Corridori-pionieri dell'alba della pace del mondo di domani: la corsa di ultramaratona e l'auto-trascendenza

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Parte I — Osservazioni sulla corsa di ultramaratona

1.

Corri e diventa,
Diventa e corri.
Corri per avere successo nel mondo esteriore.
Diventa per procedere nel mondo interiore.

*Osservazioni prima della prima gara di 700 — 1.000 — 1.300 miglia[fn:: PRT 2. 5 Giugno 1987, Flushing Meadows-Corona Park, New York]

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Coraggiosi corridori, il mio cuore è tutto gratidudine per voi. Il dizionario inglese contiene la parola "impossibilità", ma il vostro libro di storia della vita non include la parola "impossibilità". Vivete non solo nel mondo delle possibilità, ma anche nel mondo dell'inevitabilità. Questa gara è nuova, unica e senza precedenti. Solo i vostri cuori eroici possono accettare la sfida e diventare vittoriosi in ogni modo possibile, interiormente ed esteriormente.

Quando pensiamo a 700, 1.000 o 1.300 miglia, ci viene in mente l'Eternità. Stiamo tutti correndo lungo la Strada dell'Eternità, che è allo stesso tempo senza nascita e senza morte. Siete i pionieri-eroi corridori che correranno lungo la Strada dell'Eternità. Oggi l'umanità ama i vostri cuori e custodisce le vostre vite con la massima gioia e il massimo orgoglio.

Ancora una volta, a ogni corridore, a nome della Sri Chinmoy Marathon Team, desidero offrire la mia più umile e più profonda gratitudine e gratitudine. Ogni corridore segna l'inizio di una nuova alba che trascende in ogni momento la sua bellezza, la sua luce e la sua divinità. Questa divinità incarna la gioia e la pace nel mondo. Siete le vere e perfette incarnazioni della pace nel mondo. Per questo, a ciascuno di voi il mio cuore si inchina con sconfinato amore e gratitudine.

Osservazioni prima della prima gara di 7 giorni1

Miei cari corridori dei sette giorni,

Siete coraggiosi, molto coraggiosi, eccezionalmente coraggiosi, divinamente coraggiosi, estremamente coraggiosi. Solo i coraggiosi possono e devono conquistare la meta finale, che è la soddisfazione senza nascita e senza morte. Questa soddisfazione senza nascita e senza morte che avete già nelle profondità delle vostre anime. Ora le state portando alla ribalta attraverso la vostra adamantina forza di volontà e il vostro insonne dono di sé al mondo esteriore della corsa e al mondo interiore del divenire. Essendo io un amante della verità e un cercatore della Verità suprema, desidero dirvi che state facendo qualcosa di molto significativo non solo per voi stessi e la vostra vita, ma anche per tutti coloro che amano la corsa esteriore e il divenire interiore.

Siete i corridori pionieri. Siete i soldati coraggiosi. Siete gli esploratori di domani. Siete estremamente coraggiosi in virtù vostro tuo dono divino di voi stessi al mondo che corre. Sono molto, molto orgoglioso di voi e molto, molto grato a tutti voi. vi sto offrendo a ciascuno di voi il mio cuore di gioia e la mia vita di infinita gratitudine mentre iniziate il vostro cammino.

Questa è una gara di sette giorni. Il numero sette ha un significato molto speciale per coloro che studiano la spiritualità. Secondo il modo di pensare indiano, ci sono sette mondi superiori e sette mondi inferiori. Poiché siamo esseri umani, abbiamo già superato i confini dei sette mondi inferiori. Ora stiamo salendo in alto, più in alto, sempre più in alto nei sette mondi superiori. Ciascuno dei sette mondi superiori ha un tipo molto speciale di delizia dal donarci - delizia dell'unità e delizia dell'appagamento. Ogni volta che entriamo in un mondo superiore, entriamo in un mondo di estasi. Ogni volta che saliamo più in alto, questa estasi aumenta. Per tutto il tempo abbiamo a che fare con un oceano sconfinato e senza limiti di estasi; ma sebbene sia un oceano, tuttavia aumenta, poiché Dio il Corridore Supremo in ogni momento sta aumentando le Sue stesse Capacità, la Sua stessa Luce e la Sua stessa Delizia.

Sebbene questa sia una corsa di sette giorni, per favore non pensate a tutti e sette i giorni mentre correte. Pensate solo a un giorno alla volta. Poi, non pensate nemmeno a un giorno; pensate solo a sette ore. Quindi, per alcuni minuti, pensate solo a un'ora. Se riuscite a dividere mentalmente la gara e a scomporla in parti separate, otterrete molta più energia e molta più gioia durante la corsa. Ogni volta che la vostra mente diminuisce la quantità di tempo che dovete correre, otterrete un'enorme forza e vigore interiore. Quindi non tenete a mente sette giorni. Andate al vostro ritmo, ma dividete mentalmente la gara per rendere la distanza il più breve possibile. In questo modo avrete sempre forza interiore e potrete correre durante tutta la corsa.


  1. PRT 3. 14 ottobre 1988, Flushing Meadows-Corona Park, New York

2.

La determinazione
Nel tuo sforzo eroico
Permeerà la tua mente e il tuo cuore
Anche dopo che il tuo successo o fallimento
Sarà da tempo dimenticato.

Osservazioni dopo la corsa del 1991 di 700 — 1.000 — 1.300 miglia1

Io sono uno studente di pace e sento che questo è uno dei modi per offrire pace al mondo in generale. Sono un uomo di preghiera e meditazione, e dalla mia preghiera e meditazione ho tratto questa ispirazione per essere al servizio dell'umanità. Sento che durante la corsa siamo in grado di offrire il nostro meglio per stabilire un mondo di pace.

Gli atleti traggono enormi benefici da queste gare. Vanno oltre le loro capacità. Per rendersi felici bisogna andare sempre oltre e oltre e oltre le proprie capacità. Quindi qui, durante la corsa, ogni corridore ha un'opportunità molto speciale di andare oltre le sue capacità. L'autotrascendenza è l'unica cosa di cui un essere umano ha bisogno per essere veramente felice. Quindi queste gare aiutano moltissimo i corridori, anche se esteriormente attraversano grandi difficoltà. Alla fine, quando la gara è finita, sentono di aver realizzato qualcosa di molto significativo.

Il futuro di questo tipo di gara è molto luminoso. La nostra filosofia è la filosofia dell'autotrascendenza. Spero che in un prossimo futuro o in un lontano futuro aumenteremo la distanza. Alla fine, è mia fervida speranza che un giorno avremo una gara di 2.700 miglia. Poiché crediamo nell'autotrascendenza, sono sicuro che non ci fermeremo a milletrecento miglia. Cercheremo di coprire una distanza maggiore. I cercatori-corridori che credono nelle loro capacità - che sono totalmente la Grazia di Dio - con questa Grazia di Dio potranno realizzare qualcosa di unico nella loro vita.


  1. PRT 5. 4 Ottobre 1991, Flushing Meadows-Corona Park, New York

Osservazioni dopo la prima gara di 3.100 miglia1

Cari corridori,

Mi inchino alla vostra anima, mi inchino al vostro cuore, mi inchino alla vostra vita, insonne e senza riserve.

Il numero 31 ha un significato molto speciale nella mia vita. Sono nato nel 1931. Secondo il mio corpo fisico e il mio vitale, sono vecchio. Secondo me, io sono antico. Secondo il mio cuore, sono giovane come sempre. Secondo la mia anima, devo ancora essere pienamente manifestato. Secondo il mio Signore Amato Supremo, io vivo nel Suo stesso Cuore-Giardino, e lo farò per sempre. Infine, secondo me, sono tutta gratitudine alle lacrime ascendenti di Madre Terra e ai sorrisi discendenti di Padre Cielo. Io sono uno, inseparabilmente uno, eternamente uno con le lacrime ascendenti di Madre Terra e i sorrisi discendenti di Padre Cielo.

La nostra filosofia è l'autotrascendenza. Sì, non c'è limite al nostro progresso interiore e al nostro successo esteriore. Ma ancora, arriva un momento in cui raggiungiamo una certa altezza, un'altezza così straordinaria, che sentiamo di poter vivere lì per molti anni in modo sicuro e generoso. Quindi aspettiamo indefinitamente che l'Ora Scelta da Dio ci ispiri, che aspiri in e attraverso di noi ad andare avanti, a intraprendere un nuovo viaggio.

Queste 3.100 miglia sono un viaggio senza precedenti nel nostro sogno di manifestazione di pace nel mondo. La pace nel mondo può nascere solo quando siamo inondati di pazienza e perseveranza. La pazienza infinita di cui abbiamo bisogno nella nostra vita interiore e la perseveranza di cui abbiamo bisogno nella nostra vita esteriore.

Queste 3.100 miglia ci ricordano una realtà divina e suprema: possiamo e dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro comando per trasformare il mondo di letargia e riluttanza ad essere dinamico. Noi non ci lasciamo alle spalle la riluttanza. Perciò la felicità resta sempre lontana. La volontà di dare, la volontà di realizzare, la volontà di crescere e risplendere dovrebbero essere il messaggio delle nostre anime. Con le benedizioni della nostra anima possiamo soddisfare e soddisferemo la nostra vita terrena.

A Ed, Suprabha, George e Alexandar, il culmine dell'amore benedicente della mia anima, la gioia benedetta e l'orgoglio benedetto io offro senza riserve e senza condizioni. Ogni volta che passavo vicino a voi che correvate, mi ricordavate il viaggio eterno, senza nascita e senza morte delle nostre anime e mi ricordavate i corridori scelti dell'Eternità.

L'orgoglio umano è divorato e deve essere divorato dallo sviluppo dell'umiltà, di cui tutti abbiamo un disperato bisogno per fare progressi spirituali interiori ed esteriori. È il nostro progresso spirituale che ci renderà dei campioni di Dio in ogni campo della vita. Di nuovo, c'è qualcosa chiamato orgoglio divino. Questo orgoglio divino sussurra a perdifiato alle nostre orecchie: "Sei lo strumento migliore di Dio. È al di sotto della tua dignità crogiolarti nei piaceri della notte dell'ignoranza, arrenderti alle forze negative e non-divine. Dio vuole che tu sia un prototipo esatto della Sua Manifestazione Universale e Sogno Trascendentale." Così questo orgoglio divino l'ho visto e sentito in ciascuno dei quattro corridori, ho visto e sentito l'orgoglio stesso di Dio, fondato sulla sua infinita Delizia in ciascuno di voi.


  1. PRT 6. 2 agosto 1997, Aspiration-Ground, Jamaica Hills, New York

Osservazioni dopo la gara di 200 miglia1

Miei cari figli, miei figli divini, il vostro Guru apprezzerà e apprezzerà e apprezzerà il vostro amorevole dono di sé e l'unità insonne con l'occhio di vione del vostro Guru e con il suo cuore di soddisfazione. Avete fatto qualcosa di grande, divinamente grande. Avete fatto qualcosa di buono, di sommamente buono.

Nel messaggio di Capodanno vi ho detto che questo è l'anno delle sorprese. Cos'altro può essere una sorpresa se non un traguardo come questo? E ho detto che questo mese darà in modo convincente a tutti i cercatori nella loro vita interiore un vero senso di progresso e nelle loro vite esteriori un vero senso di successo. Durante questi quattro giorni avete compiuto immensi, immensi progressi nelle vostre vite interiori e avete offerto immenso, immenso successo alle vostre vite esteriori.

Poiché tutti voi siete benedetti con aspiranti cuori, per favore sentite il mio cuore di gratitudine, gratitudine e gratitudine. Il mio cuore ha stabilito - come sempre - la sua costante, solidale unità con la vostra corsa di 200 miglia. Ora il mio cuore sta stabilendo la sua unità con le vostre stupende glorie di successo. Un risultato come questo mi fa vedere e sentire che i miei figli spirituali possono fare e faranno tutto per il Supremo all'interno del loro Maestro grazie alla loro dedizione insonne e del loro cuore di unità.

