'Altissimo, soltanto questo pianeta è in evoluzione. Evoluzione significa costante progresso, costante conquista. Quando qualcuno vuole fare progresso, quando vuole andare oltre, questo è il luogo in cui deve venire. È solo qui che Dio può essere realizzato, rivelato e manifestato.

Domanda: Cosa puoi dire riguardo agli insegnamenti di alcune religioni occidentali che affermano che si può vedere Dio solo dopo la morte, se si è stati buoni modo e si va in Paradiso?

Sri Chinmoy: Il Paradiso e Dio non sono in alto, sopra di noi, in qualche luogo lontano, sono profondamente dentro di noi, dentro i nostri cuori. Il Paradiso non è un paese lontano dove ci sono case e alberi ed altri oggetti, ma è un piano di coscienza dentro di noi. I cercatori dell’eterna Verità realizzeranno i loro eterni Paradisi nei loro cuori di aspirazione. In ogni momento noi creiamo il Paradiso o l'inferno dentro di noi. Quando nutriamo un pensiero divino, un pensiero che espande, un pensiero che appaga, creiamo in noi il Paradiso. Quando nutriamo pensieri non divini, brutti, oscuri ed impuri, entriamo proprio dentro il nostro inferno interiore.

Domanda: Dobbiamo eliminare tutti i nostri obiettivi materiali per realizzare Dio?

Sri Chinmoy: È estremamente importante il modo in cui utilizziamo la vita materiale. La materia come tale non ha fatto nulla di sbagliato a Dio, essa non è anti-divina, siamo noi che usiamo le cose materiali in modo sbagliato. Dobbiamo entrare nella vita materiale con la luce della nostra anima. Possiamo usare un coltello per pugnalare qualcuno, oppure per tagliare un frutto da dividere con altri. Con il fuoco possiamo cucinare e con il fuoco possiamo ustionarci o dar fuoco alla casa di qualcuno.

Dobbiamo sentire che materia e spirito vanno assieme, la materia deve essere la cosciente espressione dello spirito. Se dici che ogni cosa è materia, che non c'è spirito, che non c'è una realtà interiore, che non c'è una vita più elevata, devo dire che ti sbagli. C'è una realtà interiore, c'è una infinita Verità che vuole esprimersi dentro e attraverso la materia. La materia è addormentata e deve essere ridestata.

La vita materiale deve essere guidata e modellata dallo spirito, prima però dobbiamo capire qual è lo scopo della vita materiale. Se per vita materiale intendiamo godimento del vitale inferiore e soddisfazione dei desideri grossolani, allora è inutile cercare di entrare contemporaneamente nella vita spirituale. Se, invece, vita materiale significa vita di espansione, espansione del cuore, dell'amore, allora materia e spirito possono facilmente andare assieme. In questa vita materiale dobbiamo vedere Pace, Luce e Beatitudine. Per il momento, ciò che vediamo nella nostra mente è gelosia, paura, dubbio e tante altre qualità non divine, ma in questa stessa mente possiamo e dobbiamo sentire armonia, pace, amore ed altre qualità divine. Se vogliamo queste qualità divine dalla vita materiale, allora la vita materiale può andare perfettamente d’accordo con la vita spirituale.

La vera vita materiale non consiste solo nel mangiare, dormire e bere, la vita materiale è una vita ricca di significato, e alla fine deve diventare una vita di dedizione. In questo momento nella vita fisica cerchiamo di possedere persone e cose, ma la vita materiale avrà significato solo quando smetteremo di possedere e inizieremo a cercare di dedicare noi stessi a qualcosa di più elevato. Solo quando dedicheremo noi stessi al Supremo, all'impareggiabile meta di realizzare Dio, solo allora la vita si rivelerà come il messaggio della Verità, il messaggio dell'Infinito, dell'Eternità e dell'Immortalità.

Domanda: La tecnologia di ostacolo alla realizzazione di Dio?

Sri Chinmoy: La risposta è al tempo stesso affermativa e negativa. Quando la moderna tecnologia è utile come espressione dell'anima interiore, quando sente che c’è un legame con la vita interiore, con l’esistenza interiore, allora la tecnologia è un aiuto alla realizzazione di Dio. Molto spesso, invece, vediamo che tecnologia e vita interiore non sono in sintonia, il mondo esteriore con il suo successo è orientato verso obiettivi diversi. Dobbiamo fare molta attenzione al riguardo, perché se non vi è anima in quello che facciamo, non potrà esserci appagamento infinito, per quanto grande possa essere il successo generato dalla tecnologia. L'anima è come zoppa se la vita esteriore non sta al passo con essa attraverso il progresso tecnologico e scientifico.

Scienza e spiritualità devono procedere assieme, sia oggi che nel lontano futuro. Adesso sono ai ferri corti, ma per l’assoluto appagamento della Visione e della Realtà di Dio qui sulla terra, la scienza e la spiritualità devono procedere assieme. Dalla spiritualità ci possiamo aspettare la liberazione e la realizzazione, dalla tecnologia e dalla scienza ci possiamo aspettare la perfezione materiale, l’espressione materiale della più elevata Verità. Solo quando la realizzazione si manifesterà nel successo materiale, solo allora il mondo materiale raggiungerà in modo permanente i valori eterni. Viceversa, se manca la perfezione nel mondo interiore, il successo materiale deve ispirare la realizzazione interiore affinché venga e possa fare da guida.

Domanda: È possibile ottenere una completa conoscenza di Dio e della Sua saggezza nel corso di una sola vita?

Sri Chinmoy: È assolutamente possibile avere completa conoscenza di Dio, purché il cercatore abbia la più sincera aspirazione. Chi aspira deve avere anche la capacità di trattenere la conoscenza e la saggezza di Dio. In terzo luogo il cercatore deve avere un Maestro spirituale molto elevato, uno Yogi di primo livello, che abbia realizzato Dio. In quarto luogo deve essere volontà di Dio che il cercatore riceva questa completa saggezza interiore e questa conoscenza. Quando tutte queste quattro condizioni sono soddisfatte simultaneamente, allora è assolutamente possibile.

Tuttavia, se qualcuno appena entrato nella vita spirituale vuole realizzare Dio senza l'aiuto di un Maestro, la cosa è impossibile. Per un essere umano comune sono necessarie centinaia e migliaia di incarnazioni. Anche se un cercatore ha un buon Maestro, se il discepolo non è sincero al cento per cento, potranno essere necessarie sei, sette, dieci o anche 20 incarnazioni. I discepoli migliori, invece, sotto la costante guida del Maestro, raggiungono la realizzazione in una oppure in poche incarnazioni.

Talvolta qualcuno realizza Dio senza la guida di un Maestro. Come è possibile? Può essere che nella precedente incarnazione egli abbia avuto un Maestro veramente potente, e anche se in questa incarnazione il suo Maestro non si è incarnato, egli lo guida costantemente dal mondo interiore, lo plasma e lo istruisce. Il cercatore allora sa che il suo Guru lo istruisce sia durante i suoi sogni che attraverso la sua meditazione.

C'è, poi, naturalmente anche un'altra possibilità. Se un cercatore ha meditato per un certo numero di incarnazioni e Dio è molto compiaciuto di lui, pur non essendo aiutato da un Maestro nell’attuale incarnazione, sarà Dio Stesso a svolgere il ruolo di Maestro spirituale, nelle ore in cui è sveglio e durante le sue attività quotidiane. Se il cercatore ha bisogno di un bicchiere d'acqua, Dio gli dirà: "Va a bere un bicchiere d'acqua," e se dovrà chiudere le finestre, glielo dirà. Dio prenderà la forma di un essere luminosissimo e lo guiderà in questo modo.

Domanda: Se un cercatore non realizza Dio nel corso di questa vita, significa che tutti i suoi sforzi sono andati perduti?

Sri Chinmoy: Se un cercatore non raggiunge la perfezione spirituale in questa vita, non significa che perderà ogni cosa. Quando egli non completa il viaggio nella vita attuale, può continuare il suo viaggio nell’incarnazione successiva, da dove era rimasto. Nulla è perduto, ma sfortunatamente, per dodici o tredici anni della sua giovinezza, sarà catturato dall'ignoranza, l'ignoranza starà di fronte a lui e lo divorerà come un lupo. Dovrà attingere forza dal suo mondo interiore e combattere, come un guerriero nel campo di battaglia della vita, per conquistare ancora una volta l'ignoranza. Chi, invece, ha realizzato Dio ed ottenuto la perfezione nella sua precedente incarnazione, non deve aspettare tutti questi anni. Perciò è meglio conquistare ogni cosa in questa vita, così nella prossima incarnazione si potrà progredire fin dall’inizio.

Domanda: È appropriato avere una motivazione per raggiungere la realizzazione, come ad esempio il desiderio di raggiungere la liberazione? È una motivazione valida?

Sri Chinmoy: Sicuramente è una motivazione valida. Ci sono due differenti approcci alla realizzazione di Dio. Uno è quello di abbandonarsi completamente alla volontà di Dio. Questo abbandono deve essere dinamico, altrimenti, sarai come i milioni di persone letargiche sulla terra, che sguazzano nei piaceri dell'ignoranza, aspettando la realizzazione nell'Ora di Dio. A queste persone ci vorranno milioni di anni per realizzare Dio, perché se non utilizzano le capacità che Dio ha loro donato, per quale ragione Dio dovrebbe giocare il Suo ruolo? Nell'abbandono dinamico, noi giochiamo il nostro ruolo ed utilizziamo la capacità che Dio ci ha dato, quindi lasciamo che Dio ci dia quello che Egli vuole, quando vuole. Nell'abbandono dinamico, facciamo un grande sforzo personale e preghiamo per avere la Grazia divina. Normalmente una persona comune vuole raggiungere il suo obiettivo con ogni mezzo, a tutti i costi, ma nella vita spirituale non possiamo agire così, dobbiamo usare la pazienza.

L’altro approccio è di avere qualche idea su quello che vogliamo, quando preghiamo o meditiamo. Supponiamo che io voglia essere buono, che è una giusta aspirazione perché, se io divento buono, significa che vi sarà un furfante in meno sulla terra, e la creazione di Dio sarà migliore. Così prego Dio di darmi qualcosa che Lo aiuti ad espandere la Sua stessa Luce sulla terra. Per essere di qualche aiuto o servizio all'umanità ed appagare Dio nel Suo proprio modo, dobbiamo diventare buoni, ma solo quando realizzeremo Dio, potremo essere per Lui di reale aiuto. Se non siamo realizzati, se non siamo liberi dalle maglie dell'ignoranza, cosa possiamo dare all'umanità? Finché non possediamo un po’ di Pace, Luce e Beatitudine, come possiamo aiutare Dio o l'umanità? Ci sono molti falsi maestri sulla terra che non sono di alcun aiuto reale all'umanità, crescono come funghi in ogni parte del mondo e che cosa fanno? Stanno solo sfruttando ed ingannando l'umanità. Possono ingannare se stessi, ingannare l'umanità, ma non possono ingannare Dio.

Il grande Maestro spirituale Sri Ramakrishna era solito pregare: "O Madre Divina, fammi diventare il più grande degli Yogi.” La persone comuni potrebbero dire: "Ma che razza di Maestro è questo che chiede di essere il più grande?" Non vi era però competizione da parte di Sri Ramakrishna, egli era semplicemente cosciente che, se fosse diventato divinamente grande, avrebbe potuto essere di vero servizio all'umanità. Quindi non c'è nulla di sbagliato nel pregare per la realizzazione e per la liberazione. Se non sei motivato a farlo, se non senti alcuna fame interiore per Dio o per la Pace, Luce o Beatitudine, Dio ti dirà: "Dormi figlio mio, dormi, come stanno facendo milioni e miliardi di altre persone sulla terra.”

Domanda: C'è un modo particolare per accelerare la realizzazione?

Sri Chinmoy: Sì, c'è un modo particolare, e si chiama cosciente aspirazione. Dio deve venire per primo. Non ci devono essere né madre, né padre, né sorella o fratello, nessuno se non Dio, soltanto Dio. È vero, noi vogliamo vedere Dio nell'umanità, ma prima dobbiamo vederLo faccia a faccia. La maggioranza di noi anela ai soldi, alla reputazione, alla notorietà, al successo materiale e alla prosperità, ma non aneliamo nemmeno un po’ alla saggezza interiore. Se anelassimo sinceramente, devotamente e con tutta l'anima all’unità incondizionata con il nostro Pilota Interiore, allora l'uomo imperfetto di oggi verrebbe trasformato nel Dio di domani, l'incarnazione della perfetta Perfezione.

L’aspirazione, l'anelito interiore, dovrebbe provenire dal fisico, dal vitale, dalla mente, dal cuore e dall'anima. Naturalmente l'anima ha sempre aspirato fin dall'inizio del tempo, ma il fisico, il vitale, il mentale e le entità psichiche devono avere una conscia consapevolezza di questo. Quando aspireremo consciamente in ogni parte del nostro essere, saremo in grado di accelerare il raggiungimento della liberazione.

Come aspirare? Attraverso una corretta concentrazione, una corretta meditazione ed una corretta contemplazione. L'aspirazione comprende sia la meditazione che la preghiera. In occidente, ci sono stati molti santi che non si sono interessati alla meditazione, essi realizzarono Dio attraverso la preghiera. Chi prega, sente di avere un anelito interiore a realizzare Dio, allo stesso modo chi medita, sente il bisogno di portare la Coscienza Divina dentro il suo essere. La differenza tra preghiera e meditazione consiste in questo: quando prego, io parlo e Dio ascolta; quando medito, Dio parla ed io ascolto. Quando prego, Dio deve ascoltarmi, ma quando medito, quando rendo calma e quieta la mente, posso udire quello che Dio da sempre mi sta dicendo. In sostanza entrambi i metodi sono corretti.

L'aspirazione cosciente è la prima cosa di cui abbiamo bisogno. Aspirazione è tutto quello che abbiamo e che siamo, quindi dobbiamo offrire consciamente la nostra aspirazione al Supremo, per divenire una sola cosa con Lui.

Domanda: Come possiamo ottenere la perfezione?

Sri Chinmoy: Desidero dirti che ogni volta che aspiri, stai accrescendo la tua perfezione, la perfezione cresce e risplende all’interno della tua aspirazione. Una sincera aspirazione apre il loto della perfezione. Il fiore del loto come sai ha molti petali e ogni volta che aspiri con tutta l’anima, un petalo si apre, e quando un petalo sboccia, la perfezione sta crescendo nell'intero fiore.

Per ora, la tua idea di perfezione, la tua meta, è la realizzazione. Essa rappresenta per te la massima perfezione, ma quando avrai realizzato Dio, in quel momento il tuo scopo sarà manifestarLo attraverso la trasformazione della tua natura. La realizzazione è la trasformazione nella perfezione, ma la completa perfezione è la trasformazione della natura umana in Natura Divina. Ci sono stati veramente pochi Maestri che non si preoccuparono mai della trasformazione della loro stessa natura, questo è un compito più difficile della realizzazione stessa. La trasformazione della natura è reale perfezione, perché facendo scendere la divinità nella tua natura umana terrestre, perfezionerai la tua vita esteriore, che è una porzione del mondo esteriore.

Domanda: Puoi parlarci del ruolo che il desiderio gioca nel procedere verso la realizzazione di Dio?

Sri Chinmoy: Nella nostra esperienza quotidiana spesso sentiamo che il desiderio è una cosa e Dio qualcosa di diverso. Si dice che il desiderio non va bene nella vita spirituale, per il fatto che quando desideriamo qualcosa, sentiamo che esso è lo scopo stesso di quello che desideriamo. È vero che solo attraverso l’aspirazione possiamo realizzare Dio, ma dobbiamo essere consapevoli che Dio dimora nei nostri desideri tanto quanto nella nostra aspirazione. Quando arriviamo a realizzare che anche il desiderio ha la sua esistenza in Dio, raggiungiamo la nostra prima illuminazione.

Il nostro viaggio terreno comincia con il desiderio e, nella nostra vita quotidiana, non possiamo vivere senza di esso, ma se sentiamo che non siamo pronti per la vita spirituale proprio perché siamo circondati dai desideri, allora voglio dirvi che non saremo mai pronti per la vita spirituale. Dobbiamo partire per il nostro viaggio spirituale qui ed ora, anche mentre camminiamo sul sentiero del desiderio.

Consideriamo il desiderio come un oggetto e cerchiamo di sentire il Respiro di Dio in esso. Lentamente ed infallibilmente il Respiro di Dio uscirà allo scoperto e trasformerà il nostro desiderio in aspirazione. Se poi applichiamo questo processo all'aspirazione, riusciremo a sentire che la nostra aspirazione e la nostra esistenza terrena non potranno mai essere separate.

