Domanda: Apprezzo molto il mio professore, ma a volte sento che è intrappolato nella mente.

_Sri Chinmoy:_ Non devi dire al tuo professore di condurre una vita di semplicità; digli solo di osservare un bambino, o un essere umano che è davvero molto molto semplice. Quando tale persona parla, molta semplicità fluisce da lui: il professore potrebbe essere ispirato a diventare più semplice; quindi puoi presentarti a lui con la tua semplicità. Sei giovane ed hai semplicità in abbondanza. Il professore sarà lì con tutte le sue capacità o qualità intellettuali… ma non appena gli offri un semplice sorriso, un sorriso pieno d’anima, lui sentirà da te grandissima gioia. Lui non sarà mai in grado di offrire quel particolare sorriso.

Tu dai un sorriso spontaneamente, il che è del tutto normale e naturale per te. Il professore ha studiato milioni di libri, conosce il mondo intero a livello intellettuale, ma non appena sorridi, vedrà qualcosa e sentirà qualcosa che non possiede: la tua semplicità. La tua semplicità ha enorme bellezza dentro di sé. In questo campo lui è un mendicante. Se è sincero, realizzerà di non possedere proprio la cosa che sta apprezzando.

Non appena vediamo qualcosa che ha bellezza spirituale, vogliamo che sia nostra. Quando vediamo un bel fiore, non vogliamo forse avere il profumo e la bellezza di un fiore nel nostro cuore? Quando preghiamo e meditiamo, non vogliamo avere la vastità del cielo dentro di noi? Quando gli uccelli volano, non vogliamo sentire che il nostro essere interiore dovrebbe essere libero, così che i pensieri ordinari non possano catturarci?

Apprezziamo e cerchiamo di portare nelle nostre vite tutto ciò che è positivo. Non è che cerchiamo di accaparrarcelo, ma ci identifichiamo con esso. Io sono una persona spirituale e tu sei nella mia barca, vedi qualcosa di buono in me, per questo cerchi di identificarti con la mia coscienza. Se il tuo professore è davvero una persona positiva, nel tuo sorriso pieno d'anima vedrà qualcosa di molto prezioso, la tua semplicità.

Più diventiamo grandi come intellettuali, prima perdiamo la nostra Semplicità, Sincerità, e così via. Si può avere una mente illuminata senza leggere milioni di libri. Quando la mente è pronta a ricevere Luce dall'Aldilà o dal di dentro, quando la mente anela a qualcosa che è aldilà delle sue capacità presenti, allora scende l'illuminazione.

Gli intellettuali sentono sempre di sapere tutto; non hanno la fame interiore di conoscere di più; ma il loro cuore vuole sempre qualcosa di più. Sul piano mentale ci sarà sempre un altro grande intellettuale che ha più conoscenza, e questo è difficile da accettare per le loro menti; ma quando il cuore vede qualcosa di bello o qualcuno che è spirituale, il cuore cercherà di diventare quella bellezza, o di emulare quella persona.

Quindi, per tornare alla tua domanda, la tua mera presenza, la tua vita che è piena di Semplicità, darà gioia al tuo professore, che non ha questo tipo di gioia. E la gioia è ciò a cui tutti noi aneliamo.