Tre cose divine io conserverò nel profondo del mio cuore: il vostro amore per il vostro Amato Supremo nel mio cuore, la vostro dedizione più esemplare al vostro Amato Supremo nel mio cuore e il vostro coraggioso, più coraggioso e coraggiossimo dono di voi stessi al vostro Amato Supremo dentro il mio cuore. Il mio orgoglio per voi non conosce limiti oggi e la mia gratitudine per voi non conosce limiti oggi, perché avete dimostrato ai vostri fratelli e sorelle che questo è un mese senza precedenti di progresso interiore e successo esteriore. Ho dato l'annuncio e voi avete eseguito la mia visione-profezia. Ognuno di voi è un corridore dell'alba sempre luminosa, sempre trascendente e sempre piena di domani. Pertanto, il mio cuore è tutta gratitudine per voi.

Queste duecento miglia rappresentano la vostra gloria suprema. Sono sicuro che ognuno di voi ha posto questa gloria suprema con tutta l'anima e incondizionatamente ai Piedi del vostro Amato Supremo. La Sua Luce di Compassione incondizionata ha agito in e attraverso ognuno di voi. Ciò che chiamate capacità non è altro che la Sua Compassione incondizionata. Se c'è un segreto nell'intera creazione di Dio per cercatori come voi, se c'è un segreto supremo da custodire nei più intimi recessi del vostro cuore in ogni momento della vostra vita, allora è questo: non possiamo fare niente, niente, niente; non siamo assolutamente niente, e rimarremo niente. Tutte le nostre capacità sono fiamme del Sole di Compassione del nostro Amato Supremo. Grazie alla Sua compassione incondizionata che agisce dentro e attraverso di noi, facciamo qualcosa per ispirare l'umanità ad elevare i suoi standard interiori ed esteriori. Siamo grati al nostro Amato Supremo. Egli è orgoglioso di noi. La nostra gratitudine e il Suo Orgoglio rimarranno sempre insieme nel nido di soddisfazione della sua eternità.


  1. PRT 7. 20 marzo 1986, Flushing Meadows-Corona Park, New York

Osservazioni a Yiannis Kouros per aver battuto il record mondiale di 24 ore1

Tu hai reso la nostra pista, la nostra corsa, storica e immortale. Per questo sono estremamente orgoglioso di te. Non sei solo un greco. Sei diventato una figura universale.

In precedenza la gente pensava che il miglio di quattro minuti fosse impossibile. Poi hanno visto che era del tutto possibile. Ora hai dimostrato che anche la corsa a lunga distanza è qualcosa che un essere umano può fare facilmente. Ci sono molti che ti seguiranno, ma sei diventato il precursore, il precursore di un nuovo mondo. Hai portato qui sulla terra un nuovo mondo e tanti corridori ti seguiranno. Sono estremamente, estremamente orgoglioso di te….

Questo è solo l'inizio. Farai molti miracoli sulla terra, miracolo dopo miracolo. Ora le persone non ammirano le ultramaratone. Si preoccupano solo per brevi distanze - un miglio o anche fino a una maratona. Ma a causa della gloria che hai portato nel mondo per le ultramaratone, vedrai che il mondo intero apprezzerà e ammirerà le ultramaratone nel modo in cui apprezzano le maratone. Penseranno all'ultramaratona e alla corsa a lunga distanza e al tuo nome insieme. Ogni volta che dicono "ultramaratona", diranno "Yiannis" allo stesso tempo. Sei l'eroe supremo dell'ultramaratona.


  1. PRT 8. 1984, Flushing Meadows-Corona Park, New York

Parte III — Discorsi sulla corsa

La corsa esterire e la corsa interiore

La corsa esteriore è una lotta potente
Per una grande indipendenza.
La corsa interiore è un grido colmo d'anima
Per una buona interdipendenza.
L'indipendenza porta in primo piano
Quello che abbiamo inconfondibilmente nel profondo:
Un sorriso di libertà.
L'interdipendenza ci rende coscienti
Di ciò che siamo eternamente:
Un'unità-soddisfazione.

La corsa esteriore è un desiderio ardente
Di ottenere tutto ciò che vediamo qui sulla terra.
La corsa interiore è un'ascendente aspirazione
Di ricevere dall'Alto un vasto Cielo di Compassione
E dare dal basso una piccola fiamma di gratitudine.

La corsa esteriore è un successo straordinario
Sulla vetta della montagna.
La corsa interiore è un progresso esemplare
Lungo la strada illuminata dal sole dell'Eternità.
Il successo è l'accettazione pronta ed immediata
Delle sfide da indicibili difficoltà.
Il progresso è l'accettazione piena di sentimento e grata
Della gioia benedetta da insondabili prosperità.

Il corridore esteriore e il corridore interiore:
Due aspetti del cercatore-corridore.

Il corridore esteriore fa.
Pertanto, riesce.
Il corridore interiore diventa.
Pertanto, procede.
Quando riesce,
Il cercatore-corridore ottiene un nuovo nome:
Glorificazione.
Quando procede,
Il cercatore-corridore ottiene un nuovo nome:
Illuminazione.
La glorificazione del cercatore-corridore è un bel fiore
Che affascina e ispira tutta la sua vita.
L'illuminazione del cercatore-corridore è un albero fruttuoso
Che ripara e nutre
Tutta la sua esistenza terrena.

La corsa esteriore è una soddisfazione colossale,
Anche se a volte può essere abbastanza ignara
Dell'esistenza-realtà di una quieta perfezione.
La corsa interiore è una soddisfazione perpetua
Dentro e attraverso una sbocciante perfezione.

Il cercatore-corridore ha un sogno senza ombre
Del suo pieno giorno di realizzazione
Nella sua corsa esteriore.
Il cercatore-corridore ha una visione insonne
Dell'ora colma di manifestazione del suo Dio
Nella sua corsa interiore.

Il corridore esteriore sfida
L'orgoglio himalayano dell'impossibilità.
Il corridore interiore organizza sorridendo una festa
Non solo con l'impossibilità
Ma anche con l'Immortalità.

Il corridore esteriore corre attraverso il cancello dorato
E arriva al regno del suono.
Il corridore interiore entra nel palazzo unico,
Corre fino al suo piano più alto
E si mette proprio ai Piedi
Del Re del Silenzio.

Infine, la corsa esteriore del cercatore-corridore
Dice alla sua corsa interiore,
“Guarda, ti do quello che ho ora:
La corona della mia maestà.»
La corsa interiore del cercatore-corridore
Dice alla sua corsa esteriore,
“Guarda, ti sto dando quello che ora sono:
Il trono della mia bellezza."

Un grande campione

Un grande campione è colui che vince tutte le gare.

Un grande campione è colui che partecipa a tutte le gare.

Un grande campione è colui che non si preoccupa dei risultati delle gare, che sia primo, ultimo o intermedio. Corre solo per ottenere gioia e dare gioia agli osservatori.

Un grande campione è colui che trascende i propri record precedenti.

Un grande campione è colui che mantiene il suo standard.

Un grande campione è colui che rimane felice anche quando non riesce a mantenere il suo standard.

Un grande campione è colui che ha stabilito la sua inseparabile unità sia con il vincitore che con il perdente.

Un grande campione è colui che, a causa dell'avanzare degli anni, si ritira dalle corse o chiude felicemente e allegramente la sua carriera.

Un grande campione è colui che desidera vedere la realizzazione dei suoi sogni, se non attraverso se stesso, allora negli altri e attraverso gli altri.

Un grande campione è colui che medita sul suo Pilota Interiore per l'adempimento della Sua Volontà prima della corsa, durante la corsa e dopo la corsa.

Un grande campione è colui che vede e sente di essere un mero strumento del suo Pilota Interiore e che il suo Pilota Interiore sta correndo dentro e attraverso di lui, secondo la propria capacità di ricettività.

Un campione dei campioni è colui la cui vita interiore è diventata la Visione del suo Supremo Assoluto e la cui vita esteriore è diventata il canale di perfezione del suo Amato Supremo.

Chi è il vincitore?

Chi è il vincitore? Non colui che vince, ma colui che ha stabilito la sua gioiosa unità con il risultato, che è un'esperienza sotto forma di fallimento o di successo, un viaggio in avanti o un viaggio a ritroso.

Chi è il vincitore? Non colui che vince la corsa, ma colui che ama correre insonne e a perdifiato con Dio il Corridore Supremo.

Chi è il vincitore? Non colui di cui cantiamo la gloria, ma colui che incarna la Luce di Compassione di Dio in grande misura.

Chi è il vincitore? Non colui che ha acquisito un nome e una fama straordinari e accumulato una grande fortuna, ma colui che richiede solo una cosa: la Soddisfazione di Dio nel Modo proprio di Dio.

Parte IV — Il corpo e l'anima

1.

O ignoranza del mondo,
Anche se mi hai incatenato i piedi, sono libero.
Anche se mi hai incatenato le mani, sono libero.
Sebbene tu abbia reso schiavo il mio corpo, sono libero.

Sono libero perché non sono il corpo.
Sono libero perché sono l'uccello dell'anima
Che vola nel Cielo dell'Infinito;

Io sono l'anima-bambino
Che sogna in grembo
All'immortale Re Supremo.

O mio corpo

O mio corpo, tu sei un dono del Supremo. Potenzialità inesauribili tu hai nel profondo di te. Fraintenderti significa fraintendere lo strumento scelto da Dio.

O mio corpo, non vuoi, non devi, non puoi conquistare in lungo e in largo il mondo con la tua forza fisica. Offri il tuo crescente cuore ai cuori vicini e lontani. Offri la tua luminosa anima alle anime intorno, sotto, sopra. Solo allora diventerai il conquistatore e il possessore dell'intero universo di Dio.

O mio corpo, invoca sempre la tua anima affinché ti guidi. Invocala! Mai la monotonia della vita senza incidenti ti affliggerà. Con velocità fulminea, tua sarà la marcia incessante: verso l'alto fino all'altissimo, verso l'interno fino all'intimo, in avanti verso il più lontano.

O mio corpo, Dio l'eterno Sognatore sta sognando in te, con te e attraverso di te. Dio l'eterna Realtà vive in te, con te e per te.

Qual è lo scopo del corpo fisico?

L'anima, che è una porzione cosciente e divina di Dio, deve vivere all'interno del corpo fisico per progredire. Il corpo è un tempio, e dentro il tempio c'è il santuario, l'anima. Il corpo è la nostra protezione esteriore e, allo stesso tempo, il nostro strumento di manifestazione. Senza il corpo l'anima è impotente. Finché la manifestazione non avviene nel mondo fisico, non possiamo offrire la vera Verità al mondo in generale. Lo scopo del corpo è di manifestare la Realtà dell'anima. L'anima ha bisogno del corpo per manifestare la Verità. Il corpo ha bisogno dell'anima per realizzare la Verità più alta.

Quando l'anima ci ispira a fare qualcosa, ci dà anche la capacità necessaria. Sfortunatamente, il corpo, il vitale e la mente che non aspirano spesso non obbediscono ai dettami dell'anima. I desideri del corpo spesso contraddicono direttamente le necessità divine dell'anima, perché questo corpo materiale è l'incoscienza stessa. Ma quando il corpo fisico inizia a diventare uno con l'ispirazione e l'aspirazione dell'anima, allora la Luce di Dio può trovare un ricettacolo adatto nel ricercatore.

2.

Corri, corri, con il flusso del fiume
Di dinanismo della tua anima.
Sei destinato ad avere successo
In tutto quello che vuoi fare
E tutto ciò che vuoi diventare.

"Lo scopo della mia vita"

Se il corpo è l'unica cosa che posso chiamare mia, allora anche la tentazione, il piacere dei sensi, la frustrazione e la distruzione appartengono a me. Ma se posso dire che l'anima è ciò che sono, se posso sentire che sono uno, inseparabilmente uno con l'esistenza della mia anima, solo allora vedrò lo scopo della mia vita, perché sono sulla terra, quale necessità Dio ha per me e quale opera Egli farà attraverso di me qui sulla terra. Ogni individuo ha qualcosa di speciale da offrire e questo messaggio deve venire direttamente dall'anima ed entrare nella coscienza fisica.