Ci sono due generi di persone sulla terra che non hanno desideri: le anime liberate e le anime ottuse, inerti e senza vita. Le anime liberate si sono liberate dalla schiavitù, dalle limitazioni e dalle imperfezioni, si sono liberate dall'ignoranza, e sono diventate una sola cosa con le loro anime nell’illuminazione trascendente. D'altra parte, alcuni esseri umani non vogliono nulla dalla vita, si crogiolano nei piaceri dell'ozio e della letargia; non hanno alcuna aspirazione, così non otterranno mai, mai l’illuminazione.

Una volta un giovane chiese al grande eroe spirituale Swami Vivekananda, come poteva fare per realizzare Dio. Vivekananda rispose: "Da questo momento in poi inizia a dire bugie.” Al che il giovane disse: "Vuoi che dica bugie? E come potrò, poi, realizzare Dio? È contro i principi spirituali." Allora Vivekananda disse: "Lo so meglio di te, e conosco il tuo modo di vivere. Tu non vuoi spostare un dito, non sei di alcuna utilità, sei praticamente morto per la vita comune, per non parlare della vita spirituale. Se comincerai a dire bugie, la gente ti punzecchierà e ti attaccherà, ed allora ti sforzerai di migliorare la tua personalità. Prima dovrai sviluppare la tua individualità e personalità, poi verrà il giorno in cui dovrai sottomettere la tua individualità e personalità alla Saggezza divina, alla Luce ed alla Beatitudine, ma prima devi iniziare il tuo viaggio.”

C'è un'altra storia che racconta di un uomo che andò da Swami Vivekananda e gli chiese di parlargli della realizzazione di Dio. Vivekananda gli disse: "Vai e gioca a pallone. Sarai in grado di realizzare Dio più rapidamente se giochi a pallone, di quanto potresti fare studiando la Bhagavad Gita." Per realizzare Dio ci vuole forza. Non è necessario avere la forza di un lottatore o di un pugile, ma è assolutamente necessaria quel tipo di forza che normalmente è richiesta per la vita quotidiana.

Ci sono persone poco equilibrate che credono di poter realizzare Dio camminando lungo la strada come vagabondi, o torturando il loro corpo così da rimanere fisicamente deboli, essi considerano la debolezza fisica come un preludio alla realizzazione di Dio. Il grande Signore Buddha provò la strada dell’auto-mortificazione, ma concluse che la via di mezzo, senza estremismi, è la via migliore. Dobbiamo essere normali, dobbiamo essere in buone condizioni nella nostra vita quotidiana. L'aspirazione non è una cosa separata dal nostro corpo fisico. No! L'aspirazione del cuore e la cura del corpo fisico devono andare di pari passo; l'aspirazione fisica e l'aspirazione psichica possono e devono correre insieme.

Domanda: Sono tuo discepolo solo da poco tempo, e mi chiedevo se può aiutare il mio progresso continuare a mantenere il pensiero sulla mia Meta della realizzazione di Dio?

Sri Chinmoy: La meta finale di chi frequenta le scuole elementari è conseguire la laurea, ma sarebbe pura follia se, mentre è alle elementari, pensasse continuamente: “Oh, devo laurearmi, devo prendere la laurea.” Egli conosce la sua meta, ma se pensa ad essa in continuazione, non imparerà bene la lezione di oggi. Ci sono alcuni aspiranti che pensano alla realizzazione di Dio, sebbene non siano ancora pronti ad un iniziale risveglio interiore, e ce ne sono altri che pensano e parlano di realizzazione di Dio, sebbene non siano ancora pronti ad apprendere l'ABC della vita spirituale.

Realizzazione di Dio, Immortalità, Infinito, Eternità: queste sono tutte parole grosse, in questo momento, e parlandone costruirai solamente dei castelli in aria. Queste sono delle realtà nei loro piani ma, per ora, non puoi portare quelle realtà nella tua vita quotidiana, così lascia che tali realtà rimangano nel loro piano. Se continui a pensare alla Meta e ad immaginarla, alla fine sarai deluso, perché la Meta non sarà come la immaginavi. Pensando sempre alla Meta, non presterai la giusta attenzione alla tua attuale aspirazione e inconsciamente ritarderai il tuo progresso. La tua Meta è la realizzazione di Dio, ma sei appena entrato nel sentiero spirituale. Stai camminando nel giusto sentiero e ciò è positivo, ma in questo momento la tua maggiore preoccupazione dovrebbe essere l'aspirazione, il progresso interiore, la semplicità, la sincerità, la purezza, e l'umiltà.

La realizzazione di Dio è una Meta difficile, ma non impossibile. Dopo aver meditato per molti anni, alcune persone pensano che è impossibile raggiungerla in questa incarnazione e così dicono che non la vogliono, è come la storia della volpe e l’uva non ancora matura. Molte persone lasciano il sentiero spirituale per questa ragione, dopo averlo seguito per pochi anni. Trovano difetti in Dio e negli insegnamenti del Maestro e diventano completamente atei. Questo è molto negativo. Prima di entrare nel sentiero spirituale, mentre sguazzavi nei piaceri dell'ignoranza, Dio ti perdonò, perché sapeva che non avevi consapevolezza di nient’altro. Dio disse: “Il Mio figliolo non conosce niente di meglio dell'ignoranza.” Ma dopo che sei entrato nella vita interiore, se torni alla vita comune, pensando che la realizzazione di Dio o non esiste o è totalmente al di là delle tue capacità, allora il compenso interiore per le tue azioni non divine sarà infinitamente peggiore di quanto sarebbe stato se non avesti mai lasciato il mondo dell'ignoranza.

Per ora la Meta è un lontano anelito, ma non devi scoraggiarti. Passo dopo passo, lentamente e regolarmente, raggiungerai la Meta, passerai dall'asilo alla scuola primaria, poi alle medie, quindi alle superiori e poi all'università. Perciò non essere inquieto o impaziente. Soltanto Dio conosce il momento in cui arriverà per te l'Ora prescelta. Il tuo compito è aspirare, ed è compito di Dio far discendere su di te la Sua infinita Compassione. Nel momento in cui tu svolgi il tuo ruolo, Dio svolgerà il Suo e farà in modo che tu Lo realizzi nell'Ora da Lui prescelta. Perciò camminiamo lungo il sentiero della realtà, grazie alla nostra aspirazione interiore, la Meta stessa verrà davanti a noi.

Domanda: Una volta che un cercatore è avanzato, tutte le difficoltà alla realizzazione di Dio svaniscono e la sua realizzazione diviene una certezza in questa incarnazione?

Sri Chinmoy: Finché non si raggiunge la Meta, non c'è certezza. Puoi anche essere ad un solo passo dalla Meta, e ancora cadere. Fino all'ultimo momento non sai se vincerai la gara oppure no. L'ultima prova, prima della realizzazione di Dio, è estremamente difficile. Molti ricercatori veramente sinceri che sono sul punto di realizzare Dio, quando veramente nel mondo interiore non manca che una minima distanza, sono spietatamente attaccati dalle forze ostili e cadono. È necessario, allora, un lungo periodo perché si rialzino. Per alcuni sono necessari sei mesi per altri due anni o, ancora, per altri quattro anni, altri potrebbero dover aspettare un'altra incarnazione. Per questo devi stare all'erta e correre più velocemente che puoi verso la Meta. Non fermarti finché la battaglia non è vinta, altrimenti la forza di attrazione dell'ignoranza ti porterà di nuovo al punto di partenza.

Domanda: Quando penso a tutti i difetti e a tutte le qualità non divine in me stesso e nei miei amici discepoli, l'illuminazione mi sembra distante milioni di chilometri?

Sri Chinmoy: Quando si è realmente illuminati, non si vedranno gli altri come esseri umani imperfetti o senza speranza. Quando si ottiene l'illuminazione si sentirà la propria reale unità con tutti gli altri, e si vedranno le cosiddette imperfezioni degli altri come una esperienza che Dio sta avendo in o attraverso loro.

Poiché sei mio discepolo, desidero dirti che tu vedi dentro di te più imperfezioni, più limitazioni, più oscurità di quanto io possa mai immaginare. Per me sei assolutamente naturale e normale: sei figlio di Dio, e hai tutte le possibilità e capacità per realizzare, manifestare, soddisfare il Divino qui sulla terra. L'illuminazione è qualcosa che avevi, ma che ora hai dimenticato, non è qualcosa di totalmente nuovo.

Chi ha realmente a cuore l'illuminazione deve sentire che sta crescendo da Luce, a più Luce, verso Luce sempre più abbondante. Se un cercatore sente sempre di essere profondamente immerso nel mare di ignoranza, desidero dirti che mai e poi mai egli riuscirà ad uscire da essa, perché il mare dell'ignoranza è senza fine. Se, invece, sente che sta crescendo da una piccola luce, verso una Luce più elevata ed onnipervadente, immediatamente l’illuminazione gli sembrerà più facile e spontanea.

Domanda: Possiamo veramente sentire che la nostra realizzazione sta per arrivare, oppure essa giunge spontaneamente ed inaspettatamente?

Sri Chinmoy: La vera realizzazione non può giungere inaspettata. Si arriva con gradualità al momento della realizzazione di Dio. Chi è vicino alla realizzazione, sa che può essere una questione di giorni, mesi o anni. La realizzazione è una completa e cosciente unità con Dio, così, se uno non ha un’unione cosciente con Dio anche se limitata, come può raggiungere una unione cosciente illimitata, tutta in un momento? È vero che Dio può fare qualsiasi cosa, che Egli può accordare la realizzazione senza che un cercatore chieda alcunché, ma se Dio facesse ciò, sarebbe parziale. Se Dio ti donasse la realizzazione, senza che tu mediti o pratichi la vita spirituale, tutti potrebbero aspettarsela.

Alcune persone raggiungono la realizzazione dopo solo quattro o cinque anni di meditazione, mentre altri, che meditano da trenta, quaranta o cinquanta anni non sono ancora per niente vicini alla meta. Devi sapere, però, che quando una persona realizza Dio dopo aver meditato per soli quattro o cinque anni, questa sua non è la prima incarnazione come cercatore. Egli cominciò il suo viaggio molto, molto tempo prima che tu nemmeno cominciassi a pensare a Dio, ed ora sta completando il suo viaggio verso la realizzazione di Dio, mentre tu, forse, hai appena iniziato il tuo. Dobbiamo anche sapere che pur avendo meditato per parecchie incarnazioni nel passato, e per alcuni anni in quella attuale, ciò non significa che ora meritiamo Dio. Fu la Grazia di Dio che operò nelle precedenti incarnazioni, ed è la Grazia di Dio che ci sta aiutando, affinché Lo realizziamo in questa incarnazione.

Meditando costantemente per tutta la vita puoi aspettarti di ottenere la realizzazione, che comunque avverrà solo nell'Ora scelta da Dio. Può darsi che tu la voglia subito, ma forse Dio sa che, se Lo realizzi ora, saresti più di danno che di aiuto all'umanità. Così Dio ha la Sua propria Ora per la tua realizzazione, e quando quell'Ora si avvicinerà, ne sarai consapevole.

Domanda: Come si fa a sapere che esiste la realizzazione, e che l’hai raggiunta?

Sri Chinmoy: Molte persone hanno realizzato Dio, questa non è una mia teoria, né una mia scoperta. I saggi indiani, I Maestri spirituali indiani del venerabile passato, hanno scoperto la Verità, e anch'io sono d’accordo con loro grazie alla mia stessa realizzazione.

Quando mangi un mango, sai di averlo mangiato, lo hai mangiato e questa conoscenza rimane in te. Se altri dicono: "No, tu non hai mangiato un mango,” ciò non ti disturba, perché tu sai di averlo mangiato. Quando la tua fame è soddisfatta, non hai bisogno dell’approvazione o del riconoscimento degli altri, il delizioso sapore e l'esperienza ricevuta sono una prova sufficiente per te. Anche nel mondo spirituale, quando si beve il Nettare della realizzazione, si sa di avere realmente realizzato Dio. Si prova Pace infinita, Luce infinita, Beatitudine infinita, infinito Potere nella coscienza interiore. Una persona realizzata può vedere, sentire e sapere che la Divinità è presente nella sua coscienza interiore. Quando si ha realizzato Dio, si ha libero accesso a Dio e un senso di completo appagamento. Quando nella vita di chi aspira si manifesta la realizzazione, lo saprà senza ombra di dubbio.

Domanda: Dopo aver realizzato Dio, un discepolo continuerà sempre a servirti nel mondo interiore?

Sri Chinmoy: Perché mai dovresti servirmi dopo aver realizzato Dio? Non servirai me, servirai Dio, il Supremo, la Coscienza infinita e illimitata. Servendo la Coscienza infinita del Supremo, servirai me, poiché io sono parte integrante di quella infinita Coscienza, è lì che dimoro nella mia vita interiore. Chi servirai realmente? Non servirai me, non servirai il Supremo, sarai il servitore di te stesso, del tuo aspetto più elevato. Il Supremo non è una terza persona, ed io non sono una terza persona. Una volta che sarai realizzato, noi saremo una sola cosa. Grazie alla tua più elevata unità con la Coscienza infinita, servirai l'Uno nei tre aspetti: il Supremo negli aspetti che gli sono propri, il Supremo come tuo insegnante spirituale ed il Supremo come te stesso. Quando avrai realizzato l’Altissimo, non servirai più la personalità e l'individualità che io ho in questa incarnazione.

Attualmente sto servendo, servendo e servendo. Sto servendo i miei discepoli e cercando di manifestare il Supremo sulla Terra. In questo momento voi, miei discepoli, avete un po’ di fede in me e per questo cercate di manifestare il Supremo, ma in pratica nessuno Lo sta servendo consciamente. Se voi realmente steste servendo il Supremo, nello stesso momento sareste in grado di offrire al mondo intero Luce in abbondanza. In un certo senso Lo state servendo, ma non con spontaneità, con tutto cuore e con amore.

Quando realizzerete Dio, allora mi conoscerete realmente. Ora non mi conoscete, nemmeno uno dei miei discepoli mi conosce. Dite: "Qualche volta Guru entra in uno stato di coscienza molto elevato,” ma ora non sapete dove sia realmente la mia coscienza. Realizzerete chi sono, solo il giorno in cui realizzerete Dio, non un momento prima. Quando ora parlo di Infinità o di Eternità, per voi è tutto senza significato. Alcuni di voi con grande difficoltà cercano di assimilare quello che dico, ma quando realizzerete Dio, mi capirete.

Domanda: Durante la mia meditazione, per la maggior parte del tempo, mi trovo a camminare dentro una spirale. Ciò ha qualche relazione con la realizzazione interiore?

Sri Chinmoy: Questo non ha nulla a che vedere con la realizzazione. È solo un’esperienza che stai facendo sul tuo cammino. Il movimento a spirale non indica la realizzazione, è un’esperienza, un’esperienza positiva. Ciò che stai vedendo è il movimento cosmico e attraverso il movimento cosmico, col tempo, è possibile realizzare Dio. L'esperienza apre la strada verso la realizzazione, ma non è l'inizio della realizzazione, non è una forma di realizzazione, è solo un'esperienza.

Domanda: Potresti chiarire la differenza tra esperienza e realizzazione nella vita spirituale?

Sri Chinmoy: La differenza tra esperienza e realizzazione è questa: una persona realizzata può dire: "Io e il Padre mio siamo uno,” oppure: "Dio e io siamo uno,” mentre un cercatore che ha avuto molte esperienze spirituali, può solo sentire che lentamente, ma inevitabilmente, sta crescendo nella realizzazione di Dio. La cosciente unione con l'Altissimo viene chiamata realizzazione, mentre se possiamo solo dare un'occhiata alla più alta Verità, questa esperienza è infinitamente inferiore alla realizzazione. L'esperienza ci dice cosa alla fine potremo diventare, la realizzazione ci rende consci di ciò che veramente siamo: assolutamente una sola cosa con Dio, per sempre, per tutta l'Eternità.

Avere un'esperienza è positivo, ma sappiamo che l'esperienza non dura. È meglio ottenere la realizzazione, anche se non è totale e non cambia completamente la nostra natura. La realizzazione è infinitamente meglio dell'esperienza, perché l’esperienza è una gioia fugace, mentre la realizzazione è una gioia durevole, anche se questa gioia durevole non necessariamente possiede tutte le qualità divine, quali Pace, Potere e Saggezza. Quando incarniamo la Visione nella sua totalità, andiamo ad un livello più profondo. Incarnare la Verità ci dà una fiducia infinita, sia nella nostra vita interiore così come in quella esteriore, ma solamente incarnare non basta, dobbiamo rivelare la Visione. Si può avere potere, ma finché non lo si fa emergere e non lo si rivela, non saremo appagati né in terra né in Cielo. Inoltre, anche se riveliamo esternamente ciò che abbiamo in noi, la rivelazione non è lo stadio finale, lo stadio finale è la manifestazione. Ciò che abbiamo e ciò che siamo, deve essere manifestato qui sulla terra. Quando la manifestazione è compiuta, tutto è fatto.

