Morte e Reincarnazione: il viaggio dell'Eternità

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Parte I: Il regno della morte

Domanda: Perché la morte è necessaria? Perché l'anima non può continuare a progredire e ad evolversi nello stesso corpo?

Sri Chinmoy: Sri Chinmoy: Allo stato attuale abbiamo bisogno della morte. Morire è necessario. Non siamo in grado di fare nulla a lungo ed ininterrottamente: giochiamo per quarantacinque minuti o per un'ora, poi ci stanchiamo e dobbiamo riposare. Lo stesso avviene con l'aspirazione. Supponiamo di vivere sulla Terra per sessanta o settant'anni: in questo lasso di tempo possiamo meditare per venti o trent'anni ed anche allora solo per poche ore [al giorno -n.d.t.]. Un comune essere umano durante la sua meditazione non può aspirare in modo continuo per quattro ore, due ore, o anche un'ora di seguito. Come può egli avere l'aspirazione o la realtà o la coscienza che lo porteranno alla Verità eterna o alla Coscienza immortale tutto in una volta?

Per ora la morte in un certo senso ci aiuta, consentendoci di avere un po' di riposo, così quando torniamo [sulla terra] abbiamo nuova speranza, nuova luce, nuova aspirazione. Se però avessimo un'aspirazione cosciente, una fiamma crescente che brucia in noi costantemente, vedremmo che si potrebbe facilmente conquistare la morte fisica. Verrà un giorno in cui non sarà più necessario morire, ma, per ora, non abbiamo questa capacità, siamo deboli. I Maestri spirituali, le anime liberate, hanno comunque il controllo della morte, ma lasciano il corpo quando il Divino lo vuole.

Un uomo comune che ha portato sulle spalle il peso di un'intera famiglia per venti, trenta o quarant'anni, dirà: "Sono stanco, ora ho bisogno di riposo." Per lui la morte ha realmente un significato, l'anima andrà nella regione delle anime a godere di un breve riposo, ma per un guerriero divino, per un cercatore della Verità Ultima, la morte non ha significato. Egli vuole che il suo progresso sia continuo, senza sosta, così cercherà di vivere nella costante aspirazione, in un'aspirazione eterna e con quell'eterna aspirazione tenterà di conquistare la morte, in modo da poter essere un'eterna manifestazione esteriore del Divino in lui.

Domanda: È possibile che l'uomo impari cosa è la morte mentre è ancora vivo, entrando nella morte stessa?

Sri Chinmoy: Una persona può facilmente conoscere cosa sia effettivamente la morte, quando si trova nello stato di meditazione più elevato. Ho sperimentato la morte centinaia di volte. Sono andato anche al di là della morte molte volte durante la meditazione, quando ho dovuto aiutare i miei discepoli. In trance, si va in molti mondi, molti piani, molte regioni al di là dei domini e dei confini della morte.

Talvolta possiamo seguire un'anima quando lascia il corpo e, così, avere una piena esperienza della morte pur rimanendo nel corpo. Io ebbi la mia prima esperienza di questo tipo con una delle mie sorelle, che morì quando avevo diciott'anni. Avendo questo potere, seguii l'anima di mia sorella per circa tre ore nel mondo della morte. Ci si sente effettivamente morti: senti che il corpo non esiste, e voli, voli con la sola coscienza, come un aquilone. Quando si ha questo potere, si riesce ad avere una vera esperienza della morte pur restando in questo mondo. In meditazione puoi farlo facilmente: puoi tenere il corpo nel mondo della vita e la tua Luce-Coscienza nel mondo della morte.

Domanda: Guru, potresti spiegarci il significato spirituale di questa pratica o la sua necessità?

Sri Chinmoy: Non vi è alcuna necessità di questa pratica, ma se qualcuno vuole impararla mentre è in questo mondo, può farlo facilmente. Queste cose non ci aiuteranno in nessun modo a Realizzare Dio, ma se abbiamo tempo, se abbiamo pazienza, se lo desideriamo, non c'è niente di male. È come viaggiare lungo una strada: possiamo andare direttamente alla meta oppure, se vogliamo, possiamo passeggiare intorno e guardare il panorama, o cogliere dei frutti dagli alberi e mentre mangiamo il frutto, proseguire verso la Meta. Tutti, nella vita spirituale, avranno l'esperienza della morte almeno una volta prima di Realizzare il Sé.

Domanda: La morte è dolorosa?

Sri Chinmoy: Dipende dall'individuo: se una persona non ha pregato, meditato e non ha seguito la vita spirituale, è molto doloroso abbandonare questa vita perché non ci si vuole arrendere alla Volontà di Dio. Innanzitutto la persona non può sapere o sentire quale sia la Volontà di Dio; inoltre non sente le coscienti Protezione, Guida e Sollecitudine di Dio, quindi si sente completamente perduta; in questo mondo non può fare nulla e nell'altro mondo tutto è incerto. Se non c'è aspirazione, c'è un'enorme paura, perché le persone comuni sentono che la morte è una cosa completamente sconosciuta e non sanno dove stanno andando. I cercatori invece sanno che stanno andando dal Supremo, alla dimora del Signore. Per il momento non la conoscono, ma quella coscienza, quel piano, è un regno di pace e di riposo che appartiene al Supremo, il loro Padre Eterno, per cui non hanno alcuna paura.

Poi, naturalmente, c'è il dolore fisico. Fino al momento che precede la morte, fino all'ultimo istante, quando qualcuno soffre a causa di una malattia che non riesce a proiettare in qualcosa di più elevato o più profondo, naturalmente i suoi ultimi giorni saranno estremamente dolorosi. Anche l'ultimo momento sarà molto doloroso, perché l'entità della morte verrà a lui in una forma molto distruttiva. La forza della morte, l'essere della morte, appare a ciascun individuo in forma diversa a seconda di quanto quell'anima abbia raggiunto e realizzato sulla Terra.

Le persone comuni che non aspirano e che si concedono del tutto ai piaceri dell'ignoranza, percepiranno la morte come un essere terribile, spietato, una figura oscura e spaventosa. A volte la forza della morte ha molti collaboratori che compaiono davanti al moribondo, che può vedere tigri o smisurati e terribili esseri che lo spaventano, ma i cercatori sinceri vedono il loro Maestro spirituale o un essere luminoso, ad esempio un angelo, che li fa salire su di un carro. Questi cercatori hanno lavorato alacremente sulla Terra per molti anni, ed ora Madre Terra vuole consciamente offrire loro la sua gratitudine divina e benedicente. Il loro Pilota Interiore o il loro Guru viene a prenderli, ma essi vedono la Mano benevola di Dio proprio davanti a loro, che li conduce all'altra Sponda nel Suo Vascello d'Oro. Alcune persone in punto di morte vedono i loro cari già morti da tempo; essi vengono in veste di accompagnatori, perché conoscono la strada, per portarli in un nuovo mondo.

Quando siamo vittime delle catene dell'ignoranza, al momento della morte fisica ci sarà dolore sia dentro che fuori di noi. Questo dolore è dovuto all'ignoranza della mente umana e del corpo umano; ignoranza che ci impedisce di entrare nel regno della morte per poi superarlo consciamente e volontariamente. Quando, invece, il velo dell'ignoranza viene rimosso, non potrà esserci alcun dolore sia nella morte che nell'atmosfera del mondo. Se riusciamo ad entrare nella radice della nostra sofferenza e del nostro dolore, che è l'ignoranza, e se riusciamo a trasformare l'ignoranza con la Luce della nostra anima, la morte sarà solo un passaggio che ci condurrà ad un'altra sponda. Quest'altra sponda è la Luce Eterna che ci guida, ci protegge, ci forma e ci plasma per tutta l'Eternità.

Domanda: Come mai molti permangono a lungo nel dolore prima di morire?

Sri Chinmoy: Molti ammalati vogliono morire perché il loro dolore è insopportabile. Vogliono essere liberati dalla sofferenza, ma perché continuano ad indugiare e a soffrire? Perché la purificazione della loro natura non è stata completata. Attraverso la purificazione entriamo in una vita più elevata ed in una divinità più soddisfacente. Questo è il modo in cui agisce la legge del karma. Nelle nostre vite passate abbiamo fatto molte cose sbagliate: è attraverso questa tortura fisica che ne siamo purificati. Questa esperienza è necessaria, perché grazie ad essa nella coscienza della persona sorge una nuova saggezza. Quando, però, qualcuno soffre terribilmente, non dovremmo pensare alle sue azioni passate o che abbia avuto una vita negativa o un brutto carattere e che per questo soffra. No, cerchiamo invece di diventare tutt’uno con l'esperienza che sta vivendo. Quando siamo una sola cosa con tale esperienza, riceviamo vero appagamento nella nostra esistenza umana.

Devo anche aggiungere che la legge del karma non è semplice, ma complicatissima. Alcune anime muoiono soffrendo, pur essendo molto pure e spirituali. È a causa del loro karma negativo precedente? No, il motivo è che, identificandosi con l'umanità, vogliono avere loro stesse l'esperienza della più intensa sofferenza. La maggior parte dei grandi Maestri spirituali ha avuto una morte molto dolorosa; perché? Avrebbero potuto lasciare il corpo a loro piacimento ma non l'hanno fatto, si sono ammalati di cancro o di altre malattie gravi e sono morti solo dopo molte pene. In questo modo sono entrati nel dolore dell'umanità per cercare di sentire come essa soffre. Finché non entriamo nella sofferenza dell'umanità, tutto è teorico, niente è pratico. Quando invece sono le persone comuni a soffrire, vediamo che è la legge del karma, la ruota del karma, che sta operando.

Nonostante ciò, se qualcuno muore di un improvviso collasso cardiaco, non significa necessariamente che fosse un individuo molto spirituale o religioso! No, Dio, in quel preciso momento, voleva avere quella specifica esperienza attraverso di lui e forse attraverso i suoi cari. In questo caso non è questione di buono o cattivo, di divino o non-divino, ma di quale tipo di esperienza Dio voleva avere in quella particolare persona. In definitiva, tutto quello che vediamo o viviamo è un'esperienza di Dio.

Domanda: È possibile per una persona spirituale, che sta morendo di una morte dolorosa, trasformare il suo dolore in gioia attraverso la meditazione?

Sri Chinmoy: Se uno è un sincero cercatore, allora anche mentre sta morendo, arriverà una grande gioia. Sebbene il fisico possa soffrire, la delizia dell'anima si farà avanti permettendogli di meditare coscientemente. A volte, quando si entra consapevolmente nel dolore, il proprio coraggio interiore, nel dolore stesso, si trasforma in gioia.

Si può entrare consapevolmente nel dolore anche mentre si è sottoposti ad una seria operazione. Quando ero un ragazzo di diciotto o diciannove anni, l'ho fatto durante un'operazione seria. Mentre il dottore mi stava operando, sono entrato coscientemente nel dolore e ho provato una vera gioia. Stavo sorridendo al dottore ed egli semplicemente non riusciva a capirlo. Questo lo può provare chiunque.

Domanda: Ho letto sul un tuo libro di meditazione che hai detto che la morte era un ostacolo. Ho sempre pensato che tu considerassi la morte come una transizione che ci consente di rinascere e di fare progressi continui.

Sri Chinmoy: Fantastico. Ho detto che la morte è una transizione. Ho detto che la vita e la morte sono come due stanze: la vita è il mio soggiorno e la morte è la mia camera da letto. Quando dico che la morte è un ostacolo, qui parlo della morte da un diverso punto di vista. Che cos'è un ostacolo? Un ostacolo è qualcosa che ci impedisce di andare oltre. È un limite che ci impedisce di andare oltre.

Questa vita è un'opportunità d'oro donataci dal Supremo. Ora l'opportunità è una cosa, ma il risultato è un'altra cosa. La nostra evoluzione spirituale, il nostro progresso interiore è molto costante, molto lento ed allo stesso tempo molto significativo. Naturalmente ci sono persone che per centinaia o migliaia di incarnazioni seguiranno un normale ciclo naturale di nascita e morte. Poi, un giorno, nell'Eternità di Dio, realizzeranno Dio. Ma alcuni veri aspiranti, sinceri ed onesti fanno una promessa colma d'anima che in questa incarnazione, qui ed ora, realizzeranno Dio. Lo dicono nonostante sappiano che questa non è la loro prima vita o la loro ultima vita, ma sanno che ci sono persone che hanno realizzato Dio e non vogliono aspettare una futura incarnazione. Sentono che è inutile vivere senza la realizzazione di Dio e vogliono ottenerla il più presto possibile. In tali casi, se la morte arriva e non sono ancora realizzati, allora la morte è un ostacolo. Se qualcuno che è destinato a morire all'età di cinquant'anni aspira profondamente, se riesce a respingere la sua morte, con la più gentile approvazione del Supremo, per altri venti o trent'anni, allora durante questo periodo che cosa riuscirà a fare? Proseguirà con la sua sincera aspirazione, la sua meditazione più profonda, la sua più alta contemplazione. Sarà come un corridore che corre verso la sua Meta senza ostacoli. Durante questi venti o trent'anni extra può raggiungere l'estremità più lontana, dove si trova la sua Meta.

Se la morte, invece, interferisce, allora non realizzerà Dio in questa vita. Nella seguente incarnazione pochissime anime possono riprendere immediatamente il filo della loro aspirazione passata. Non appena si entra nel mondo, le forze cosmiche non-divine arrivano e ci attaccano e l'ignoranza, i limiti e le imperfezioni del mondo cercano di avvolgere l'anima. Negli anni formativi dell'infanzia, non si ricorda nulla. Un bambino è innocente, ignorante ed indifeso. Poi, dopo alcuni anni, la mente inizia a funzionare. Quando uno ha tra gli otto e i dodici anni, la mente complica tutto. Quindi per i primi undici, dodici o tredici anni della successiva incarnazione quasi tutte le anime, nonostante siano molto elevate e spirituali, dimenticano i loro successi passati ed il più profondo anelito interiore. Ora ci sono Maestri spirituali o grandi cercatori che ricevono alcune esperienze importanti durante l'infanzia o che iniziano a pensare e cantare su Dio in tenera età, ma di solito non esiste un forte legame che colleghi i risultati dell'anima sulla terra nella sua precedente incarnazione e questi anni dell'infanzia nella presente incarnazione. C'è un collegamento, un collegamento molto sottile, ma questo collegamento non funziona in modo significativo per i primi dodici o tredici anni.

Alcune anime non riottengono l'aspirazione della loro incarnazione precedente fino all'età di cinquanta o sessant'anni. Dal punto di vista spirituale, questi cinquanta o sessant'anni nella loro successiva incarnazione sono assolutamente tempo perso. Quindi in questa incarnazione se si perdono cinquant'anni e se nella passata incarnazione si sono persi venti o trent'anni, allora si perdono ottant'anni. In questo caso dico che la morte è un vero ostacolo. Dobbiamo rimuovere quell'ostacolo con la nostra aspirazione, la nostra ininterrotta aspirazione. L'aspirazione dovrebbe essere come un proiettile. Dovrebbe passare attraverso il muro della morte.

Anche se, tuttavia, potrebbe volerci del tempo, alla fine l'essere interiore verrà coscientemente alla ribalta e la persona nella sua nuova incarnazione inizierà a pregare e meditare su Dio con più forza e sincerità. In quel momento vedrà che nulla del suo passato è davvero andato perduto. Tutto è stato salvato nella coscienza della Madre Terra, che è la banca comune di tutti. L'anima saprà quanto ha ottenuto sulla terra e tutto ciò è tenuto al sicuro nella coscienza della Terra, la banca della Terra. Tu depositi denaro qui in banca. Poi puoi andare in Inghilterra e dopo sei anni o più puoi tornare a prendere i tuoi soldi. L'anima fa la stessa cosa dopo aver lasciato la Terra per dieci o venti anni. Tutti i risultati dell'anima sono mantenuti qui intatti nella Madre Terra. Quindi la Madre Terra li restituisce nuovamente quando l'anima torna a lavorare per Dio sulla Terra.

Nulla è perduto tranne il tempo, nella maggior parte dei casi, durante quei pochi anni dell'infanzia. Ma è meglio realizzare Dio in un'unica incarnazione in modo che non perdiamo la nostra cosciente aspirazione in questo periodo transitorio. Se possiamo continuare sulla Terra per cinquanta o cento anni con una intensa e sincera aspirazione, allora possiamo ottenere grandi risultati. Se riceviamo un aiuto reale da un Maestro spirituale, è possibile realizzare Dio in una incarnazione o in due o tre. Se non c'è un vero Maestro e se non c'è aspirazione, ci vogliono centinaia e centinaia di incarnazioni.

Domanda: Quando moriamo, qual è la cosa migliore da fare?

Sri Chinmoy: Per una persona spirituale, la cosa migliore da fare è ricordare la presenza del suo Maestro. Le persone vicine e care dovrebbero mettere l'immagine della sua guida spirituale proprio di fronte al cercatore e lasciare che il Maestro sia con lui spiritualmente quando il cercatore esala il suo ultimo respiro. Si deve fare in modo che il Maestro sia dentro proprio al respiro, l'ultimo respiro del cercatore. Poi è dovere, responsabilità della guida interiore fare ciò che è necessario. Molto prima che tu lasci il corpo, il tuo Maestro avrà lasciato il corpo. Quindi puoi meditare su di me ed io ti aiuterò.