3.

O corpo, mio ​​corpo,
Pensa all'anima,
Perché con l'aiuto dell'anima
Diventerai
L'Equilibrio, la Pace, la Luce e la Beatitudine dell'Eternità.

Oh anima, anima mia,
Pensa al corpo,
Perché è dentro e attraverso il corpo
Che dovrai manifestare la tua divinità.

"Quando viviamo nell'anima"

Il mondo esteriore è il corpo; il mondo interiore è l'anima. Viviamo nel corpo, ma dobbiamo costantemente attenerci ai dettami dell'anima in modo che il corpo, invece di essere uno strumento cieco del destino, diventi un canale perfetto per la manifestazione divina del Supremo nel fisico.

Quando viviamo nell'anima, abbiamo l'esperienza spontanea della realizzazione. Ma se viviamo nel corpo, avremo l'esperienza spontanea della frustrazione e della miseria. Il nostro successo e il nostro fallimento hanno ben poco a che fare con l'esperienza di Dio e l'operare di Dio nel mondo fisico. Egli è il nostro successo, Egli è il nostro fallimento, Egli è colui che agisce e l'azione. Se possiamo vedere la presenza di Dio in ogni azione, quindi vedere l'azione stessa come Dio e, poi, il risultato - successo o fallimento - come Dio e, infine, colui che fa l'azione come Dio, allora tutti i nostri problemi sono finiti. Siamo veramente il più elevato Orgoglio e Visione di Dio se conosciamo il segreto di vivere nell'anima qui sulla terra e là in Cielo.

4.

"La vita è fatica". Così dice il corpo.
"La vita è benedizione." Così dice l'anima.

"L'anima vive in costante gioia"

Il fisico non è e non può essere soddisfatto dei propri possedimenti. Sente che gli altri hanno verità, luce, bellezza e gioia, mentre lui non le ha. La vera natura del fisico è sentire che è l'eterno mendicante. Vuole qualcosa da qualche altra parte, o dagli esseri umani o dal Cielo. C'è sempre un senso di insoddisfazione nel fisico.

L'anima sente costantemente di avere già tutto da Dio in misura infinita e di avere la potenzialità di ospitare l'Infinito. È soddisfatto della sua realtà perché sa cosa ha e in cosa può crescere. Sa di avere la capacità di svelare l'Infinito, oggi o domani. È soddisfatto di ciò che ha in questo momento, ed è anche soddisfatto di ciò che avrà, di ciò che farà e di ciò che rivelerà nell'Infinito e per l'Infinito. La natura stessa dell'anima è di rimanere soddisfatta. Vive nella divina soddisfazione. Molto spesso il corpo si rallegra e rimane ancora insoddisfatto. Ma l'anima vive in una gioia costante, perché vede la Realtà eterna.

5.

Il corpo e il tempo che fugge
Sono sinonimi.
Ogni secondo fugace
È un soffio vitale fugace.
Quindi, fai tutto
Il prima possibile
Dentro e attraverso il corpo.

"Le necessità del corpo"

Dobbiamo conoscere la differenza tra la necessità del corpo e la stravaganza del corpo. Le richieste inutili del corpo sono letargia, inerzia e indulgenza. Le necessità del corpo sono la prontezza, il dinamismo, l'allegria e il desiderio di partecipare alla realizzazione della visione dell'anima, alla realizzazione dell'anima e alla manifestazione dell'anima.

Spesso vediamo che il corpo sta ostacolando la nostra ispirazione. Siamo ispirati a fare qualcosa, ma il corpo dice: "No, la cosa migliore è riposarsi." Al mattino presto, qualcosa dentro di noi ci ispira ad alzarci e meditare. Ma il corpo dice: "No, sono solo le cinque. Lasciami dormire per altri cinque minuti." Ma non sono solo cinque minuti; diventano venticinque minuti. Allora diremo: "Ora la cosa migliore è che io dorma solo un altro minuto. Questo è abbastanza." Poi quel minuto si allunga in venti minuti. Alla fine ci alziamo alle sette o anche più tardi e ci malediciamo: "Perché l'ho fatto? Perché mi sono alzato solo ora quando volevo alzarmi alle sei in punto?" In quel momento abbiamo fatto amicizia con l'inerzia, non con l'aspirazione, se avessimo ascoltato l'anima ci saremmo alzati e avremmo meditato.

Quando si tratta di indulgenza, dobbiamo sentire che non siamo il corpo; noi siamo l'anima. Bisogna illuminare la coscienza del corpo che non vuole aspirare, la coscienza fisica che vuole distinguersi dal dinamismo, dall'aspirazione e dall'anelito interiore.

6.

Non c'è bisogno di riposo
Per una vita veramente al servizio di Dio.
Non c'è bisogno di riposo
Per un cuore che veramente appaga Dio.

"Ignorando il corpo"

Ignorando il corpo, non possiamo adempiere la nostra promessa a Dio. Allo stesso tempo, dobbiamo rimanere in disparte dalle richieste del corpo. Il corpo, la vita e la mente sono come scimmie dispettose. Dobbiamo tenere sotto controllo queste scimmie diventando tutt'uno con l'anima. Ciò significa che diventiamo il capo nella nostra vita. Dobbiamo essere molto severi. Se tre dei nostri lavoratori scioperano, li costringeremo immediatamente a tornare al loro posto di lavoro. Dobbiamo minacciare questi lavoratori e avvertirli che stanno facendo qualcosa di sbagliato. Naturalmente sanno che non sarà facile per loro lasciarci perché non otterranno uno stipendio migliore altrove. Proprio perché sono il nostro corpo, il nostro vitale, la nostra mente, hanno un legame speciale, un legame inscindibile con noi. Non possono interrompere quella connessione. Alla fine capiranno che stiamo dicendo loro la cosa giusta.

Se le richieste del corpo non permetteranno al ricercatore di fare progressi, allora quelle richieste devono essere scartate. Ma se il corpo partecipa consapevolmente e con tutta l'anima al compito dell'anima, allora dobbiamo sentire che il corpo sta facendo assolutamente la cosa giusta. La via integrale è che corpo, vitale, mente, cuore e anima vadano insieme. Sono tutti membri della stessa famiglia. Ma dobbiamo sapere che l'anima è il membro più anziano e più saggio. Chi è il più anziano e il più saggio dovrebbe prendere l'iniziativa. Ciò di cui abbiamo bisogno non è la via dell'indulgenza, ma la via della vigilanza, la via dell'accettazione della luce dell'anima. Questo è ciò che vogliamo dal corpo.

7.

Insonne dinamismo
È il più grande dono di Dio
Al corpo umano.

"Quando abbiamo energia dinamica"

Quando abbiamo energia dinamica, possiamo facilmente conquistare il sonno. La manifestazione divina ha bisogno di un movimento costante. Dobbiamo sentire dentro di noi un fiume che scorre di energia dinamica e luce dinamica. Poi dobbiamo sentire che siamo diventati quel fiume e che ci muoviamo continuamente verso il mare, che è il nostro obiettivo. Siamo in un processo di movimento continuo - correndo in avanti, arrampicandoci verso l'alto, tuffandoci dentro verso il nostro obiettivo. Quando lo sentiamo, non possiamo essere attaccati dalla letargia o dal sonno.

8.

Prova ogni giorno
A dipingere la tua vita di dinamismo
Con il pennello della purezza.
Sarai sicuramente scelto
Per eseguire il giro della vittoria
Nella tua corsa verso Dio.

9.

Puoi gioire di una vita illimitata di gloria
Se non permetti
Che la tua vita sia legata
Dalle regole e dai regolamenti del tuo corpo.

Parte V — Competizione, allenamento e auto-transcendenza

1.

Il significato divino della competizione
È la manifestazione dell'anima
Nella vita esteriore.
Il significato supremo della competizione
È la perfezione dell'unità
Nella vita interiore.

Domanda: Perché incoraggi i tuoi studenti a partecipare e ad organizzare eventi di resistenza o gare di lunga distanza?

Sri Chinmoy: Sento che il mondo ha bisogno di dinamismo. Il mondo esteriore ha bisogno di dinamismo e il mondo interiore ha bisogno di pace. Come cercatori, dobbiamo pregare e meditare per avere la pace. Di nuovo, se possiamo essere dinamici, allora saremo in grado di realizzare molto nella nostra vita esteriore. Per essere dinamici abbiamo bisogno di forma fisica in ogni momento e la corsa ci aiuta notevolmente a mantenerci in forma. Inoltre, la corsa ci ricorda il nostro viaggio eterno in cui camminiamo, marciamo e corriamo lungo la Strada dell'Eternità verso la nostra Meta eterna.

Domanda: Qual è lo scopo spirituale degli sport agonistici?

Sri Chinmoy: Il nostro obiettivo non è diventare il miglior atleta del mondo. Il nostro obiettivo è mantenere il corpo in forma, sviluppare il dinamismo e donare al vitale innocente gioia. Il nostro obiettivo non dovrebbe essere quello di superare gli altri, ma di superare costantemente i nostri risultati precedenti. Non possiamo valutare adeguatamente la nostra capacità se non abbiamo uno standard di confronto. Pertanto, non competiamo per sconfiggere gli altri, ma per portare avanti le nostre capacità. La nostra migliore capacità si fa avanti solo quando ci sono altre persone intorno a noi. Ci ispirano a portare avanti la nostra massima capacità e noi li ispiriamo a portare avanti la loro massima capacità. Questo è il motivo per cui abbiamo gli sport competitivi.

Dovrebbe esserci sempre un obiettivo. Avere un obiettivo non significa che dobbiamo cercare di sconfiggere i migliori corridori del mondo, tutt'altro. Nella vita spirituale, il nostro obiettivo dovrebbe essere il nostro progresso. Il progresso stesso è l'esperienza più illuminante. Se vogliamo fare progressi, e se qualcun altro è con noi, immediatamente la sua mente o la nostra mente può pensare che siamo in competizione. Nella vita ordinaria gareggiamo con gli altri per ottenere la supremazia. Ma nella vita spirituale non siamo in competizione con gli altri. Stiamo solo cercando di trascendere le nostre stesse capacità.

Possiamo pensare a noi stessi come due metà. Una metà è la nostra imperfezione e l'altra è il nostro sincero anelito di perfezione. Un lato è la debolezza e l'altro è la forza. Con il nostro anelito interiore per la perfezione, corriamo verso la nostra destinazione e raggiungiamo la sponda dell'illuminazione. Quando il nostro essere è completamente illuminato, le forze oscure e ignoranti hanno paura di avvicinarsi a noi. Prima di raggiungere la destinazione, ci sfidano. Ma una volta raggiunta la destinazione dell'illuminazione, le forze ignoranti non osano entrare in noi perché sentono che saranno totalmente distrutte. Non sanno che saranno solo trasformate e illuminate.

2.

La competizione è buona.
A patto che sia la competizione
Di autotrascendenza
E non la competizione
Di dimostrazione dell'ego.

Domanda: Cosa dovrebbe fare un atleta, dal punto di vista spirituale, per aumentare le proprie prestazioni?

Sri Chinmoy: Se uno è un atleta-cercatore, prima di intraprendere un'attività fisica, dovrebbe offrire alcuni momenti di gratitudine al suo Pilota Interiore per averlo ispirato a diventare un atleta. Un atleta è colui che corre, che apprezza il tempo, che apprezza la velocità e che crede in un obiettivo che va sempre avanti. Ci sono milioni e miliardi di persone sulla terra che non sono atleti, mentre lui lo è. Se può offrire la sua gratitudine per questo, allora aumenta il suo potere di ricettività. Se aumenta il suo potere di ricettività, automaticamente aumenta la sua capacità atletica. La ricettività aumenta la capacità e l'unico modo in cui si può aumentare la ricettività è offrire un cuore di gratitudine per ciò che si è già diventati.