Domanda: Le nostre esperienze sono tutte transitorie?

Sri Chinmoy: Nel mondo esteriore non ricordiamo in dettaglio tutte le nostre esperienze, sono reali per qualche giorno e poi vengono completamente cancellate, perché esse non rimangono nella nostra coscienza quotidiana. Tratteniamo, però, l'essenza di queste esperienze nella nostra vita interiore, nel mondo interiore ogni cosa è registrata in modo permanente.

Domanda: Se abbiamo avuto un’esperienza nel mondo interiore, ad esempio durante la meditazione, la ricordiamo consciamente?

Sri Chinmoy: Un cercatore comune, quando ha qualche esperienza interiore, non la trattiene consciamente, ma l’essenza rimane nella sua vita interiore. Anche se è un’esperienza elevata, dopo quattro o cinque anni è completamente dimenticata, perde l’esperienza perché l'ignoranza della sua vita la inghiotte. Egli dice: "Come posso aver avuto una tale esperienza? Se davvero l’avessi avuta, come mai poi ho fatto tante cose sbagliate? Perché non ho meditato e non ho pregato? Vuol dire che non si trattava di una esperienza così significativa." Il suo dubbio divora l'esperienza. Nel caso di una persona realizzata, invece, la situazione è diversa, egli sa che qualsiasi cosa abbia sentito o visto era assolutamente vero, inoltre, grazie alla sua visione interiore può ricordare anche le esperienze interiori avute all’età di sette o otto anni, oppure nelle precedenti incarnazioni. Se lo si chiede, invece, ad un comune cercatore, anche se ha avuto solo due esperienze importanti nella sua vita, potrebbe metterci un’ora per ricordarle, oppure potrebbe non ricordarle affatto.

Domanda: Quindi, quando si realizza Dio, si ricordano tutte le proprie esperienze?

Sri Chinmoy: Realizzare Dio non significa che si ricorderanno tutti i milioni e miliardi di esperienze avute nel corso della vita, ma si possono far emergere a comando solo le esperienze interiori, le esperienze più alte e significative avute nel mondo interiore. Se si vuole, si può far emergere l’intera vita interiore.

Domanda: L'esperienza dell'Aldilà è tranquilla o esaltante?

Sri Chinmoy: L'esperienza dell'Aldilà è tranquilla, ma non statica, in essa dinamismo e tranquillità coesistono. In una delle Upanishad troviamo la seguente definizione dell'Aldilà: "Si muove e non si muove, è lontano e vicino.” Come può essere che qualcosa si muove e si non muove? Sembra impossibile, ma quando sarete nell'Aldilà, potrete vedere che l'universo è in movimento ed allo stesso tempo è tranquillo. C'è anche un'altra descrizione dell'Aldilà: l'esperienza dell'Infinito. "L'Infinito è quello. L'Infinito è questo. Dall'Infinito, l'Infinito è entrato nell'esistenza. Dall'Infinito, quando l'Infinito è portato via, l'Infinito rimane.”

Domanda: Chi è il Non-manifesto?

Sri Chinmoy: Tu stesso sei il non-manifesto, Ciò significa che il tuo Sé più elevato è ancora non manifestato. Tu, che rappresenti Dio sulla terra, tu, che nella tua coscienza più elevata sei assolutamente una sola cosa con Dio, sei ancora non-manifesto. La tua realtà più elevata non è per ora stata manifestata, ma ciò non significa che rimarrà per sempre non manifestata. No, la tua parte più elevata deve essere manifestata sulla terra, poiché soltanto allora la perfetta Perfezione del Supremo potrà avere luogo.

Domanda: Un cercatore può vivere nella vasta espansione della mente, oppure ciò è possibile solo ad una anima realizzata?

Sri Chinmoy: Un cercatore può entrare nella vasta espansione della mente solo per pochi minuti, quando raggiunge una meditazione profonda e molto elevata. Solo le anime realizzate possono entrare in questa vasta espansione della mente e rimanervi indefinitamente, ma, in realtà, quando usiamo il termine "espansione della mente,” commettiamo un errore. Nello stato a cui mi riferisco non vi è mente, la mente è stata trascesa. Sentiamo che quello che sperimentiamo è l'espansione della mente, ma in realtà si tratta della sua trascendenza. Nella mente c'è la forma ed il limite, ma quando parliamo di vasta espansione, andiamo oltre il dominio della mente: è una vasta espansione di Luce, Coscienza, Pace, Beatitudine.

Quando meditiamo, cerchiamo sempre di andare oltre la mente, quando vogliamo espandere la nostra coscienza, la nostra realtà fisica, dobbiamo entrare nell'anima. Quando, però, ritorniamo dal più alto livello di coscienza, cerchiamo di capire e di esprimere lo stato in cui eravamo con l'aiuto della mente, e ciò perché ora la mente è il più alto prodotto della vita umana, però essendo limitata, la mente non potrà mai comprendere ed esprimere l'Infinito, l'Illimitato.

Domanda: I generi di esperienze che hanno gli Yogi sono diversi dalle esperienze che possono ottenere le persone comuni?

Sri Chinmoy: Sri Aurobindo una volta disse che la biografia di un Maestro spirituale è scritta tutta dentro di lui. Se scrivete la biografia di una persona qualsiasi, potreste aver bisogno di migliaia di pagine, ma se volete scrivere della sua vita interiore, forse non sarete in grado di riempire nemmeno una pagina. Nel caso di un Maestro spirituale, si potrebbero scrivere centinaia e centinaia di pagine sulla sua vita interiore, ma non vengono scritte. Un Maestro spirituale, che è in relazione con il mondo interiore, dona e riceve centinaia di esperienze significative ogni giorno. Nella vita di uno Yogi le esperienze interiori sono le esperienze predominanti, mentre per una persona comune questo tipo di esperienze è molto raro.

Capitolo III: Samadhi e Beatitudine: l'Universo interiore

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"Alto, più alto e altissimo è il piano della Delizia. Con la nostra coscienza illuminata riusciamo ad entrare in quel piano e ne siamo catturati. Dopo aver percorso i corridoi del sublime silenzio e della trance, siamo ora una sola cosa con il Supremo."
— Sri Chinmoy"
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Domanda: Una volta hai detto che la Delizia trascendentale è una delle qualità divine non manifestate sulla terra. Perché?

Sri Chinmoy: Sul piano più elevato si trova Esistenza-Coscienza-Beatitudine; che chiamiamo Sat-Chit-Ananda. Sat è Esistenza, Chit è Coscienza, Ananda è Delizia. Coscienza è la sorgente di ogni cosa, ma non può esistere senza Delizia ed Esistenza. Se non c'è Esistenza, non ci può essere Coscienza. Se c'è Esistenza e Coscienza, è necessaria la Beatitudine perché ci sia l’appagamento del Sé. Da tempo immemorabile grandi Maestri spirituali hanno fatto discendere sulla terra gli aspetti Sat e Chit, ma è molto più difficile far scendere sulla terra l'aspetto Ananda. Alcuni non riuscirono a farlo, alcuni altri riuscirono, ma questa qualità durò solo pochi secondi o pochi minuti, e poi ritornò su da dove era venuta. La Pace è accessibile, possiamo far scendere la Pace. La Luce ed il Potere possono facilmente essere fatti scendere, ma la Delizia, che rende immortale la nostra coscienza interiore ed esteriore, non è ancora stata stabilizzata sulla terra. Essa viene, ma poi torna indietro perché vede così tante imperfezioni nell'atmosfera terrestre che non può rimanere.

Anche persone spiritualmente avanzate spesso sono confuse al riguardo, sentono un'estasi interiore che viene dal mondo vitale, e pensano che sia la vera Delizia, ma non è così. La vera Delizia giunge all’anima dal mondo più elevato e, dall'anima, permea l'intero essere.

Questa Ananda è assorbita in modo differente da quella che chiamiamo delizia fisica o da ciò che chiamiamo piacere o godimento. La Delizia sovra-mentale è completamente diversa dal mondo del piacere o godimento. Quando ne ricevi anche una sola briciola, senti il tuo intero essere interiore danzare come fa un bambino, con la massima purezza, ed il tuo essere esteriore sente la vera Immortalità della sua esistenza esteriore. Se ricevi questa Delizia anche per un secondo, lo ricorderai per tutta la vita.

Il grande Gioco cosmico, la rappresentazione cosmica, è tutto intorno a noi, l'universo è pieno di gioia, gioia interiore ed esteriore. Quando raggiungeremo la realizzazione, dovremo sentire la necessità di manifestare questa costante Delizia nel nostro cuore. Essa arde senza bruciare, ha una straordinaria intensità, ma è un nettare delicato, che fluisce con assoluta dolcezza. Un giorno la feci discendere nel mio corpo fisico grossolano, così che nel momento in cui sorridevo, potevo irradiare su ognuno di voi la più alta Delizia. Devo, però, dire che essa è scomparsa, nessuno fra i discepoli ne ha trattenuto nemmeno una parte.

Domanda: I bambini talvolta provano questo genere di Delizia?

Sri Chinmoy: No. I bambini non godono della Delizia più elevata, ricevono la delizia psichica, che proviene dall’essere psichico, dall'essere interiore, o dall'anima e la esprimono spontaneamente. Molto spesso i bambini esprimono la loro gioia attraverso il loro puro ed incorrotto vitale, ma non provano la Delizia più elevata, quella che proviene dal piano di Sat-Chit-Ananda. Si può sperimentarla solo nella più alta e profonda meditazione. Anche i bambini per sperimentare questa qualità devono passare attraverso la meditazione, la concentrazione e la contemplazione.

[ Sri Chinmoy poi chiese ai suoi discepoli di provare ad invocare Ananda]

Per favore mettete la vostra mano destra sul cuore. Cercate di sentire che dentro il vostro cuore c’è il bambino più meraviglioso della terra e del Cielo, è l’anima. Gli uomini, naturalmente, lo vedranno come un bambino mentre le donne come una bambina. L'anima non è né maschile né femminile, ma quando si incarna prende una forma. Cercate di vedere il bambino come se fosse nato da appena sette giorni. Perdonatemi se dico che, in termini di evoluzione spirituale, alcuni di voi non hanno nemmeno sette giorni di vita. Sebbene le anime abbiano cominciato il loro viaggio milioni di anni fa, ci sono qui uno o due individui che hanno avuto solo una o due incarnazioni umane e, naturalmente, l’evoluzione della loro anima, in termini puramente spirituali, ha forse soli pochi minuti o poche ore. Ora, per favore, pensate al bambino di sette giorni. Poi in assoluto silenzio, per favore pronunciate Ananda sette volte.

Domanda: C'è differenza tra la realizzazione di un Maestro e quella di un altro?

Sri Chinmoy: Come ci sono diversità tra uomo e uomo, allo stesso modo ci sono diversità tra uno Yogi e l’altro. Non tutti gli Yogi sono allo stesso livello. Uno Yogi completamente realizzato è costantemente una sola cosa con la Coscienza di Dio, costantemente consapevole della sua unione con Dio. Vi sono poi Yogi realizzati a metà e Yogi parzialmente realizzati. Durante le poche ore al giorno in cui meditano sono in unione con Dio, ma per il tempo rimanente sono come comuni esseri umani. La loro unione con Dio dipende dal tipo di realizzazione che hanno raggiunto.

La realizzazione di Dio è come un albero, si può correre e toccare l'albero e dire: "Sono realizzato," ma questa realizzazione consiste solo nell'aver toccato i piedi dell'albero. Una persona può essere molto felice per il solo fatto di aver toccato i piedi dell'albero, perché ha visto che il frutto è là, i rami e le foglie sono là: può toccarli, tenerli, sentirli, e così sa che ha raggiunto la sua meta. Qualcun altro, però, può dire: “Non sono soddisfatto, voglio arrampicarmi un po’ e sedermi su un ramo. Solo così sentirò di aver raggiunto la mia meta." Allora va un gradino più in alto, in tal modo, naturalmente, la sua realizzazione sarà un po’ più elevata. Ci può essere, inoltre, qualcuno che scalerà l'albero fino al ramo più alto, e là mangerà il delizioso frutto, la sua realizzazione sarà allora la più elevata, perché non solo ha visto e toccato l’Altissimo, ma ora è salito fino all’Altissimo. Egli non ha, però, alcuna intenzione di scendere, perché sente che nel momento in cui scenderà, ritornerà una persona comune e sarà catturato dalle reti del mondo dell'ignoranza. Sente che, una volta disceso, non sarà più capace di salire nuovamente.

Vi è poi un altro tipo di anima realizzata, che non solo salirà fino all’Altissimo per realizzarsi, ma anche porterà giù i frutti dell'albero al mondo. Tornerà per la manifestazione, e dirà: "Non sono soddisfatto di sedere sulla cima dell'albero, questa non è la mia meta. Quello che ho ricevuto, voglio condividerlo con l'umanità." Egli ha la capacità di salire e scendere a suo piacimento. Quando discende, fa scendere sulla terra Compassione, Pace, Luce e Beatitudine. Quando sale, porta con sé l'umanità. Si carica alcuni esseri umani sulle spalle e ritorna su. Terrà lassù quelle anime e verrà a prenderne ancora altre che porterà sulle sue spalle. Egli possiede capacità infinitamente maggiori di colui che arriva solo a toccare l'albero, la sua realizzazione è più completa.

In India ci sono stati alcuni Maestri spirituali parzialmente realizzati, che toccarono i piedi dell'albero, ma non salirono sul ramo più alto. Sono considerati molto grandi da coloro che aspirano, ma paragonando il loro livello con quello di Sri Krishna, o di Cristo, o del Buddha, si deve dire che chi ha solo toccato i piedi dell'albero, ha raggiunto solo una parziale realizzazione.

Quando un Indù tocca una goccia d'acqua del Gange, prova un senso di purezza. Anche nel caso della realizzazione qualcuno può sentirsi soddisfatto con una sola goccia di nettare, altrimenti può dire: "No, ho bisogno dell'oceano sconfinato." Inoltre qualcun altro può dire: "Questo illimitato nettare non è solo per me, ma per tutti, ed io voglio condividerlo con gli altri." La realizzazione di colui che effettivamente ha la capacità di condividere la sua più alta realizzazione con gli altri, è senza dubbio superiore a quella dei due casi precedenti. Sri Ramakrishna era solito parlare di jivakoti e di ishvarakoti. Jivakoti è colui che ha realizzato Dio ma non è interessato ad entrare di nuovo nel campo della manifestazione. Chi ha una zattera, o una piccola barca, può attraversare il mare dell'ignoranza da solo, ma non può portare altri con sé. L’ishvarakoti, invece, ha una grande imbarcazione e potrà accogliere centinaia e migliaia di anime umane, e traghettarle attraverso il mare dell’ignoranza. Egli ritorna più volte nel mondo per liberare l'umanità.

Domanda: In cosa consiste il samadhi più basso?

Sri Chinmoy: Ci sono vari samadhi minori, e fra questi il savikalpa samadhi è ritenuto essere il più elevato. Subito sopra il savikalpa viene il nirvikalpa samadhi, ma c'è un enorme abisso tra savikalpa e nirvikalpa. Comunque, sebbene il savikalpa samadhi sia un passo al di sotto al nirvikalpa, non useremo il termine "più basso,” poiché sono due tipi diversi di samadhi. Vi è, poi, qualcosa che va anche oltre il nirvikalpa che è chiamato sahaja samadhi, ma il savikalpa ed il nirvikalpa sono i più conosciuti.

Nel savikalpa samadhi, per un breve periodo di tempo, si perde tutta la coscienza umana, in questo stato il concetto di tempo e spazio è completamente differente e non è possibile giudicarlo né con l'aiuto del concetto umano di tempo, né con quello di spazio. In quel samadhi, per un'ora o due, si è completamente in un altro mondo e si può vedere che quasi ogni cosa è compiuta. Qui in questo nostro mondo ci sono ancora molti desideri insoddisfatti, in te e negli altri. Milioni di desideri sono insoddisfatti e milioni di cose rimangono da fare. Quando, invece, si entra nel savikalpa samadhi, si può vedere che praticamente ogni cosa è compiuta; non si deve fare nulla, si è solo uno strumento. Se vieni usato, bene, altrimenti ogni cosa è comunque già compiuta, ma dal savikalpa samadhi tutti devono tornare alla coscienza ordinaria.

Anche nel savikalpa samadhi vi sono dei gradi. Proprio come nella stessa classe di una scuola, ci sono studenti brillanti e meno brillanti, così, anche nel savikalpa, alcuni aspiranti raggiungono il grado più elevato, mentre i cercatori che aspirano meno, raggiungono il gradino più basso della scala, oppure un livello medio, dove ogni cosa non è così chiara e vivida rispetto al livello più elevato.