L'anno scorso è morto tuo padre. Se tu fossi stato fisicamente presente ciò che avresti dovuto fare in quel momento era di meditare più profondamente. Anche se tuo padre non era coscientemente mio discepolo e non aveva accettato il nostro sentiero, chissà cosa farà nella sua prossima incarnazione? Sapevi che c'era qualcuno che poteva aiutare tuo padre mentre stava morendo, quindi avresti dovuto meditare su di me. Si sa sempre chi è che può aiutare in qualsiasi situazione. Quando qualcuno è malato, si chiama il medico. Quando qualcuno è in difficoltà legale, si ottiene l'aiuto di un avvocato. Se avessi voluto aiutare tuo padre, immediatamente avresti dovuto pensare a me e meditare su di me. Se tu avessi una grande aspirazione o potere spirituale, gli avresti dato tutta la tua forza spirituale, ma la tua forza spirituale in questo momento è la tua aspirazione e la fonte della tua aspirazione è dentro questo Maestro, il tuo Guru. Quindi, se vuoi aiutare i tuoi cari, devi farlo in questo modo.

Se, invece, stai parlando di altre persone, allora per sapere cosa è meglio fare quando stanno morendo, devi sapere chi ha dato loro la più grande gioia sulla terra o in chi riponevano la loro più grande fede. Se qualcuno riponeva tutta la fede in Cristo, anche se potresti non seguire il cammino di Cristo, immediatamente devi invocare coscientemente e devotamente la presenza di Cristo. Devi aiutare il tuo amico in quel momento per accrescere la sua fede in Cristo. Puoi ripetere ad alta voce il nome di Cristo e portargli un'immagine di Cristo e leggere brani dalla Bibbia. In questo modo sarai in grado di aiutare la sua aspirazione. Se qualcuno di spirituale che mi conosce sta morendo, in quel momento dovresti leggergli i miei scritti e parlare di me, ma se è qualcuno che è solo un conoscente, dovresti aumentare la sua fiducia a modo suo.

Domanda: Esiste un modo speciale di meditare su una persona che sta morendo?

Sri Chinmoy: Supponi di essere andato a trovare un conoscente occasionale in ospedale. In quel momento dovresti concentrarti sul suo cuore. Non devi guardare la persona, ma poni tutta la tua concentrazione sul suo cuore.

Prima prova ad immaginare un cerchio nel suo cuore e prova a sentire che questo cerchio sta ruotando lì come un disco. Ciò significa che l'energia vitale ora sta ruotando consapevolmente nell'aspirazione o nel contenitore interiore della persona che è malata. Attraverso la tua concentrazione e meditazione, stai entrando nel battito del cuore di quella persona. Quando entri nel battito cardiaco, allora la tua coscienza e la coscienza aspirante o morente dell'altra persona ruotano insieme. Mentre ruotano, prega il Supremo con tutto il tuo essere, Egli è il tuo Guru ed il Guru di tutti, dì': “Consenti che la Tua Vittoria sia ottenuta. Lascia che sia fatta la Tua Volontà attraverso questo particolare individuo. Voglio solo la Tua Vittoria." La Vittoria non significa necessariamente che la persona sarà guarita. No, Dio potrebbe aver deciso che questa persona deve lasciare il corpo per un'ottima ragione. Se preghi Dio in modo abbandonato e, se la persona lascia il corpo, allora stai soddisfacendo Dio e stai combattendo per la Vittoria di Dio. Se Dio vuole portarlo in Paradiso in modo che egli faccia qualcosa per Lui là, allora naturalmente è la Vittoria di Dio quando la persona lascia il corpo. Se preghi per la Vittoria del Supremo, con la tua aspirazione stai dando tutta la responsabilità al Supremo e quando puoi consciamente dare la responsabilità al Supremo, stai facendo la cosa giusta.

Domanda: Quale dovrebbe essere l'atteggiamento dei congiunti quando un loro caro sta morendo?

Sri Chinmoy: Siamo tutti come passeggeri su un solo treno. La destinazione è arrivata per un particolare passeggero. Deve scendere a questa fermata, ma noi dobbiamo ancora andare avanti e coprire più distanza. Ora, dobbiamo sapere che quest'ora di morte è stata autorizzata dal Supremo. Senza l'approvazione o la tolleranza del Supremo, nessun essere umano può morire. Quindi se abbiamo fede nel Supremo, se abbiamo amore e devozione per il Supremo, sentiremo che il Supremo è infinitamente più compassionevole di qualsiasi essere umano, infinitamente più compassionevole di noi che vogliamo mantenere vivi i nostri cari. Anche se la persona che muore è nostro figlio, o nostra madre o nostro padre, dobbiamo sapere che è infinitamente più caro al Supremo di quanto lo sia per noi. Il Supremo è nostro Padre e nostra Madre. Se un membro della famiglia va dal padre e dalla madre, gli altri membri della stessa famiglia non si sentiranno mai tristi. Se siamo entrati nella vita spirituale e vogliamo provare vera gioia, dobbiamo sapere che possiamo ottenerla solo abbandonando la nostra vita alla Volontà del Supremo. Ora potremmo non sapere cos'è la Volontà del Supremo, ma sappiamo cos'è la resa.

Se il Supremo vuole allontanare qualcuno dalla nostra vita, dobbiamo accettarlo. "Sia fatta la tua volontà." Se questo è il nostro atteggiamento, allora avremo la gioia più grande e questa gioia fa il più grande servizio a colui che sta per partire. Quando ci arrendiamo totalmente al Supremo, questa resa diventa un'ulteriore forza e potere per l'anima in partenza che sta soffrendo qui in schiavitù. Quindi, se abbandoniamo veramente la nostra volontà alla Volontà del Supremo, questa resa porterà in verità la pace, una pace costante, all'anima che sta per lasciare la scena terrestre.

Coloro che hanno iniziato a meditare e a concentrarsi vedono le loro incarnazioni passate. Se crediamo di avere un passato e sappiamo di avere un presente, allora possiamo anche sentire che avremo un futuro. Sapendo questo, dobbiamo essere sempre consapevoli di questa verità: che non c'è morte. Nella Bhagavad Gita si dice: "Come un uomo scarta i suoi vecchi vestiti e ne indossa di nuovi, così l'anima scarta questo corpo fisico ed assume un nuovo corpo." Quando sappiamo che la persona che sta per morire sta semplicemente lasciando da parte questo vecchio corpo prima di accettarne uno nuovo e se anche la persona che sta morendo ha le stesse conoscenze, come può esserci paura?

Non sappiamo cosa sia realmente la morte, ecco perché vogliamo rimanere qui sulla terra il più a lungo possibile, ma la vera morte non è la dissoluzione del corpo fisico. La vera morte, la morte spirituale, è qualcos'altro.

Domanda: Guru, avevo un giovane amico che è morto solo sei settimane fa ed il giorno prima della sua morte ha detto a suo padre che sarebbe morto il giorno dopo e lo ha fatto. Come poteva saperlo?

Sri Chinmoy: Perché no? Non è anche lui un figlio di Dio? Al momento della morte, se si pensa sempre a Dio, si può ricevere il messaggio dal proprio essere interiore. Quando mia madre stava morendo, ero a casa di mio zio, a sei miglia di distanza. Mia madre soffriva di gozzo. La mattina presto disse: “Stamattina lascio il corpo. Dov'è andato Madal? Va a chiamarlo." Così, un mio cugino mi recapitò il messaggio ed io arrivai. Ella mi prese la mano, poi mi fece un sorriso, il suo ultimo sorriso. Se ne andò circa un minuto dopo il mio arrivo, come se mi avesse aspettato. Ora devo essere sincero. Mia madre era molto, molto spirituale, e praticava la vita interiore nel senso più stretto del termine, ma riguardo al tuo amico, devo dire che centinaia e migliaia di persone hanno saputo in anticipo quando stavano per morire. Per le persone spirituali è molto semplice. Spesso lo sanno con qualche mese di anticipo.

Domanda: Quando una persona è malata e, dal punto di vista medico, non c'è speranza di guarigione, è bene dire alla persona che sta per morire ed iniziare ad aiutarla a prepararsi per la partenza?

Sri Chinmoy: Questa è una domanda molto complicata; ogni caso deve essere considerato separatamente. Molte persone vogliono vivere; non vogliono morire perché non sanno cosa sia la morte. Pensano che la morte sia un tiranno che li torturerà in ogni modo ed infine li distruggerà. Quando il karma di qualcuno è finito ed il Supremo vuole che quella particolare persona lasci il corpo, se la persona ha fame vitale e desideri insoddisfatti - anche se l'anima non ha questi desideri - allora la persona vuole rimanere sulla terra. Non vuole obbedire alla Volontà del Supremo. Così, cosa dovresti fare quando una persona ha questo tipo di standard? Se gli dici che Dio non vuole più che resti sulla terra, che ha avuto tutte le esperienze necessarie in questo corpo, allora fraintenderà. Dirà: "Dio non vuole che io lasci il corpo; sei tu che lo desideri." Penserà che sei crudele e spietato. Quindi, se sai che è la Volontà del Supremo che questa particolare persona lasci la terra, la cosa migliore è parlare silenziosamente all'anima di quella particolare persona e cercare di ispirarla a rispettare la Volontà di Dio.

Se, invece, la persona è molto spirituale ed è un sincero cercatore, allora egli stesso dirà ai suoi parenti ed ai suoi cari: “Pregate Dio di portarmi via. Ho finito il mio ruolo qui sulla terra. Leggetemi libri spirituali: le Scritture, la Bibbia, la Gita. Fatemi sentire solo cose divine, cose spirituali, che mi aiuteranno ad iniziare il mio viaggio." Ci sono molte, molte persone in India che, quando sentono che i loro giorni sono contati, dicono: "Prima mi prende, meglio è." Quando mia madre stava morendo, durante i suoi ultimi giorni ha letto costantemente la Gita con l'atteggiamento: "Ora vado dall'Eterno Padre. Devo prepararmi." Un paziente di quel tipo riceve una maggiore gioia nel conoscere ed obbedire alla Volontà del Supremo.

Domanda: Puoi rimandare con la tua forza di volontà il momento della morte?

Sri Chinmoy: Certamente.

Domanda: Puoi rimandarla indefinitamente?

Sri Chinmoy: I Maestri Spirituali possono rimandarla indefinitamente se è Volontà di Dio. Una persona spirituale ottiene questo potere quando ha raggiunto la Perfezione spirituale, perché si è arreso assolutamente a Dio. Un discepolo va da un Guru e si arrende completamente a lui. Allo stesso modo, un Guru deve arrendersi in modo assoluto a Dio l'Infinito. In questa resa diventa una sola cosa con Dio. Non infrange la Legge di Dio, cerca solo di soddisfarLo. Se Dio dice: "Voglio che tu lasci il corpo ora," lascia il corpo, ma se vede che alcune forze ostili lo stanno attaccando e stanno causando prematuramente la sua morte, allora usa il suo potere perché Dio vuole che viva sulla terra per aiutare l'umanità.

Avere questo potere non serve a nulla se vuoi solo rimanere sulla terra per due o trecento anni per vivere una comune vita animale. Una tartaruga vive per centinaia di anni, ma ciò non significa che sia migliore di un essere umano. Ciò di cui abbiamo bisogno è l'illuminazione diretta, la conoscenza della Verità, la conoscenza della Luce e la conoscenza di Dio. Non sono gli anni, ma i risultati, che contano.

Domanda: Hai mai dovuto combattere davvero le forze della morte per salvare la vita di qualcuno?

Sri Chinmoy: Proprio domenica scorsa sono arrivato molto tardi alla meditazione mattutina. Ora la maggior parte di voi pensava che dormissi e russassi, così cosa posso fare? Invece stavo combattendo con tre forze della morte che volevano strappare via tre dei miei cari discepoli. Con due ho avuto davvero successo, ma con il terzo non ero affatto sicuro di cosa sarebbe successo. Solo il giorno seguente ho avuto la certezza che anche il terzo sarebbe sopravvissuto. Altrimenti, quella notte avreste visto qualcuno nel Centro di New York rapito dalla morte. Avrebbe avuto un infarto e la parte più divertente della storia è che questa persona era lì durante la meditazione mattutina, meditava mentre combattevo con le forze della morte.

Domanda: Lavoro in un ospedale oncologico dove spesso le persone muoiono. A volte quando le persone muoiono vedo una qualità o uno sguardo sul loro viso che è molto simile a qualcosa che vedo sul tuo viso. Puoi dirmi perché?

Sri Chinmoy: Quando sono unito alla Coscienza Universale, sono in tutti. Ci sono molte persone sulla terra che non sono miei discepoli, ma sono sinceri cercatori e le anime realizzate in Dio, che sono di prima classe, vedono quando i cercatori sinceri pregano Dio al momento della loro morte, o quando i loro giorni sono contati. Ti dico, se pregano Dio, Cristo o qualcun altro, se bussano sinceramente alla porta di Dio, possono trovare il mio volto splendente, il volto di Buddha, il volto di Krishna grazie alla nostra Coscienza Universale.

Chi sono queste persone, non posso dirlo. Ci sono centinaia e migliaia di persone che non sono miei discepoli diretti, ma bussano alla Coscienza Universale e là ricevono la mia Luce, la mia Compassione. Ecco perché vedi il mio volto sulla loro faccia. Mi vedono e ricevono aiuto dal mio essere interiore compassionevole. In quel momento, una parte illuminata del mio essere, della mia esistenza interiore, va là per dare loro un po' di consolazione, un po' di illuminazione, in modo che nel mondo dell'anima possano avere un'esistenza migliore e possano tornare di nuovo ad aspirare. Se guardi una persona morente e vedi il mio volto, allora saprai che questa persona è un cercatore. Non è necessario che sia mio discepolo, ma se ha un'aspirazione estremamente sincera, grazie alla mia Coscienza Universale, posso esserci.

Ci sono momenti in cui i miei discepoli meditano più profondamente su di me e si identificano con me a tal punto che altri discepoli vedono su di loro il mio viso. Il loro potere di concentrazione su di me è così sincero, così devoto, così concentrato e pieno di anima, che sulla loro faccia i discepoli vedranno il mio volto, anche se la persona è una donna. Questo è successo più volte.

Domanda: A volte alcune persone muoiono dandosi fuoco come protesta contro la guerra. Dal punto di vista spirituale, cosa significa questo?

Sri Chinmoy: In una famiglia molto spesso i fratelli litigano. Così la madre dice: "Se non smettete, mi suicido." Conosco molti casi in cui i genitori si sono suicidati quando è stato impossibile mantenere l'armonia in famiglia. Poi i figli sono cambiati immediatamente. Quando hanno visto che i loro genitori sono morti a causa dei loro litigi, hanno cambiato vita, ma questo non è durato e presto hanno iniziato ancora una volta a litigare.

Da un punto di vista spirituale, il suicidio non ha alcuno scopo. La madre si è sacrificata per i suoi figli. Con il suo sacrificio fisico pensava che avrebbe creato l'armonia, ma nel mondo vitale non c'è scampo, nessun perdono per lei. Andrà nel mondo vitale per la sua stupidità e là rimarrà. Perché non ha avuto la saggezza di vedere che i propri figli non sono suoi, ma figli di Dio? Dio le ha dato questi figli, quindi perché non si è avvicinata a Dio per illuminare la loro coscienza? Perché non ha pregato Dio per la loro armonia e pace?

Il mondo rimarrà ignorante a meno che e fino a quando il Supremo non illuminerà la coscienza del mondo. Sacrificando le nostre vite individuali per portare la pace, non risolveremo mai i problemi. Molti martiri, aspiranti e figure spirituali si sono suicidati, ma non hanno risolto i problemi del mondo. Questi problemi saranno risolti solo con l'aspirazione, pregando Dio di illuminare il mondo mentre siamo qui sulla terra. La nostra morte individuale non può mai trasformare il volto del mondo, ma se invochiamo la Benedizione di Dio, la Grazia di Dio e la Sollecitudine di Dio, allora il problema può essere risolto.

Domanda: Qualcuno che si è suicidato può realizzare Dio in una futura incarnazione?

Sri Chinmoy: È possibile realizzare Dio dopo essersi suicidato o dopo essere stato ucciso violentemente, ma Dio sa quante incarnazioni ci vorranno. È ammesso solo nel caso dei Maestri spirituali. I Maestri Spirituali a volte si suicidano; arrivano ad essere così disgustati dalla terra che lasciano consapevolmente e deliberatamente il corpo prima di averlo fatto nel normale corso degli eventi, ma nel loro caso il Supremo lo consente perché Lo hanno già realizzato e hanno lavorato molto duramente per Lui.

Domanda: La tua filosofia afferma che l'anima progredisce sempre: come si concilia col fatto che quando qualcuno si suicida, la sua anima precipita in basso?