Domanda: Come posso andare più veloce? Trovo così poco stimolante correre lentamente.

Sri Chinmoy: In larga misura, la velocità nella corsa inizia con la mente. Devi sviluppare più immaginazione. Immagina di correre veloce e apprezza la tua velocità. Quindi lascia che il brivido e la gioia che ottieni dalla tua immaginazione ti inondino. Questa gioia aumenterà la tua velocità. Puoi anche pensare ad alcune persone che corrono davvero veloci e cerca di identificarti con loro.

3.

Vai veloce, mio bambino di dolcezza!
Tu appartieni all'Occhio di Visione della Mia Immortalità.

Vai più veloce, bambino mio amorevole!
Sei dentro
Il Nido del Mio Cuore di Eternità-Infinità.

Vai più veloce, bambino mio!
Io appartengo a te,
Sono tutto per te E sono solo per te.

Domanda: Come possiamo sostenere l'entusiasmo e la freschezza nel nostro allenamento e mantenerli?

Sri Chinmoy: Possiamo evitare che l'allenamento diventi tedioso e noioso se teniamo presente che la corsa è a dir poco un fiore appena sbocciato che mettiamo ogni giorno ai Piedi del nostro Amato Supremo. Dobbiamo sentire che questo fiore appena sbocciato è il risveglio quotidiano della nostra anima, una realtà di dono di sé che ogni giorno offriamo al nostro Amato Supremo. Se riusciamo a mantenere questa esperienza durante la corsa, non troveremo mai il nostro allenamento tedioso o noioso.

Un altro modo per mantenere freschezza ed entusiasmo nel nostro allenamento è avere un obiettivo chiaro, significativo e fruttuoso. Se teniamo presente questo obiettivo significativo e fruttuoso, allora l'entusiasmo e la freschezza sorgeranno automaticamente. Se apprezziamo l'obiettivo, l'obiettivo stesso ci darà entusiasmo e freschezza. Non siamo consapevoli del desiderio cosciente del nostro obiettivo di aiutarci a raggiungerlo. Pensiamo che la meta che ci aspetta ci sia indifferente. Se possiamo arrivarci, bene; se non possiamo arrivarci, l'obiettivo non arriverà a noi. Sentiamo che l'obiettivo è qualcosa di fermo. Ma non è così. Nel caso di un ricercatore spirituale, l'obiettivo è sempre progressivo e questo obiettivo progressivo è più che desideroso di aiutarci.

La madre starà in un posto particolare e aspetterà che il bambino venga strisciando o correndo verso di lei. Ma la madre non sta solo aspettando e osservando passivamente; ha anche un tremendo desiderio che il bambino la raggiunga. Se la madre vede che il bambino sta provando ma non ci riesce, verrà correndo verso di lui. Allo stesso modo, nel mondo interiore, l'obiettivo viene effettivamente verso il corridore. Se diamo valore all'obiettivo e sentiamo che l'obiettivo è qualcosa di utile, se sentiamo che ha cose illimitate da offrirci, allora naturalmente l'obiettivo stesso ci aiuterà interiormente. L'obiettivo non vuole farci sentire sempre che è lontano; vuole che lo raggiungiamo.

4.

Nella mia vita di resa,
Ogni passo della mia corsa interiore
E ogni passo della mia corsa esteriore
Sto offrendo, offrendo, offrendo
Al mio Signore Supremo.

Domanda: Come posso rimanere gioioso nella mia corsa nei giorni in cui non riesco a correre più veloce?

Sri Chinmoy: La tua capacità di corsa cambia ogni giorno perché ogni giorno sei in una coscienza diversa. Un giorno ti senti leggero. Un giorno ti senti pesante. Un giorno provi ispirazione e un altro giorno non provi ispirazione. In una giornata lenta, se vuoi mantenere la stessa gioia che provi quando corri bene, puoi fare uno scherzo a te stesso. Immagina che invece di essere costretto a correre a un ritmo più lento, hai deciso di correre a quel ritmo. Se senti che sei stato tu a comandare al tuo corpo di andare a un ritmo così lento, allora non ti sentirai infelice.

Domanda: Perché subiamo lesioni senza una ragione apparente?

Sri Chinmoy: C'è sempre una ragione, nel mondo interiore o nel mondo esteriore. Nel mondo interiore, se qualcosa è dislocato, se la tua coscienza è scesa o se alcune forze ostili ti hanno attaccato, ti fai male. A volte sei totalmente innocente, ma le forze negative, le forze maligne che aleggiano intorno, possono causare danni.

Di nuovo, a volte nel mondo interiore o nel mondo del pensiero hai fatto qualcosa di sbagliato, e anche questo può causare un danno. Il pensiero può essere più distruttivo di una bomba all'idrogeno. I pensieri negativi, così distruttivi, possono venire ad attaccarti, specialmente il tuo fisico, che è nell'ignoranza la maggior parte del tempo. Le forze negative trovano molto facile attaccare il piano che è profondamente addormentato, perché lì non incontreranno opposizione.

Quindi, nel mondo interiore o la tua coscienza è scesa a causa di pensieri errati, o qualche forza ostile ti ha attaccato, ed è per questo che ricevi una lesione di cui non riesci a vedere alcun motivo.

Domanda: Come possiamo guarire spiritualmente le lesioni?

Sri Chinmoy: È una questione di capacità interiore. Un tipo di capacità è quella di guarire la lesione facendo scendere la pace e la luce dall'Alto. Un altro tipo di capacità è ignorare del tutto il dolore.

Se hai un'aspirazione intensa, puoi far scendere più luce dall'Alto per curare la tua lesione, ma devi farlo consapevolmente durante la tua meditazione. Se dici casualmente: "Oh, come vorrei non avere alcun dolore!", sarà inutile.

Ancora una volta, puoi aumentare la tua capacità di tollerare il dolore. Ora hai dolore, diciamo, ma ancora corri; mentre se avessi avuto lo stesso tipo di dolore quattro anni fa forse non avresti potuto correre. Anche in questo caso, a volte il dolore è insopportabile ed è assolutamente impossibile correre. Allora cosa puoi fare? Ma se è sopportabile, prova a correre secondo le tue capacità. In quel momento, non pensare a quanto velocemente questa persona o quella persona sta correndo. Vai secondo le tue capacità e resta allegro. Pensa sempre di competere solo contro te stesso.

Di nuovo, se è oltre la tua capacità di ignorare il dolore, oltre a pregare e meditare, puoi anche andare dal dottore esteriore. La luce è anche dentro il dottore, ma in alcuni casi non c'è modo di curare il dolore.

Domanda: Come possiamo usare la meditazione per liberarci dal dolore?

Sri Chinmoy: Dovresti cercare di invocare la Luce per curare il dolore. Il dolore è, dopo tutto, una specie di oscurità dentro di noi. Quando la Luce interiore o la Luce dall'Alto inizia a funzionare nel dolore stesso, allora il dolore viene rimosso o trasformato in gioia. I cercatori veramente avanzati possono effettivamente provare gioia nel dolore stesso. Ma per questo bisogna essere molto avanzati. Nel tuo caso, durante la tua preghiera o meditazione dovresti cercare di far scendere la Luce dall'Alto e sentire che il dolore è un'oscurità dentro di te. Se fai scendere la Luce, il dolore sarà illuminato e trasformato o rimosso dal tuo essere.

Domanda: Il dolore e la sofferenza aiutano la nostra vita spirituale purificandola?

Sri Chinmoy: C'è un'opinione generale che se attraversiamo sofferenza, tribolazioni e dolore fisico, allora il nostro essere sarà purificato. Questa idea non è fondata sulla realtà. Ci sono molte persone che stanno soffrendo a causa del loro karma passato o perché forze non divine le stanno attaccando, ma non possiamo dire che si stiano avvicinando alla loro destinazione. No! Devono aspirare più sinceramente per raggiungere la loro destinazione. Non accetteremo il dolore; cercheremo di vincere il dolore se appare. Se possiamo prendere il dolore come un'esperienza, allora possiamo provare a trasformarlo in gioia attraverso la nostra identificazione con la gioia, che poi cerchiamo di portare nel dolore stesso.

Non è necessario passare attraverso la sofferenza prima di poter entrare nel Regno della Delizia. Molte persone hanno realizzato Dio attraverso l'amore. Il Padre ha amore per il figlio e il figlio ha amore per il Padre. Questo amore ci porta alla nostra Meta. La nostra filosofia enfatizza il modo positivo di avvicinarci alla Verità. Abbiamo una luce limitata; ora aumentiamola. Procediamo da più luce a luce abbondante a Luce infinita.

La scoperta più alta è questa: siamo venuti dalla gioia, siamo nella gioia, cresciamo nella gioia e alla fine del nostro viaggio, ci ritireremo nella gioia.

Domanda: Qual è la fonte della sofferenza?

Sri Chinmoy: Se andiamo nel profondo, vediamo che è l'"io" limitato, l'ego, che soffre. L'io illimitato non soffre. Chi vuole legare la realtà soffre. Ma chi vuole liberare e rilasciare la realtà dentro di sé non soffrirà.

Ancora una volta, dobbiamo sapere che ciò che chiamiamo sofferenza non è affatto sofferenza agli occhi di Dio. È un'esperienza che Lui sta vivendo dentro e attraverso di noi. Se viviamo nella Coscienza di Dio, allora qualunque cosa accada nella nostra vita, sentiremo che è solo un'esperienza che il nostro Amato Supremo sta vivendo dentro e attraverso di noi.

Domanda: Come si attraversa il dolore interiore?

Sri Chinmoy: Il dolore interiore è uno scherzo. Io credo al dolore esteriore. A volte non riesco a mettere il piede a terra senza provare un tale dolore! Ma il dolore interiore, che deriva dalla frustrazione, dalla depressione, dalla gelosia e dall'insicurezza, è uno scherzo. Il dolore interiore dovrebbe essere scartato come uno straccio sporco! Il dolore esteriore non si può ignorare così facilmente, ma il dolore interiore deve essere scartato.

Se provi dolore interiore, se sei geloso di qualcuno o sei in una coscienza non divina, allora la corsa esteriore ti aiuterà davvero. Quando corri e sudi, quando stai lottando, in quel momento il dolore interiore scompare in una certa misura. Altrimenti, se perché sei depresso non esci a correre, allora sei solo uno sciocco.

Se ti senti depresso mentre corri, puoi cantare ad alta voce e provare deliberatamente a cantare note sbagliate. Allora ridi di te stesso. Alcuni dei miei amici lo facevano. Erano bravi cantanti, ma deliberatamente cantavano note sbagliate mentre camminavano, e questo li faceva ridere. In questo modo si liberavano dalla depressione.

Domanda: Dovremmo correre anche quando siamo estremamente stanchi?

Sri Chinmoy: Di regola, quando siamo estremamente stanchi non è consigliabile correre, perché non ci aiuterà in alcun modo. In quel momento, correre non sarà altro che fatica e autodistruzione, e lascerà nella nostra mente l'amaro in bocca. Ma a volte, anche quando non siamo estremamente stanchi, sentiamo di esserlo. In quel momento non siamo effettivamente stanchi fisicamente. Siamo solo stanchi mentalmente o emotivamente, ma la mente ci convince che siamo stanchi fisicamente. Il nostro letargo umano è così intelligente! Si comporta come un furfante, un perfetto furfante, e otteniamo una gioia tremenda offrendo compassione al nostro corpo. Ci creiamo ogni tipo di giustificazione per la letargia del corpo e ci facciamo sentire che il corpo merita riposo.

Quindi dobbiamo essere sinceri con noi stessi. Se davvero ci sentiamo estremamente stanchi, allora non dovremmo correre. Ma dobbiamo assicurarci che non sia la nostra mente letargica, il nostro vitale letargico o la nostra coscienza fisica letargica a farci sentire estremamente stanchi. Questo tipo di astuzia la dobbiamo conquistare.