Nel savikalpa ci sono pensieri ed idee provenienti da diverse angolature, ma non ti possono influenzare. Mentre stai meditando, rimani imperturbato, ed il tuo essere interiore funziona in modo fiducioso e dinamico, ma quando puoi andare un po’ più in alto, quando nel nirvikalpa samadhi sei diventato una sola cosa con l'anima, in quello stato, non ci saranno né idee, né pensieri. Qui la danza della natura si ferma, non c'è natura, ma solo infinita Pace e Beatitudine, il Conoscitore ed il Conosciuto sono diventati una sola cosa, ogni cosa è tranquilla. Qui si sperimenta la gioia di un’estasi supremamente divina, onipervadente e amorevole. Diventi l'oggetto del gioire, colui che gioisce ed il gioire stesso.

Il nirvikalpa è il più alto samadhi raggiunto dai maggiori Maestri spirituali, e solo da coloro che abbiano già raggiunto la realizzazione. Questo stato ha una durata di poche ore o pochi giorni, poi si deve tornare giù. Che cosa succede quando si torna? Molto spesso si dimentica il proprio nome, la propria età, non si riesce a parlare correttamente. Con una pratica continua però, gradualmente, ci si abitua a ritornare dal nirvikalpa samadhi e a comportarsi immediatamente in modo normale.

Ci furono Maestri spirituali del venerabile passato che raggiunsero il nirvikalpa e non tornarono indietro, mantennero il loro elevatissimo samadhi e trovarono impossibile ritornare nell'atmosfera del mondo, vivere e lavorare come esseri umani. Quando si è in quello stato di coscienza non si può operare nel mondo, è semplicemente impossibile.

Generalmente, quando qualcuno entra in nirvikalpa samadhi non vuole più ritornare nel mondo. Se si rimane in quello stato dai 18 ai 21 giorni, con ogni probabilità si lascerà il corpo. [fn :: Il commento di Sri Chinmoy è stato rimosso da uno dei redattori della trascrizione. Viene aggiunto qui come nota a piè di pagina, perché il secondo editor è stato in grado di scriverlo e conservarlo. Sfortunatamente, la trascrizione originale, inedita è andata perduta.] Vi può, però, essere una dispensa divina. Se il Supremo vuole che una particolare anima lavori qui sulla terra, Egli, anche dopo ventuno o ventidue giorni, porta l'individuo in un altro canale di dinamica coscienza divina e gli permette di ritornare ad agire sul piano terreno.

Il sahaja samadhi è di gran lunga il più elevato tipo di samadhi. In questo samadhi ci si trova nella coscienza più elevata e, allo stesso tempo, si può lavorare nel mondo fisico grossolano, si può mantenere l'esperienza del nirvikalpa samadhi e simultaneamente agire nelle attività terrestri. Si è diventati l'anima e contemporaneamente si utilizza il corpo come uno strumento perfetto. Nel sahaja samadhi si può camminare, mangiare e fare tutte le cose comuni ad un normale essere umano, ma nel profondo del proprio cuore si è ricolmi di illuminazione divina. Quando si raggiunge questo sahaja samadhi, si diventa il Signore ed il Maestro della Realtà. Si può salire a proprio piacimento fino all’Altissimo, e poi discendere nella coscienza terrestre per la manifestazione.

Dopo aver raggiunto il più elevato livello di realizzazione, in rarissime occasioni, qualcuno può essere benedetto con il sahaja samadhi. Solo pochi Maestri spirituali hanno raggiunto questo stato, solo uno o due. Per ottenere il sahaja samadhi è necessaria l'infinita Grazia del Supremo, oppure si deve essere molto potenti o fortunati. Il sahaja samadhi arriva quando si è stabilita una inseparabile unione con il Supremo, oppure quando, in rare occasioni, il Maestro realizzato vuole mostrare che egli è il Supremo. Chi ha raggiunto il sahaja samadhi e rimane in quello stato, manifesta Dio coscientemente e perfettamente in ogni istante, ed è così il più grande orgoglio del Supremo trascendente.

Domanda: Lo stato di coscienza chiamato turiya è una forma di samadhi? È comunque in qualche modo connesso con il sahaja samadhi?

Sri Chinmoy: La coscienza turiya è la Realtà trascendentale. Non è una forma di samadhi nel vero senso del termine. Quando un'anima individuale stabilisce una unione permanente e costante con l'Essere Supremo, diciamo che essa sperimenta la gioia della coscienza di turiya. Chi possiede questo stato di coscienza, di solito non ritorna giù per la manifestazione, perché preferisce rimanere immerso in Sat-Chit-Ananda, Esistenza-Coscienza-Beatitudine. In questo stato, il cercatore raggiunge l'assoluta vetta evolutiva, ma questa altissima realizzazione non ha diretto collegamento con il sahaja samadhi.

Il sahaja samadhi comprende la coscienza di turiya, e chi si trova in sahaja samadhi incarna la coscienza di turiya, è lui la persona che sfida l'ignoranza della terra, allo scopo di trasformarla nella creazione perfetta. Egli incarna in modo illimitato, nel proprio essere, le più elevate Verità trascendentali Luce, Pace, Beatitudine, Potere, e tutte le qualità divine, e le manifesta nel modo più semplice ed efficace, nelle sue molteplici attività quotidiane. Nella vita esteriore agisce come un divino bambino che ha a sua disposizione l'Altezza dell'Eternità e la Luce dell'Infinito, e le condivide gioiosamente e senza riserve con l'umanità che aspira.

Domanda: Puoi parlare un po’ più estesamente dell’esperienza del nirvikalpa samadhi?

Sri Chinmoy: Il nirvikalpa samadhi non può essere spiegato da nessuno, non importa quanto si sia grandi. È una esperienza che può essere compresa solo provando ad identificarsi e divenendo una sola cosa con chi ha già raggiunto questa esperienza. Dobbiamo cercare di entrare nell'esperienza, piuttosto che chiedere che l'esperienza scenda al nostro livello. Quando entriamo in nirvikalpa samadhi, l'esperienza stessa è la realtà. Quando, però, vogliamo comunicarla ad altri, tradurla in parole, dobbiamo scendere di molto, ed usare la mente, dobbiamo esprimere l'esperienza in termini umani, perciò la coscienza del nirvikalpa samadhi non può mai essere adeguatamente spiegata o espressa. La rivelazione dell'esperienza non può mai essere come l'esperienza originale.

Sto cercando di fare del mio meglio per parlarvi di questo da una coscienza molto elevata, ma è ancora la mia mente che si sta esprimendo in modo sottile, mentre nel nirvikalpa samadhi non vi è mente. Vediamo il Creatore, la Creazione e l'Osservatore come un’unica Persona, l'oggetto dell’adorazione e la persona che sta adorando, diventano totalmente una cosa sola, Amante e Amato divengono totalmente uno. Si va oltre la realtà e, contemporaneamente, vediamo che ogni cosa è reale. Qui, nel mondo comune, io potrei dire che tu non sei reale e tu potresti dire che io non sono reale, a causa delle nostre diverse opinioni. Nel nirvikalpa samadhi, invece si va oltre tutte le differenze, là la mente non funziona affatto.

Quando entriamo nel nirvikalpa samadhi, per prima cosa, sentiamo che il nostro cuore è più vasto dell'universo stesso. Ora vediamo il mondo intorno a noi, e l'universo ci sembra infinitamente più grande di noi. Questo accade perché, per il momento, percepiamo il mondo e l'universo con le limitazioni della mente, mentre, quando siamo nel nirvikalpa samadhi, vediamo l'universo come un minuscolo punto dentro il nostro vasto cuore.

Nel nirvikalpa samadhi c'è infinita Beatitudine. Non c'è nulla che si possa paragonare alla quantità, per non parlare della qualità, di questa Beatitudine. Beatitudine è una vaga parola per la maggior parte di noi, sentiamo dire che esiste qualcosa chiamato Beatitudine, e alcune persone dicono di averne fatta esperienza, ma la maggior parte di noi non ne ha una conoscenza diretta. Quando entriamo nel nirvikalpa samadhi, comunque, non solo proviamo Beatitudine, ma cresciamo in Essa.

La terza cosa di cui facciamo esperienza nel nirvikalpa samadhi è il Potere. Tutto il potere di tutti gli occultisti messi insieme è nulla, paragonato con il Potere che abbiamo nel nirvikalpa samadhi. Il potere che possiamo attingere dal samadhi per poterlo utilizzare sulla terra è, però, una minima parte rispetto alla sua totalità, è simile a quello di cui abbiamo bisogno per sbattere le palpebre. Dicendo questo mi sto esprimendo attraverso la mente e non è adeguato, ma a parole non riesco ad esprimere, in modo più soddisfacente, la verità che ho realizzato.

Desidero solo dire che entrare in qualsiasi livello di samadhi è infinitamente più facile che trasformare la coscienza umana in una coscienza divina. Questo è quello che io ho cercato di fare e che voi avete cercato di fare, che lo stesso Supremo ha cercato di fare. Tutti noi qui ci sforziamo di fare solo una cosa: trasformare la natura umana, fisica, vitale, mentale e psichica. Quando questo accadrà, la perfetta Perfezione sorgerà contemporaneamente qui sulla terra e là nel Cielo.

Come potrà avvenire questa trasformazione? Attraverso l'aspirazione. Il mondo deve aspirare, la creazione deve aspirare, e solo allora i Maestri spirituali potranno far scendere il Paradiso sulla terra. Il Paradiso, come sappiamo, è uno stato di coscienza. Nel samadhi, tutto è Paradiso, tutto è Beatitudine, Luce, Pace, ma quando torniamo di nuovo sulla terra, tutto è sofferenza, oscurità, paura e preoccupazione. Come possiamo stabilire una connessione cosciente tra questo nostro mondo e il più alto stato di samadhi? Attraverso una costante aspirazione, non vi è altra medicina se non una costante aspirazione, non per un giorno o due, ma per tutto il tempo della vita. Per realizzare Dio sono necessarie moltissime incarnazioni, ma quando si ha a disposizione un Maestro spirituale pienamente realizzato, tutto diventa molto più facile. In questo caso possono essere sufficienti una o due o tre o quattro incarnazioni, altrimenti, per un normale essere umano, ci vorranno molte centinaia di incarnazioni, anche solo per accedere alle esperienze più elevate, o alle cosiddette realizzazioni minori. Un Maestro realizzato, invece, conosce le anime e vive nelle anime, quindi, per lui è facile occuparsi di ciascun aspirante secondo le necessità della sua anima, per lo sviluppo e l’appagamento della sua anima.

Domanda: Che differenza c'è tra samadhi e realizzazione di Dio?

Sri Chinmoy: Il samadhi è un regno della coscienza. Molte persone sono entrate in samadhi, ma la realizzazione si ottiene solo quando si diventa una sola cosa con l'Altissimo Assoluto. È possibile entrare in samadhi senza realizzare l'Altissimo.

Entrare in samadhi è come conoscere l'alfabeto, ma la realizzazione equivale all’ottenere un dottorato. Non vi è paragone tra samadhi e realizzazione. Il samadhi è uno stato di coscienza nel quale si può rimanere per poche ore o giorni. Dopo 21 giorni di solito il corpo cessa di vivere, mentre una volta raggiunta la realizzazione, questa rimane per sempre, e nella realizzazione l’intera coscienza della persona diventa, inseparabilmente ed eternamente, una con Dio.

Ci sono tre stadi di samadhi: savikalpa samadhi, nirvikalpa samadhi e sahaja samadhi. Il savikalpa è uno stato di coscienza esaltante e splendente, mentre la realizzazione è, invece, uno stato di coscienza consapevole, naturale e di manifestazione. Quando il cercatore ottiene la realizzazione, assapora la libertà dalla personalità e dalla individualità umana. È come una minuscola goccia d'acqua che entra nell'oceano e che, una volta entrata, diventa l'oceano, e la personalità o l'individualità della goccia scompaiono. Quando si realizza la Verità più elevata, il finito e limitato entra dentro l'Infinito e lo si realizza e conquista come veramente proprio. Ottenuta la realizzazione, un Maestro può entrare facilmente in savikalpa samadhi ed anche il nirvikalpa samadhi è facilmente accessibile per un un'anima che ha realizzato Dio. Solo il sahaja samadhi, che è il samadhi più elevato, è un problema anche per le anime realizzate più elevate.

Domanda: Quando ti trovi nel più alto stato di samadhi e osservi gli altri esseri umani, che tipo di coscienza vedi in loro?

Sri Chinmoy: Quando ci si trova nella più elevata coscienza trascendentale del samadhi, la personalità fisica degli altri scompare, non vediamo gli altri come esseri umani, ma solo come un flusso di coscienza, come un fiume che entra nell'oceano. Colui che è nella più alta trance diventa l'oceano, e colui che è nello stato di coscienza più basso è un fiume. Il fiume fluisce nel mare e diventa una sola cosa con esso. Chi prova la gioia del più alto samadhi, non nota individualità o personalità alcuna negli altri. Un essere umano che non è in samadhi, è come un fiume di coscienza che scorre, mentre chi è in samadhi è divenuto il mare stesso, il mare di Pace e di Luce.

Domanda: Per quanto tempo un'anima realizzata può rimanere in savikalpa samadhi?

Sri Chinmoy: Non c'è bisogno di essere un'anima realizzata per entrare in savikalpa samadhi. Un cercatore con una grande aspirazione, che abbia meditato per molti anni, può entrare nel savikalpa samadhi, non è difficile. Il savikalpa può durare molte ore. Quando Sri Ramakrishna era solito toccare i ricercatori e trasmettere loro un certo tipo di trance e samadhi, questo stato poteva durare per alcune ore. Nel savikalpa normalmente non si sta per più di un giorno o due, perché non è necessario e non è consigliabile. Soltanto il nirvikalpa samadhi va oltre, per sette, otto, nove, dieci giorni, e ciò accade perché il nirvikalpa samadhi è più importante per la nostra vita interiore.

Per una persona spiritualmente realizzata non c'è limite definito di permanenza nel suo savikalpa samadhi, può entrarvi e uscirne a suo piacimento, in ogni momento può entrare e rimanervi per alcune ore o giorni. Certamente non è una cosa facile da fare per un aspirante, ma per uno Yogi non è la cosa più difficile. Per un'anima realizzata che sia egli uno Yogi, o un Maestro spirituale, o un Avatar, il savikalpa è come un gioco. Per lui è semplice, mentre per un normale cercatore è sicuramente difficile.

Domanda: Avevo capito che un'anima liberata può prolungare la sua permanenza nel mondo fisico per dodici o quindici giorni anche mentre egli è in nirvikalpa samadhi?

Sri Chinmoy: Un'anima liberata può stare senza pericolo per 21 o 22 giorni in nirvikalpa samadhi, se il Divino vuole che questa particolare anima continui sul sentiero della manifestazione dinamica. Se, invece, il Divino vuole che l'individuo rimanga nella realizzazione statica del Brahman, allora l'anima non ritornerà alla coscienza terrena dopo aver raggiunto il nirvikalpa, e quindi lascerà il corpo. Se però il Divino lo vuole, anche dopo 11, 12 o 13 giorni, Egli potrà dire: "Voglio che tu lavori per Me sulla terra. Devi tornare.”

Il nome del piano di coscienza dal quale i Maestri ritornano è Supermente, questo è il piano dal quale ha inizio la creazione vera e propria. Più in alto c'è il livello di Sat-Chit-Ananda: Esistenza- Coscienza-Beatitudine. I Maestri Spirituali che vogliono la manifestazione divina qui sulla terra, cercano di manifestare per prima cosa la Supermente, la Coscienza dorata dalla quale discende la creazione. Quando questa è manifestata, i Maestri spirituali che ora tentano di far scendere sulla terra la Coscienza più alta, potranno far scendere Sat-Chit-Ananda. Queste tre qualità non possono mai essere separate, devono discendere insieme sulla terra. Il Supremo vuole che la completa manifestazione divina abbia luogo qui sulla terra, non in Cielo o in qualche altro luogo.

Nei nostri testi sacri indiani si dice che l'uomo è più grande degli dei cosmici, poiché gli dei cosmici sono soddisfatti dalla Beatitudine del Cielo, mentre l'uomo non è soddisfatto finché non raggiunge la liberazione. Se gli dei cosmici vogliono progredire, se vogliono la liberazione o la manifestazione, anch'essi devono prendere forma umana e venire sulla terra. La Manifestazione non può avvenire in nessun altro luogo. In India ci sono migliaia di divinità, che noi apprezziamo, ammiriamo, adoriamo, perché ora sono superiori a noi. Quando abbiamo mal di testa, se invochiamo con tutta l'anima una divinità, questa verrà e lo farà andare via. Le divinità cosmiche non possono però fare nulla più di questo. Quando l’uomo realizza Dio, gli dei cosmici non gli sono più d'aiuto, da quel momento egli sarà superiore, poiché avrà raggiunto la costante e conscia unione con l'assoluto Supremo.

Domanda: Un Maestro può sapere in anticipo se lascerà il corpo durante il samadhi?