Sri Chinmoy: Sri Chinmoy: Quando qualcuno si toglie la vita, la sua anima in realtà non precipita, ma rimane in un luogo specifico ed è rivestita da innumerevoli veli d'ignoranza, strati su strati d'ignoranza: ne è totalmente ricoperta. È la coscienza dell'individuo che cade e torna fino al punto di partenza, quasi alla coscienza minerale, dove non c'è alcuna evoluzione. L'anima è eclissata da una spessa ignoranza, da innumerevoli strati d'ignoranza. Prima ne aveva forse solo dieci ma ora ne ha innumerevoli. Quindi deve ricominciare da capo a toglierli uno per uno. Ovviamente diventa infinitamente più difficile per l'anima portare l'individuo alla perfetta perfezione, alla liberazione o alla salvezza.

Tuttavia, se il Supremo vuole agire in un particolare essere umano che si è suicidato, in occasioni rarissime chiede ai Maestri Spirituali che ne hanno la capacità, di prendersi cura di quell'anima, per fare in modo che non sia avviluppata dall'ignoranza. In questi casi, ciò che l'anima già possiede, è sufficiente per far discendere la Grazia e la Compassione del Supremo ed Egli non permetterà ad alcun velo di coprire l'anima più del normale. Questo, però, succede molto raramente.

Di solito, quando un individuo commette il suicidio, la sua evoluzione si ferma per un tempo indefinito: cento, duecento, cinquecento, seicento anni ed anche di più. Non può proseguire, il fardello più pesante possibile è posto sulle sue spalle; il suo processo evolutivo si ferma. Dato che ha violato le leggi del Gioco Cosmico, deve subire la punizione cosmica. Nessun essere umano sulla Terra potrà mai immaginare tale punizione; la peggiore tortura terrena non è assolutamente nulla in confronto alla punizione cosmica che subisce un individuo che si è suicidato.

Non potete dire alle forze cosmiche: "Ho sbagliato, ma non è affar vostro. Raggiungerò la mia meta quando vorrò farlo." Avete abbandonato il Gioco Cosmico intenzionalmente, senza il permesso di Dio e contro la Sua Intenzione. Dio non vi ha autorizzato a lasciare il Gioco, ma voi Lo avete attivamente ed apertamente sfidato ed avete tentato di rovinare il Gioco: per quest'azione sbagliata la punizione è della massima severità; è così intensa che con il nostro cuore umano non possiamo percepirla e con la nostra mente umana non possiamo immaginarla.

Domanda: Qual è la differenza tra la cremazione e la comune sepoltura?

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Sri Chinmoy: Già conosci la differenza esteriore: con la cremazione il corpo è bruciato, con la sepoltura il corpo è messo in una bara e seppellito. Gli Indiani in particolare sono adoratori del fuoco, sentono che il fuoco non solo consuma ogni cosa, ma la purifica. Abbiamo un Dio per il fuoco, il cui nome è Agni. Noi preghiamo Agni per la purificazione e per la conoscenza di noi stessi, offrendogli anche i nostri morti.

Dal punto di vista spirituale, sappiamo che il corpo viene in esistenza a partire dai cinque elementi: terra, acqua, aria, etere ed energia. L'involucro fisico, che proviene dai cinque elementi, tornerà ad essi con l'aiuto del fuoco. Con la cremazione, il corpo fisico si dissolve con la massima purificazione e questo significa trasformazione.

Coloro che in Occidente preferiscono la sepoltura, hanno anche loro un'interpretazione spirituale. La loro scelta deriva da una sorta di compassione spirituale per il corpo che li ha serviti così fedelmente, per cui dicono: "Ho utilizzato questo corpo per tanti anni senza concedergli alcun riposo; ora l'anima non c'è più, l'uccello è volato via. Voglio dare al corpo una possibilità di riposare, ponendolo in una bara." Coloro che preferiscono la cremazione pensano che il corpo, avendo fatto tante cose stupide e cattive in questa vita, abbia bisogno di purificazione, mentre quelli che preferiscono la sepoltura desiderano dare al corpo un riposo confortevole.

Domanda: Hai parlato della morte fisica, puoi dirci ora qualcosa di quel genere di morte e rinascita che avviene nella vita spirituale?

Sri Chinmoy: Quando con tutto il cuore, sinceramente e senza riserve accettiamo la vita spirituale, sentiamo che avviene la vera morte dell'ignoranza, del desiderio e della limitazione. È la morte della nostra coscienza del vitale, limitata, velenosa, inappagata ed oscura. Non è il fisico, ma il vitale che ci supplica di soddisfare ogni genere di desideri, così questa morte ha luogo sul piano vitale. Quando ci lanciamo realmente nella vita spirituale, avviene una morte interiore: è la morte del nostro passato e del modo in cui gli abbiamo dato forma. Costruiremo l'edificio della Verità sull'aspirazione: non sui desideri e sulle preoccupazioni o sulle ansietà e sui dubbi. Il passato voleva mostrarci la Verità in un certo modo, ma non è stato in grado di farci vedere la Verità. Questo è il motivo per cui siamo ciò che siamo ora. Non sappiamo se il presente ci mostrerà o no la Verità, ma pensiamo di essere in grado di vederla nell'immediato presente o nel futuro che sta per sorgere, che sta sviluppandosi nell'immediatezza dell'oggi.

Uno dei misteri della vita spirituale è che in ogni momento moriamo e rinnoviamo noi stessi. In ogni momento vediamo una nuova coscienza, un nuovo pensiero, una nuova speranza ed una nuova Luce sorgere in noi. Nel momento in cui sorge qualcosa di nuovo, vediamo che il vecchio è stato trasformato in qualcosa di più elevato, di più profondo e di più intenso. In questo modo, nella più elevata vita spirituale, possiamo vedere costantemente la cosiddetta morte della nostra coscienza limitata, e la sua trasformazione in una coscienza più nuova e più luminosa.

Domanda: In realtà stavo pensando di più in termini di rinascita. Come posso diventare di nuovo come un bambino e realizzare questa rinascita spirituale?

Sri Chinmoy: Questa rinascita deve avvenire nella mente, nel corpo e nel vitale. Deve aver luogo nella parte più interiore e inconscia di te stesso, quella parte che è stata avvolta dall'ignoranza, dall'imperfezione e dalla limitazione. Quando ha luogo questa rinascita spirituale e senti l'alba di una nuova coscienza in te stesso, prova a diventare quella coscienza e donala al tuo Maestro ed al Supremo, come offriresti un fiore. Quando doni il fiore, senti che non è qualcosa che hai strappato da un albero, ma che è il tuo intero essere che stai ponendo ai Piedi del Supremo. Così vedrai questo fiore sbocciare petalo dopo petalo e fiorirai interiormente con la tua fragranza interiore, come un bambino. Nel profondo di te stesso crescerà un bambino e la tua età esteriore scomparirà da te. Questo, però, accadrà solo quando la tua aspirante coscienza avrà piena padronanza del tuo corpo, vitale, mente e cuore ed avrà trasformato tutta la tua esistenza in un fiore da offrire ai Piedi del Supremo.

È inevitabile per ogni essere che è entrato nella vita spirituale avere una rinascita spirituale in questa vita. Tutti devono sentire di essere uno strumento cosciente e dinamico, un figlio del Divino. Tutti devono sentire questa Verità e diventare questa Verità. Al termine, il bambino non è più un bambino; diventa la Divinità stessa. E così la realizzazione di Dio non è solo possibile ma inevitabile. Solo un bambino ha il diritto di stare nel grembo del Padre ed il Padre è desideroso di avere il bambino in grembo. È orgoglioso di avere il bambino ed il bambino è orgoglioso di avere il Padre.

Domanda: Puoi dire qualcosa sull'Eternità e sulla Vita Eterna?

Sri Chinmoy: Poiché sono un uomo spirituale, posso dire, in virtù della mia Realizzazione interiore, che l'anima non muore. Noi sappiamo di essere eterni, siamo venuti da Dio, siamo in Dio, stiamo crescendo in Dio e ci accingiamo a soddisfare Dio. La vita e la morte sono come due stanze: andare dalla vita alla morte è come andare da una stanza all'altra. Il luogo in cui mi trovo ora è il mio soggiorno, in questo momento vi sto parlando, sto meditando con voi e vi sto guardando. Qui devo mostrare il mio corpo fisico, devo lavorare, essere attivo e rendere visibile la mia vita. Poi c'è un'altra stanza, la stanza da letto. Lì riposo, dormo; lì non devo rivelare a nessuno la mia esistenza, sono solo con me stesso.

Proveniamo dalla Vita Infinita, dalla Vita Divina. Questa Vita Infinita rimane sulla Terra per un breve lasso di tempo, diciamo cinquanta o sessant'anni, ed in questo periodo alberga in noi la vita terrena limitata; ma all'interno di essa vi dimora la Vita Illimitata. Dopo un po', questa Vita passa di nuovo attraverso il corridoio della morte per cinque, dieci, quindici o vent'anni. Quando entriamo in questo corridoio, l'anima lascia il corpo per un breve o per un lungo riposo e torna nella regione delle anime. Se la persona è stata spirituale, l'anima riguadagnerà la Vita Eterna e Divina che esisteva prima della nascita, che esiste tra nascita e morte, che esiste nella morte, e che contemporaneamente la oltrepassa.

Mentre viviamo sulla Terra, possiamo entrare nel regno della Vita Eterna attraverso l'aspirazione e la meditazione. Ma entrando semplicemente nella Vita Eterna, non la possederemo: dobbiamo crescere in essa coscientemente. Entrati nella vita di meditazione, dobbiamo infine diventare tutt'uno con la meditazione e quando siamo in grado di meditare per ventiquattr'ore al giorno, respiriamo costantemente nella Vita Infinita; nella nostra coscienza interiore siamo diventati una sola cosa con l'anima.

Quando viviamo nell'anima, la morte non esiste: c'è solo la costante evoluzione della nostra coscienza, della nostra vita di aspirazione; ma quando viviamo nel corpo, la morte è una presenza costante. Appena la paura fa capolino nella mente, moriamo; nel momento in cui sopraggiungono forze negative, moriamo. Quante volte moriamo durante il giorno! Paura, dubbio ed ansia uccidono ininterrottamente la nostra esistenza interiore.

Parte II: La morte è la fine?

La morte è la fine?1

La morte non è la fine. La morte non può mai essere la fine.

La morte è la strada. La vita è il viaggiatore. L'anima è la guida.

Quando il viaggiatore è stanco ed esausto, la guida istruisce il viaggiatore in modo che si riposi brevemente o a lungo, poi il viaggio del viaggiatore ricomincia.

Nella vita comune, quando un uomo senza ispirazione sguazza nel fango dell'ignoranza, è la vera vittoria della morte. Nella vita spirituale, quando un aspirante non anela ad una luce più elevata, una beatitudine ed un potere più elevati, è la nascita della sua morte.

Cosa possiamo imparare dalla vita interiore, la vita che desidera l'estinzione della morte? La vita interiore ci dice che la vita è profondamente preziosa, che il tempo è fruttuosamente prezioso. La vita senza l'aspirazione del tempo non ha senso. Il tempo senza l'aspirazione della vita è inutile.

La nostra mente pensa alla morte. Il nostro cuore pensa alla vita. La nostra anima pensa all'Immortalità. Mente e morte possono essere trascese. Il cuore e la vita possono essere espansi. L'anima e l'Immortalità possono essere appagate.

Quando la mente e la morte saranno trascese, l'uomo avrà una nuova casa: la Luce, la Luce dell'Aldilà. Quando l'anima e l'Immortalità saranno appagate, l'uomo avrà una nuova Meta: la Delizia, la Delizia trascendentale.

Oggi l'uomo sente che la morte è una necessità inevitabile. Domani l'uomo sentirà che l'Immortalità è una realtà certa.

Sfortunatamente, molti di noi coltivano le concezioni sbagliate sulla morte. Pensiamo che la morte sia qualcosa di insolito, qualcosa di distruttivo, ma dobbiamo sapere che in questo momento la morte è qualcosa di naturale, normale e, in una certa misura, inevitabile. Lord Krishna dice ad Arjuna: "O Arjuna, certa è la morte per i nati e certa è la nascita per i morti. Pertanto ciò che è inevitabile non dovrebbe essere una causa del tuo dolore."

La Chandogya Upanishad ci dice qualcosa di significativo: "Quando si avvicina l'ora della morte, cosa dovremmo fare? Dovremmo rifugiarci in tre pensieri sublimi: siamo indistruttibili; non possiamo mai essere scossi; siamo l'essenza stessa della vita." Quando l'ora della morte si avvicina a noi, se sentiamo che non possiamo mai essere distrutti, che nulla può scuoterci e che siamo l'essenza stessa della vita, allora dov'è il dolore, dov'è la paura, dov'è la morte? Nessuna morte

Sarada Devi, la consorte di Sri Ramakrishna, ha detto qualcosa di molto significativo: la differenza tra un uomo spirituale e un uomo comune è molto semplice. Facilmente puoi conoscere la differenza tra i due. Un uomo comune piange e versa amare lacrime quando la morte gli si avvicina; mentre un uomo spirituale, se è veramente spirituale, riderà e riderà quando la morte si avvicina, perché per lui la morte è divertente, nient'altro.

Qui dobbiamo dire che un uomo spirituale entra nel gioco cosmico; diventa uno strumento consapevole del gioco cosmico. Ecco perché sa che la morte non è un'estinzione. È solo un breve o lungo riposo.

Ancora e ancora dovremo tornare nel mondo. Dobbiamo lavorare per Dio qui sulla terra. Non c'è via di fuga. Dobbiamo realizzare l'Altissimo sulla terra. Dio non ci permetterà di sprecare o sperperare le potenzialità e le possibilità dell'anima. Impossibile.

L'espressione immortale di Kipling dichiara:

"Torneranno, torneranno di nuovo
Finché la Terra rossa gira.
Egli non ha mai sprecato una foglia o un albero.
Pensi che sperpererebbe le anime?"

Ogni incarnazione ci sta portando verso una vita superiore, una vita migliore. Siamo in fase di evoluzione. Ogni incarnazione è un gradino nella scala dell'evoluzione. L'uomo sta progredendo consciamente e inconsciamente, ma se fa progressi consapevolmente in ogni incarnazione, allora accelera la sua evoluzione spirituale. La realizzazione avverrà molto prima per lui che per coloro che stanno facendo progressi inconsciamente.

Sappiamo che abbiamo iniziato il nostro viaggio dalla vita minerale e poi siamo entrati nella vita vegetale. Quindi siamo entrati nel regno animale. Da là siamo venuti nel mondo umano, ma questa non è la fine. Dobbiamo evolvere in esseri divini. A meno che e fino a quando non saremo divinizzati e trasformati, Dio non sarà soddisfatto di noi. Egli può manifestarsi in noi ed attraverso di noi solo quando siamo totalmente trasformati e completamente illuminati. Quindi, quando pensiamo alla nostra evoluzione - evoluzione interiore ed evoluzione esteriore - dovremmo ricevere grande gioia. Non perdiamo nulla, nulla nella cosiddetta morte.

Jalalu'd-din Rumi ci parla nel modo più bello e profondo dell'anima:

"Una pietra sono morto e sono risuscitato una pianta,
Una pianta sono morto e sono risorto un animale;
Sono morto un animale e sono nato un uomo.
Perché dovrei temere? Cosa ho perso con la morte?"

Cos'è la morte dopo tutto? La morte è un bambino che dorme. E cos'è la vita? La vita è un bambino che suona, canta e balla in ogni momento davanti al Padre. La morte è il bambino addormentato nel cuore del Pilota Interiore. La vita è ispirazione La vita è aspirazione La vita non è la mente intellettuale. La vita non è un gioco di frustrazione. No, la vita è il messaggio della divinità sulla terra. La vita è il canale consapevole di Dio per soddisfare la divinità nell'umanità sulla terra.

C'è molta verità nel detto di Confucio: "Non conosciamo la vita. Come possiamo conoscere la morte?" Vorrei dire, però, che possiamo conoscere la vita. Se realizziamo la vita come l'incarnazione di Dio della Verità, Luce, Pace e Beatitudine, allora sappiamo cos'è veramente la vita e riconosciamo la morte come nient'altro che un riposo, una necessità allo stato attuale dell'evoluzione.

Verrà un tempo in cui il riposo non sarà affatto necessario. Solo la vita regnerà suprema: la vita dell'Aldilà, la vita dell'Aldilà che sempre trascende. Questa vita non è e non può essere l'unico monopolio di un individuo. Ogni essere umano deve essere inondato di questa Vita dell'Aldilà che sempre trascende, perché è qui in questa Vita Divina che Dio si manifesterà senza riserve, qui, qui sulla terra.


  1. DR 24. Il 9 Novembre 1970, durante il suo primo giro di conferenze Europee, Sri Chinmoy fece questa conferenza all'Università del Kent, Canterbury, Inghilterra.