Con il nostro potere di immaginazione possiamo sfidare la mente ingannevole e vincere. Ci indeboliamo immaginando di essere deboli. Ancora una volta, possiamo rafforzarci immaginando di essere forti. La nostra immaginazione spesso ci costringe a pensare che non possiamo fare qualcosa o dire qualcosa. Spesso usiamo l'immaginazione nella direzione sbagliata. Quindi, invece di lasciare che l'immaginazione ci porti indietro, dovremmo usarla per portarci avanti verso la nostra meta.

"No, mai!"

Quando stavo correndo l'altro ieri, ho sentito una tale stanchezza nel mio corpo. Il corpo era così non divino, per nulla ricettivo. Dopo 200 metri mi sono fermato senza motivo o ragione. Dopo 400 metri, di nuovo mi sono fermato. Questa volta mi sono arrabbiato con me stesso. "È stanchezza o è qualcos'altro?" Ho chiesto.

Interiormente ho detto alcune volte: "Non mi fermerò, non mi fermerò". Poi ho cominciato a cantare ad alta voce, ad ogni passo, “No, mai! No, mai!" In questo modo ho percorso un miglio. Se la gente mi avesse sentito cantare per strada, avrebbe detto: "Matto!" Per fortuna non c'era nessuno in giro. Poi sono corso fino a casa, sentendomi abbastanza contento.

— 29 Settembre 1979

Domanda: Come mantieni il tuo entusiasmo quando inizi a sentirti stanco ed esausto durante la corsa?

Sri Chinmoy: Mentre corri, non pensare a te stesso come un ragazzo di venticinque o trent'anni. Pensa solo a te stesso come un bambino di sei o sette anni. All'età di sei o sette anni, un bambino non si siede; corre solo qua e là. Quindi immagina l'entusiasmo di un bambino piccolo e identificati non con il bambino ma con la fonte del suo entusiasmo. Questo è un modo.

Un altro modo segreto, se corri una lunga distanza, è identificarti con dieci o anche venti corridori che sono davanti a te. Immagina solo il modo in cui inspirano ed espirano. Poi, mentre inspiri, senti che stai respirando con il loro stesso respiro e che l'energia dei venti corridori sta entrando in te. Poi, mentre espiri, senti che tutti e venti i corridori stanno espirando la tua stanchezza e la tua mancanza di entusiasmo.

Mentre corri, è difficile per te sentire che l'energia cosmica sta entrando in te. Così segretamente respirerai il respiro di venti corridori alla volta. Questa energia che ottieni, che non è altro che entusiasmo, ti farà fare dieci passi avanti. Ma devi ricordare che stai respirando nel loro respiro, nella loro ispirazione e determinazione, e non nella loro stanchezza. Devi sentire che il loro respiro è come acqua pulita e distillata. Se pensi a qualcuno che sta morendo, il respiro di quella persona non ti aiuterà. Ma se pensi a qualcuno che sta correndo più veloce di te, tu stai solo assorbendo l'energia spirituale che è intorno a lui e dentro di lui, proprio come è dentro di te. Ma poiché sta correndo più veloce, ne sei più consapevole in lui.

Domanda: Come posso mantenere la mia aspirazione durante una determinata gara?

Sri Chinmoy: Prima dell'inizio della gara, medita più profondamente per cinque minuti. Cerca di farti sentire che non sei il corridore, ma che qualcun altro sta correndo dentro e attraverso di te. Tu sei solo il testimone, lo spettatore. Dal momento che qualcun altro sta correndo, sei perfettamente libero di guardare e divertirti. Mentre corri, a volte è molto difficile godersi la gara. O lo spirito competitivo o la frustrazione ti stanno uccidendo, oppure il tuo corpo non rispetta la tua volontà mentale e senti che stai letteralmente morendo. Sorgono così tanti problemi.

Ma prima di iniziare, se riesci a convincerti di essere un osservatore divino e che qualcun altro sta correndo dentro di te, attraverso di te e per te, allora paura, dubbio, frustrazione, ansia e altre forze negative non potranno assalire la tua mente. Una volta che questi pensieri occupano la mente, cercano di entrare nel vitale e poi nel fisico. Una volta che entrano nel fisico, creano tensione, e questo ti fa perdere tutto il tuo potere di concentrazione. Ma se senti di non essere il corridore, se senti che stai osservando la corsa dall'inizio alla fine, allora non ci sarà tensione e queste forze non ti attaccheranno. Questo è l'unico modo per superare queste forze e mantenere il più alto tipo di concentrazione dall'inizio alla fine.

Questo è ciò che faccio. Fin dall'inizio cerco di diventare uno strumento e sento che qualcun altro, il mio Amato Supremo, sta correndo dentro e attraverso di me. All'inizio della gara, offro il mio cuore di gratitudine al Supremo, e alla fine, dopo aver terminato la gara, offro pure la mia gratitudine. Se puoi offrire la tua profonda gratitudine al tuo Pilota Interiore prima della gara, durante la gara e dopo la gara, allora non ci può essere frustrazione, nessuna diminuzione dell'aspirazione. La tua aspirazione e il tuo potere di concentrazione rimarranno gli stessi per tutta la gara.

5.

Non pensare
Che non puoi farlo.
Pensa solo che Dio
Lo farà sicuramente
In te, per te.

6.

So cosa fare,
Proprio perché Dio lo fa per me.
So che non faccio nulla E non posso fare nulla.
Dio è l'agente.
Dio è l'Azione.
Dio è il suo Frutto.
La mia vita è un'esperienza eterna di Dio.

Domanda: Quale pensi sia l'atteggiamento migliore per un cercatore-atleta durante l'allenamento e durante la competizione, e come dovrebbero lavorare insieme queste due attitudini?

Sri Chinmoy: Durante l'allenamento, il cercatore-atleta dovrebbe sentire che si sta preparando a diventare un bel fiore. Quindi, al momento della competizione, deve sentire che è cresciuto nel bel fiore ed è ora pronto a mettersi ai Piedi del suo Signore Supremo.

Domanda: Quanto l'idea del fallimento frena i propri progressi in allenamento o in gara?

Sri Chinmoy: L'idea del fallimento è la cosa più deplorevole nella vita di una persona in qualsiasi campo. Non dobbiamo mai amare l'idea del fallimento. Dobbiamo sempre avere la sensazione che ci riusciremo. Non esiste una cosa come un fallimento permanente. Il fallimento è solo temporaneo. Anche se falliamo oggi, domani siamo destinati ad avere successo. Ancora una volta, dobbiamo sapere che il successo non può venire dalla dolce volontà del ricercatore. Dio stesso agirà attraverso il sincero cercatore e gli garantirà il successo nella Sua Ora Prescelta.

Domanda: Cos'è un atteggiamento vincente?

Sri Chinmoy: Un atteggiamento vincente, dal punto di vista spirituale, è un atteggiamento di donazione. Se hai un atteggiamento sincero e di donazione, allora sei più che pronto a vincere la tua ignoranza. Nella vita umana ordinaria cerchiamo di vincere sconfiggendo gli altri. Nella vita spirituale cerchiamo di vincere conquistando ciò che non aspira e non è divino in noi stessi. L'atteggiamento vincente è la nostra voglia di conquistare le qualità in noi che non sono progressive.

7.

I vincitori sono solo tre:
Colui che compete con se stesso,
Quello che taglia per primo il traguardo
E quello che finisce la gara.

Domanda: Durante l'allenamento un atleta sacrifica molto tempo, eppure il giorno della gara potrebbe non fare bene. Che atteggiamento dovrebbe avere in quel momento?

Sri Chinmoy: Se uno è un atleta spirituale, un atleta ricercatore, allora ogni giorno è un'opportunità d'oro. Nessun giorno è speciale. Ogni giorno, ogni ora, è un'occasione d'oro per diventare uno strumento migliore di Dio. È un processo che dura tutta la vita. Pertanto, ogni volta che si pratica, bisogna dedicarsi e arrendersi alla Volontà del Supremo.

Se qualcuno non è un cercatore, ma un normale atleta con grandi capacità, allora dovrebbe sentire che la vita non è una questione di donazione o sacrificio. La vita è solo questione di dare e prendere. Quando si allena, dona. Poi, nel giorno particolare in cui c'è una gara, sta ricevendo il riconoscimento mondiale. Quindi l'atleta dà e dà per alcuni mesi e poi arriva un momento in cui riceve apprezzamento, ammirazione e adorazione dal mondo. Allora come può esserci sacrificio? È tutto dare e avere.

Un atleta può allenarsi seriamente per tre o quattro mesi e poi durante la competizione, se fa male, può pensare: "Oh, ho fatto tanti sacrifici per così tanti mesi. Ora che risultato deplorevole!" Ma non era un sacrificio. Dava solo per un periodo di tempo, e ora sta ricevendo il risultato sotto forma di esperienza. Il cercatore che riconosce la sua unità interiore con il resto del mondo non si sentirà triste e infelice se fa male. Dirà: "Ho fatto quello che potevo durante la mia pratica, e ora sto prendendo il risultato come un'esperienza. Che fossi il primo, l'ultimo o nel mezzo, il risultato mi è stato dato dal mio Signore Supremo come esperienza." L'esperienza del successo e del fallimento è assolutamente necessaria per tutti in ogni ambito della vita.

Dal punto di vista spirituale, non esiste il sacrificio quando c'è un sentimento di unità. Prendo un frutto con la mano sinistra e lo metto nella mano destra, poi con la destra lo mangio. Se vuoi separare le parti del mio essere, puoi dire che la mano sinistra ha fatto un sacrificio tremendo quando ha dato il frutto alla mano destra, e che la mano destra ha fatto un sacrificio tremendo quando mi ha messo il frutto in bocca. Se c'è un senso di separatività, c'è sempre sacrificio. Altrimenti, è tutta unità. Fa tutto parte del Gioco Cosmico di Dio che io faccia questo e tu faccia quello. Non c'è "io", non c'è "tu". Non c'è vincitore o perdente. È tutta una realtà di unità.

8.

Dio sorride due volte:
Una volta quando dico
Che posso portare a termine
Qualunque cosa io voglia
Senza l'aiuto di Dio,
E una volta quando dico
Che a Dio non importa nulla
Sia che io concluda
O non concluda nulla.

Domanda: Come può un atleta stabilire la pace dentro di sé per ottenere forza?

Sri Chinmoy: Un atleta può avere lo stesso tipo di pace di un cercatore che prega e medita consapevolmente per la pace nel mondo. Un atleta può avere pace grazie alla sua unità. Prima di iniziare la sua competizione, può prendersi solo un fugace secondo per sentire: "Non importa chi è il primo, sarò ugualmente felice, perché chi vince è mio fratello o mia sorella. Se non corressi o saltassi, non ci sarebbe competizione, quindi quella persona non potrebbe essere un vincitore. Ancora una volta, se vinco, è solo perché anche altri hanno corso e saltato."

Ora, se ho vinto la gara, allora naturalmente sarò felice. Ma quando mi guardo intorno e vedo che il mio amico o mio fratello, che non ha fatto bene, è infelice, in quel momento ottengo la vera felicità? Sono esaltato al cielo perché ho vinto, ma mio fratello che ha perso è destinato alla delusione. Amo sinceramente mio fratello, quindi come posso essere felice? Come posso avere pace?

Avrò felicità solo se riuscirò a identificarmi con la sua vita fallimentare, se riuscirò ad entrare nel suo cuore e sentire la stessa tristezza, sofferenza e shock che sta vivendo lui. Mi sono già identificato con la mia vita di successo e sono molto orgoglioso e felice. Ora, se posso entrare immediatamente nella tristezza del mio amico ed essere implicitamente tutt'uno con la sua sofferenza, allora sarò davvero felice. In quel momento la mia vittoria mi darà gioia e anche la mia sincera identificazione con la sconfitta dell'altro mi darà gioia. Questa gioia e felicità, si può dire, è pace. Grazie alla mia vittoria sto ottenendo la felicità, che è pace, e anche grazie alla mia unità con la perdita del mio amico sto ottenendo la pace.