Sri Chinmoy: Si lo saprà. Anche una persona comune spesso sa che sta per lasciare il corpo. A volte i suoi parenti, che hanno già lasciato il mondo, gli appaiono e dicono: "Andiamo, caro amico, è giunto per te il momento di seguirci, ti abbiamo aspettato a lungo! È tempo che tu rinasca qui, per godere del Paradiso.” Essi vogliono festeggiare il suo arrivo. Qui sulla terra moriamo, ma per i nostri cari estinti nasciamo in Cielo.

Domanda: Puoi spiegare la differenza tra samadhi del cuore e nirvikalpa samadhi?

Sri Chinmoy: Sono due cose diverse. Nel centro del cuore non si ottiene il nirvikalpa samadhi, lo si ottiene solo se si va oltre il dominio della mente, molto oltre fino al più alto livello di coscienza. Quando vai molto, molto in profondità nel cuore, ottieni un sentimento di inseparabile unità con il tuo Pilota Interiore, il Supremo. Sono quindi esperienze diverse.

Domanda: C'è qualcosa di più elevato del nirvikalpa samadhi?

Sri Chinmoy: Il nirvikalpa samadhi e gli altri samadhi sono tutti livelli di coscienza elevati, ma vi è un livello superiore al nirvikalpa ed è quello della trasformazione divina, la trasformazione assoluta. Puoi essere in samadhi, ma il samadhi non ti darà la trasformazione. Mentre sei in trance ti esalti, poiché sei in unione con Dio, ma quando ritorni sul piano materiale, torni ad essere una persona comune. Se, invece, hai trasformato la tua coscienza esteriore ed interiore, non sarai più attaccato dall'ignoranza del mondo.

Domanda: Quando un Maestro è sempre in sahaja samadhi, che è la più alta forma di samadhi, entrare in nirvikalpa samadhi è una specie di discesa?

Sri Chinmoy: Non è così. Il sahaja comprende gli altri samadhi, savikalpa e nirvikalpa, e va oltre, oltre. Il samadhi è come un grande edificio con molti piani, chi si trova in sahaja samadhi è come se fosse proprietario di tutto l'edificio, possiede l'altezza del nirvikalpa e le altezze che vanno molto oltre e, allo stesso tempo, ha raggiunto la perfezione, la ricchezza e la capacità di tutti gli altri piani. Da un lato ha racchiuso dentro di sé tutti gli altri piani e, dall’altro, è al di sopra di essi. Il nirvikalpa è come una certa altezza, diciamo il trentesimo piano; è un livello molto alto, ma possiede solo le proprie limitate capacità, non ne può portare alcuna fino al piano terra. Chi ha raggiunto il nirvikalpa, normalmente teme di tornare giù fino al piano terra, perché potrebbe non riuscire a tornare su di nuovo. La coscienza del sahaja samadhi, invece, è al di sopra del trentesimo piano e, allo stesso tempo, può trovarsi anche al piano terra. Il sahaja samadhi non si accontenta del trentesimo piano, sarà soddisfatto solo quando potrà toccare il piano terra, il primo, il secondo e tutti gli altri piani. Il potere del sahaja è tale da poter raggiungere uno qualsiasi dei piani.

Ora, per esempio, sto parlando con te. Tu potresti dire che io sono sul piano più basso, non in termini di coscienza o di livello raggiunto, ma in termini di altezza attuale, perché questa è la mia attuale posizione. Io, però, sono il proprietario dell'edificio, se la mia coscienza ha catturato tutto l'edificio, allora posso essere ovunque. Considerando la mia posizione attuale, posso trovarmi al piano terra, ma in termini di quanto possiedo, allora posso dire che ho guadagnato, ho conquistato e possiedo costantemente tutti i piani come veramente miei.

Domanda: Se un Maestro è sempre in sahaja samadhi vuol dire che il nirvikalpa samadhi non lo appaga?

Sri Chinmoy: Se una persona è in sahaja samadhi, in un certo senso, null'altro lo può appagare perché è già soddisfatto nella sua vita interiore. Come individuo, è andato oltre ogni appagamento. Quando è nel sahaja samadhi, non c'è più nulla da raggiungere o da imparare. Un Maestro, naturalmente, non è detto che sia un falegname, ma per la sua unità con l'universo, egli può identificarsi, per esempio, con un falegname e fare in modo di sentire nella sua coscienza di essere quel falegname. In quel momento, l'essere del Maestro e l'intero essere del falegname sono totalmente una cosa sola.

Un'altra cosa è quando si parla dell’appagamento di ciascuno individuo dentro il Maestro, l’appagamento in lui e per il Supremo, questo non è ancora avvenuto. Quando si tratta di manifestazione egli è bloccato, sotto questo aspetto egli non è appagato. Ho raggiunto la mia personale realizzazione molto, molto tempo fa, ma quando parliamo di appagamento di coloro che io considero come veramente miei, in questo aspetto non sono ancora appagato. Nella vita esteriore, nella manifestazione, sarò appagato solo quando tu lo sarai, quando lui lo sarà, quando lei lo sarà, quando ognuno di voi sarà appagato. Se qualcuno conduce una vita migliore, se prega con tutta l’anima, questo è il mio appagamento. Se pregate con la massima sincerità, un minuto di più rispetto a ieri, questa è il mio vero appagamento grazie alla mia unità con voi.

Domanda: Devi entrare in nirvikalpa samadhi per far discendere Pace e Luce su di noi,?

Sri Chinmoy: No, non devo andare in alcun particolare stato di coscienza per donarvi qualcosa, tutte le qualità divine sono dentro di me, nel cuore spirituale. Il cuore spirituale è infinitamente più vasto dell'universo stesso, l'universo intero è dentro il cuore spirituale. Quando voglio offrire Luce, posso guardare in alto e voi potete pensare che sono andato molto in alto, oltre il cuore, ma il cuore è come un globo che comprende l’intero universo. Nel cuore c'è il piano dell'Amore, il piano della Luce, il piano della Pace, ciascun piano è come una diversa abitazione. Alcuni piani hanno un po’ di tutto, altri sono specializzati, ma tutti sono dentro al cuore, che è il luogo nel quale un Maestro spirituale vive e dal quale trae ogni cosa.

Dobbiamo sviluppare il cuore spirituale. Non tutti hanno le stesse capacità, ognuno ha delle potenzialità, ma devono essere sviluppate. Non è come la nostra unità con Dio, che è qualcosa che tutti possediamo in eguale misura, anche se l'abbiamo momentaneamente rimossa. No, la capacità del cuore spirituale è qualcosa che in realtà dobbiamo conquistare nel processo dell’evoluzione. Essa cresce gradualmente da un seme, ad una pianta, fino ad un enorme albero banyan, mano a mano che cresce la nostra unità con Dio. Entriamo nel mondo con un sentimento inconscio di unione e, attraverso il processo di preghiera, meditazione, amore, devozione e abbandono, sviluppiamo un’unione cosciente. Il cuore si sviluppa dalla coscienza di un bambino, alla coscienza del più anziano membro della famiglia, che conosce tutto quello che il padre conosce. Quando avremo sviluppato il cuore spirituale, da quel momento arriveremo a realizzare la nostra identità con la Madre ed il Padre dell'universo.

Domanda: Insegni ai tuoi discepoli qualche tecnica specifica per raggiungere il samadhi?

Sri Chinmoy: No. Il samadhi è uno stato di coscienza molto alto. Se un bambino dell'asilo chiedesse all'insegnante cosa studiare per raggiungere la laurea, l'insegnante semplicemente si metterebbe a ridere e gli direbbe: "Come posso dirtelo?" Prima di essere pronti per cercare di ottenere il samadhi, dobbiamo passare attraverso moltissime esperienze spirituali. Poi verrà il momento in cui il Maestro vedrà che lo studente è pronto per entrare in savikalpa samadhi. Il nirvikalpa samadhi, per il momento, è fuori discussione per i cercatori. Si deve essere cercatori molto più avanzati prima di poter pensare di raggiungere il nirvikalpa samadhi, prima di allora il savikalpa samadhi è abbastanza. Se si raggiunge il savikalpa samadhi è più che sufficiente per un certo numero di anni, persino per la durata di questa vita.

Al nirvikalpa si accede solo quando si è nella fase più alta della propria aspirazione. Purtroppo, in questo momento, non ho alcuno tra i miei discepoli da poter aiutare ad entrare in quello stato. Sono molto fiero dei miei discepoli, sono molto sinceri, molto devoti e so che stanno facendo progressi molto veloci, ma non sono ancora pronti per il nirvikalpa samadhi. A tutti i cercatori desidero dire che la scala spirituale ha vari gradini. Dobbiamo salire un passo alla volta. Il nirvikalpa samadhi, almeno per i miei discepoli è, per ora, un lontano anelito.

Domanda: Se un cercatore evolve spiritualmente la meditazione diventa più lunga, e cambia l'oggetto o l'orientamento di essa?

Sri Chinmoy: Una persona spiritualmente molto avanzata sarà naturalmente in grado di meditare più a lungo di un principiante, ma la meditazione non è una questione di tempo, bensì di aspirazione. Chi possiede una vera e profonda aspirazione, sarà capace di meditare per un tempo più lungo, perché la meditazione gli risulterà facile, sentirà che realizzare Dio è il solo obiettivo della sua vita. Chi ha poca aspirazione mediterà per cinque o dieci minuti, per disciplina o per obbligo, ma con poca gioia o ispirazione.

Molti credono che un vero cercatore debba meditare almeno otto ore al giorno. Io lo feci. Pur avendo raggiunto la realizzazione in una mia precedente incarnazione, quando avevo tredici anni, in questa incarnazione, meditavo per otto, nove, dieci o tredici ore al giorno. Avevo la capacità di farlo, ma non consiglio ai miei discepoli di fare altrettanto, perché conosco la capacità dei miei figli spirituali. Potrebbero averne dei danni mentali. È semplicemente impossibile per loro, non sarebbe vera meditazione. Non sto dicendo che non siano sinceri, no! Essi sono molto sinceri, ma la capacità è come un muscolo che si deve sviluppare gradualmente. Si comincia con quindici minuti e si arriva a mezz'ora. Chi ora medita per mezz'ora presto sarà in grado di farlo per un'ora o per un'ora e mezza.

La tua capacità interiore crescerà gradualmente, un passo alla volta. Al momento opportuno il tuo essere interiore ti dirà, o io ti dirò quando potrai meditare per otto ore. Per il momento non provarci nemmeno, sarebbe semplicemente un disastro per la tua vita.

Dopo aver raggiunto la realizzazione, non è necessario meditare come fa un aspirante o un cercatore. Quando si è raggiunta la realizzazione, che è l’unione con il Supremo, la meditazione è in continua evoluzione, in questo mondo, in quel mondo ed in tutti i mondi. Chi ha realizzato Dio, non medita per ottenere qualcosa o per andare oltre qualcosa, medita per portare pace, luce e beatitudine all'umanità, o per risvegliare la coscienza dei suoi discepoli.

Domanda: Se la meditazione ti dà sensazioni così meravigliose, perché non rimani nella tua più alta meditazione per ventiquattro ore al giorno? Perché, per esempio, vieni qui a tenere una conferenza?

Sri Chinmoy: Che cosa fa una persona dopo aver studiato per un po’ di anni ed aver ottenuto la laurea? Comincia ad insegnare. Nel mio caso, il mio eterno Padre mi ha donato un grande cuore. So quanto ho sofferto per realizzarLo, conosco quali sofferenze e pene ho attraversato per realizzare l'Altissimo. Ora vedo queste sofferenze nei miei fratelli e nelle mie sorelle, essi stanno soffrendo come ho sofferto io. Una volta anch'io mi beavo nei piaceri dell'ignoranza, ora vedo che accade a loro la stessa cosa. Poiché Dio, per la Sua infinita Bontà, mi ha regalato Amore, Luce ed altre qualità divine, lascia che ora le offra a quella parte dell'umanità sofferente che anela ad esse. Non sono venuto per tutto il mondo, ma solo per quelli che realmente vogliono da me la Luce. Se Dio vuole che sia di servizio ai miei fratelli e alle mie sorelle, che realmente hanno bisogno di luce, allora, servendo l'umanità, sto compiacendo Dio.

Un'anima realizzata è colui che vuole compiacere Dio nel Suo proprio modo. Poiché Dio vuole che sia di servizio agli esseri umani che aspirano, io ricevo la più grande gioia da questo, non tanto dal rimanere nella mia coscienza più elevata, cosa che comunque posso fare facilmente. Molto spesso, durante le nostre meditazioni, mostro quella coscienza ai miei discepoli e studenti. Essi l’hanno vista spesso, ma se rimango tutto il tempo in quella coscienza, chi riceverà da me qualche beneficio? Agirei come un uomo egoista. Ho la ricchezza, ma se tengo tutto per me, quale beneficio andrà al mondo oppresso dalla povertà? Dio si compiacerà di me solo se uso ciò che ho per coloro che ne hanno disperatamente bisogno. Queste persone hanno bisogno di Dio, e Dio ha bisogno di loro. Io sono un intermediario, vado da Dio con le mani giunte perché Egli ha qualcosa da offrire. Prendo ciò che Egli ha, e a mani giunte lo offro all'umanità. Anche l'umanità ha qualcosa da offrire, quello che offre è la sua ignoranza, ed io non faccio altro che scambiare la Luce, che è l’offerta di Dio, con l’ignoranza, che è l’offerta dell’uomo.

""Il vero lavoro di un Guru, ammesso che ve ne sia uno, è mostrare al mondo che le sue azioni sono in perfetta armonia con i suoi insegnamenti."
— Sri Chinmoy"

CAPITOLO IV: Il Maestro illuminato: Messaggero dell'Aldilà

"Il Guru non è il corpo. Il Guru è la rivelazione e la manifestazione del Potere divino sulla terra — Sri Chinmoy -

Domanda: Un'anima liberata è simile ad un Maestro spirituale che cerca di aiutare l'umanità?

Sri Chinmoy: Il mondo ha visto migliaia e migliaia di anime liberate, ma non tutte le anime liberate lavorano poi nel mondo dell'ignoranza. Molte di loro hanno paura di essere minacciate o divorate dall'ignoranza. Chi è appena stato liberato, è uscito da una stanza piena di oscurità, ma questo non significa necessariamente che sia veramente qualificato per essere una guida spirituale. Per essere una guida spirituale nel senso più elevato del termine, deve essere investito di questa funzione dal Supremo. Può avere conoscenza spirituale, potere spirituale ecc., ma se non è autorizzato dall'Altissimo a guidare l'umanità, non può essere un vero Maestro spirituale.

Domanda: Tutti coloro che realizzano Dio diventano Maestri spirituali?

Sri Chinmoy: Centinaia di studenti ogni anno ottengono la laurea da una università. Alcuni, poi, entrano in affari o trovano un impiego, mentre altri iniziano ad insegnare. Allo stesso modo, nella vita spirituale, alcune persone che hanno realizzato Dio insegnano ad altri come realizzarLo, mentre altri non lo fanno. Comunque coloro che non sono interessati ad insegnare nel mondo, rimangono realizzati, non si può negarlo, ma hanno impiegato molte incarnazioni per superare le barriere dell'ignoranza e ora sono veramente stanchi. Non è una cosa facile realizzare Dio, così sentono di aver agito come veri e propri eroi divini nel campo di battaglia della vita. Hanno combattuto contro la paura, il dubbio, l'ansietà, le preoccupazioni, l'imperfezione, le limitazioni e la schiavitù ed hanno vinto queste forze. Ora sentono di aver tutti i diritti di ritirarsi dal campo di battaglia della vita e riposare. Queste anime parlano con Dio, e se Dio dice che non devono più prendere parte cosciente al Gioco cosmico, che possono solo osservare, esse si ritirano. Se hanno il permesso di Dio, naturalmente, possono rimanere inattive.

Le anime, che non prendono parte alla manifestazione di Dio, stanno comunque facendo qualcosa di molto importante. Possono non prendere parte attiva nel mondo, possono non andare da un luogo all'altro per insegnare, o aprire centri spirituali ed accettare discepoli, ma nella loro meditazione esse cercano di offrire all'umanità illuminazione interiore, offrendo la loro cosciente buona volontà. Quante persone offrono la loro buona volontà all'umanità? I comuni esseri umani litigano, combattono consciamente ed inconsciamente, facendo cose non divine contro la Volontà di Dio. Queste anime realizzate, invece, non entrano assolutamente in conflitto con la Volontà di Dio, la loro volontà è diventata una sola cosa con la Volontà di Dio.