Parte III: Un racconto sull'Aldilà

Un racconto sull'Aldilà1

Voglio dire qualcosa sulla scomparsa di Buddy. Il giorno in cui lasciò il corpo fisico, i suoi nipotini mi chiesero: "Dov'è lo zio Buddy?" Io dissi: "Ora è in Cielo, con Dio". Allora mi chiesero: "Possiamo andarci anche noi?" Risposi: "Certamente potete andarci, ma solo quando vostro Padre, il vostro Eterno Padre, vi inviterà. Quando il vostro padre fisico vi chiama andate subito da lui, ma se è in un'altra stanza e non vi chiama, non ci andate. Allo stesso modo quando Dio, l'Eterno Padre, chiama uno dei suoi figli, il figlio va." Allora chiesero: "Perché non possiamo andarci?" Io dissi: "Perché quel luogo è molto, molto, molto lontano e serve un biglietto speciale. Quando dovete andare da un luogo ad un altro, dovete comprare un biglietto. Per andare in Cielo c'è bisogno di un biglietto speciale e di denaro speciale. Quando li avrete, potrete andarci." Allora chiesero: "Lo zio pensa a noi?" Io dissi: "Vi pensa continuamente. Vi pensa e vi benedice e la sua anima vi aiuterà e vi guiderà."

Il primo giorno in cui Buddy ebbe l'attacco, sua madre Karuna mi telefonò nelle prime ore del mattino. Mi concentrai su di lui e in quel momento vidi che la sua morte era questione di minuti. Andai subito nella mia più alta coscienza trascendentale, ed invocai il Supremo e la Sua discendente Grazia. Quella stessa sera, intorno alle diciotto, il momento critico passò e Buddy fu salvo. A quell'ora precisa vidi la sua anima entrare nella mia stanza, mentre stavo meditando, dicendomi: "Salvami, salvami!" Io dissi: "Sei già salvo. Il Supremo ti ha salvato."

Voi direte: "In quel momento fu salvato e allora come mai ora, un mese dopo, ha lasciato il corpo?" La mia risposta è che c'è un Piano Cosmico e Dio ha tutto il diritto di cambiarlo secondo la Sua Volontà. All'inizio l'anima di Buddy stava lottando con volontà ferrea per rimanere sulla Terra e noi ci siamo identificati con la sua anima. Grazie alla nostra preghiera, alla nostra concentrazione, alla forza che abbiamo profuso sul piano fisico, ed all'anelito della nostra anima, è rimasto sulla Terra; ma la sua anima vide che dopo essere stato curato, questo suo corpo fisico non sarebbe stato più in grado di compiere l'elevata missione che si prefiggeva.

Quando l'anima lo pose di fronte a quest'altissima visione, il corpo all'inizio ebbe paura di accettarne la visione, la realtà; ma l'anima convinse il corpo, che non con questo corpo, ma con un'altra forma, con un altro corpo, egli avrebbe appagato sé stesso, Dio, e l'umanità. Alle 10:15 di quel mattino il Supremo e la sua anima presero la decisione che essa avrebbe lasciato il corpo. In quel momento entrai nel mondo occulto e lo circondai con la sollecitudine e le benedizioni della mia anima e con tutto il mio amore e la mia dolcezza. Circa un'ora più tardi la sua anima volò via dalla gabbia.

Due o tre giorni prima, sua madre sentì che Buddy le stava dicendo addio. Lo sentì perché il corpo di lei, la sua mente, il suo cuore e la sua anima, erano totalmente una sola cosa con il suo figliolo. La decisione fu presa esattamente alle 10:15 del mattino, ma il cuore di sua madre vide la verità persino prima che prendesse vita: grazie alla sua unità psichica con Buddy, la sua sensazione intuitiva glielo fece sapere prima che Dio lo stabilisse.

Se io agissi come un essere umano comune, che non si identifica con la Volontà del Supremo, direi dal profondo del mio cuore che la perdita di Buddy è stata una terribile sconfitta: abbiamo perso nel campo di battaglia della vita dove, per l'anima, ogni secondo è un'opportunità di avere successo, di materializzare e manifestare, qui sulla Terra.

Identificandomi con lui ho pianto e pianto dal più profondo del mio cuore, credetemi. Personalmente posso essere nella mia coscienza più alta ed anche in quella più bassa; quando sono nella coscienza fisica soffro. La prima cosa che mi sono detto, è stata: "È la mia sconfitta, la mia sconfitta perché ho messo così tanta concentrazione e così tanta forza su di lui!"

Invece, dal punto di vista spirituale, questa perdita o disfatta non è da considerarsi tale. Quando ci identifichiamo con la Volontà del Supremo, sentiamo che la Sua Volontà è totale Compassione e completo Appagamento. Nel momento in cui noi tutti ci arrendemmo alla Volontà del Supremo, Buddy lasciò il fisico: sua madre, sua sorella, lui stesso ed io entrammo nella Volontà del Supremo e dicemmo: "Sia fatta la Tua Volontà."

Come mai non ci arrendiamo subito alla Volontà del Supremo? Innanzitutto, in questo mondo ci identifichiamo col fisico e cerchiamo di possedere i nostri cari il più a lungo possibile; inoltre, sentiamo che potrebbe essere la Volontà di Dio che si viva, in modo che l'anima possa ottenere più esperienze interiori nel campo della manifestazione. Ma il nostro Sé più elevato è sempre una sola cosa con il Supremo e, così, vediamo la Visione e la Realtà eterne. Quando siamo una sola cosa con il Supremo, sentiamo che l'Eternità stessa ci appartiene. Buddy è stato sulla Terra per quarantadue anni ma il suo nome spirituale, Asim, significa vita eterna, sconfinata, infinita, la vita infinita che l'anima possiede e coltiva.

Quando vidi Buddy in ospedale prima della sua morte, mi disse: "Aiutami ad uscire vivo dall'ospedale!" Gli risposi che certamente sarebbe andato tutto bene: non era la mia falsa compassione, ma la mia sincera percezione, e quella percezione era la mia visione. Dio è tutto Amore; Dio è tutta Saggezza. Nonostante la Sua decisione possa essere definitiva, Egli può comunque cambiare la Sua Volontà e decidere per qualcos'altro. Più tardi, dopo circa tre ore che aveva lasciato il corpo, Buddy mi disse: "Sono più vivo che mai!"

Qual è il significato di 'vivo' nelle sue parole? Per le persone ordinarie, per quelli che non credono in Dio, è assurdo, per questo potrei essere deriso, ma coloro che sono entrati nella vita interiore, sentiranno che Buddy sta vivendo ora nella Vita Eterna. Buddy è stato nella vita terrena per quarantadue anni ed in questo periodo ha fatto moltissime esperienze, ma queste non sono nulla se confrontate a quelle che sta vivendo ora in un brevissimo secondo: in un attimo sta facendo migliaia, milioni di esperienze nel mondo interiore, che lo appagano sia interiormente che esteriormente.

Quando Buddy morì, l'anima della mia madre terrena discese dal mondo delle anime e accompagnò la sua nel mondo vitale, poi il mio più caro amico e più grande ammiratore, il mio fratello spirituale Jyotish che morì tre anni fa, venne ad accogliere Buddy e lo portò in un mondo molto elevato perché riposasse. Io andai a trovarlo: è molto felice. Mi sedetti accanto a lui, e cosa disse? Disse che il suo corpo fisico era spazzatura: "Volevi che rimanessi con quel corpo?" Cosa avrei dovuto dirgli? "Spazzatura" disse. Quella è la parola che usò. Volle che stessi un po' con lui, mi fece sedere, scherzammo in maniera divina e mi raccontò alcuni segreti che ho raccontato ai suoi familiari. Posso riferire alcune cose della sua sollecitudine verso i suoi cari, ma non posso svelarvi i segreti più profondi. Disse che i bambini devono mangiare di più nei prossimi tre mesi. La scorsa notte venne da me e disse: "Riferisci a mia madre e a mia sorella che da questo momento non solo sarò dentro di loro, ma anche per loro, per loro, per loro."

Ieri sua nipote Holly mi chiese: "In Paradiso mangiano cibo?" Le risposi: "Certo!" Be', sono sicuro che tutti voi sapete che qui sulla Terra tutti mangiamo! ma questo succede anche in Paradiso, nel mondo vitale. Quel cibo è diverso dal nostro: è simile a piccole particelle di zucchero di un colore grigio intenso. Circa diciassette anni fa morì una delle mie sorelle. Era molto affezionata a me; mi diede quel cibo la prima volta che entrai in quel mondo vitale. Le dissi: "Non posso mangiarlo, è fatto di osso, non voglio mangiare ossa!" Mia sorella rise e me lo fece mangiare. Proprio la scorsa notte questo cibo mi è stato dato da Buddy ed al suo fianco c'era mia madre, il mio amico ed alcuni suoi amici, tutti seduti a mangiare. Coloro che credono nella vita interiore, nella vita spirituale, crederanno subito che questo mondo interiore è un mondo reale, dove parliamo, mangiamo e facciamo tantissime altre cose.

Più tardi i bambini mi chiesero: "Come possiamo parlargli?" Risposi: "Qui sulla Terra possiamo parlare al telefono con qualcuno che è molto lontano, ma c'è un altro genere di telefono per parlare con le persone che sono in Paradiso." Quest'altro telefono è la capacità dell'anima di esser una sola cosa. Tutti noi, non solo nella terra dei sogni o nel mondo dello spirito, ma anche in questo mondo della realtà, mentre meditiamo possiamo entrare nei nostri cari defunti, ma purtroppo non lo facciamo: viviamo nel fisico e non andiamo al di là dei suoi confini. Questo è il motivo per cui non sentiamo i nostri cari dopo la loro morte, ma se entriamo in profondità nella nostra meditazione, saremo in grado di vederli concretamente proprio davanti ai nostri occhi.

In questo momento l'anima di Buddy è nel mondo della Luna, che è considerato uno dei più alti livelli del mondo spirituale. Ci sono moltissimi mondi ma quello della Luna è pieno della più pure Gioia, Delizia e Tranquillità. Presto Buddy sarà di nuovo con noi; tra pochi anni sarà in un nuovo corpo ed io sarò in grado di dirvi che la sua anima si è reincarnata in un'altra forma. Gli ho detto che sua madre, sua sorella, suo fratello, suo padre e tutti i suoi cari lo vogliono vedere, e lui mi ha detto: "Vedermi? Mi avranno!" Lo avranno in una forma diversa, in un corpo diverso.


  1. DR 25. Nell'autunno del 1968, uno dei discepoli di Sri Chinmoy, Virgil Gant, chiamato Buddy, morì. Quello che segue è ciò che Sri Chinmoy disse al Centro di meditazione di New York poco dopo la morte del discepolo.

Parte IV: Morte e Vita: due sorelle inseparabili

DR 26-27. Queste due serie di aforismi sono state scritte da Sri Chinmoy in India nel 1962. Sono leggermente diverse dagli originali, che compaiono nel Respiro dell'Eternità.

Morte

La morte è naturale. Niente di naturale può essere dannoso. La morte è riposo. Il riposo è forza sotto mentite spoglie per un'ulteriore avventura.

Allo stato attuale dell'evoluzione umana, conquistare la morte può essere impossibile, ma superare la paura della morte non è solo fattibile, ma anche inevitabile.

La morte è normalmente il segno che l'anima, in circostanze particolari, ha esaurito le possibilità del suo progresso in un particolare corpo.

Quando la forza della possibilità perde con la forza dell'impossibilità, ciò si chiama Morte.

Una vita inutile è un cordiale invito alla morte.

La morte è il trattino di congiunzione tra la crescente paura dell'uomo e la riduzione delle sue energie vitali.

Chi preferisce la Morte alla Vita deve solo arrampicarsi sull'albero, ma chi preferisce la Vita alla Morte non deve solo arrampicarsi, ma anche scendere di nuovo per fare il lavoro di Dio.

Quando la Morte si avvicina ad un uomo, il suo essere psichico dice alla Morte: "Morte, aspetta, fammi vedere cosa desidero fare nella prossima nascita." La Morte dice: "Tu vuoi la vita, la crescita evolutiva. Scusa, stai chiedendo un favore alla persona sbagliata. Un ritardo di un secondo da parte mia potrebbe aggiungere qualcosa alla tua esperienza!"

La Morte dice che è immortale. I successi dell'uomo dicono: "Morte, hai ragione, ma la verità della questione è che brilliamo perpetuamente sul tuo seno. Non solo, brilliamo per sempre in te, attraverso te ed al di là di te. "

Vita

La vita è amore.
L'amore è vita.
La vita soddisfa Dio attraverso l'amore.
L'amore soddisfa Dio nella vita.

La vita ha una porta interiore. L'aspirazione la apre. Il desiderio la chiude. L'aspirazione apre la porta dall'interno. Il desiderio la chiude dall'esterno.

La vita ha una lampada interiore. Questa lampada interiore si chiama aspirazione e quando manteniamo ardente la nostra aspirazione, essa trasmetterà, senza fallo, all'intera creazione di Dio il suo luminoso splendore.

La vita ha una voce interiore. Questa voce è la Luce del Supremo. La vita è protezione, la vita è perfezione, la vita è appagamento quando ci apriamo a questa Luce del Supremo.

Dio è nella vita. Ma la vita deve risvegliarsi alla Luce della Sua Presenza, dei Suoi Piedi trascendentali.

Ogni giorno è il rinnovamento della vita. Ogni giorno è la rinascita della nostra assicurazione interiore che ogni individuo è lo strumento scelto dal Supremo per rivelare e realizzare l'Infinito Divino qui sulla terra.

La vita esteriore non trova altro che guai, torture, miseria e frustrazione. La vita che scorre verso l'interno scopre il mare di Pace e Felicità.

Per illuminare la nostra vita abbiamo bisogno di pensieri puri. Ogni pensiero puro è più prezioso di tutti i diamanti del mondo, poiché il respiro di Dio dimora solo nei pensieri puri dell'uomo.

Come iniziare il viaggio interiore della vita? Con l'idea semplice, il pensiero spontaneo che la realizzazione di Dio è il tuo diritto di nascita. Dove iniziare? Qui, interiormente. Quando iniziare? Ora, prima della nascita di un altro secondo.

La vita è sempre al lavoro. È sempre attiva, dinamica. Essa cerca di aiutare l'anima a completare il suo compito ancora incompiuto, la Missione divina. L'anima ha bisogno dell'aiuto della vita per aprirsi completamente. La vita ha bisogno dell'aiuto dell'anima per realizzarsi sia fisicamente che spiritualmente.

Il rimuginare e l'abbattimento sono i peggiori nemici che uccidono la Vita in tutta la sua divina ispirazione. Niente più rimuginare, niente più abbattimento. La tua vita diventerà la bellezza di una rosa, il canto dell'alba, la danza del crepuscolo.

Il gioco di nascita e morte. Esse giocano assieme. Il loro gioco è il gioco dell'armonia ed è sempre giocato nell'infinito seno della Vita.

Parte V: La vita dopo la morte: i mondi superiore ed inferiore

Domanda: Le circostanze in cui una persona muore, determinano dove va dopo aver lasciato il corpo?

Sri Chinmoy: Dipende principalmente dalla coscienza dell'individuo, e questa coscienza è il risultato accumulato gradualmente di tutta la sua vita. I miei bravi discepoli andranno immediatamente su un piano molto elevato se riescono a pensare a me al momento della morte. Se una madre viene uccisa mentre protegge suo figlio, la sua anima andrà in un mondo elevato. Quando un soldato muore difendendo il suo paese se il suo paese viene attaccato, andrà in un mondo elevato. In India ci fu un tempo in cui le mogli si gettavano nella pira funeraria dei loro mariti. La gente può dire che questo è un suicidio, ed è scontato che lo sia. Ma in questi casi le mogli non vanno nei mondi inferiori ed incoscienti dove di solito vanno le persone che si suicidano. Queste mogli avevano un grande amore, devozione ed unità con i loro mariti, e Dio benedisse le loro qualità divine e concesse loro la grazia di andare nei mondi dove altrimenti sarebbero andate secondo lo sviluppo delle loro anime. C'erano altre mogli, però, che erano state costrette a farlo per legge. Lo hanno fatto per paura, per necessità, ma non per sentimento di amore o unità. Anche per loro il trattamento non era lo stesso nel mondo interiore di quelli che si erano suicidati intenzionalmente. Anche loro andarono nei rispettivi luoghi secondo lo standard della loro anima, ma quelli che hanno dato la vita per gioia ed unità hanno naturalmente creato una forte connessione con i loro mariti che sarà mantenuta nelle vite future.

Domanda: Si dice che vedere le lacrime dei parenti e degli amici dia grande gioia all'anima nel momento in cui lascia il corpo. È vero?

Sri Chinmoy: In generale, ci sono tre tipi di anime umane: quelle che definiamo molto comuni, non illuminate; poi anime migliori ma ancora comuni; poi le anime grandi, straordinarie. Quando un uomo comune muore, si guarda intorno per vedere se i suoi cari ed i suoi amici stanno piangendo per lui. Se vede che nessuno si dispera, si demoralizza terribilmente, pensando: "Per tutta la vita li ho sempre aiutati, ed ora guarda che ingratitudine!" Queste anime comuni sono così attaccate ai loro cari ed alla Terra, che si sentono affrante se nel momento del trapasso il loro amore ed il loro sacrificio non sono riconosciuti. Ci sono anche anime non illuminate che assumono un atteggiamento malevolo e tornano in forma incorporea per spaventare i loro cari, se questi non si addolorano nel momento della loro morte. Se ci sono dei bambini in famiglia, il morto può assumere l'aspetto più brutto e apparirgli davanti per spaventarli.