Allora offrirò il mio successo alla Sorgente, che mi ha dato la capacità di vincere, e offrirò la tristezza e la vita di fallimento del mio amico allo stesso modo a Colui che solo può dare vittoria e sconfitta. Se un atleta può offrire i risultati a Dio, allora non importa se è il primo o l'ultimo, sarà allegro. Questa allegria, insieme alla sua unità con la vita del vincitore o del perdente, gli darà sicuramente tranquillità.

Questo vale non solo per l'atletica, ma per tutto ciò che facciamo sulla terra. Unità, unità, unità! Se pensiamo all'unità prima di fare qualcosa, se possiamo mantenere questa sensazione di unità mentre agiamo e anche alla fine della nostra azione, allora ci sarà sempre pace. Dall'inizio alla fine, dobbiamo cantare la canzone dell'unità.

Diciamo che stiamo correndo in una maratona. Ci sono migliaia di altre persone che vanno alla stessa destinazione. Qualcun altro potrebbe essere il primo e io l'ultimo. Ma se ho stabilito la mia unità con gli altri corridori, allora sarò ugualmente felice perché sono tutti parte integrante della mia vita. Non mi sentirò infelice che una parte di me abbia raggiunto l'obiettivo prima di un'altra parte.

Senza unità, qualunque cosa facciamo, siamo infelici. Anche quando abbiamo successo, la gioia che riceviamo non dura. Subito qualcuno porterà la notizia che un'altra persona ha fatto meglio, oppure il dubbio entrerà nella nostra mente e sentiremo che domani qualcuno ci sconfiggerà. In quel momento, portiamo l'infelicità immaginaria nelle nostre vite. Come si può avere pace quando si pensa che il proprio successo non è il migliore o che qualcun altro farà meglio? Ma se abbiamo stabilito la nostra unità non solo con il passato e il presente ma anche con il futuro, allora siamo destinati ad avere sempre pace. Se qualcuno fa qualcosa meglio di noi, sentiamo che quella persona è solo un'estensione della nostra vita. Ieri ho fatto qualcosa con un nome e una forma e domani, sotto il nome di qualcun altro, farò lo stesso o meglio. Non devo preoccuparmi che domani la mia capacità sarà eclissata. No, domani sarò di nuovo io, con un nome e una forma nuovi, a fare qualcosa di meglio di quello che ho fatto oggi.

Ieri potevo sollevare 40 libbre, oggi ne sollevo 60 e domani solleverò 70,1 so che sono la stessa persona che sta facendo il sollevamento, quindi non sono infelice ogni volta che il mio record precedente viene superato. Ma se inizia la divisione, allora sarò nei guai. C'è sempre così tanta divisione anche nel nostro stesso essere, specialmente tra la mente e il cuore e tra il corpo e il vitale. Quando sollevo qualcosa, se c'è divisione, subito la mia mente cercherà di prendersi il merito. Quindi il vitale dirà: "No, è stata la mia determinazione" e cercherà di prendersi il merito. Il corpo dirà: "Chi l'ha sollevato?" Il cuore dirà: "Ero io, parte della mia esistenza." E l'anima dirà: "Sapete, se non rimanessi nel corpo, tutto il resto di voi sarebbe morto: cuore, vitale, mente e corpo." Sono io che devo prendermi il merito del mio successo.

Ma poiché c'è unità, l'anima non sta dicendo alla mente, al vitale e al corpo: "Grazie a me hai vinto." Il corpo non sta dicendo agli altri membri della mia vita: "No, grazie a me hai vinto." Il corpo sa che se il vitale non offre determinazione, non posso avere successo. Di nuovo, il vitale sa che se la mente non è adeguatamente controllata, non sarò in grado di elevarmi. La mia anima, il mio cuore, la mia mente, il mio vitale e il mio corpo avrebbero potuto ribellarsi, ma non l'hanno fatto, perché ho già stabilito la mia unità con loro. Ognuno separatamente avrebbe potuto combattere l'uno contro l'altro, ma non stanno combattendo perché abbiamo stabilito l'unità. Quindi dobbiamo sempre sentire l'unità nello stesso modo in cui il corpo, il vitale, la mente, il cuore e l'anima di un individuo sentono l'unità tra loro e lavorano insieme per raggiungere l'obiettivo. In questo modo siamo destinati ad avere la pace.

9.

Chi può con tutta l'anima e potentemente
Sorridere il sorriso di unità
Prima della gara, durante la gara
E dopo la gara
È senza dubbio il vero vincitore.

Domanda: La corsa interiore aiuta la corsa esteriore?

Sri Chinmoy: La nostra corsa interiore ci aiuta sicuramente nella corsa esteriore. Attraverso la preghiera e la meditazione possiamo sviluppare un'intensa forza di volontà, e questa forza di volontà può aiutarci a fare molto bene nella nostra corsa esteriore. La meditazione è quiete, calma, tranquillità, mentre la coscienza che corre è tutto dinamismo. Ancora una volta, la velocità esterna del corridore ha un particolare tipo di equilibrio o immobilità nel suo cuore. Un aereo viaggia molto veloce, ma all'interno dell'aereo non sentiamo alcun movimento. È tutto tranquillità, tutto pace. Quindi la vita esteriore può avere successo solo quando c'è equilibrio interiore. L'equilibrio è un potere invisibile, e questo potere invisibile è sempre pronto a venire in aiuto del corridore esterno.

Domanda: Qual è la differenza tra aspirazione e ambizione?

Sri Chinmoy: Se un corridore vuole sforzarsi al massimo delle sue capacità e raggiungere la sua migliore velocità di corsa, allora questa è la sua aspirazione. Ma quando c'è ambizione, inizia subito la rivalità. L'ambizione vuole essere il migliore in tutto. L'aspirazione dice: “Farò del mio meglio. Mi eserciterò a correre, ma il risultato, la conquista, sarà interamente ai Piedi del Supremo."

Domanda: Come si applica la tua filosofia di autotrascendenza in una competizione internazionale in cui vengono spesso contestati record mondiali?

Sri Chinmoy: Tutti gli atleti dovrebbero tenere a mente che non stanno gareggiando con altri atleti ma con le proprie capacità. Qualunque cosa abbiano già raggiunto, devono andare oltre.

Quando c'è una competizione internazionale, è una grande opportunità. Quando un atleta ha l'opportunità di competere con il resto del mondo, ci sono tutte le possibilità che trascenda le proprie capacità. Questo è ciò che è di fondamentale importanza e non se sconfigge gli altri o no. Dio sarà estremamente soddisfatto dell'atleta solo quando trascende le proprie capacità. Siamo tutti figli di Dio. Se uno dei Suoi figli trascende se stesso, allora il Padre sarà la persona più felice. Ma se un membro della famiglia sconfigge un altro membro e ottiene gioia mentre l'altra persona diventa infelice, allora dov'è la gioia del Padre?

Se siamo uno con il resto del mondo, allora proviamo gioia nella gioia degli altri e il loro dolore è anche il nostro dolore. Ma la maggior parte di noi non ha ancora raggiunto quella coscienza. Quindi è sempre consigliabile che l'atleta tenga presente che sta gareggiando con il proprio record precedente. Se riesce a trascendere la propria conquista, allora sarà una vera conquista e una vera conquista per il mondo intero.

Ciò che è di fondamentale importanza è l'atteggiamento dell'individuo. L'atleta deve sentire che sta stabilendo un nuovo record non per la propria gloria, ma per aumentare le capacità e migliorare lo standard del mondo. L'atleta vincente deve sentire di rappresentare tutta l'umanità. Quindi, con un cuore devoto e pieno d'anima, se può offrire con tutta l'anima il suo successo all'Atleta Supremo, la sua Fonte, in quel momento sta facendo assolutamente la cosa giusta. Se questo è il suo atteggiamento, allora lascia che faccia del suo meglio per battere i record del mondo. Ma se vuole sconfiggere il resto del mondo solo per crogiolarsi nella propria gloria, allora sta commettendo un deplorevole errore.

Un atleta dovrebbe sentirsi un membro della famiglia mondiale e il suo obiettivo dovrebbe essere il suo continuo progresso. Se può continuamente trascendere le proprie conquiste, è destinato a raggiungere la soddisfazione, perché il progresso è a dir poco soddisfazione. I due vanno sempre insieme. Se gli interessa solo il successo, anche se ci riesce, non otterrà una gioia duratura. Perché in un batter d'occhio si guarderà intorno e vedrà i suoi successi andare in frantumi qui o altrove. Ma il suo progresso è come un seme che alla fine diventa un alberello e poi un gigantesco albero di banyan che gli darà un continuo senso di soddisfazione. Quando sta progredendo, in quel momento sta crescendo, risplende e, come un fiume, scorre costantemente verso la sua Sorgente di Vastità, il Mare dell'Unità.

Domanda: C'è un limite a qualsiasi record?

Sri Chinmoy: C'è un solo limite: quanto Dio vuole rivelarSi attraverso ogni individuo. L'unico limite è la Volontà di Dio. Dio aspetta e aspetta e aspetta. Quindi, se vede che qualcuno è ricettivo o che qualcuno ha lavorato molto duramente, può fare qualcosa attraverso quell'individuo.

10.

Cos'è che dà alla vita il suo valore,
Se non è il suo anelito interiore
Per l'autotrascendenza?

Domanda: Hai disegnato tre milioni di uccellini; uno dei tuoi studenti ha appena corso per mille miglia. Questo è davvero stimolante, ma è anche piuttosto estremo. Potresti spiegare perché vai a tali estremi?

Sri Chinmoy: Se usi la mente, dirai che sembra che stiamo facendo tutto all'estremo. Si può dire che siamo persone avide. Non ci accontentiamo di un po' di cibo; vogliamo mangiare voracemente - una quantità maggiore di tutto. Ma se la prendi in un modo diverso, se vedi queste cose in termini di Infinito, Eternità e Immortalità di Dio, allora i miei tre milioni di uccellini hanno un significato? Qualcuno sta correndo per mille miglia ha qualche significato?

Ci sentiamo pellegrini senza nascita e senza morte che camminano lungo la Strada dell'Eternità. Vediamo solo la nostra vita terrena, ma nella nostra vita celeste, le nostre anime hanno corso per tutta l'Eternità. Qualunque cosa abbiamo nel mondo interiore, il mondo dell'anima, è infinito, eterno e immortale, e sono queste qualità e capacità interiori che stiamo cercando di portare alla ribalta. Quando siamo nel corpo, nella mente o nel vitale, tutto è così limitato. Siamo ingabbiati in una cella di una prigione. Ma quando siamo nell'anima, che è il rappresentante diretto di Dio, abbiamo a che fare con l'Illimitato.

Quello che il Supremo sta cercando di fare è lasciare che il finito in noi, il fratello minore in noi, cerchi di seguire il fratello maggiore in noi, che è l'anima. Quindi la nostra vita esteriore sta cercando di correre fianco a fianco con la nostra vita interiore. La nostra vita interiore scorre eternamente dentro e attraverso di noi, e stiamo cercando di portare alla ribalta le sue capacità illimitate. Quando uno dei miei studenti corre per mille miglia o quando disegno tre milioni di uccelli, in quel momento stiamo cercando di entrare nella Sorgente illimitata, che tutti abbiamo dentro di noi e che in realtà noi siamo. Stiamo cercando di portare in primo piano la nostra capacità illimitata.