Non si può dire che, chi lavora esteriormente per l'umanità, sia più grande di chi l'aiuta interiormente. Ciò che è supremamente importante è ascoltare la Volontà di Dio. Non si può dire che chi soffre per l'umanità e cerca di aiutarla, sia più grande di chi si ritira. E’ grande solo chi fa la Volontà di Dio. Se Dio dice ad una anima illuminata: “Non ho bisogno che tu vada da un luogo all'altro nel mondo, offri solo la tua Luce interiormente," allora quella persona sarà grande offrendo la sua Luce interiore. E se Dio dice ad un'altra anima: "Voglio che tu vada nel mondo e offra la tua Luce all’umanità," allora quel Maestro sarà grande aiutando l'umanità. Ogni cosa dipende da ciò che Dio vuole da una particolare anima.

Domanda: Perché chi ha realizzato Dio dovrebbe voler lasciare la più alta Beatitudine, per scendere nell’oscurità della terra ad aiutare gli altri?

Sri Chinmoy: Vi sono alcuni Maestri spirituali che non si preoccupano della manifestazione della loro Divinità interiore oppure, possiamo dire, della manifestazione della Divinità di Dio sulla terra, non si preoccupano della trasformazione della coscienza della terra. Dicono al mondo: "Se cerco di aiutarvi, i vostri dubbi, paure, ansietà, preoccupazioni, limitazioni e schiavitù entreranno in me. Ho lavorato molto duramente per la mia realizzazione, così la cosa migliore è che anche voi lavoriate duramente per la vostra realizzazione. Se lavorate intensamente, Dio non vi negherà mai i frutti del vostro lavoro.”

Vi sono, però, Maestri spirituali che si preoccupano dell'illuminazione della coscienza della terra. Vedono che stanno gustando il cibo più delizioso, o bevendo nettare nel mondo interiore, mentre i loro fratelli ne sono privi. Questo tipo di Maestro si identifica con l'umanità e sente che è suo compito svegliare le coscienze di questi esseri umani, dei suoi fratelli addormentati. Si dispiace che sulla terra vi siano persone coperte dall’ignoranza, che stanno sprecando tempo nell’ozio, mentre hanno davvero bisogno di nutrimento. Si dispiace nel vedere che queste persone vogliono ancora rimanere nell'ignoranza, quando potrebbero facilmente oltrepassarne i limiti. Poiché un Maestro spirituale ha egli stesso provato ogni genere di sofferenza, non considera gli esseri umani oggetto di commiserazione, si identifica totalmente con loro. Egli ha realizzato Dio, ma sente anche che, finché ogni persona non sarà realizzata, egli stesso rimarrà imperfetto ed incompleto. Da un punto di vista personale, il Maestro non ha più bisogno di nulla da Dio, ma, grazie alla sua Compassione, è diventato parte integrante dell'umanità.

Egli dice: "Svolgerò il ruolo del padre." Sappiamo che in ogni famiglia il padre lavora molto, molto duramente per accumulare abbastanza ricchezza in modo che i suoi figli non debbano lavorare altrettanto duramente. Dà ai suoi figli ogni genere di aiuto materiale, ed essi ricevono i benefici del suo lavoro. Quando un vero Maestro spirituale viene nel mondo, ha già lavorato molto duramente per realizzare la Verità, e nella sua vita interiore possiede Pace, Luce e Beatitudine illimitate. Egli offre questa ricchezza ai suoi figli spirituali, poiché essi lo proclamano come veramente proprio, e anch'egli proclama loro come veramente suoi. Coloro che hanno stabilito una totale unità con il Maestro e che cercano di appagarLo secondo le loro capacità, coloro che divengono estremamente vicini al loro Maestro, ricevono tutto quello che il Maestro ha ed è. La loro realizzazione dipende interamente dal loro Maestro. È come un padre che possiede milioni di dollari. Il figlio ha compiaciuto il padre, così il padre gli dona la sua ricchezza.

Il padre, tuttavia, vorrà sempre controllare se il figlio ha la capacità di ricevere quel denaro e di utilizzarlo nel modo giusto. Se vede che il figlio è in grado di utilizzarlo in modo appropriato, gliene darà ancora, ma se vede che il figlio sperpera anche solo dieci dollari, anziché usarli per uno scopo divino, allora naturalmente non dissiperà la sua ricchezza con un figlio così indegno. Nel mondo spirituale è la stessa cosa. Chi è veramente sincero e sente di poter esistere facendo a meno di tutto ma non di Dio, con l’aiuto di un Maestro spirituale ha la possibilità di realizzare Dio in un’incarnazione, poiché egli utilizzerà nel modo giusto ciò che il Maestro gli dona.

Domanda: Può succedere che una persona perda la sua realizzazione se scende dall'albero della realizzazione e deve affrontare l'oscurità e l'ignoranza del mondo?

Sri Chinmoy: Se temi che un'anima realizzata perda la sua divinità e realizzazione, se si mescola con la gente comune, ti sbagli. Quando realizzi Dio, Egli ti dà più potere di quanto ne dia ai Suoi figli non realizzati. I Maestri spirituali hanno libero accesso all'Onnipotenza di Dio e a tutte le altre Sue qualità. Se i Maestri spirituali non avessero più potere dei loro discepoli, che ancora soffrono a causa della paura, del dubbio, dell'ansia ed altre qualità non divine, non si sarebbero mai mescolati a loro, né li avrebbero mai accettati come discepoli. Sanno di poter essere divorati, completamente divorati, dalle imperfezioni dei loro discepoli, ma essi non hanno paura, perché sanno che la loro realizzazione è molto più potente di qualsiasi forza negativa nei loro discepoli. Prima della realizzazione, anche fino all'ultima ora, è possibile cadere dall'albero della realizzazione, ma una volta realizzato Dio, la gara è vinta. Questa vittoria è permanente ed eterna, niente e nessuno te la può togliere, né la puoi perdere.

Domanda: Un Maestro realizzato, che scelga di aiutare l'umanità sofferente, perde qualcosa facendolo, specialmente per il fatto che l'umanità è così riluttante ad accettare la sua ricchezza?

Sri Chinmoy: No! Egli è come colui che sa bene come salire su un albero, ha la capacità di salire e scendere. Quando il Maestro scende, non perde nulla, perché sa che nel momento successivo sarà in grado di salire di nuovo. Supponiamo che un bambino ai piedi dell'albero dica: "Per favore dammi un frutto, per favore prendimi il mango più delizioso." Immediatamente, il Maestro ne porterà giù uno e poi ritornerà nuovamente su. Se nessun altro chiederà un mango, egli siederà su un ramo e aspetterà.

Qui sulla terra, se un essere umano ha qualcosa da offrire ad un'altra persona e questa non lo accetta, egli si arrabbia e dice. "Stupido, è per il tuo bene che te la offro." Sgriderà la persona e sarà veramente dispiaciuto che la sua offerta non sia stata accettata. Nel caso di un Maestro spirituale la cosa è differente, egli giunge con la sua ricchezza, ma se l'umanità non l'accetta, non la maledirà. Anche se l'umanità lo insulta e parla male di lui, egli non si lamenterà dell’umanità con Dio. Con la sua illimitata pazienza dirà: "Va bene, oggi state dormendo, ma forse domani vi alzerete e vedrete che cosa ho da offrirvi. Io vi aspetterò." Se sei profondamente addormentato e qualcuno ti pizzica e grida: "Alzati! Alzati!", sicuramente non ti fa un favore, ne sarai infastidito. Un Maestro spirituale non ti disturberà, non ti chiederà di alzarti, rimarrà vicino al tuo letto ad aspettare che tu ti alzi e, nel momento in cui lo farai, ti chiederà di guardare il sole.

Anche se la terra respinge ciò che egli possiede, se è un vero Maestro spirituale, non perderà nulla, poiché egli è ben radicato nella sua vita interiore, nella sua coscienza interiore. Se, invece, l'umanità accetta quello che egli offre, non perderà comunque nulla, poiché più dona, più riceve dalla Sorgente. Proprio come nella vita comune, anche nella vita spirituale, più conoscenza offriamo agli altri, più ne otteniamo. Un Maestro spirituale non rimarrà mai senza Pace, Luce e Beatitudine, poiché egli è connesso con l'infinita Sorgente di tutto.

Gli aspiranti comuni, o i cosiddetti Maestri, hanno capacità limitate. Se danno qualcosa non lo possono rimpiazzare. Quando, invece, si è in contatto con le illimitate capacità del mondo interiore, la sua sorgente è come un oceano, non si può svuotare l'infinito oceano interiore. Il vero Maestro vuole dare ogni cosa ai suoi discepoli devoti, ma spesso il loro potere di ricettività è limitato, così egli cerca di espandere i loro calici e farli diventare più grandi possibile, così che possano ricevere la Pace, la Luce e la Beatitudine che egli porta loro. Non può, però, forzare un aspirante a ricevere più di quanto sia in grado di contenere, se lo facesse il recipiente probabilmente cederebbe. Così, un Maestro può solo elargire, elargire ed elargire la sua infinita Luce nei suoi discepoli, ma una volta raggiunto il limite della loro ricettività, sarebbe tutto sprecato.

Domanda: Cosa accade quando un Maestro fa scendere più luce, pace e beatitudine di quanto possano assimilare coloro che meditano su di lui,?

Sri Chinmoy: Non tutto va perduto, si diffonde sulla terra, entra nell'atmosfera terrestre e diventa proprietà della terra. Quando i Maestri spirituali fanno discendere dall'alto le qualità divine, Madre Terra le incorpora come sue proprie, così quando in strada, o in qualche altro luogo, qualcuno aspira, egli riceverà questa Pace e questa Luce dalla coscienza della terra, ma non saprà da dove esse provengono.

Domanda: Una volta ho letto che un Maestro che venga sulla terra per aiutare l'umanità in questo mondo continuerà ad aiutarla poi anche da altri mondi. È vero?

Sri Chinmoy: Ogni qualvolta sia necessario, i grandi Maestri spirituali scendono ad aiutare le anime non ancora realizzate. Essi svolgono la loro parte nel Gioco Divino, il Suo divino "Lila.” I ricercatori ricevono una enorme opportunità quando sono aiutati nella loro aspirazione da veri Maestri spirituali, poiché, normalmente, con il solo sforzo personale e senza l'aiuto di un Maestro è molto, molto difficile raggiungere la realizzazione. L'aspirazione è di suprema importanza, ma la sola aspirazione non può dare la realizzazione, è necessaria la Grazia divina, e questa Grazia discende molto più facilmente attraverso l'intervento di Avatar, Yogi, santi e saggi. Il mondo sta progredendo, e si sta evolvendo con la velocità attuale, solo grazie al fatto che grandi Maestri spirituali scendono ad aiutare la terra.

Dopo aver lavorato sulla terra per alcune incarnazioni, il Maestro può voler proseguire il suo lavoro per l’umanità dall’altro mondo. Egli conosce bene tutti gli angoli nascosti di Madre Terra, conosce ogni pulsazione della coscienza della terra ed è così in grado di agire anche da fuori.

Domanda: Perché è così difficile per un Maestro realizzato essere accettato dal mondo?

Sri Chinmoy: Il mondo non è ancora pronto per i Maestri spirituali. Essi vengono nel mondo grazie alla loro infinita Compassione e quando ripartono, alcuni promettono di ritornare finché ci saranno ancora persone non realizzate sulla terra. Sono sinceri nella loro promessa, ma quando salgono ai mondi più elevati e vedono l'ingratitudine della terra, cambiano idea. Si domandano perché sprecare il loro prezioso tempo per un'umanità che sta dormendo, e perché dovrebbero tornare proprio per essere presi a calci da un’umanità ingrata.

L'umanità ha bisogno dei Maestri spirituali per essere risvegliata ed illuminata, ma la gente, nella propria vita esteriore, non ne sente alcuna urgenza. Il mondo non è pronto, e forse non lo sarà mai interamente. Quando i Maestri spirituali vengono nel mondo, in genere, trovano esseri umani svogliati e che non aspirano. Ci sono volute varie incarnazioni perché i Maestri spirituali realizzassero Dio. La realizzazione è veramente una meta difficile da conquistare, ma è molto più difficile manifestare Dio sulla terra. È per questo motivo che molti Maestri spirituali non ritornano sulla terra per la manifestazione.

Sebbene Dio sia presente in ciascun essere umano, sfortunatamente, nell'uomo predomina ancora l’aspetto animale. Quando i Maestri si pongono in relazione con l'umanità, si accorgono che vi è ancora molto della natura animale. Guarda l’esempio di Sri Ramakrishna. Egli prese su di sé tantissime forze negative e non divine appartenenti ai suoi discepoli, soffrì moltissimo per i loro veleni, altrimenti sarebbe stato impossibile che un uomo così puro venisse colpito dal cancro.

Realizzare Dio è difficile, ma è ancora più difficile, dopo aver realizzato Dio, vivere in un mondo ignorante e rimanere con l'umanità. Rimanere nella coscienza dell'Altissimo mentre si lavora nella coscienza più bassa, e farvi scendere la Luce più elevata, in modo che venga ricevuta ed accettata, è la cosa più difficile. Dicendo che qualcosa è difficile o difficilissimo stiamo, però, solo sminuendo noi stessi. Dopo tutto, chi sono i Maestri spirituali? Essi sono i figli prescelti da Dio, che sono identificati con Lui costantemente per l'Eternità. Dio non può mai essere separato dai Suoi figli, dalla Sua creazione, così, nulla è difficile se guardiamo la cosa dal punto di vista assolutamente più elevato: né realizzare Dio, né servire Dio nell'umanità, né il fatto di prendersi la responsabilità di portare l'umanità alla Divinità, o la Divinità all'umanità. Ogni cosa diventa facile, facilissima in presenza di qualcosa che chiamiamo il "tocco" di Dio. Quando la Volontà di Dio tocca alcune azioni, allora la cosa è facilissima.

Domanda: Perché tra i Maestri, che dopo la realizzazione decidono di venire nel mondo per aiutare l'umanità, alcuni accettano un gran numero di discepoli mentre altri no?

Sri Chinmoy: Qualche volta è il Supremo a prendere la decisione, ma non impone la Sua Volontà. Vi sono alcuni Maestri ai quali, dopo aver raggiunto la realizzazione più elevata, il Supremo * Domanda: "Quale è la tua volontà? Che cosa vuoi fare?" Se il Maestro dice: "Voglio lavorare per tutte queste persone, voglio occuparmi di questo lavoro" il Supremo risponde: "Bene, te lo accordo con la Mia Benedizione." Ve ne sono altri, poi, che non si pongono limiti sulla distanza che vogliono percorrere. Essi dicono: "Io voglio fare del mio meglio fino alla fine. Ho bisogno della Tua Benedizione, ho bisogno della Tua Grazia. Cercherò di manifestare il più possibile, senza alcun limite."

Alcuni Maestri mettono dei limiti al numero di discepoli che vogliono accettare, mentre per altri l’aspirazione a servire non ha fine. Essi rimangono un canale aperto, e dicono al Supremo che cercheranno di fare del loro meglio per appagare e manifestare il Supremo, fino alla fine delle loro vite. Non solo, anche dopo aver lasciato il corpo, promettono che cercheranno di continuare la Sua opera attraverso i loro discepoli. Tutto dipende, quindi, dal singolo Maestro e da quanta responsabilità spirituale egli intende assumersi.

Per quanto riguarda il numero di discepoli che un Maestro può avere, dipende dal tipo di persone che egli accetta. Se è molto selettivo e vuole solo anime completamente dedicate, che aspirano intensamente e siano assolutamente destinate alla vita spirituale, accetterà solo un piccolo numero di persone. Sri Ramakrishna per esempio, volle solo un numero limitato di discepoli, egli era molto esigente al riguardo. Alcuni Yogi, invece, dicono: "Chiunque voglia imparare qualcosa sulla vita spirituale è benvenuto nella mia comunità" Altri Maestri spirituali dicono: "Che ognuno progredisca in relazione al proprio livello." Così essi accettano migliaia di discepoli.

I veri Maestri spirituali accetteranno solo i discepoli che sono destinati a loro. Se so che qualcuno può progredire più velocemente con altri Maestri, allora in modo occulto e spiritualmente farò in modo che quella persona, in pochi mesi, senta che egli non è destinato a me. Ciò che importa non è il numero di discepoli che un Maestro ha, ma se è in grado di portarli fino alla Meta. Se io sono realizzato e qualcun altro è pure realizzato, siamo come due fratelli con un Padre comune, la nostra meta è condurre a Lui l'umanità, i nostri fratelli e sorelle più giovani. Il gioco sarà completo solo quando tutti saranno stati portati a Dio. Quando due Maestri sono veri fratelli, provenienti dallo stesso Padre, come può uno di loro dispiacersi o essere infelice se qualcuno va al Supremo attraverso l'altro? Nella vita spirituale procediamo sempre insieme. È importante che la cosa sia fatta, non chi la fa, poiché chi la fa è solo un nome e una forma, che saranno dimenticati dalla storia. Ciò che conta è che la terra si evolva.

Domanda: Perché alcuni Maestri spirituali girano il mondo per incrementare il numero dei loro seguaci?