Il secondo tipo di persona è stato buono, dolce ed ha aiutato molto i membri della propria famiglia, e nel momento della morte sente che dovrebbe esserci un legame di affetto ed attaccamento che duri per sempre. In genere non vuole lasciare la scena terrena perché sente che solo l'attaccamento può mantenere la connessione tra questo e l'altro mondo, così tenta di attirare il massimo affetto, benevolenza e interessamento da parte di parenti e amici. In questo modo soffre terribilmente, nella sua esistenza interiore, se vede che i suoi cari e i suoi amici non dimostrano alcuna empatia o tristezza per la sua perdita o non piangono amaramente, e pensa: "Vorrei stabilire qualcosa di permanente ma non ricevo alcun aiuto né collaborazione dai membri della mia famiglia."

Non è però il cosiddetto amore umano, l'attaccamento umano, che può creare un legame eterno e divino tra l'anima che se n'è andata e le anime che sono sulla Terra: l'amore che lega gli esseri umani non potrà mai durare, è come una fune di sabbia; solo l'amore divino può trascendere ogni barriera.

Veniamo, ora, alle grandi anime, i Maestri spirituali. Quando un Maestro lascia il corpo, si rattrista se vede che i suoi discepoli piangono amaramente per la sua perdita, perché non lo riconoscono completamente come Maestro spirituale. Una persona spirituale, che ha Realizzato Dio, vive su tutti i piani, la sua coscienza pervade tutti i mondi. Quindi, se i suoi discepoli piangono amaramente, pensando che non lo vedranno più, lo stanno ponendo nella stessa categoria di una persona comune: è come un insulto.

Il Maestro sa che apparirà davanti ai discepoli che stanno sinceramente pregando, meditando ed aspirando; sa che li guiderà, li forgerà e plasmerà per tutto il tempo, che sarà in grado di entrare in loro e che loro saranno in grado di entrare in lui. Perciò si rattristerà certamente se i discepoli pensano: "Ora il Maestro se n'è andato e non lo sentiremo mai più, non servirà rivolgergli delle preghiere, quindi pregare è inutile. Andiamo da qualche altro Maestro o cerchiamo un altro modo di progredire spiritualmente."

Così i Maestri spirituali si dispiacciono quando le persone a loro più care piangono per loro; mentre le persone comuni ne traggono gioia. Certo, per un po' i discepoli possono sentirsi tristi per aver perso il loro Maestro e perché non lo vedranno più sul piano fisico, ma la tristezza non deve permanere, perché la gioia dell'anima, l'intenso amore e l'affetto onnipervadente dell'anima, devono entrare nei discepoli che hanno sinceramente accettato il Maestro come l'unica guida della loro vita.

Domanda: Perché la gente conserva il corpo per alcune ore o anche per alcuni giorni dopo che l'anima se n'è andata?

Sri Chinmoy: Questo succede perché i parenti vogliono vedere quello che resta del loro caro, si sentono tristi perché questo corpo, questa persona, li ha aiutati ed amati durante la vita. Il padre non vede l'anima della madre durante la sua vita, vede il suo corpo, così è attaccato al fisico; perciò vuole trattenerlo più a lungo possibile. Il corpo è inutile senza l'anima, è come un vecchio vestito sporco da buttare nella spazzatura.

Un'anima comune che lascia il corpo, tende ad aggirarsi nelle vicinanze: nella casa, nel cortile o in qualche posto lì vicino. Dio dà all'anima la possibilità di vedere se la famiglia le era realmente affezionata e l'anima dà alla famiglia la possibilità di mostrare se era effettivamente interessata alla sua morte. Dopo alcune ore, di solito circa undici o più, l'anima se ne va e non torna indietro.

Domanda: Anche se il cercatore non ha Realizzato Dio sulla Terra, la sua anima Lo vedrà e Lo Realizzerà dopo aver lasciato il corpo?

Sri Chinmoy: Ogni anima è destinata a vedere Dio, perché l'anima viene direttamente da Dio. Quando lascia il corpo, va nel mondo vitale, poi nel mondo mentale, nel mondo psichico e finalmente nel mondo dell'anima. Qui riposa per un po' e poi, prima di scendere in una nuova incarnazione, avrà un colloquio con Dio. L'anima dovrà presentarsi davanti al Supremo e dire quanto ha realizzato nella precedente incarnazione, valuterà le possibilità di quella successiva e farà delle promesse al Supremo. Gli scopi e gli ideali che l'anima esprime, il suo ruolo nel mondo della rivelazione e della manifestazione, devono essere approvati dal Supremo. Qualche volta il Supremo in Persona dice: "Voglio questa tale cosa da te. Cerca di portarla a termine, là sulla Terra, per amor mio."

L'anima che vede Dio e che conversa con Lui, è per noi qualcosa di difficile da immaginare, perché quasi tutti noi non abbiamo mai visto l'anima qui sulla Terra. Finché non abbiamo libero accesso all'anima, finché non udiamo la sua voce e non tentiamo di realizzare i suoi precetti interiori, è semplicemente impossibile per noi Realizzare Dio. Dopo aver lasciato il corpo, ogni anima vedrà Dio, nel modo in cui io vedo te che sei di fronte a me, ma realizzare Dio nel fisico, qui sulla Terra, è una cosa completamente diversa. Qui l'intera coscienza, la coscienza fisica, individuale, si fonde con la Luce e con la Beatitudine infinite.

Quando leggiamo libri spirituali o ascoltiamo altri, possiamo sentire che Dio è nostro; ma la nostra cosciente unità è una cosa diversa. Quando consapevolmente sentiamo Dio come completamente, veramente nostro, allora in ogni momento nella nostra vita interiore, nella nostra esistenza interiore, sentiremo Pace sconfinata. Esteriormente possiamo essere attivi, ad esempio stiamo conversando, ma nella nostra vita interiore siamo un mare di Pace, Luce e Delizia. Quando il mare di Pace, Luce e Delizia entra nel nostro essere fisico, nella nostra coscienza fisica, la nostra divinità interiore può essere manifestata sulla Terra. In Paradiso non possiamo manifestare niente, e nemmeno conseguire niente. Se l'anima non realizza Dio mentre si trova qui sulla Terra, tra le catene del finito, non Lo realizzerà quando sarà nel proprio mondo. La realizzazione può essere ottenuta solo attraverso il fisico.

Domanda: Guru, ti vedremo nel momento in cui lasceremo il corpo?

Sri Chinmoy: Se siete miei veri discepoli, mi vedrete senz'altro quando lascerete il corpo, questo ve lo assicuro. Se siete miei veri discepoli, non potrete morire senza che io lo sappia ed acconsenta. In quel momento starò di fronte a voi e vi prenderò nel mio carro. Vi porterò in un carro d'oro, d'argento o di bronzo, vedrete. Questa è la promessa che fanno i grandi Maestri spirituali: di venire a prendere le anime dei loro discepoli.

Domanda: Ti vedremo dopo che tu avrai lasciato il corpo?

Sri Chinmoy: Mi potrete vedere in sogno per uno o due minuti. Quando i Maestri spirituali lasciano il corpo, spesso aprono il terzo occhio dei loro discepoli per alcuni minuti.

Domanda: Ti vedranno tutti nel mondo interiore dopo la morte?

Sri Chinmoy: La regione dell'anima è un luogo grande, un luogo vasto. Anche la Terra è un luogo vasto e se tu non fossi venuto nel mio Centro, non ti avrei visto. Nel mondo interiore mi muovo da un luogo all'altro, se la mia dimora principale è sullo stesso piano in cui si trova una certa persona, certamente quella persona mi vedrà. Là ci sarà un gruppo di persone che mi amano veramente e che mi sono sinceramente devote. Dimoreremo insieme in quello stesso piano, ma coloro a cui non interesso, quelli che non sanno nulla di me e che non hanno alcuna connessione con me, non mi vedranno, a meno che non sia espressa Volontà del Supremo. Quelle persone vedranno altri al loro stesso livello di sviluppo e staranno con quelli che amavano.

Domanda: Una mia amica, una signora molto spirituale, è scomparsa recentemente. Incontrerà i suoi amici in Paradiso?

Sri Chinmoy: Se anche i suoi amici erano spirituali ed altamente evoluti e se sono ancora in Paradiso, andranno a riceverla, ma se hanno lasciato il corpo molto prima di lei, chi lo sa dove sono ora? Potrebbero essere nella regione del Paradiso o indugiare ancora nel piano vitale, oppure essere già in un'incarnazione umana. Se invece sono passati attraverso il mondo vitale, mentale ed alcuni altri mondi, ed ora stanno godendo il riposo beato del Paradiso, e se queste anime mantengono il loro affetto per la tua amica, andranno a riceverla e l'aiuteranno a godere di una vita di beatitudine in Paradiso.

Mia madre era una donna molto spirituale, e quando fu in procinto di lasciare il corpo, un mio parente molto stretto vide in sogno gli amici di mia madre che stavano arrivando a riceverla in un carro d'oro. Quando morì mio padre, uno dei miei zii, che si trovava altrove, vide in sogno un altro zio ed alcune altre persone che venivano a prenderlo in una barca d'oro. Erano in molti a ricevere i miei genitori, perché sia loro, sia molti dei loro amici e parenti, erano profondamente spirituali. Quasi tutte le persone spirituali e religiose hanno parenti che vengono a riceverle. Per le persone spirituali è più facile venire, perché hanno quasi libero accesso a questo mondo. Quando le persone comuni, che non sono spirituali e non aspirano, lasciano il corpo, non vanno direttamente da Dio, ma rimangono nel mondo vitale e soffrono molto.

Quando morì, il padre di una mia discepola andò nel mondo vitale e non fu trattato bene. Stava avendo problemi; finché uno degli esseri vitali gli chiese se avesse conosciuto alcuna persona spirituale o religiosa nella sua vita. Egli disse: "Sì, conosco l'amico di mia figlia" riferendosi a me. Quando fu pronunciato il mio nome, gli esseri vitali seppero subito con chi era connesso e lo rilasciarono immediatamente. Fu così in grado di lasciare il mondo vitale, il mondo della tortura, e di andare in un eccellente mondo superiore.

Il padre di un'altra discepola mi aveva visto solo una volta in Canada, ed in quel momento il suo intero corpo aveva vibrato dalla testa ai piedi di una gioia indescrivibile. Quando lasciò il corpo, andò in un mondo molto elevato, ma non fu soddisfatto di questo piano, perciò la sua anima venne da me e disse: "Voglio andare in un mondo più alto." Così chiamai Jyotish, uno dei miei amici, per portarlo nel piano in cui viveva lui. Ora è estremamente felice in quel mondo elevato; qualche volta viene da me per esprimere la sua più profonda gioia. Quando assumerà la sua prossima incarnazione, lo saprò, molto probabilmente si incarnerà in una famiglia italiana, ma questo assolutamente dipende dalla Volontà del Supremo e, naturalmente, ci sarà una piccola interferenza da parte mia se lui vorrà andare in un luogo che io non approvo.

Qualche volta le anime sbagliano quando decidono la loro successiva incarnazione, ma se sono molto vicine al mio cuore, non permetto che lo facciano. Proprio ora, mentre vi sto parlando, credetemi, sto sentendo una vibrazione interiore da parte di suo padre: vuole venire nella famiglia di uno dei nostri discepoli, per la prima volta vede una connessione interiore. All'inizio voleva andare in una famiglia italiana ma ora, mentre sto parlando, nel mondo interiore mi sta mandando il messaggio che vuole venire in una delle famiglie dei nostri discepoli. Niente ci darà gioia più grande che averlo con noi e vedremo cosa farà l'altro padre dopo essersi riposato per un po'.

Domanda: L'anima sarà in grado di fare delle esperienze nei mondi in cui andrà, dopo aver lasciato il corpo?

Sri Chinmoy: Non appena l'anima lascia questo corpo fisico, esso si dissolve in materia fisica. Il corpo entra nel livello fisico, il vitale entra nel livello vitale e la mente entra nel piano mentale. L'anima passa attraverso il fisico sottile, il vitale, il mentale, lo psichico ed infine giunge nella regione dell'anima. Mentre passa attraverso questi piani, prende con sé l'essenza di tutte le esperienze che ha vissuto sulla Terra.

L'anima fa diversi tipi di esperienze sottili in questi altri livelli, ma in quei mondi esse non si manifestano. Se l'anima fa delle esperienze sulla Terra, queste presto o tardi si manifesteranno. L'anima può aspirare in qualunque mondo, nei mondi più elevati avrà solo l'aspirazione e questa infine prenderà la forma di esperienza. La stessa aspirazione è un'esperienza, ma sulla Terra, quando l'anima osserva la sofferenza o la gioia o le attività del mondo, queste esperienze che l'anima fa qui, la conducono costantemente verso una più piena Manifestazione della Divinità.

Domanda: Hai detto che quando l'anima lascia il corpo dopo la morte, entra nella sfera vitale. Cos'è la sfera vitale?

Sri Chinmoy: La sfera o regione vitale è semplicemente un mondo, e quel mondo è anche dentro di noi. Così come esiste il mondo fisico, esiste quello vitale, quello mentale, quello psichico, quello dell'anima, ed altri mondi. Quando scendiamo dentro di noi, troviamo il mondo vitale, che è immediatamente successivo al fisico. Questo vitale agisce in noi ogni giorno: qualche volta è la nostra coscienza fisica ad entrare in esso, altre volte il mondo vitale entra nel fisico.

Molto spesso entriamo nel mondo vitale durante i sogni. Quando l'anima passa da un piano di coscienza ad un altro durante i sogni, il primo piano in cui entra lasciando il fisico, è il vitale. E quando l'anima lascia il corpo e la persona muore, il mondo vitale è il primo passo nel viaggio dell'anima verso il suo luogo di riposo e la sua destinazione.

Alcune anime soffrono in quel luogo mentre altre no. È come visitare un nuovo Paese sconosciuto: alcuni sono fortunati e convivono liberamente con gli abitanti del nuovo Paese, comprendendo quasi subito la loro cultura, mentre altri no.

Il vitale che è incarnato nel nostro fisico è qualcosa di concreto: non possiamo vederlo con gli occhi fisici, ma nei nostri sentimenti e nelle nostre percezioni interiori possiamo sentirlo. Con i nostri occhi umani possiamo invero vedere i movimenti e le attività del vitale qui sulla Terra, che può prendere ed ha preso la forma di un corpo sottile. Quando l'anima lascia il corpo, esso smette di funzionare e perde la sua forma; la 'forma' vitale che avevamo durante la vita, entra nel livello vitale: il vitale che aveva una forma entra nel vitale senza forma. Là si riposa o si disintegra, mentre l'anima torna alla sua regione.

Domanda: Com’è il mondo vitale?

Sri Chinmoy: Nel mondo vitale contiguo a quello fisico c'è un caos tremendo, agitazione, insicurezza, oscurità, insoddisfazione ed un senso d'incompletezza. Tuttavia uno straordinario potere agisce in e attraverso tutte queste forze. Questo mondo è una parte del passaggio attraverso cui le anime arrivano nel mondo fisico prima della nascita, ed attraverso cui tornano ai mondi superiori dopo la morte. È molto caotico, vedrete molte cose rotte e deformate come se fosse passato un ciclone. Gli esseri che migrano in questo mondo vitale di solito non sono felici, lo sono soltanto quando l'hanno attraversato e sono entrati in un mondo vitale superiore, dove esiste un chiaro scopo cosciente ed un impulso verso l'alto.

Domanda: L'inferno è un posto reale nei mondi vitali, o è solo uno stato di coscienza?

Sri Chinmoy: Sul piano fisico-mentale l'inferno è un luogo per l'esperienza dell'anima. Se conduci una vita iniqua devi andarci, e in quel luogo vi è vera tortura, una tortura inimmaginabile. Soprattutto per chi si è suicidato, il supplizio è infinitamente peggiore dell'essere bolliti vivi nell'olio. La sofferenza attraverso cui passano i suicidi nel fisico sottile e nel vitale sottile è impensabile ed insopportabile. Essi non ottengono un'altra incarnazione per molto tempo e dopo aver sofferto nel mondo vitale per molti anni, quando finalmente ottengono un'incarnazione, sono menomati: ciechi, paralizzati, down, ogni genere d'imperfezione e non per una sola incarnazione. Se non ricevono il perdono da un Maestro spirituale o dalla Grazia di Dio, tutto ciò andrà avanti per diverse incarnazioni. Oltretutto creano disturbo, fin dall'inizio, nella famiglia in cui nascono, ad esempio se un suicida s'incarna ed è pazzo, crea seri problemi all'intera famiglia. Queste anime inoltre spesso accrescono il loro karma negativo perché proseguono nello stesso modo senza cambiare, ma se c'è la Grazia di Dio o se interviene un Maestro spirituale, l'anima riceverà aiuto.