La mente ci dice sempre che possiamo raggiungere solo una certa altezza, ma come facciamo a sapere che questa è l'altezza massima? La mente può dirci che possiamo correre solo 100 metri, ma ora puoi vedere che le persone hanno già corso per mille miglia. Ora la mente sta dicendo che forse il massimo che possono fare è due o tremila miglia. Ma Dio non vuole legarci. La Visione di Dio è infinitamente più grande della realtà esteriore. Quando Dio creò la realtà, Dio il Creatore divenne Dio la creazione. Ma Dio è infinitamente, infinitamente più grande del Suo universo creato. Dio il Creatore, Colui che ha avuto la Visione, è infinitamente più grande della Sua creazione. Sei un produttore cinematografico. Puoi creare film, ma ciò che produci non può creare te.

Domanda: Sì, ha molto senso. Riguarda la spiritualità e l'illimitatezza. È una definizione. Abbattendo le barriere e considerando tre milioni di uccelli come qualcosa da disegnare, si afferma la realtà spirituale. È corretto?

Sri Chinmoy: Sì. Devo sentire che non sono una piscina o un lago. Dio vuole che io sia un fiume che mormora e scorre, che fluisce dalla Sorgente interiore e porta quella Sorgente alla realtà esteriore. Se voglio essere un'espressione della Sorgente, allora non posso separare la mia esistenza interiore da quella esteriore. Devo portare alla ribalta le potenzialità illimitate che ho nel profondo. Da questo punto di vista, anche solo parlare di tre milioni di uccelli è vincolante.

La spiritualità non è qualcosa di anormale o innaturale. La spiritualità è più normale e naturale di qualsiasi altra cosa. Dio è illimitato, infinito, immortale, e voglio diventare consapevolmente parte integrante della Sua Esistenza in modo da poterLo servire a Modo Suo. Allo stesso tempo, Colui che è Infinito, Eterno e Immortale cerca di esprimerSi dentro e attraverso i miei limiti. Ma può farlo solo secondo la mia ricettività. Egli vede in ogni istante quanta purezza ho, quanta umiltà ho, quanta sincerità ho, quanto ardore ho. Secondo questi, Egli è in grado di esprimersi in e attraverso di me.

11.

Un corridore del cuore dell'unità
Non ha mai paura di nessuna distanza,
Perché è sempre pronto
A correre lungo la strada dell'Eternità
Per realizzare, rivelare e manifestare Dio.

Parte VI - Estratti da conversazioni con Sudhahota Carl Lewis

Sudhahota Carl Lewis: Come devo pregare quando mi preparo per la gara, durante le prove e anche subito prima di una gara?

Sri Chinmoy: Se puoi pregare il Supremo con il desiderio di compiacerLo e soddisfarLo, allora Egli correrà la corsa dentro e attraverso di te e anche per te. Senti sempre che stai correndo non per te stesso ma per Lui, solo per compiacerLo.

Il Creatore ha creato la creazione. La creazione ha anche creato qualcosa — qualcosa di potente ma, sfortunatamente, non divino. Sto parlando dell'orgoglio umano e dell'ignoranza umana. Per creare qualcosa di divino, dobbiamo portare alla ribalta le qualità della nostra anima e compiacere Dio a Modo Suo. Se possiamo compiacere Dio a Modo Suo, allora possiamo avere la vera delizia del nettare. Ma se cerchiamo di accontentarci a modo nostro, non saremo mai soddisfatti.

Se cerchi di accontentare solo te stesso, oggi sarai molto felice di essere il campione del mondo nei 100 metri. Ma domani pregherai Dio di ridurre i tuoi tempi per correre i 100 metri in otto secondi, diciamo. Quindi, dopodomani, chiederai a Dio di concederti la possibilità di eseguirli in sette secondi. In questo modo le tue richieste non finiranno mai. Allo stesso tempo, penserai sempre a qualcun altro che potrebbe sconfiggerti. Ci sarà sempre un senso di insicurezza o insufficienza. Non proverai mai completa soddisfazione.

Ma quando preghi Dio di realizzarSi in te e attraverso di te, sarai la persona più felice, qualunque cosa tu ottenga, perché Dio ti darà la Sua stessa Felicità. In termini spirituali questa felicità si chiama Delizia. Dio è tutto Felicità, ma in questo momento noi non siamo tutta felicità. Solo quando compiaciamo Dio a Modo Suo possiamo diventare veramente felici.

Dio è infinito, eterno, immortale. Solo la Sua Infinità, Eternità e Immortalità può compiacerci. Se rimaniamo nel mondo dei desideri, correremo sempre dietro alla felicità, ma non la raggiungeremo mai. Questa settimana proveremo a prendere un pollice, e la prossima settimana proveremo a prendere due pollici, tre pollici, quattro pollici e così via. In questo modo cercheremo di renderci felici. Ma a meno che possiamo possedere la Ricchezza infinita di Dio, non saremo mai veramente felici. Dio ci darà il suo Infinito, l'Eternità e l'Immortalità solo se Lo compiaciamo a Modo Suo.

Quando preghi Dio prima di esercitarti e anche prima di una gara, senti di essere uno strumento. Senti che Dio stesso, il tuo Amato Supremo, sta correndo dentro e attraverso di te. Allora è sua responsabilità renderti la persona più felice a Modo Suo, rendendoti primo o ultimo. Non importa se arrivi a pochi metri davanti a qualcuno o pochi metri dietro a qualcuno. Sarai felice perché stai compiendo la Volontà di Dio.

L'umanità ha ricevuto in assoluto la più alta preghiera dal Cristo quando ha detto: "Sia fatta la Tua Volontà." I Maestri spirituali indiani di prim'ordine hanno sempre detto la stessa cosa: "Signore Supremo, esegui la Tua Volontà in e attraverso di me." Anche prima che il Cristo venisse nel mondo, Krishna diede al suo discepolo più caro, Arjuna, lo stesso messaggio: "Dedicati totalmente a Me. Esegui solo la Mia Volontà."

Ora sei felice perché sei il corridore più veloce. Hai ricevuto solo una goccia di gioia esteriore, ma questa goccia ti fa sentire che sei la persona più felice. Allo stesso modo, anche le persone che ti amano e ti ammirano si sentono felici perché sono diventate tutt'uno con il tuo cuore e la tua anima. Ma quando diventi il ​​corridore più veloce, l'eroe supremo, nel mondo interiore, la gioia che ricevi è infinita. In quel momento diventi la persona più felice diventando una sola cosa con le tue infinite Luce e Delizia. Quando ciò accade, la felicità esteriore che provavi in ​​precedenza svanisce nell'insignificanza.

Questo è ciò che accade quando preghiamo Dio, il nostro Amato Supremo, di correre dentro e attraverso di noi. Un musicista spirituale ha la stessa preghiera. Prega che il Supremo suoni in lui e attraverso di lui. Altrimenti, se il musicista suona da solo, nessuno sarà contento, nemmeno lui. Sa che la sua Realtà è Dio il Supremo e che la sua stessa esistenza non è altro che il Supremo. Se il musicista non può compiacere il Supremo con la sua musica, come potrà compiacere se stesso? Quindi prega devotamente che il Supremo suoni in lui e attraverso di lui.

Il tuo amico, Narada, suona la batteria e altri strumenti, ma il vero Suonatore è qualcun altro. Narada sta battendo i tamburi con le mani esteriorie, ma qualcun altro sta suonando nel suo cuore. Ho dipinto migliaia di quadri. Quando dipingo, seguo solo una scia di luce che il Supremo mi mostra. In questo modo dipinge in me e attraverso di me. Anche nel tuo caso, la tua preghiera suprema sarà che il Supremo corra dentro e attraverso di te. Allora sarai la persona più felice, indipendentemente dai risultati che otterrai dai tuoi sport, perché otterrai la gioia più alta diventando un Suo strumento supremamente scelto.

Come vorrei che tutti gli esseri umani corressero velocissimi, con una velocità inimmaginabile, verso la Meta sempre trascendente dell'Eternità. Una volta che raggiungiamo la più elevata Altezza trascendentale con la nostra massima velocità e iniziamo consapevolmente a servire il nostro Pilota Supremo in ogni momento, in quel momento possiamo creare e creeremo una realtà assolutamente nuova. In quel momento ci sarà solo una realtà, un canto: il canto dell'autotrascendenza. Non ci sarà il ring di boxe dove la potenza è giusta. Non ci sarà distruzione. Per dimostrare la nostra supremazia, dovremo solo trascendere noi stessi nel modo in cui l'Assoluto Supremo sta trascendendo Se stesso. Il segreto o meta suprema sarà trascendere le nostre capacità. Non cercheremo di sconfiggere gli altri. Cercheremo solo di trascendere costantemente noi stessi. In questo modo otterremo la suprema soddisfazione e offriremo la suprema soddisfazione al mondo interiore e al mondo esteriore.

Questo è ciò che il nostro Amato Assoluto Supremo si aspetta dalla Sua creazione, e sarà pienamente soddisfatto solo quando quel tipo di realtà si manifesterà sulla terra. Potrebbero volerci migliaia o milioni di anni, ma Egli non sarà pienamente soddisfatto finché non avrà creato quel tipo di creazione. Preghiamo e meditiamo per diventare consapevolmente parte integrante della Sua nuova creazione. Cerchiamo di diventare uno, inseparabilmente uno con la Sua Volontà e, quando arriva l'Ora di Dio, di diventare gli strumenti scelti della Sua creazione di domani.

1.

La tua meta di autotrascendenza
Non è qualcosa
Che devi raggiungere.
Ti è già stata regalata molto tempo fa
Dal tuo Amato Supremo.
Devi solo crederci.
Devi solo riceverla.

Parte VII — Note

Foto nella prima edizione

Don Choi, vincitore della prima Sri Chinmoy 1,000-Mile Race, 1985.

Sri Chinmoy saluta Ted Corbitt all'inizio di una gara di 7 miglia della Sri Chinmoy Marathon Team svoltasi in suo onore. Ted è conosciuto come "il padre della corsa a lunga distanza in America."

Sri Chinmoy con il direttore della Sri Chinmoy Marathon Team, Rupantar La Russo.

Prefazione dell'editore alla prima edizione

Questo volume raccoglie i discorsi e le canzoni di Sri Chinmoy dedicati alla corsa di ultramaratona, in particolare le gare di più giorni organizzate dalla Sri Chinmoy Marathon Team, insieme a discorsi, risposte a domande e poesie che saranno di ispirazione per i corridori di tutti i tipi. Per coloro che non hanno familiarità con le gare di più giorni di Sri Chinmoy, in fondo a questo libro viene fornita una breve storia.

Una breve storia delle ultramaratone di Sri Chinmoy

La Sri Chinmoy Marathon Team è stata costituita nell'autunno del 1977. La sua prima gara pubblica è stata una corsa di 10 miglia tenutasi a Greenwich, nel Connecticut. Sin dall'inizio, Sri Chinmoy ha stabilito i più alti standard di gara, chiedendo che i tempi intermedi, l'acqua e i rinfreschi fossero dati dopo ogni miglio insieme a incoraggiamenti entusiasti e musica. Successivamente ha introdotto il percorso ad anello piatto di un miglio per fornire il massimo supporto ai corridori.

La prima ultramaratona del Team è stata una gara ad invito di 47 miglia, tenutasi nel giorno del 47esimo compleanno di Sri Chinmoy nell'agosto 1978. Da allora questo evento si tiene ogni anno.

Nel 1980, il Team organizzò la sua prima gara di 24 ore, sempre a Greenwich, nel Connecticut. In quella gara, Marcy Schwam ha stabilito il record mondiale della pista femminile per 50 miglia, 100 km e 100 miglia. Kirit Makita, un partecipante dell'ultimo minuto senza esperienza di ultramaratona, ha vinto la gara con oltre 111 miglia. L'anno successivo, nella stessa gara, Cahit Yeter ha stabilito un record nordamericano di 24 ore di oltre 155 miglia e Sue Medaglia ha stabilito un record mondiale di 24 ore femminile di oltre 126 miglia.