Sri Chinmoy: Un vero Maestro spirituale non è interessato al numero dei suoi devoti dal momento che, per Grazia di Dio, il Maestro e colui che aspira sono destinati a trovarsi. Non fu così per Sri Ramakrishna che era solito salire all’ultimo piano della sua casa a pregare per avere discepoli spirituali. Era solito chiedere a Madre Kali perché i discepoli che gli erano stati destinati non arrivavano. Ci potremmo chiedere come mai non aspettava l’Ora di Dio, ma il fatto era che l'Ora di Dio era giunta per Sri Ramakrishna, ma l'ignoranza del mondo bloccava il suo sentiero. Dio gli aveva dato un incarico e le capacità necessarie, ma l’ignoranza lo ostacolava e differiva, differiva la sua manifestazione. Sri Ramakrishna non chiedeva di avere discepoli che andassero a toccargli i piedi, voleva discepoli che fossero le sue braccia e le sue mani, che volassero con lui nella Coscienza universale, che lavorassero per lui, e quindi lavorassero per Dio.

Nessuno è indispensabile, è vero, ma allo stesso tempo ciascuno è indispensabile quando è assolutamente sincero nella sua aspirazione e nel servire la Missione del Supremo. Nessuno può pensare di essere necessario per orgoglio e vanità, ma ognuno è necessario se è il sincero e dedicato strumento scelto da Dio. Il Maestro ha bisogno di discepoli poiché essi sono come le sue mani, le sue braccia, l'espansione della sua stessa coscienza. Quando egli riceve dall'Altissimo il comando, deve cercare di trovare quelli che diverranno parte integrante della sua coscienza, per aiutarlo ad eseguire il comando.

Nel passato i Maestri erano soliti dire: "Se hai qualcosa, è destino che gli altri vengano a te. Non è il lago che va dalle persone assetate, sono le persone assetate che vanno al lago." Questo è assolutamente vero se chi è assetato è una persona adulta, ma se senti che chi è assetato è solo un bambino, allora tutto cambia. Il bambino piangerà nella sua camera, e la madre dovrà correre da lui a nutrirlo. La madre non dice al bambino: "Poiché vuoi qualcosa da me, devi venire da me." No, la madre lascia tutto e corre dal piccolo. Anche nel mondo spirituale è la stessa cosa.

Alcuni Maestri sentono il bisogno di andare nel mondo, perché il mondo esteriore ha la coscienza di un bambino. Questi Maestri sentono che ci sono molti bambini che anelano alla vita spirituale, alla saggezza spirituale, alla perfezione spirituale, ma non sanno come e dove trovarla, così vanno da un luogo all'altro ad offrire la loro Luce, con l’idea di servire la divinità nell’umanità. Io sono uno di quei maestri, viaggio perché sento che ci sono bambini sinceri che hanno bisogno della Luce che il Supremo mi ha dato perché la possa offrire al genere umano. Questo è il motivo per il quale vado in Giappone, in Europa e in giro per gli Stati Uniti, perché sento che il mondo esteriore è il mio bambino.

Quando il mondo anela, se ne abbiamo le capacità, dobbiamo nutrirlo. Se ho la capacità di darti qualcosa, ed ho anche la capacità di arrivare fino a te, perché dovrei chiamarti a me? Se ho sia la capacità di arrivare a te, sia quella che di donarti la luce che vuoi, allora devo farlo. Se non ho la capacità, devo stare in silenzio.

Se chi si definisce un'anima realizzata, sente la necessità e ha la capacità, allora vada pure nel mondo a provare l'esistenza di Dio. Se ha la capacità, ma non ne sente la necessità, rimanga pure dov'è. Se non sente la necessità né ha la capacità di mostrare Dio al mondo, che non cerchi di provare la sua aspirazione, né di dimostrare la sua emozione. Perché? Perché Dio non vuole che lo faccia. Egli non appagherebbe Dio nel modo di Dio, ma sarebbe solo un’ostentazione di sé davanti all'umanità e davanti a Dio. Risulterebbe indesiderabile agli occhi del mondo e imperdonabile all’Occhio di Dio.

Il mondo esteriore è molto limitato rispetto a quello interiore. La lunghezza e la larghezza del mondo esteriore non è più grande di poche migliaia di miglia, ma il mondo interiore è illimitato. Una persona spirituale sente, grazie alla propria realizzazione, che tutti i mondi gli appartengono, poiché il suo Maestro, il Supremo, pervade tutto. Ora, se il Supremo è onnipervadente, perché non deve essere consono alla dignità di Suo figlio andare da un luogo all'altro?

Vi sono molti modi di nutrire il mondo. Scrivere è uno, fare discorsi è un altro. Se qualcuno ha molte capacità, perché non dovrebbe usarle tutte? Alcuni Maestri spirituali non hanno queste capacità esteriori. Sri Ramakrishna, per esempio, non scriveva, ma questo non gli impedì di realizzare l'Altissimo. Comunque, coloro che hanno le capacità di scrivere e fare discorsi, non vengono certo privati della loro realizzazione di Dio.

Dio gioca in vari modi. Se dà ad un Maestro spirituale la capacità di scrivere, far discorsi, di incontrare la gente, viaggiare da un luogo all'altro, è qualcosa che riguarda Dio, il Maestro compie la Volontà di Dio. Se Dio non dà al Maestro le capacità di scrivere e parlare, non possiamo biasimare il Maestro spirituale o dire che è inferiore. Dobbiamo sapere cosa Dio vuole da noi: se Dio vuole che io scriva, me ne darà la capacità, se non vuole che tu scriva, non te ne darà la capacità. In nessun caso dobbiamo considerarlo sbagliato ma, sfortunatamente, la nostra tradizione indiana ha avuto una mentalità molto, molto ristretta al riguardo.

Domanda: Una volta hai detto che quando un cercatore raggiunge la realizzazione più elevata, automaticamente arriva la manifestazione spirituale. Puoi spiegarmi cosa intendi con questo tipo di manifestazione?

Sri Chinmoy: Quando si raggiunge la realizzazione, se si rimane nel mondo, automaticamente inizia la manifestazione. Quando sei di fronte ad un anima liberata e completamente realizzata, che cosa accade? Ti rendi immediatamente conto della grande differenza tra te e quella persona. La prima cosa che noti in lui è Pace; nei suoi occhi vedrai infinita Pace, dal suo corpo riceverai un senso di Purezza, una Purezza che non hai mai provato prima nella tua vita o nella vita di chiunque altro. Come mai egli emana Purezza, Luce e Potere divino, mentre altri no? Semplicemente perché egli è pienamente realizzato. Egli non ti parla, non dice nulla, ma dalla sua sola presenza ricevi infinita Pace, infinita Beatitudine, infinita Luce. In questo modo la realizzazione automaticamente mostra la sua stessa capacità, che è la manifestazione. La realizzazione interiore del Maestro viene manifestata attraverso la sua forma esteriore, cioè il corpo.

Vi è un altro tipo di manifestazione, che troviamo soprattutto sul piano fisico: è la manifestazione della divinità sulla terra. Questa manifestazione ha luogo quando un Maestro spirituale, deliberatamente, cerca di risvegliare le persone affamate di spiritualità. Sulla terra ci sono molte persone spiritualmente affamate, che non hanno un Maestro o un sentiero spirituale, così il Maestro cerca di ispirarle, accende in loro la fiamma della cosciente aspirazione e le avvia su un sentiero spirituale.

Quando un Maestro con l'aiuto dei suoi più cari discepoli, cerca di manifestare la divinità sulla terra, talvolta la gente lo fraintende, pensa che egli voglia convertire tutti, ma la motivazione di un Maestro non è quella del missionario. I missionari cristiani andarono in India ed in tutto il mondo dicendo: "C'è un solo salvatore, il Cristo." Ma se il Cristo è l'unico salvatore, allora dove sta il Buddha? E dove Sri Krishna? Dove si collocano Sri Ramakrishna e gli altri grandi Maestri spirituali? Ciascun vero Maestro spirituale è un salvatore, inutile dirlo, ma sostenere che egli è l'unico salvatore, o che il suo sentiero è il solo, è una sciocchezza. Se io dicessi che il mio sentiero è l’unico sentiero, che se non mi accettate andrete all'inferno, sarei la persona più stupida della terra. Nel nostro sentiero, non convertiamo nessuno, ispiriamo. Molti di voi che siete qui in questo momento non siete miei discepoli e non lo diventerete, ma sono felicissimo che tutti voi siate venuti, e vi sono molto grato per la vostra presenza qui. Io ho la capacità, per Grazia di Dio, di ispirarvi. Voi potete prendere questa ispirazione e seguire qualsiasi sentiero vogliate o abbiate il bisogno di seguire. Ispirandovi, io ho fatto la mia parte.

Un Maestro realizzato mai e poi mai cerca di convertire, può solo offrire la sua realizzazione in forma di ispirazione alle anime che aspirano. Questo è il motivo per il quale egli deve agire come un normale essere umano. Se non agisse come un essere umano, se non mangiasse e non riposasse nel modo umano, allora la gente potrebbe pensare: "Oh, sei andato molto più lontano di noi. È semplicemente impossibile per noi essere come te." Ma il Maestro spirituale dice: “No, io faccio quello che anche tu fai. Se posso mangiare lo stesso cibo e stare con voi, così come voi state con gli altri, senza perdere la mia più alta coscienza, perché anche voi non potete entrare nell’Altissimo?” Questo è il modo con cui il Maestro ispira i suoi discepoli.

L'ispirazione, però, non basta, dopo l’ispirazione viene l'aspirazione. Vi è una grande, enorme differenza tra ispirazione ed aspirazione. L'aspirazione è molto, molto elevata. Il Maestro spirituale diviene una sola cosa con i suoi discepoli che ha già aiutato ad aspirare, e assieme vanno ad ispirare il mondo affamato di spiritualità. In questo modo la realizzazione viene trasformata in manifestazione.

Quando c'è realizzazione, dentro ad essa vedrai la manifestazione. La manifestazione è la forma esteriore della realizzazione, e una persona realmente spirituale riconoscerà immediatamente la manifestazione dentro la realizzazione stessa. Per le persone comuni, per l'umanità, ci vuole del tempo. Se ho realizzato qualcosa e lo manifesto al mondo esteriore, il cuore dell'umanità lo sente, ma la mente fisica ha bisogno di un po’ più di tempo per percepire e comprendere la manifestazione. Nel campo della manifestazione il Maestro ha a che fare con persone ignoranti che non aspirano, o che sono emozionalmente limitate, persone che non vedranno appieno la Luce del Maestro. Al contrario, una persona che ha una grande aspirazione, vede la realizzazione e non può separarla dalla manifestazione.

Domanda: Che differenza c’è tra rivelazione e manifestazione?

Sri Chinmoy: Dapprima vi è l’incarnazione. Nella tua tasca, cioè dentro di te, c'è un delizioso mango, tu metti la mano in tasca, tiri fuori il mango e me lo mostri. Questa è la rivelazione. Prima il mango era nascosto ed ora lo hai rivelato, poi lo devi manifestare. Come puoi fare? Puoi tagliarlo in vari pezzi e distribuirlo a me e ad altri.

Quando riveli al mondo Dio, o la Verità, o la Luce, significa che porti alla luce queste cose in modo che tutto il mondo le possa vedere. Se, però, nessuno guarda quello che hai rivelato, o se nessuno lo accetta o lo capisce, allora questa è rivelazione senza manifestazione. Manifestazione non significa solo mostrare ciò che hai e quello che sei, ma anche fare in modo che il mondo lo veda, lo senta, lo capisca e lo accetti. Questa è la differenza. La realizzazione di oggi è la rivelazione di domani. La rivelazione è la manifestata realizzazione di oggi e la manifestazione appagata di domani.

Domanda: Un Maestro spirituale che cerca di rivelare le più alte verità, può essere paragonato, in qualche modo, ad un poeta che cerca di esprimere e rivelare le verità artistiche?

Sri Chinmoy: Un comune poeta può ricevere uno spiraglio di verità, mentre i Maestri spirituali ricevono l'oceano della Verità stessa. I Maestri spirituali vedono una verità molto più elevata di quanto possa fare qualsiasi poeta comune. Nel caso di un comune poeta, inoltre, la poesia è tutto per lui, ma nel caso di anime avanzate o di Maestri spirituali la poesia non è tutto, Dio è tutto.

Il poeta, che fa discendere messaggi più elevati, sente che sono tutto ciò che ha da offrire. Al contrario i Maestri spirituali sentono che i loro messaggi non rappresentano assolutamente nulla in confronto a ciò che sanno ed a quello che essi veramente sono. Essi dicono: “In confronto alla mia realizzazione, la mia manifestazione è assolutamente nulla. La Luce che ho offerto non è nulla in confronto alla Luce che ancora non è stata manifestata. Se per la mia realizzazione ho ricevuto cento su cento, per la mia manifestazione non riceverò più dell’uno per cento. Quando morirò, saprò quanta ricchezza interiore non ho mai avuto occasione di manifestare." Per tutti i Maestri spirituali l'espressione, la rivelazione e la manifestazione della loro ricchezza interiore è sempre stata una grande frustrazione.

Domanda: Perché, talvolta, Guru realizzati, in quello che dicono e fanno, sembrano smentire le scritture e le regole accettate?

Sri Chinmoy: È vero che Guru realizzati, i grandi Guru, hanno la loro propria verità, ma essi non smentiscono nulla, danno solo un nuovo orientamento. Supponiamo che una grande figura spirituale abbia detto qualcosa. Al tempo in cui viveva, quella particolare verità era necessaria. Il mondo, però, progredisce e ora deve essere manifestata una verità più elevata. Quindi, se diciamo qualcosa di differente, non è per smentire i grandi Maestri del passato. Quello che facciamo è portare una verità ed una conoscenza più elevate nella coscienza della terra, che ora è in grado di riceverla. Stiamo solo ampliando e illuminando la verità.

Solo entrando nella verità e trasformandola, raggiungiamo una più vasta ed ampia verità. Sbagliamo se pensiamo che tutto quello che c'era da dire riguardo alla spiritualità, sia già stato detto dai nostri predecessori. La verità non è mai completa, perché viviamo in un universo sempre trascendente. Quello che dissero gli insegnanti del passato è eternamente vero, ed anche ciò che stiamo dicendo noi è eternamente vero, ma ogni verità ha un proprio livello e noi progrediamo e ci evolviamo continuamente.

Tuo padre può aver immaginato, o pensato, qualcosa sul piano fisico che all'epoca era veramente sorprendente. Ora tu sei cresciuto e pensi qualcosa di più elevato e profondo, poiché la scienza si è evoluta ad un nuovo livello. Questo non significa che stai smentendo i risultati raggiunti da tuo padre. No, tu stai andando oltre, oltre le sue capacità, oltre la sua comprensione.

Nella vita spirituale noi non neghiamo, andiamo solo più in alto ed ancora più in alto per raggiungere la vetta più elevata. Tuttora, la Verità più elevata, la massima realizzazione, o quello che noi chiamiamo la manifestazione assoluta, non ha ancora avuto luogo. La manifestazione spirituale non è stata completata, e forse non lo sarà mai.

Domanda: Ci furono alcuni Maestri spirituali che fumavano e bevevano. Come fecero a realizzare Dio?

Sri Chinmoy: Lo realizzarono grazie alla loro aspirazione. Bevevano, danzavano, mangiavano carne e facevano altre cose senza perdere la loro altezza. Per loro il mondo era come un giardino, ed essi, come bambini divini, giocavano in quel giardino senza essere influenzati da quanto dicevano o facevano.

Devi sapere, però, che c'è una piccola differenza tra la loro aspirazione e la tua, è la stessa differenza che c'è tra te ed un albero. Un albero non fa male a nessuno, è puro ed innocente, ma tu realizzerai Dio molto prima dell'albero. Quando si parla di anelito interiore, di aspirazione, una persona comune non può paragonarsi ai grandi Maestri spirituali. Quando essi iniziavano a meditare, potevano continuare per ore e perdersi nella loro meditazione.

Molti Maestri spirituali indiani prendono arsenico e, qualche volta, quando ne assumono grandi quantità, le persone pensano che intendano suicidarsi, ma non fa loro alcun danno. Alcuni Yogi tantrici conducono una tale vita di piacere vitale, da far pensare che in quel momento stiano veramente cadendo in basso, ma la loro meditazione supera la loro condotta vitale. Quando sono vicini alla realizzazione, la loro coscienza è sempre in un mondo elevatissimo, e non rimangono affatto sul livello fisico, così realizzano Dio nonostante la loro vita di piacere. In modo analogo, alcuni occultisti meditano per nove, dieci ore al giorno, e per il resto del tempo conducono una vita veramente riprovevole, ma l'intensità della loro aspirazione li conduce comunque alla realizzazione.

Domanda: I Maestri spirituali nascono, di solito, in famiglie molto spirituali?