Quindi, quando viviamo nella coscienza fisica grossolana o nella coscienza del corpo, l'inferno è un luogo reale, ma dal punto di vista spirituale l'inferno, come pure il Paradiso, è un piano di coscienza. Sia il Paradiso sia l'inferno iniziano nella mente. Nel momento in cui pensiamo a qualcosa di buono oppure preghiamo, meditiamo e cerchiamo di offrire la Luce interiore ottenuta dalla nostra meditazione e preghiera, cominciamo a vivere in Paradiso. Quando invece pensiamo male di qualcuno, lo critichiamo o coltiviamo pensieri negativi su di lui, allora entriamo nell'inferno.

Noi creiamo il Paradiso e l'inferno: con i nostri pensieri divini creiamo il Paradiso e con quelli negativi, stupidi e non-divini creiamo l'inferno in noi. Paradiso ed inferno sono stati di coscienza situati profondamente dentro di noi; quando andiamo in profondità vediamo che l'intero universo è in noi. In questo corpo fisico c'è quello sottile ed in quello sottile, nel cuore, troviamo l'esistenza dell'anima. Poi, se da lì andiamo dentro in profondità, vedremo l'intero universo.

Parte VI: Reincarnazione: il grande pellegrinaggio

Domanda: Qual è lo scopo della reincarnazione?

Sri Chinmoy: Non possiamo fare tutto in una sola incarnazione: se restiamo nel mondo del desiderio non riusciremo mai a completarci. Da bambini abbiamo milioni di desideri e persino a settant'anni siamo infelici se vediamo che un determinato desiderio non è stato esaudito. Più soddisfiamo i desideri e più questi aumentano: da una casa ne vogliamo due, da un'automobile ne vogliamo due, e così via. Non c'è limite a tutto questo. Dopo aver appagato i nostri desideri, vediamo che siamo ancora insoddisfatti e così diveniamo vittima di altri desideri o di desideri più grandi.

Colui che ci è più caro è Dio: pensate che ci consentirà di rimanere insoddisfatti? No! Il vero scopo di Dio è di appagare ciascun individuo e Se Stesso attraverso di noi; per questo ci farà tornare ripetutamente per soddisfare i nostri desideri, se in quest'incarnazione qualcuno desidera diventare milionario ed alla fine del suo viaggio non c'è riuscito, se proprio lo desidera intensamente, dovrà tornare finché non lo sarà diventato. Ma diventando milionario, vedrà di esser comunque rimasto un mendicante, perché non avrà trovato pace mentale. Se invece entra nel mondo dell'aspirazione, potrebbe non avere molti soldi ma avrà pace mentale, e questa è la vera ricchezza.

Se restiamo nella vita di desiderio, vedremo il susseguirsi infinito di desideri, mentre se passiamo alla vita di aspirazione, vedremo il tutto, entreremo nel tutto e, infine, diverremo il tutto. Sappiamo che se potremo Realizzare Dio, in Lui troveremo ogni cosa, perché tutto esiste in Lui; quindi, infine, lasceremo il mondo del desiderio per entrare nel mondo dell'aspirazione. Qui diminuiremo i nostri desideri, e penseremo di più alla Pace, alla Beatitudine e all'Amore divino. Ottenere un po' di Pace, una goccia di nettare, può richiedere molti anni, ma una persona spirituale è pronta ad aspettare indefinitamente l'ora di Dio per soddisfare la sua aspirazione. Questa aspirazione di raggiungere Pace, Luce e Beatitudine non sarà vana. Se il nostro scopo è di entrare nell'Altissimo, nell'Infinito, nell'Eterno e nell'Immortale, allora certamente il breve intervallo di una vita non è sufficiente. Dio non ci consentirà di rimanere insoddisfatti: nella successiva incarnazione continueremo il nostro viaggio.

Siamo viaggiatori eterni, dobbiamo continuare e continuare fino al raggiungimento della nostra Meta. La Perfezione è lo scopo di ogni aspirante: stiamo cercando di perfezionare noi stessi in un mondo imperfetto, e questa perfetta perfezione non si può ottenere in una sola vita. È attraverso l'aspirazione e l'evoluzione che l'anima sviluppa la completa possibilità di Realizzare l'Altissimo e di esaudire il Divino. La prima parte che deve aspirare è il fisico, l'umano in noi, per divenire uno col Divino in noi, l'anima. In questo momento il corpo non ascolta i comandi dell'anima: la mente fisica si ribella. I processi della mente fisica ricoprono il proposito divino dell'anima, non permettendole di manifestarsi.

Nell'attuale stadio evolutivo la maggior parte delle persone è incosciente, non sa quello che l'anima vuole o ciò di cui ha bisogno. Ci sono quindi desideri, ansia di successo, intensità ed eccitazione: tutto questo deriva dal vitale o ego, mentre tutto ciò che è compiuto con la coscienza dell'anima è sempre Gioia totale. Talvolta udiamo i comandi dell'anima o i messaggi della nostra coscienza, ma lo stesso non facciamo o non diciamo la cosa giusta, no: la mente fisica è debole, siamo deboli. Invece, se iniziamo ad aspirare con la mente, e poi andiamo oltre la mente fino all'anima, potremo facilmente ascoltarla ed obbedire ai suoi comandi.

Verrà un giorno in cui l'anima sarà in grado di esercitare le sue qualità divine, e di far sentire a corpo, mente e cuore, che hanno bisogno di scoprire se stessi. Il fisico ed il vitale vorranno consapevolmente ascoltare l'anima ed essere istruiti e guidati da essa: in quel momento avremo qui nel fisico una natura ed una vita immortali, perché la nostra anima sarà diventata totalmente e inseparabilmente una sola cosa col Divino sulla Terra. In quel momento dovremo offrire la nostra ricchezza interiore al mondo intero, e manifestare le potenzialità della nostra anima.

Molto spesso succede che la Realizzazione avvenga in una certa incarnazione, ma poi per la Manifestazione l'anima debba scendere sulla Terra molte altre volte. Fino a che non riveleremo e non manifesteremo la più alta Divinità in noi, il nostro gioco non sarà terminato. Non avendo completato il nostro ruolo nel Dramma Cosmico, dovremo tornare molte volte nel mondo. In una delle sue incarnazioni però, durante l'evoluzione, l'anima Realizzerà e Manifesterà pienamente il Divino, nel fisico ed attraverso di esso.

Domanda: L'intero mondo diverrà alla fine un luogo migliore, per gli effetti dell'evoluzione che avviene attraverso la reincarnazione?

Sri Chinmoy: Il mondo si evolve e progredisce costantemente, consciamente o inconsciamente. È come un minuscolo seme che germoglia per trasformarsi poi in un albero, è così che il mondo si evolve. Siamo passati dal mondo minerale a quello vegetale, poi al regno animale: ora siamo umani, ma se siamo abbastanza sinceri vediamo che, nonostante la nostra mente sviluppata e cosciente, non ci siamo ancora sbarazzati delle nostre propensioni e qualità animali. Siamo ancora per metà animali che litigano, lottano e combattono. Verrà però un giorno in cui ci saranno persone divine sulla Terra, e noi le vedremo di fronte a noi, proprio come ora vediamo gli esseri umani.

Question: Domanda: Come può un Maestro spirituale come te, convincere gli altri che la reincarnazione è una cosa reale?

Sri Chinmoy: Se qualcuno mi chiedesse di convincerlo che lui abbia avuto vite precedenti, anche se lui non ci crede, potrei provarglielo. Gli chiederei di meditare con me per alcuni minuti ed entrerei in lui, e farei emergere la sua ultima incarnazione: porterei in luce l'immagine di un paio delle sue attività di allora, in modo che gli fosse del tutto chiaro chi sia stato.

Ho fatto questo diverse volte a New York, ma a volte non è la cosa giusta per la persona sapere della sua incarnazione passata, e allora non glielo dico. Uno dei miei discepoli più devoti un giorno mi chiese della sua incarnazione precedente; gli dissi che era un barcaiolo in Giappone, e che poteva scendere in profondità per vederlo; prima che terminassi la frase, lui stesso vide che era stato un barcaiolo. Ma per le persone arroganti, per quelli che non ci credono, e ci sono persone che non ci credono quando parli di reincarnazione, è da vedere se vale la pena convincerli riguardo al passato: se sono soddisfatti con la loro nozione che non c'è reincarnazione, dovremmo lasciarli contenti così, dopotutto, chi è che ci perde?

Una volta un ragazzo (che non era mio discepolo) mi chiese della sua ultima incarnazione. Gli dissi che viveva in Germania e che morì in un incidente aereo. Immediatamente disse che fin dall'età di tre anni era stato un grande ammiratore di Hitler, che sapeva leggere libri in tedesco e poesie tedesche fin dall'età di tre anni. Ma quest’informazione non aiutò affatto il ragazzo in senso spirituale: era curioso ed io nutrii la sua curiosità, non la sua spiritualità. Ecco perché nella maggior parte dei casi non parlerò alla persona delle sue incarnazioni passate.

Domanda: Condurre una vita positiva e raggiungere il Nirvana significa non reincarnarsi più?

Sri Chinmoy: La reincarnazione non significa che se si compiono buone azioni, azioni divine, non si tornerà, mentre se si fanno cose cattive, cose sbagliate, si tornerà. No, tutti torneranno nel mondo, ma chi fa delle azioni buone naturalmente avrà una vita migliore, nell'incarnazione successiva, rispetto a chi fa cose cattive.

Il Nirvana è il sentiero della negazione. Coloro che seguono il sentiero del Nirvana vogliono rimanere nella Beatitudine definitiva o estinzione, ma non si dovrebbe usare il termine estinzione: si tratta della Beatitudine definitiva. Queste persone non vogliono reincarnarsi e quando entrano nel Nirvana, il viaggio per loro è terminato. L'anima sente che non camminerà o non correrà oltre, non vuole più essere coinvolta nelle attività terrene. Nessuno può obbligare l'anima a reincarnarsi eccetto il Supremo, che nonostante abbia questo potere non lo esercita. Il Supremo non obbliga nessuno a fare nulla.

Vi sono poi delle anime che vogliono avere una parte consapevole nel Lila o Gioco Divino di Dio. Sanno che la reincarnazione è assolutamente necessaria per servire Dio qui sulla Terra. È sulla Terra che si deve realizzarLo: in nessun altro pianeta o piano di coscienza questo può avvenire. Dopo la realizzazione alcuni promettono di tornare, come Swami Vivekananda e Sri Ramakrishna, i quali dissero che se sulla Terra dovesse rimanere anche una sola persona non realizzata, sarebbero pronti a tornare. Anche nel mio caso, tornerò se potrò essere di qualunque servizio al Supremo nell'umanità.

Domanda: L'anima può reincarnarsi su altri pianeti?

Sri Chinmoy: L'anima che ha preso forma o è entrata in un corpo umano non può reincarnarsi in altri mondi, può attraversare altri piani: fisico, vitale, mentale e psichico. Non appena l'anima lascia il corpo, passa attraverso questi piani e raggiunge la sua regione specifica. Ma là l'anima non si reincarna: attraversa solamente questi luoghi, che sono parte del suo viaggio di scoperta. Li visita senza reincarnarsi là. L'anima si reincarna solo nel mondo fisico sulla Terra. Solo qui l'anima deve manifestare la sua divinità.

Ci sono sette mondi superiori e sette mondi inferiori, e durante il sonno o la meditazione l'anima viaggia attraverso di essi, può attraversarli, dirigendosi verso quello più elevato o visitare i piani inferiori. Una persona comune non è in grado di vedere l'anima o sentirne i movimenti, ma un grande aspirante spirituale o un Maestro spirituale può sapere cosa fa l'anima e su quale piano si trova. La reincarnazione avviene solo qui sulla Terra, in questo mondo.

Domanda: L'anima per reincarnarsi ha sempre bisogno dei genitori fisici?

Sri Chinmoy: Per ora il corpo fisico deve provenire da genitori fisici. Verrà però un giorno in cui, come afferma la maggior parte delle grandi figure spirituali, i genitori non saranno più necessari per portare sulla Terra un'anima nel corpo fisico: sarà fatto su un piano occulto e l'anima verrà al mondo con un corpo luminoso. Il mondo si sta gradualmente evolvendo verso questa direzione.

Domanda: Ho letto che quando l'anima s'incarna nel mondo, è come se entrasse in un campo di battaglia. È vero?

Sri Chinmoy: Ogni volta che torniamo nel campo della Manifestazione ed entriamo nel mondo, è come andare in battaglia. Qui il cercatore spirituale, il soldato divino, deve lottare contro paura, dubbio, ansietà, preoccupazione, limitazione, schiavitù, ed il suo peggior nemico: la morte. Lotta continuamente contro l'ignoranza e la morte è figlia dell'ignoranza: o perde e muore, oppure conquista tutte queste imperfezioni e forze negative, e torna da Dio vittorioso.

Domanda: Quando l'anima si reincarna in un nuovo corpo, cosa succede al cuore spirituale? Va da una vita all'altra come l'anima?

Sri Chinmoy: Quando l'anima lascia il corpo, porta con sé la quintessenza delle esperienze che corpo, mente, vitale e cuore hanno avuto in questa vita, ma quando va nella regione dell'anima non porta con sé il cuore, il vitale o la mente. Quando si reincarna in un nuovo corpo, l'anima, o si può dire l'essere psichico o Purusha, è sempre la stessa, e porta ancora con sé i risultati e le esperienze delle sue vite passate, ma riceve un nuovo cuore, una nuova mente, un nuovo vitale e un nuovo corpo.

Domanda: È possibile che l'anima di un bambino sia meno evoluta di quelle dei genitori della famiglia in cui s'incarna?

Sri Chinmoy: Qualche volta i genitori sono inferiori, molto inferiori ai figli, mentre altre volte sono superiori, ma come nel mondo esteriore i genitori cercano di far diventare i loro figli saggi e bene educati, così anche nel mondo interiore i figli progrediscono e crescono se i genitori pregano e meditano su di loro.

Domanda: L'anima ha la possibilità di fare delle scelte sull'ambiente in cui vivrà e sul corpo che prenderà?

Sri Chinmoy: Nessuno obbliga l'anima. La stessa anima compie le proprie scelte, ma queste devono essere approvate dal Supremo. Mentre siede sulla cima dell'albero, l'anima sente che scendendo sulla Terra sarà in grado di esaudire se stessa; come sapete però, il mondo è pieno d'imperfezioni e limitazioni, e quando tocca i piedi dell'albero, sente che vi sono tutt'attorno forze oscure e cattive che tentano di catturarla e divorarla. Così, dopo essere scesa, qualche volta, sentendo che l'ambiente che ha scelto non è salutare, l'anima può lasciare il corpo.

Domanda: Puoi aiutarmi a lasciare il corpo più in fretta possibile e a reincarnarmi in un posto che sia alto e molto freddo, con molta nebbia e neve?

Sri Chinmoy: Ho il potere di fare quello che mi chiedi, ma se vado dal Supremo con la tua richiesta, riderà di me! Dirà: "Che specie di discepolo hai? Ha appena aperto gli occhi e vuole già chiuderli di nuovo!"

Il clima non ha niente a che fare con la realizzazione di Dio. Sri Ramana Maharshi e Sri Aurobindo erano dell'India del Sud, che ha un clima molto caldo, ma questo non ha impedito loro di Realizzare Dio. Ci sono molti aspiranti che vivono lontani nelle caverne dell'Himalaya, tra le nevi eterne, e non sono riusciti a realizzarLo. Il clima non ha niente a che fare con questo, è il calore interiore dell'aspirazione che può portare alla realizzazione di Dio, non le condizioni climatiche esteriori.

Tagore, il nostro massimo poeta, era solito scrivere da sei a otto poesie al giorno. Una volta pensò che se avesse potuto ritirarsi in un luogo solitario, avrebbe potuto comporre molto meglio. Lasciò così la sua casa e si confinò in un luogo solitario tra le montagne. Mentre era là, non fu in grado di scrivere un singolo brano di poesia e scoprì che ciò che è della massima importanza non è l'ambiente, ma l'ispirazione interiore.

Dio ha scelto le condizioni nelle quali stai vivendo la tua vita attuale. È come una commedia: il palcoscenico è pronto ed il sipario è stato alzato perché tu possa recitare la tua parte ed avanzare nel sentiero spirituale. Le tue attuali condizioni sono le migliori possibili per il tuo progresso. Ora vuoi lasciare il corpo ed entrare in un nuovo corpo, in un'altra incarnazione, in modo da avere un ambiente che pensi possa soddisfarti meglio, ma quel genere di vita sarebbe peggiore dell'attuale, perché è scelto da te, mentre la tua vita attuale è stata scelta da Dio.

Se ciò che hai fatto in passato in questa incarnazione ti disturba, vorrei dirti che la mia filosofia è: "Il passato è polvere." Qualsiasi cosa tu abbia fatto alcuni anni fa o perfino ieri, non dovrebbe preoccuparti. Il passato non è importante. È quello che farai d'ora in avanti che potrà accelerare il tuo progresso. Ora hai un Maestro spirituale nel corpo fisico ad aiutarti ed è il presente e il futuro che in esso fluisce, che possono darti la liberazione.