Il 1984 ha visto l'apparizione della leggenda greca Yiannis Kouros alla New York Road Runners Six-Day Race, in cui ha stabilito un nuovo standard per 48 ore e ha battuto un record di 100 anni correndo 635 miglia in sei giorni. Pochi mesi dopo, Yiannis è tornato a New York per correre in una gara di 24 ore organizzata dal Marathon Team, in cui ha stabilito un nuovo record su strada per 100 miglia in 11 ore 46 minuti e ha battuto il record assoluto di 24 ore con 177 miglia. (Le osservazioni di Sri Chinmoy in seguito a quella gara sono riportate a pagina 17.) Un anno dopo, nella stessa gara, ma correndo contro i forti venti dell'uragano Gloria, Yiannis ha battuto il suo stesso record con 178 miglia.

Da quel momento, molti ultras sono stati organizzati dalla Sri Chinmoy Marathon Team, non solo a New York, ma in varie città del mondo. Le distanze hanno incluso 50 km, 50 miglia, 100 km, 70 miglia, 100 miglia, 6 ore, 12 ore, 24 ore e 48 ore. Queste gare hanno prodotto numerosi record nazionali e regionali e alcuni record mondiali sorprendenti, come il record mondiale di 100 miglia femminile stabilito da Ann Trason a New York nel 1989 Sri Chinmoy USA/TAC 24-Hour Championship; un record mondiale di 300 km (188 miglia) in 24 ore su una pista stabilita da Yiannis Kouros ad Adelaide, in Australia, nell'ottobre 1997; e un altro record mondiale di 290 km in 24 ore sulla strada tracciata da Yiannis Kouros a Basilea, in Svizzera, nel maggio 1998.

La prima ultramaratona super lunga organizzata dal Team è stata la Sri Chinmoy 1,000-Mile Race tenutasi nel maggio 1985 a Flushing Meadow Park, la prima gara del suo genere in questo emisfero in questo secolo. Tre dei quindici corridori hanno completato la distanza nel lasso di tempo consentito: l'americano Don Choi (conclusione in 15 giorni e 6 ore), il detentore del record dei 6 giorni canadese Trishul Cherns e il francese Emile Laharraque.

Nel novembre 1985 si tenne la prima Sri Chinmoy 5-Day Race. La gara si sarebbe svolta ogni anno per tre anni.

Nel giugno 1985 Sri Chinmoy iniziò a sollevare pesi, passando dall'essere in grado di sollevare solo 40 libbre a un numero enorme di libbre con il suo speciale sollevamento a un braccio, insieme a molte altre insolite prodezze di forza. Il suo sollevamento di 200 libbre con un braccio il 6 marzo 1986 fu l'ispirazione per una speciale gara di 200 miglia tenutasi a Flushing Meadow Park dal 16 al 20 marzo di quell'anno. Hanno partecipato ventisette studenti di Sri Chinmoy. Questa è stata la prima esperienza di più giorni per la vincitrice femminile, Suprabha Beckjord, che è arrivata seconda nella classifica generale dietro il vincitore maschile Trishul Cherns. (Le osservazioni di Sri Chinmoy dopo quella gara sono riportate a pagina 14.)

La seconda Sri Chinmoy 1,000-Mile Race, tenutasi nel maggio del 1986, ha visto cinque finalisti in meno di 15 giorni, con il newyorkese Stu Mittleman che ha stabilito un nuovo record mondiale di 11 giorni e 20 ore, seguito dal tedesco Siegfried Bauer (titolare del precedente record mondiale), Trishul Cherns, Alan Fairbrother e Dan Coffey. Alla cerimonia di chiusura di quella gara, Sri Chinmoy ha annunciato che la Marathon Team avrebbe ampliato la gara l'anno successivo per includere due nuove distanze: 700 miglia e 1.300 miglia.

Nessuno ha completato alcuna delle distanze entro il tempo assegnato al primo Ultimate Ultra-Trio, tenutosi nel giugno 1987. Marty Sprengelmeyer degli Stati Uniti ha aperto la strada con 1.250 miglia, stabilendo un record mondiale per i 2.000 km. Izumi Yamamoto ha fatto un record mondiale femminile di 1.000 km e Sulochana Kallai ha battuto il suo record mondiale di 1.000 km per le donne over 50.

Durante l'Ultimate Ultra-Trio del 1988, che era l'I.A.U. (International Association of Ultrarunners) World Championship, Yiannis Kouros ha corso per 1.000 miglia in 10 giorni e 10 ore, a una media di 97 miglia al giorno e battendo il record precedente di un giorno e mezzo. Sandra Barwick della Nuova Zelanda ha stabilito il record mondiale per le donne a 1.000 miglia in 14 giorni e 20 ore.

Nell'autunno di quell'anno, la gara di 5 giorni è stata aumentata a 7 giorni. Marty Sprengelmeyer ha battuto di poco la vincitrice femminile Suprabha Beckjord di 527 miglia a 521 miglia. La gara di 7 giorni si è svolta per otto anni consecutivi e Suprabha Beckjord è stata la vincitrice femminile cinque volte.

Nell'Ultra-Trio del 1989, lo scozzese Al Howie è diventato la prima persona a completare la distanza di 1.300 miglia in una gara certificata (17 giorni 8 ore). È stato seguito da altri due classificati: Ian Javes dell'Australia e Stefan Schlett della Germania. Il miglior record mondiale femminile per 1.000 miglia è stato rivendicato da Suprabha Beckjord che ha battuto il record di Sandra Barwick di soli 27 minuti.

L'Ultra-Trio del 1991 ha avuto in campo oltre 60 corridori per tutte e tre le gare - inaudito, considerando le grandi distanze tentate. Al Howie è tornato per battere il suo record di 1.300 miglia in 13 ore e Sandra Barwick è diventata la prima donna a completare 1.300 miglia in una gara certificata. Dopo aver infranto lo standard delle 1.000 miglia di due giorni, Sandy ha percorso le ultime 300 miglia, finendo in 17 giorni e 22 ore. Anche Antana Locs del Canada e Marty Sprengelmeyer si sono uniti al gruppo d'élite che ha conquistato i 1.300, ciascuno stabilendo nuovi standard nazionali. Alla fine di quella corsa. Sri Chinmoy ha condiviso la sua visione di organizzare una gara di 2.700 miglia in futuro. (Le osservazioni di Sri Chinmoy sono riportate a pagina 9.)

L'ungherese Istvan Sipos ha stabilito il record mondiale di 1.300 miglia nel 1993 con una brillante corsa di 16 giorni e 17 ore. Quella vittoria fu seguita dal suo primo posto nella corsa transamericana durante l'estate del 1994.

Nel 1994, Antana Locs del Canada ha vinto la gara di 1.300 miglia complessive, diventando l'unica persona a finire la distanza entro il limite di tempo tre volte.

Nel 1995, all'età di 52 anni, Georgs Jermolajevs della Lettonia ha stabilito un record di percorso di 578 miglia in quella che sarebbe stata l'ultima delle gare di 7 giorni e poi, pochi mesi dopo, ha ridotto il record mondiale di 1.300 miglia a 16 giorni 14 ore. Lungo la strada, Georgs ha stabilito un nuovo record mondiale di 1.000 miglia per gli uomini sopra i 50 anni.

Nel 1996 il Marathon Team ha aumentato la corsa di 7 giorni a una corsa di 10 giorni. Ancora una volta è stato Georgs Jermolajevs a vincere, ma solo con un margine molto ridotto, sull'australiana Dipali Cunningham, da 725 miglia a 723 miglia.

Nel giugno 1996, dopo quasi cinque anni trascorsi a elaborare la logistica, ebbe luogo la gara di 2.700 miglia che Sri Chinmoy aveva immaginato. Sei eccezionali corridori hanno corso verso il traguardo su un percorso pianeggiante e lastricato intorno a un parco e una scuola nel quartiere di Jamaica, nel Queens, per competere in quella che allora era la corsa più lunga del mondo. Cinque titolari su sei hanno terminato. Ancora una volta Georgs Jermolajevs ha prevalso, poche settimane dopo la sua vittoria nella gara di 10 giorni, stabilendo nuovi record mondiali per 3.000 km e 4.000 km e 2.700 miglia, in 40 giorni e 11 ore. È stato seguito da Ed Kelly di Sacramento, California, Suprabha Beckjord, Antana Locs e Trishul Cherns. Alla cerimonia di premiazione della gara di 2.700 miglia, Sri Chinmoy ha annunciato che nel 1997 la distanza sarebbe aumentata a 3.100 miglia.

La prima Sri Chinmoy 3.100-Mile Race si è tenuta nell'estate del 1997. Ed Kelly è tornato a diventare l'unico finalista maschile in 47 giorni e 15 ore, correndo anche altri 13 giri per raggiungere il magico traguardo dei 5.000 km. Suprabha Beckjord seguì due giorni dopo per diventare l'unica donna a correre quella grande distanza in una gara certificata. Sebbene non siano stati in grado di completare la gara, sia Georgs Jermolajevs che Aleksandar Arsic della Jugoslavia hanno percorso più di 2.700 miglia. (Le osservazioni di Sri Chinmoy dopo la corsa da 3.100 miglia sono riportate a pagina 11.)

Il 1998 ha visto l'aggiunta di una gara di 6 giorni, tenutasi contemporaneamente alla gara di 10 giorni. Nonostante la pioggia battente ogni giorno della gara, Dipali Cunningham ha stabilito un nuovo record mondiale femminile per 6 giorni su strada con 504 miglia.

Istvan Sipos ha vinto la seconda gara annuale di Sri Chinmoy da 3.100 miglia con il miglior tempo mondiale di 46 giorni e 17 ore. Ed Kelly e Suprabha Beckjord hanno terminato entrambi per la seconda volta, superando i risultati dell'anno precedente. Wolfgang Schwerk della Germania è arrivato quarto e Aleksandar Arsic ha superato il suo record personale correndo 2.831 miglia.

A proposito di Sri Chinmoy

Sri Chinmoy è un noto autore, musicista, artista, atleta e maestro spirituale. Soprattutto, è conosciuto come un uomo di pace. Nei suoi instancabili sforzi per trovare ed esplorare nuove strade per la pace interiore e l'armonia esteriore, ha toccato innumerevoli vite. Da quando è arrivato in America nel 1964 dalla sua nativa India, Sri Chinmoy dedicò la sua vita all'espressione creativa del potenziale illimitato dello spirito umano. Dice: "Non ci sono limiti alla nostra capacità perché abbiamo l'infinito Divino dentro di noi".

In linea con la sua filosofia di auto-trascendenza continua, Sri Chinmoy ha intrapreso numerosi sforzi creativi e attività sportive. È autore di oltre 1.200 libri di poesie, opere teatrali, saggi, racconti, conferenze e risposte a domande. Ha composto oltre 14.000 canti devozionali, che ha eseguito con un'ampia varietà di strumenti in una serie di oltre 500 Concerti per la Pace gratuiti offerti in tutto il mondo. In un recente progetto artistico, ha completato i disegni di oltre nove milioni di uccelli, simboli di pace e libertà.

Gli sport, in particolare la corsa, giocano un ruolo fondamentale negli insegnamenti di Sri Chinmoy. Egli sente che la corsa è un'espressione esteriore dell'aspirazione a raggiungere la perfezione interiore. Sri Chinmoy stesso pratica regolarmente rigorosi programmi di esercizio. I suoi successi nel sollevamento pesi nel sollevamento con un braccio, nel sollevamento dei polpacci e nel sollevamento di persone e oggetti sono stati registrati come record di gruppi di età e hanno ottenuto lo status di record mondiale.

Sri Chinmoy è stato invitato ad aprire diversi eventi sportivi globali con meditazioni, tra cui i Campionati Panamericani di atletica leggera a Porto Rico, 1980; i World Masters Games a Porto Rico, 1983; i World Veteran Games a Melbourne, Australia, 1987; le Olimpiadi Nazionali Senior negli USA, 1992; i Giochi di New York, 1991-1995; e la Maratona della città di Roma, 1997, dove ha ricevuto il Fred Lebow Award per il suo contributo al mondo della corsa.