Sri Chinmoy: La maggior parte dei veri Maestri spirituali nacquero in famiglie spirituali molto avanzate, era il piano che Dio aveva per loro. Dio, però, non è limitato da alcun piano, Egli può anche mandare un Maestro in una famiglia che non ha alcuna aspirazione. Questo è pure possibile, ma nella maggior parte dei casi, i Maestri spirituali entrano in famiglie spirituali.

Domanda: Che differenza c'è tra uno Yogi ed un Avatar?

Sri Chinmoy: Uno Yogi è un'anima completamente realizzata. Un Avatar parziale o incompleto, un "Angsha" Avatar, è più elevato di un'anima realizzata. Un Avatar completo, un "Purna" Avatar, è più elevato di un Avatar parziale. Uno Yogi può occuparsi di poche persone, di una parte dell'umanità, mentre un Avatar può occuparsi del mondo intero. Uno Yogi agisce silenziosamente, un Avatar agisce dinamicamente e parla con sicurezza. Uno Yogi è una pianta; un Avatar è un albero enorme, molto alto.

Un Avatar è un diretto discendente di Dio, una parte solida e reale del Divino che costantemente opera sia nei livelli più elevati che in quelli più bassi. Un Avatar ha la capacità di un vasto mare, mentre uno Yogi è come un fiume o uno specchio d’acqua. Quando gli Yogi vogliono sollevare la coscienza dell'umanità, talvolta, possono venire contaminati dall'ignoranza della terra. Un Avatar rimarrà, invece, contemporaneamente nel livello più elevato come nel più basso, ed anche al livello più basso la sua capacità di agire non sarà intaccata. Un Avatar ha una capacità infinitamente maggiore di uno Yogi nel determinare la trasformazione totale dell'umanità.

Anche un Avatar del più alto ordine, tuttavia, a causa dell’ignoranza, dell'oscurità e dell'imperfezione del mondo, potrebbe non riuscire ad agire sempre dal più elevato livello di coscienza. La coscienza della terra non aspira, e la maggior parte degli esseri umani non vogliono la sua Luce. Guarda il Cristo, chi si interessava a lui? Molto pochi! Guarda Sri Krishna! Chi lo accettò? Pochissimi!

Secondo la filosofia indiana e gli insegnamenti spirituali, un Avatar è un diretto discendente del Supremo, che può comunicare direttamente con Lui quando vuole. La maggior parte degli Yogi non può fare ciò, essi hanno bisogno di due o tre ore per elevarsi nella loro coscienza più alta e comunicare con Dio. Non hanno un accesso istantaneo a Dio, solo gli Avatar hanno una comunione con Dio di quel tipo.

Un Avatar è un essere umano che parla, mangia, respira e fa qualsiasi altra cosa come un essere umano, ma quando entra nella sua coscienza più elevata, se mai tu potessi riceverne anche un solo barlume, abbandoneresti completamente ai suoi piedi la tua intera esistenza. Anche se lui ti mandasse via, o ti prendesse a calci, rimarresti come un cagnolino fedele, perché hai ricevuto da lui una ricchezza incommensurabile che nessun altro sulla terra potrebbe darti. Si deve avere un livello di coscienza spirituale molto, molto elevato, per ricevere anche il più debole barlume dell'altezza di un Avatar. La sua coscienza non potrà mai essere espressa o spiegata.

Avere un Avatar come proprio Guru è la più grande benedizione che un uomo possa avere. Sri Ramakrishna era solito dire: “Se Dio fosse una mucca, allora la mammella che dà il latte è l'Avatar." Un grande aspirante dirà che Dio, nella forma di Avatar, è più compassionevole di Dio stesso. Egli dice: “Se faccio qualcosa di sbagliato, nel caso di Dio c'è giudizio, c’è la legge del Karma, ma con il Guru è diverso. Egli nutre solo un profondo affetto per i suoi discepoli, così quando merito una punizione, sarà il Guru a prenderla." Se un cercatore prega Dio ed anela a Dio con la massima sincerità ed intensità, Dio lo può perdonare anziché punire. Se invece si ha come Guru un Avatar, e se si ha con lui una stretta connessione, allora questo Guru prenderà su di sé la punizione al posto del discepolo.

Quando sulla terra c'è un Avatar, egli incarna la coscienza di tutti gli altri Avatar che sono venuti prima di lui. Sri Ramakrishna disse: "Colui che è Rama, colui che è Krishna, in una forma è Ramakrishna." In occidente, sfortunatamente, si riconosce solo il Cristo come Avatar. Lo si può accettare o rifiutare, ma se lo si accetta, non ce ne possono essere altri per te. Questo, però, è un errore. Il Cristo, Buddha, Sri Krishna ed altri provengono tutti dallo stesso luogo. Se consideri il Cristo come la divina, infinita Coscienza, non Lo puoi separare da Sri Krishna, da Buddha, o da Sri Ramakrishna. Il Supremo entrò nella forma che chiami il Cristo, Egli entrò nella forma che chiami Sri Krishna, Egli entrò nella forma che chiami Sri Ramakrishna.

Domanda: Vivekananda fu un Avatar?

Sri Chinmoy: Vivekananda non fu un Avatar. Egli ebbe solo qualche barlume della Verità che Sri Ramakrishna viveva. Sri Ramakrishna viveva nella più elevata Verità, e Vivekananda ebbe degli spiragli di questa Verità. Vivekananda era una grande Vibhuti, colui che è dotato di uno speciale potere da Dio, e che agisce con grande dinamismo nell’atmosfera del mondo. I Vibhuti sono leader del genere umano che risvegliano la coscienza addormentata.

Non possiamo considerare come Vibhuti Napoleone, ma quello che Napoleone compì nel mondo materiale, Vivekananda lo fece nel mondo spirituale. In Vivekananda agì il più potente e dinamico potere in forma umana. La vera missione di Vivekananda fu quella di diffondere il messaggio del suo Maestro, Sri Ramakrishna. Ramakrishna realizzò, ma non poté manifestare molto. Non si occupò delle conquiste mondane, ovvero del cosiddetto sviluppo globale. Il mondo d'oggi giorno ha bisogno della mente, non è nemmeno necessaria una mente intellettuale, può essere solo una mente comune, che possa afferrare le cose basilari, ma Sri Ramakrishna non si occupò nemmeno di questa mente comune. Così Vivekananda raccolse i frutti dell'albero che era Sri Ramakrishna e li offrì al mondo. Egli arrivò in Occidente all'età di trent'anni e vi portò moltissima luce.

Al momento della morte di Sri Ramakrishna, Vivekananda dubitava ancora dell'altezza spirituale del suo Maestro e interiormente disse: "Se tu mi dici che sei un grande Avatar, ti crederò." Sri Ramakrishna lesse nella sua mente e disse: "Naren dubiti ancora di me? Colui che è Rama, colui che è Krishna, in una sola forma in questo corpo è Ramakrishna." Rama era un Avatar, Krishna era un Avatar e il Maestro di Vivekananda li incarnava entrambi.

Vivekananda non era un Avatar, non poteva essere messo allo stesso livello di Sri Ramakrishna. Io nutro un grande amore ed ammirazione per Vivekananda, la mia connessione con lui nel mondo interiore è molto stretta. Sfortunatamente, qui in occidente, ho incontrato alcune persone spirituali e alcuni swami che sottovalutano Vivekananda e le sue conquiste, e osano dire che egli non era realizzato. Tutto quello che posso dire è che coloro che lo denigrano, non sono degni di lavargli i piedi. Sicuramente aveva realizzato Dio, era molto avanzato.

L'altezza di un Avatar non può essere giudicata da persone comuni, sarebbe come se un nano cercasse di salire all’altezza di un gigante, sarebbe ridicolo. Ora non pensiamo più all'altezza di un Maestro spirituale, pensiamo invece alla sua presenza nel nostro cuore. Quando sentiamo la sua presenza nel profondo del nostro cuore, egli può essere il nostro soccorritore, la nostra guida, la nostra ispirazione, la nostra aspirazione, il nostro viaggio e la nostra Meta.

Domanda: Tu, personalmente, come puoi sapere se qualcuno è realizzato o parzialmente realizzato?

Sri Chinmoy: Quando si è realizzati è facile conoscere se altri lo sono. In base alla mia unità ed identificazione con la loro coscienza posso facilmente dire se qualcuno è realizzato.

Domanda: È giusto dire che il Buddha è fra coloro che sostennero un certo genere di fuga dal mondo?

Sri Chinmoy: Dire che quella del Buddha è una filosofia di fuga dal mondo, che Egli voleva consciamente fuggire, sarebbe sbagliato, sarebbe una interpretazione scorretta. Quello che il Buddha in realtà voleva, era porre fine alla sofferenza umana nel mondo. Come un guerriero divino giocò la sua parte sulla scena del mondo. Non usava il termine "Dio" ma i termini "Verità" e "Luce.” Rimase sulla terra per quaranta anni dopo la sua realizzazione, cercando di elevare la coscienza dell'umanità. Andò per ogni dove, sempre predicando e predicando. Pur avendo un fisico delicato, continuò a predicare, cercando di far scendere Pace, Luce e Beatitudine. Vide che la gente che cercava di aiutare, non era ricettiva, e arrivò a sentire che era quasi impossibile porre fine alla sofferenza umana.

Scoprì, poi, qualcosa chiamato nirvana, dove tutti i desideri sono estinti, dove tutte le limitazioni e le tendenze terrene sono estinte. In quello stato si va oltre il dominio fisico, dove tutto è esistenza interiore. Così disse: "Ora, sono veramente molto, molto stanco. Lasciate che entri in questo stato di beatitudine e mi riposi." Decise di lasciare ad altri soldati divini il compito di venire nel mondo a combattere la battaglia per la completa manifestazione. Se un soldato combatte con impegno per molti anni e poi si riposa, e se un altro, dopo di lui, decide invece di combattere finché non avrà manifestato l'Altissimo, sentiremo naturalmente che il secondo ha agito con più forza, più energia e resistenza. Se una persona, dopo la realizzazione, vuole manifestare, naturalmente sta conducendo l'umanità un passo più avanti, perché Dio ha bisogno anche della manifestazione.

Dire, però, che una di queste persone non giocò il suo ruolo o volle fuggire, è sbagliato. Come individuo il Buddha giocò il suo ruolo. Egli ottenne la realizzazione, ottenne la rivelazione, cominciò anche a manifestare, ma alla fine non volle più svolgere un ruolo cosciente nel campo della manifestazione. Egli non volle più partecipare al Gioco cosmico. Alcuni seguaci del Buddha travisarono la sua filosofia, adattandola a loro piacimento. Come individuo, il Buddha non scelse mai la fuga e non negò mai il mondo, quello che scelse fu la preghiera e la meditazione, per entrare in uno stato di coscienza di beatitudine senza fine. Si può dire che Egli aprì un altro sentiero o potete chiamarlo un’altra dimora. Coloro che entrano in quel particolare sentiero o casa, non tornano nel mondo dopo la realizzazione di Dio, mentre chi entra in qualche altra dimora torna nel mondo.

Questo non significa che se entri nel nirvana ne sarai catturato. No, se entri nel nirvana di solito non torni, perché non vuoi. Vi sono, però, Maestri che vanno oltre lo stato del nirvana e ritornano nel mondo, non rimangono in quella dimora. L'esortazione dinamica del Supremo spinge quei Maestri a ritornare ancora nel mondo a lavorare per la Sua manifestazione, anche dopo aver vissuto una vita come anime che hanno realizzato Dio.

Domanda: Che cos'è il nirvana?

Sri Chinmoy:

"Non mente, non forma, io solamente esisto; Cessati, ora, ogni volontà e pensiero. L'ultima fine della danza della Natura, Sono Colui che ho cercato. ,,, Nulla baratto con tempo e azioni; Il mio gioco cosmico è compiuto"

— da: L'Assoluto di Sri Chinmoy

Quando il gioco cosmico di una persona è compiuto, egli entra in nirvana. Quando un'anima è stanca e vuole andare permanentemente oltre il conflitto, oltre le capacità delle forze cosmiche, allora dà il benvenuto al nirvana. Il nirvana è la cessazione di tutte le attività terrene, l’estinzione dei desideri, della sofferenza, della schiavitù e della morte. In questo stato si va oltre la concezione del tempo e dello spazio. Questo mondo, la terra, è il teatro della danza delle forze cosmiche, ma quando si entra in nirvana, le forze cosmiche si arrendono all’ultima e più alta Verità, e il Conoscitore, il Conosciuto e la Conoscenza o Saggezza sono come tre angeli fusi in uno solo. In quel momento si diventa sia il Conoscitore sia il Conosciuto.

Se non si ha l’esperienza del nirvana, normalmente non si può sapere che cosa sia l'illusione. Secondo alcuni Maestri spirituali il mondo è maya, cioè illusione. Quando si entra nel nirvana, si comprende che cosa è l'illusione. Il nirvana è l’unione statica con Dio. In questa Beatitudine statica ogni cosa ha termine. Questa Beatitudine è inimmaginabile, insondabile, indescrivibile. Oltre il nirvana c'è lo stato di assoluta unione. Questa unione è l'unione dinamica con Dio.

Il nirvana è uno stato molto, molto, molto elevato, ma non è, comunque, lo stato più elevato per un divino lavoratore. Chi vuole servire Dio qui sulla terra, deve ritornare molte e molte volte nel mondo, per servire il Supremo nell'umanità. Chi vuole manifestare il Supremo nel campo della creazione, allora deve agire nell'assoluto dinamismo del Supremo, e non riposare in nirvana. Questo non significa che il divino lavoratore non possa avere l'esperienza del nirvana. L'esperienza del nirvana è a disposizione di ogni anima che ha realizzato Dio, ma il nirvana permanente è per coloro che vogliono essere appagati dall'aspetto statico del supremo Brahman. Chi vuole incarnare sia l’aspetto statico che quello dinamico del Supremo, deve andare oltre il nirvana ed entrare nel campo della manifestazione.

Domanda: C'è qualche differenza tra il nirvana e il nirvikalpa samadhi?

Sri Chinmoy: Possiamo considerare il nirvana e il nirvikalpa samadhi come i palazzi più alti, gli altri palazzi sono pressoché nulla in confronto. Se sali fino al palazzo del nirvana non c'è modo di scendere, ovvero non senti la necessità di discendere per offrire al mondo quello che hai ricevuto. Non c'è collegamento con la coscienza della terra. Nel nirvana osservi l'estinzione delle tribolazioni terrene e la fine della danza cosmica. Il nirvana è pervaso da infinita Pace e Beatitudine. Dal punto di vista dell'Assoluta Verità il nirvana è la Meta delle mete per i cercatori che non vogliono più prendere parte nella creazione manifestata di Dio. Naturalmente, se il Pilota Supremo vuole che un certo cercatore dell'assoluta Verità vada oltre il Nirvana, ed entri nel mondo per la trasformazione e perfezione della terra in modo divino, lo rimanda giù. Dio sente che quel Suo particolare strumento è supremamente indispensabile per trasformare la Visione trascendentale senza nascita del Supremo nella Sua Realtà universale senza morte.

Quando si sale nella residenza del nirvikalpa samadhi c'è modo di scendere se si vuole. Ma se si rimane là per un lungo periodo, si dimentica totalmente che c'è un modo per discendere. Il nirvikalpa samadhi riversa su di noi una enorme flusso di illuminazione e ci fa sentire che ci sono mondi più elevati, molto oltre questo nostro mondo. Inoltre, si rivela al cercatore come un anello di collegamento tra questo mondo ed altri mondi molto, molto più elevati, e gli offre la strada per andare oltre, ed entrare nel sempre-trascendente Aldilà.

PREFAZIONE

Questo libro rappresenta uno dei pochi e genuini resoconti sull'universo interiore - l'universo oltre lo spazio ed il tempo, oltre tutte le formulazioni razionali. Non è un libro filosofico o teoretico, ma una vivida e dettagliata descrizione della Realtà spirituale fatta da uno Yogi che in quella Realtà spirituale vive come nella propria dimora. In quanto Maestro realizzato in Dio che è divenuto uno con la più alta Verità, Sri Chinmoy è in grado di rispondere a domande molto specifiche su soggetti quali la liberazione e l'illuminazione, il samadhi, il nirvana, la beatitudine e sui differenti piani di Coscienza.

Secondo i tradizionali resoconti ci si aspetterebbe di poter trovare uno Yogi illuminato solo in qualche caverna Himalayana, perduto nella sua trance. Ma Sri Chinmoy è uno di quei rari Maestri spirituali che cercano di offrire la loro luce agli uomini non soltanto attraverso il mondo interiore, cioè attraverso la meditazione, ma anche all'esterno, attraverso la comunicazione parlata e scritta. Questo libro è costituito dalle risposte di Sri Chinmoy alle domande formulate da cercatori in occasione di meditazioni pubbliche e conferenze universitarie.

Traduzione di questa pagina: Slovak , Czech , Russian , German
Questo libro può essere citato usando la chiave di citazione sgl