Domanda: Tutte le sofferenze sono il risultato di un cattivo karma, di questa vita o di una vita passata?

Sri Chinmoy: Non necessariamente. Qualche volta ciò che succede dipende dal fatto che la nostra anima vuole avere l'esperienza della sofferenza, anche se non abbiamo fatto nulla di sbagliato. Vuole entrare nella profondità del dolore solo per sapere cosa sia.

Supponete che una persona molto spirituale trovi necessario punire qualcun altro. Dopo averlo fatto, entra nella persona che sta punendo e si identifica con essa, e l'intensità con cui sente quest'esperienza è molto maggiore di quella che sente l'altro.

Spesso facciamo degli errori e presto o tardi ne paghiamo le conseguenze, ma ci sono situazioni in cui soffriamo a causa delle forze cosmiche. A volte genitori sinceri e molto devoti hanno dei figli che sono del tutto non spirituali, non divini, ordinari. Potete pensare che forse anche i genitori non erano spirituali e hanno fatto cose sbagliate nelle loro incarnazioni precedenti. In alcuni casi questo è vero, ma può non essere così.

A volte i cercatori sinceri sono tormentati da forze ostili, animali, che operano nel mondo. Quando queste forze non-divine, ostili, che si muovono senza controllo, si comportano come elefanti infuriati o entrano in una persona, questa soffre. In pratica, immagina che intorno a noi ci siano degli animali che si assalgono e combattono tra loro furiosamente. Non importa quanto buono o sincero tu sia, un elefante senza controllo ti schiaccerà e basta. Non puoi prevedere quando questi animali si muoveranno intorno a te. Così, quando un cercatore sincero soffre, non dobbiamo arrivare subito alla conclusione che nella sua incarnazione precedente abbia fatto cose sbagliate.

Praticando regolarmente la vita spirituale, staremo nel campo del Potere Divino, che è come un forte. Siamo nel forte, protetti da Dio. Quando le forze negative, non-divine, cercano di attaccarci, la Grazia Divina si erge sulla loro strada. Le persone spirituali cercano sempre di essere consapevoli della Compassione, della Benedizione e della Luce di Dio, perché sanno che pur non facendo cose sbagliate possono essere attaccate da forze non-divine. E quando fanno cose sbagliate, sanno subito che c'è qualcuno che può perdonarle, proteggerle ed elevare la loro coscienza, e questo qualcuno è il loro Pilota Interiore, o Dio.

Domanda: Potresti spiegarci come la legge del karma ci condiziona in questa vita o in quella successiva?

Sri Chinmoy: In noi stessi portiamo il nostro passato. È un flusso continuo. "Raccoglierai ciò che hai seminato." Se facciamo uno sbaglio, oggi o domani nel mondo fisico o nel mondo interiore ne subiremo le conseguenze. Se abitualmente rubo, un giorno sarò scoperto e messo in prigione. Potrebbe non essere oggi, ma un giorno accadrà. Se faccio qualcosa di buono, se prego, medito e faccio cose divine, otterrò i risultati anche di questo. A volte vediamo qualcuno che ha commesso atti negativi, godersi la vita, ma forse ha fatto qualcosa di straordinariamente positivo nell'incarnazione precedente ed ora sta godendo i risultati di quelle azioni buone, mentre i risultati delle sue azioni sbagliate non hanno ancora cominciato ad offrire i loro frutti. Nel crepuscolo della sua vita o in una vita futura sarà certamente punito.

Nel caso di una persona comune, che non aspira, la compensazione karmica è certa ed inevitabile: la legge del karma è sempre vincolante e si avvolge come un serpente attorno alla persona. Si deve pagare il pedaggio, la tassa, la legge del karma è inesorabile. C'è però anche una cosa chiamata Grazia Divina. Se ho compiuto degli atti sbagliati perché ero ignorante e se ora piango disperatamente per il perdono, la Compassione di Dio scenderà certamente su di me. Quando una persona entra nella vita spirituale, il suo karma può facilmente essere annullato se c'è la Volontà di Dio che opera attraverso un Maestro spirituale. Lentamente la Grazia infinita di Dio può annullare le conseguenze del suo cattivo karma ed accelerare i risultati del suo karma positivo. Se un cercatore non solo vuole la vita spirituale, ma la pratica sinceramente ogni giorno, può elevarsi sopra la legge del karma, perché Dio è pronto a riversare la Sua Grazia illimitata sul capo devoto e sul cuore dell'aspirante. Ovviamente non posso poi continuare a fare cose non-divine e sentire che Dio mi perdonerà sempre, no! Ma se Dio vede un anelito sublime che nasce da dentro, se vede che sono sincero, che aspiro e che voglio essere libero dai vincoli dell'ignoranza, non solo mi perdonerà, ma mi darà anche la forza necessaria per non commettere di nuovo lo stesso errore.

Quando torneremo nella nostra prossima incarnazione, naturalmente dovremo iniziare il viaggio secondo il risultato del nostro karma precedente. Se abbiamo fatto molti errori, non possiamo aspettarci di realizzare la Verità più elevata nella prossima incarnazione, ma se c'è la Grazia di Dio possiamo facilmente cancellare gli errori di questa vita.

Domanda: Se un discepolo non realizza Dio mentre il suo Guru è nel corpo, come potrà essere aiutato nella sua prossima incarnazione se non ci sono altri Guru viventi attraverso i quali il Guru del discepolo possa lavorare?

Sri Chinmoy: Il Guru non ha bisogno di un altro Guru attraverso cui operare. Quattromila anni fa, quando era sulla Terra, il Signore Krishna aveva dei discepoli, ed ancora oggi ci sono molti dei suoi discepoli, che non hanno accettato un altro Maestro. Essi si reincarnano, per esempio, in una famiglia che segue il sentiero di Krishna, in modo che Krishna possa dare loro la liberazione a Suo modo. La stessa cosa accade con gli altri grandi Maestri. Ci sono molti discepoli di Sri Ramakrishna che sono tornati sulla Terra e non sono andati da un altro Guru, ma sono stati ugualmente appagati. Se avessero voluto un altro Maestro, Ramakrishna avrebbe detto loro interiormente da chi andare. Alcuni discepoli di grandi Maestri hanno accettato altri Guru, alcuni dei miei stessi discepoli erano col Signore Krishna.

Come può un Maestro spirituale aiutare i suoi discepoli se essi non cercano un altro Guru? Può farlo attraverso la sua volontà cosciente, la volontà della sua anima. Io sono qui sulla Terra, e sebbene non viva in Inghilterra né a Porto Rico, attraverso la mia volontà cosciente, il mattino presto, dopo le due, mi concentro su tutti i miei discepoli. Concentrarsi per un breve secondo è sufficiente, ma io lo faccio per più tempo, per sapere cosa sta facendo l'anima, e fin dove è arrivata. Così, persino mentre è nel fisico, che è un vero e proprio limite, un Maestro spirituale può aiutare i suoi discepoli nelle diverse parti del mondo. Quando poi lascia il corpo è totalmente libero, dall'altra sponda il Maestro lavorerà attraverso la Luce o la Forza di Volontà dell'anima. La Luce dell'anima può essere offerta da ogni piano di coscienza, dal piano più elevato fino al piano della Terra. In questo modo, dai mondi superiori il Maestro può facilmente connettersi con l'anima che aspira del discepolo, ed il discepolo può rispondere alla Luce del Maestro. È in questo modo che il Maestro può aiutare, aiuta, e deve aiutare il discepolo.

Quando un Maestro accetta qualcuno come vero e sincero discepolo, fa una promessa a Dio, il Supremo, e all'anima del cercatore: sarà eternamente responsabile per quell'anima. Moltissimi verranno nel nostro sentiero, centinaia di migliaia, e possono stare con noi per venti, trenta o perfino quarant'anni, senza mai accettarmi realmente. Quando un Maestro lascia il corpo, non è responsabile per questi cosiddetti discepoli: li lascerà al loro destino. Alcuni potrebbero dire: "Come mai noi, che abbiamo frequentato il Centro di meditazione, non siamo stati accettati da te come veri discepoli?" La semplice ragione è che loro non mi hanno accettato con tutto il cuore. Solo qualcuno che ha realmente accettato il nostro sentiero può essere considerato un vero discepolo. L'accettazione dev'essere reciproca, nessuno può forzarla. I genitori umani possono obbligare, ma un Maestro spirituale non può.

Esteriormente non ho detto chi è o non è un mio vero discepolo, ma interiormente l'ho fatto e i miei veri discepoli possono esser certi che quando lascerò il corpo non saranno abbandonati. Non saranno mai abbandonati, né in questa incarnazione né in quelle future. I veri discepoli, quelli che mi hanno accettato come loro proprio e che io ho accettato come assolutamente miei, saranno appagati e realizzati in questa incarnazione o nella prossima o tra poche incarnazioni.

Per alcuni discepoli potranno essere necessarie venti incarnazioni o più a causa del loro inizio molto lento; alcuni che sono venuti a me alla loro prima o seconda incarnazione umana, potrebbero aver bisogno di centinaia di incarnazioni. La prima o la seconda incarnazione umana è un'incarnazione semi-animale: l'animale è ancora lì, è l'aspetto predominante. Come possono raggiungere la realizzazione di Dio? Anche nel Centro di New York ci sono molti discepoli che hanno avuto solo sei o sette incarnazioni umane. I grandi Maestri che vengono sulla Terra possono accelerare notevolmente il progresso dei loro discepoli, ma di quanto possono farlo se questi discepoli hanno fatto così poca strada? Tuttavia i Maestri cercano di lottare coraggiosamente, sfidando l'ignoranza: "Vediamo fin dove posso arrivare!"

Può anche capitare che alcuni discepoli che sono stati sulla Terra solo per poche incarnazioni possano comunque correre molto rapidamente grazie alla loro sincerità, umiltà e al loro ardente desiderio di correre. Non usano le qualità oscure che avevano in precedenza e la loro mente non è stata coperta da milioni di pensieri ed idee. Fin dall'inizio della loro vita spirituale cominciano a marciare; arrivano in una famiglia spirituale, o se sono abbastanza fortunati qualcosa in loro li spinge a venire verso la Luce. C'è una cosa chiamata fortuna divina che alcune persone possiedono: utilizzata nel modo giusto, può rendere tutto possibile in un'incarnazione, altrimenti sono necessari centinaia di anni.

Domanda: Come terrai il contatto con noi dopo che avrai lasciato il corpo?

Sri Chinmoy: Avrò uno speciale telefono con operatori telefonici, esiste davvero. Ti racconterò un episodio divertente.

In India, intorno al 1951, ero seduto fuori di casa insieme al mio amico Jyotish. Mi era molto caro e feci questo solo per lui: voleva ricevere dei messaggi da sua madre che era morta sette o otto anni prima.

Gli dissi: "Userò il mio telefono, porterò un messaggio da te a tua madre, poi riceverò un messaggio di risposta da lei che arriverà direttamente a te. Io le farò una domanda da parte tua, ma la risposta la riceverai tu." Feci tre domande e le risposte arrivarono e lui le ricevette e fu profondamente commosso. Per prima cosa mandai la sua anima e poi la mia da quella di sua madre, e dopo una conversazione lui ottenne direttamente i messaggi.

Quando Jyotish aveva all'incirca venticinque anni, cinque donne s'innamorarono di lui, ma non ne sposò mai nessuna. A causa del loro karma precedente morirono tutte insieme in un incidente in barca. Al momento dell'incidente lui era in Birmania. Queste cinque donne erano nel mondo dell'anima insieme alla madre di lui. Quando gli dissi che gli avrei portato un messaggio anche dalle sue innamorate, mi disse: "Come farai a sapere chi sono se non ti dico i loro nomi?" Gli risposi: "Entrerò nella tua anima e ti dirò i loro nomi. Ora in silenzio ripeti i nomi delle ragazze. Farò una domanda a ciascuna e tu avrai la riposta." Era furbo, pensò di potermi imbrogliare! Per tre ragazze pensò ai nomi veri, ma per le altre due pensò a dei nomi falsi. Io stavo per pronunciare questi nomi falsi quando la sua anima apparve di fronte a me e mi disse la verità: mi protesse. Dissi a Jyotish: "Stai tentando di ingannarmi con questi ultimi due nomi!" Ed egli cadde ai miei piedi.

Così all'ashram cominciò il pettegolezzo che passò di bocca in bocca. Il giorno seguente Jyotish raccontò quest'esperienza ad un altro nostro buon amico e poi gli chiese: "Ci credi?" L'amico disse: "Forse eravate ubriachi! Lui è sempre ubriaco, solo gli ubriachi possono fare questo genere di cose!" Che vantaggio può darti sapere cosa pensano i tuoi amici? Interiormente l'amico gli credette ma esteriormente finse di no. Quando un mio discepolo morì, dissi alle sue nipotine che potevamo parlare allo zio nel mondo dell'anima proprio come in un telefono. Pensavo di farlo un po' per loro ma il mio essere interiore mi avvertì che si sarebbero spaventate moltissimo e questo avrebbe causato dei problemi; così non lo feci.

Domanda: Se una persona è spirituale, la sua incarnazione successiva sarà diversa da quella di una persona comune?

Sri Chinmoy: Certamente. Se un'anima è molto avanzata spiritualmente, non sceglierà una vita comune, perché è già passata attraverso tale esperienza. Ogni incarnazione è un gradino verso la nostra definitiva realizzazione di Dio. Quando una persona ha consciamente aspirato nella sua ultima incarnazione, in quella successiva avrà più opportunità per il suo progresso spirituale. Se un cercatore ha cominciato realmente la vita spirituale nell'incarnazione precedente e se era veramente sincero nelle sue pratiche spirituali, in questa vita inizierà ad aspirare in età molto precoce. Nascerà in una famiglia spirituale, dove sarà incoraggiato a condurre una vita spirituale fin dalla nascita e comincerà ad aspirare quando avrà dieci, dodici, quattordici o sedici anni.

Può comunque succedere che vi siano delle circostanze sfavorevoli e quindi, nonostante la persona abbia iniziato la vita spirituale nell'incarnazione precedente, in questa procederà lentamente perché non riceve aiuto dai suoi genitori o dall'ambiente. In ogni caso questo non è un rischio, è un viaggio. Nel processo dell'evoluzione l'anima percorre migliaia di miglia interiori, traendo profitto da diverse esperienze e sono queste esperienze che le daranno infine la sua più piena Realizzazione.

Se è il caso di un aspirante molto avanzato, che stava per realizzare Dio, quasi sicuramente nascerà in una famiglia spiritualmente molto avanzata, e sarà in grado di entrare nella vera vita spirituale fin dall'inizio. La maggior parte dei veri Maestri spirituali nasce in famiglie spirituali molto evolute. Dio può mandare un Maestro spirituale in una famiglia che non aspira, poiché Lui non è tenuto a rispettare alcun piano, ma quasi sempre i Maestri spirituali nascono in famiglie spirituali.

Domanda: Hai affermato precedentemente che ciascuna incarnazione è un gradino verso la realizzazione di Dio. Questo significa che non possiamo raggiungere Dio in questa vita?

Sri Chinmoy: No, non significa affatto questo, ciascuna incarnazione è in relazione alla precedente esperienza ed aspirazione. Se una persona ha aspirato e meditato nelle vite precedenti, non ci sono ragioni per cui non possa, grazie alla sua aspirazione, ottenere la realizzazione nell'attuale incarnazione.

Dato che stiamo tutti procedendo verso la realizzazione, in una delle nostre incarnazioni questa dovrà essere raggiunta. Come ho già detto, dipende dallo sviluppo spirituale dell'aspirante.

Domanda: Se un cercatore muore, tutte le sue responsabilità ed il suo lavoro si interrompono nel periodo tra morte e rinascita, oppure è in grado di lavorare coscientemente o comunque continuare il lavoro iniziato, prima di tornare sulla Terra?

Sri Chinmoy: Dipende dai risultati del singolo cercatore. Supponiamo che un cercatore avanzato abbia lasciato il corpo e che avrebbe voluto completare molte più cose sulla Terra senza riuscirci in tempo. Cosa farà? Quando lascia il corpo, deve attraversare il piano fisico, quello vitale, mentale ed altri, entrando poi nella regione dell'anima. Se non ha intenzione di tornare nel mondo entro dieci o vent'anni e se anche Dio non vuole che torni, può fare in modo che il suo lavoro sia compiuto sulla Terra attraverso qualcun altro che è ancora sulla Terra, una persona che gli è molto cara. Un'anima avanzata può trasferire la forza di volontà della sua anima alla persona che le è più cara sulla Terra; ma i comuni esseri umani, quando lasciano il corpo, non possono fare una cosa del genere. Per esempio, diciamo che qualcuno vuole che i suoi figli ottengano la laurea, se costui lascia il corpo, fintantoché l'anima è nel mondo vitale, nel piano sottile, potrà mandare questi desideri materiali ai figli.

