Volevo dire a Dio1

Volevo dire a Dio che Lo amo sinceramente. Ce l'avevo sulla punta della lingua. Ahimè, è venuto Satana. Come ho visto Satana, ho completamente dimenticato di dire a Dio ciò che intendevo.

Volevo dire a Dio che ho costantemente bisogno di Lui. Ce l'avevo sulla punta della lingua. Ahimè, Ahimè, è venuto Satana in quel preciso momento e ha distrutto la mia ispirazione. La presenza stessa di Satana ha rovinato tutta la mia gioia, e ho dimenticato completamente di dire a Dio ciò che intendevo.

Volevo dire a Dio che diverrò incondizionatamente il Suo strumento più devoto. Il mio discorso era tutto pianificato. Ce l'avevo sulla punta della lingua. Ahimè, è venuto Satana e mi ha dato un ingiustificato sguardo torvo. Il suo sguardo torvo ha portato via tutta la mia ispirazione, tutta la mia gioia. Subito mi sono sentito infelice, e ho goduto della mia infelicità a tal punto da dimenticare completamente di dire al mio Amato Supremo ciò che intendevo.

Volevo dire alla mia amica ignoranza che non le avrei più parlato. Avevo tutto pianificato. Era sulla punta della lingua. Ah, chi è venuto a rafforzare la mia promessa? Il mio Amato Supremo.

Volevo dire all'ignoranza che d'ora in poi mia è la strada della luce, mia è la meta della delizia, e che io devo assolutamente lasciare l'ignoranza. Ce l'avevo sulla punta della lingua. Ah, chi è venuto a rafforzare la mia promessa? Il mio eternamente vecchio, sempre durevole vecchio e, allo stesso tempo, sempre sorprendentemente nuovo amico, il mio Amato Supremo.

2 18 Luglio 1977, 7:25 di sera — in viaggio verso il Centro Sri Chinmoy nel Connecticut


  1. EA71

  2. EA71