Attraverso il vitale, l'anima mantiene ancora un certo contatto fisico con la Terra e i desideri terreni materiali possono essere soddisfatti o intensificati dalla volontà della persona deceduta che ha lasciato il corpo uno o due anni prima. Ma quando l'anima torna nei piani superiori, non avrà più desideri, non agirà più in questo modo sui suoi figli che sono ancora sulla Terra. Non si preoccuperà della soddisfazione terrena dei figli e dell'appagamento dei loro innumerevoli desideri terreni. Se l'anima ha invece un'aspirazione divina per i suoi cari, tenterà dai mondi superiori di aumentare la loro aspirazione, e di aiutarli in ogni modo possibile, andrà dalle anime potenti che sono ancora sulla Terra e chiederà loro di aiutarli nel mondo spirituale. Se però l'anima è altamente evoluta e vede che qualcuno è davvero sincero ed aspira, essa stessa può aiutare quella persona.

Domanda: La durata del periodo tra un'incarnazione e un'altra, è determinata da quanta aspirazione aveva il cercatore? Un'anima elevata si reincarnerà prima?

Sri Chinmoy: Questo è subordinato all'aspirazione ed alla necessità: potresti avere l'aspirazione per fare qualcosa, ma Dio potrebbe non sentire la necessità che tu lo faccia. Da parte tua l'aspirazione è necessaria. Stai aspirando per tornare e ricominciare subito il gioco; è come se avessi giocato per mezz'ora e ti fossi concesso una breve pausa. Quando sarai stanco di riposare, dirai: "Dammi l'opportunità di tornare a finire il gioco," ma Dio potrebbe dire: "No, voglio che ti riposi ancora un pò." In questo caso non puoi tornare. Se, però, la tua aspirazione e la necessità di Dio diventano tutt’uno, certamente puoi tornare.

Alcune anime si reincarnano quasi subito, senza nemmeno andare nella regione dell'anima. Supponi che qualcuno muoia prematuramente in un incidente. La sua anima potrebbe salire solo fino al livello vitale, e con l'intervento di una figura spirituale o della Grazia Divina, potrebbe da là reincarnarsi in una nuova famiglia nel giro di sette o otto mesi.

Le anime molto comuni tornano dopo essere state nel mondo dell'anima per sei, sette o al massimo vent'anni. L'anima utilizza il tempo che trascorre nei mondi superiori, per assimilare le esperienze vissute sulla Terra. Importanti personalità come grandi scienziati o figure spirituali, non prendono un corpo così rapidamente come le persone comuni. Un grande personaggio in un qualsiasi campo di attività, molto raramente si reincarna subito. Qualcuno sta nel mondo dell'anima per settant'anni o più, in alcuni casi dei Maestri spirituali aspettano anche cento o duecento anni prima di reincarnarsi, ma non ci sono regole fisse. Se il Supremo vuole che qualcuno torni sulla Terra, deve tornare anche se non vuole; sono la decisione dell'anima e l'approvazione del Supremo a stabilire quanto tempo deve passare prima di reincarnarsi.

Domanda: Essere particolarmente dotati in un certo campo, significa che all'anima è stata donata questa potenzialità, oppure l'ha sviluppata lavorando nel corso di molte vite?

Sri Chinmoy: Le potenzialità, che tutti abbiamo, sono come una massa di argilla: un vasaio può modellarla e creare un bellissimo vaso, mentre un altro può farne uno non altrettanto bello, anche se l'essenza dei vasi, l'argilla, è la stessa. Allo stesso modo, siamo tutti uguali nello spirito.

Come mai il primo vasaio modella così bene il vaso? C'è qualcosa in lui chiamata consapevole aspirazione. Sotto tutti gli aspetti, la mia essenza, la vostra, e quella di tutti è la stessa, ma in quel vasaio c'è qualcosa che gli dà l'opportunità di fare un lavoro speciale. Questo non significa che fin dall'inizio gli sia stata data una specifica potenzialità. Ogni persona è stata destinata a ricevere una libertà molto limitata fin dall'inizio della Creazione; questa libertà è un potenziale. Alcuni lo usano per la vita spirituale, altri per la musica, altri ancora per la poesia, e così via. Alcuni non lo usano, e la potenzialità non si trasformerà in realtà fino a quando il possessore non la svilupperà e non la esprimerà.

Domanda: A volte io e mio cugino meditiamo guardandoci negli occhi. Nel farlo vediamo la faccia dell'altro cambiare. Perfino i capelli assumono colori diversi. Mi stavo chiedendo cosa significhi questo.

Sri Chinmoy: Vedi le sue incarnazioni passate e lui vede le tue, ma è tutt'altro che consigliabile far questo. Ad esempio potresti vedere che tre o quattro incarnazioni fa eri simile ad un animale, anche se avevi un corpo umano; ci sono molte persone così.

Se non preghiamo e meditiamo siamo solo di poco superiori agli animali. In Jamaica, a Porto Rico, in Canada, a New York, quando cammino lungo la strada vedo persone che si sono incarnate come esseri umani per la prima volta. Cosa ci si può aspettare da loro? Sono appena arrivate dal regno animale.

È molto rischioso per due discepoli guardarsi negli occhi, concentrandosi consapevolmente, e portare fuori il passato: potreste inconsapevolmente far emergere la vostra coscienza animale. Conosco persone in India che l'hanno fatto con i loro fratelli e le loro sorelle, e così le forze non-divine delle incarnazioni precedenti sono passate dall'uno all'altro.

Già in quest'incarnazione e finché non realizziamo Dio, abbiamo molti elementi non-divini nella nostra natura contro cui combattere. Cerchiamo quindi di non portare fuori il passato. Questo passato è polvere, lo dico sempre. Vi ha per caso dato la realizzazione? No! Se ve l'avesse fatto non sareste venuti da me. Non è necessario né consigliabile andare nel passato.

Domanda: Può esserci d'aiuto sapere che tipo di animali o di persone siamo stati nelle incarnazioni precedenti?

Sri Chinmoy:Quando entriamo nella vita interiore e sviluppiamo la nostra coscienza e le nostre capacità interiori, riceviamo reminiscenze delle nostre passate incarnazioni. In profonda meditazione possiamo facilmente sentire di aver già vissuto e, se sappiamo di aver avuto un passato e che il presente non è ancora completo e che non potremo rimanere incompleti, le necessità del presente ci porteranno al futuro, in cui raggiungeremo la nostra completezza. Allo stesso tempo possiamo accelerare il nostro progresso se abbiamo un Maestro. Se siamo molto dedicati alla vita interiore e se abbiamo un Guru, possiamo ottenere il progresso di venti incarnazioni nel corso di una.

Supponi di sapere di essere stato un cervo nella tua ultima incarnazione animale. L'unico vantaggio è pensare alla tua velocità: "Nell'incarnazione animale correvo così velocemente pur non avendo un'anima avanzata come ora; in quest'incarnazione posso correre ancora più veloce!" Non appena ci ricordiamo della nostra velocità in una precedente incarnazione, saremo ispirati a correre velocemente anche in questa. Se conosciamo una nostra incarnazione passata, possiamo utilizzarla positivamente, l'ispirazione verrà immediatamente. Se qualcuno sa di essere stato un cercatore riceverà un po' di gioia e fiducia: "Ho iniziato il mio viaggio nell'incarnazione precedente ma era una strada molto lunga e difficile. In quest'incarnazione sto ancora camminando sullo stesso sentiero, ma ora non ho ancora da fare così tanta strada; inoltre sarà più facile perché ho un piccolo aiuto: ho la capacità, la volontà e l'esperienza, con un Maestro spirituale che mi guida, raggiungerò facilmente la mia Meta." Ma solo in rarissime occasioni possiamo utilizzare in modo corretto la conoscenza delle nostre incarnazioni passate. Il più delle volte questa non ci dà alcun incoraggiamento. Se sapessimo di essere stati dei ladri o delle persone non-divine, ne avremmo forse una qualche ispirazione o aspirazione? No! Subito penseremmo: "Ero un ladro, ed in quest'incarnazione sto tentando di diventare un santo. È impossibile! Non posso sperare di diventare spirituale in questa vita!"

Se facciamo cose sbagliate in questa stessa incarnazione, impieghiamo molto tempo per uscire dallo sconforto: "Sono stato così poco spirituale, come posso diventare puro? Come posso essere in grado di realizzare Dio?" Perfino errori di quattro anni prima riescono ancora a disturbarci. Supponi invece di sapere che nella tua precedente incarnazione eri una persona molto importante mentre in questa incarnazione non sei nessuno: ti sentirai infelice e incolperai Dio e te stesso dicendo: "Se ero così importante, come mai in quest'incarnazione sono così inutile? Quali azioni impensabili ho commesso per meritare questo? Dio è crudele, non gli importa nulla di me!" Ma noi fraintendiamo Dio: Lui vuole avere un'esperienza differente attraverso di noi in quest'incarnazione, e noi pensiamo solo che sia scortese con noi.

L'aspirante vuole Gioia interiore, Gioia che soddisfi sia lui che Dio, ma non la otterrà mai dalle incarnazioni passate. Se entra in una precedente incarnazione e vede di essere stato il Presidente degli Stati Uniti, non sarà comunque soddisfatto perché vedrà che come Presidente la sua vita era piena d'infelicità, frustrazione e sofferenza. Per ottenere vera gioia, un aspirante deve continuare nella vita spirituale con la propria aspirazione ed il proprio anelito interiore, con la propria concentrazione e meditazione.

La cosa migliore per noi è non pensare al passato; la nostra Meta non è dietro, ma di fronte a noi. La nostra direzione è in avanti, non indietro. A una persona spirituale dico sempre: "Il passato è polvere." Dico questo perché il passato non ci ha dato ciò che vogliamo: la Realizzazione di Dio; conoscere le nostre precedenti incarnazioni non ci aiuta a realizzarLo. La realizzazione di Dio dipende interamente dal nostro anelito interiore.

La cosa importante non è il passato ma il presente, quindi dovremmo dire: "Non ho passato, sto iniziando qui ed ora con la Grazia di Dio e con la mia aspirazione. Devo iniziare a correre, non m'interessa quanto io abbia corso nel passato. Devo solo pensare a quanto correrò in questa vita." Per ora dobbiamo considerare il passato come qualcosa di totalmente diverso dal presente, e il presente come qualcosa di totalmente diverso dal futuro. Nel momento in cui realizzeremo Dio, passato, presente e futuro diverranno una sola cosa. Essi formano un cerchio, che è il nostro stesso essere interiore, la nostra intera vita. In quel momento possiamo facilmente guardare indietro alle nostre precedenti incarnazioni e scoprire cosa eravamo. Se vuoi conoscere le tue incarnazioni passate, Dio te ne darà di certo la capacità, ma la cosa più importante non sono le incarnazioni passate o future, ma quello che tu vuoi qui ed ora. Tu vuoi Dio e se mediti con tutta l'anima Egli sarà costretto a concederti questa grazia. Lo avrai e Lui sarà tuo, tutto tuo.

Voglio dire ancora un'altra cosa ai miei discepoli (ora permettetemi di vantarmi un pò, e potrete farlo anche voi!) Nelle vostre passate incarnazioni avete per certo condotto delle vite spirituali: se non aveste avuto alcuna preparazione, pensate che Dio vi avrebbe portati da me? No, vi avrebbe consegnati ad un Maestro inferiore a me. I Maestri spirituali del mio calibro ricevono discepoli che hanno provato a fare, o che hanno fatto qualcosa nel passato. Alcuni hanno fatto di più, altri di meno, ma tutti avete fatto qualcosa di significativo, altrimenti sareste stati destinati a qualche altro Maestro spirituale. Dio è stato buono sia con me che con voi. Non manda studenti dell'asilo dall'insegnante delle superiori, li consegna a chi non è in grado di insegnare alle superiori. In occasioni rare una o due persone sono venute da me solo dopo poche incarnazioni umane, ma queste poche anime hanno un desiderio intenso di trascendere la loro attuale coscienza.

Domanda: Se un cercatore molto avanzato sviluppa la capacità di vedere le sue incarnazioni passate, questo ostacolerà il suo progresso? In altre parole, è sempre dannoso scoprire di essere stato un ladro o qualcosa del genere?

Sri Chinmoy: Se in questa vita mediti con la massima sincerità, sviluppi automaticamente forza interiore e raggiungi il punto in cui non sarai disturbato neanche vedendo che in una precedente incarnazione eri il peggior criminale. Sai di essere venuto qui per trasformare te stesso e per andare verso il Divino. Il Signore Budda rivelò le sue incarnazioni precedenti. Era stato una capra e molte altre cose, ma poiché aveva realizzato Dio e poiché era entrato nella Verità più elevata, era facile per lui dirlo, per lui non faceva differenza essere stato o no una persona comune, in un'incarnazione passata.

Domanda: Un uomo che è stato molto affezionato e compassionevole con un animale, si reincarnerà lui stesso come animale? Ho sentito dire che in India mentre un grande saggio stava meditando nel bosco, successe qualcosa ad un piccolo agnello. Se ne prese cura e gli si affezionò molto, e come risultato, nella sua incarnazione successiva divenne un agnello.

Sri Chinmoy: La più grande scrittura in India e la più voluminosa del mondo è chiamata Mahabharata. Nel Mahabharata ci sono diverse storie in cui un uomo si reincarna successivamente in un animale. C'è una famosa storia di un re di nome Bharata che era molto affezionato ad un cervo e che sarebbe diventato un cervo nella vita seguente.

Il grande Maestro spirituale Ramakrishna era molto affezionato al suo più caro discepolo, Swami Vivekananda. Era solito cercarlo ovunque per parlare con lui, e la gente pensava che gli fosse davvero attaccato. Così un giorno Vivekananda gli disse: "Cosa fai? Non conosci la storia del Re Bharata, che era così attaccato ad un cervo da divenire lui stesso un cervo nell'incarnazione successiva? Questo sarà anche il tuo destino se pensi costantemente ad un essere umano comune come me". Ramakrishna prese sul serio le parole di Vivekananda e chiese a Madre Kali: "È vero che il mio destino sarà simile a quello del Re Bharata?" e Madre Kali gli disse: "Che idea stupida! Sei affezionato a Naren [Vivekananda] perché vedi Dio in lui, non perché ha un bell'aspetto! Sei affezionato a lui perché la Manifestazione di Dio si esprime in lui. Ecco perché sei così felice quando lo vedi."

Cosicché, se mostrate compassione per qualcuno, questo non significa che diventerete quella persona. Se un mendicante viene da voi per chiedervi l'elemosina e voi gli mostrate tantissima compassione dandogli dei soldi o del cibo, questo non significa che diventerete un mendicante. Se avete un cane potete offrirgli il vostro amore perché vi è estremamente fedele, ma questo non significa che diventerete un cane solo perché ammirate le qualità del cane che amate. Le buone qualità che il cane ha, come la fedeltà, le potete avere nella vostra esistenza umana senza dover assumere un'incarnazione animale. Mostrare attaccamento ad un animale non significa che diventerete quell'animale. Siete già passati attraverso quello stadio. Quello che ne ricevete sono le sue buone qualità.

Domanda: Può una persona reincarnarsi in un animale?

Sri Chinmoy: Il mondo si evolve, progredisce, siamo in cammino verso il nostro traguardo, nella marcia dell’evoluzione, una volta accettata la vita umana, non torniamo al regno animale. Ogni regola poi ha delle eccezioni, ma queste sono estremamente rare. Se qualcuno vuole tornare nella vita animale, vuol dire che quella persona non vuole affatto progredire.

Se qualcuno è appena entrato nella vita umana, se questa è la sua prima o seconda incarnazione come essere umano, e se la sua propensione verso la vita animale è ancora molto forte — diciamo cioè che i suoi desideri impuri non furono appagati nella sua ultima incarnazione animale — allora quell'essere umano potrebbe tornare alla vita animale.

Succede che ad un certo momento una parte della sua vita animale diviene pienamente risvegliata e vuole entrare nella vita umana, ma resta una parte in lui che non è del tutto preparata alla vita umana, però l'anima viene nella vita umana pur essendo imperfetta, pur non essendo del tutto pronta, ed in seguito è costretta a tornare alla vita animale perché la parte non illuminata in lui non è stata trasformata e ha tendenze e desideri animali molto forti.

Un altro motivo è che quando il vitale inferiore, cioè il vitale insoddisfatto ed inappagato di un essere umano ordinario, gli causa sofferenza e dolore insopportabili, se sente che nel regno animale c'è maggiore opportunità di vivere il vitale più basso, il godimento del fisico grossolano, quell'anima entra nel regno animale per alcuni mesi, così da poter avere liberamente le più basse esperienze. Non parliamo di uno o due anni, ma solo di un brevissimo periodo. Quando le necessarie esperienze sono compiute, l'anima entra di nuovo nel mondo umano.

L'uomo ha trasceso l'animale, ma non del tutto, dentro di noi c'è un animale, che stiamo cercando di trascendere completamente attraverso la nostra preghiera e meditazione consapevole.

Tra tutti noi qui riuniti, nessuno tornerà ad essere un animale in successive vite, perché siamo molto più sviluppati, quando inizia l'aspirazione, l'anima è troppo altamente sviluppata per poter tornare al regno animale; nessuna delle anime qui presenti quest'oggi avranno più un'incarnazione animale.

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