Spiritualità1

La spiritualità è l'intenso e cosciente desiderio di Dio. La spiritualità ci dice che Dio, che oggi è inconoscibile, domani diverrà conoscibile e, il giorno dopo, diverrà completamente conosciuto.

Dobbiamo aver bisogno di Dio per Dio stesso. Dio può esaudirci a modo nostro, ma siamo noi a non essere veramente appagati quando Dio ci soddisfa così. Il nostro cuore che anela, il nostro cuore che aspira, il nostro cuore che illumina non sarà mai soddisfatto a meno che e fino a quando egli non soddisferà Dio nel Modo proprio di Dio.

Un inizio senza inizio ci dice che la spiritualità è una pianta di aspirazione. Questa pianta cresce e cresce; essa cresce eternamente. Una fine senza fine ci dice che la spiritualità è un albero di abbandono. Quest'albero porta frutti divini, e questi frutti vengono a noi grazie alla nostra costante, cosciente abbandonata unità con il nostro Beneamato Supremo.

La vera spiritualità è la nostra cosciente accettazione della vita, non l'annullamento, non la negazione, non l'annichilazione della vita. Noi dobbiamo assolutamente accettare la vita e cambiare radicalmente il volto della vita nell'immagine del nostro Beneamato Supremo.

La spiritualità dice al cuore: "O cuore, perché rimani insicuro? Non senti che dentro di te dimora l'Onnipotente, il Signore Supremo? Non devi sentirti insicuro, poiché sei tu che puoi proclamare a tutto il mondo che dentro di te c'è la Presenza vivente del Beneamato Supremo. Di tutte le parti dell'essere, tu sei stato scelto per essere il primo e principale strumento per guidare la mente, il vitale e il corpo verso l'anima. L'anima infine li condurrà da me."

La spiritualità dice alla mente: "O mente, non pensare più. Il tuo potere di pensiero è a dir poco confusione. Tu confondi gli altri membri della tua famiglia, corpo, vitale e cuore e, nello stesso tempo, quando indulgi nel mondo del pensiero rimani tu stessa confusa. Sii saggia, e rimani silenziosa."

La spiritualità dice al vitale: "O vitale, non avere bramosia. Perché anche se possiedi le cose che brami, questi possessi non ti soddisferanno. Dentro questi stessi possessi ci sarà l'intenso desiderio di più possedimenti. Se hai bramosia sarai sempre un mendicante. Non importa quello che ottieni, rimarrai insoddisfatto e mai appagato. Perciò non camminare lungo questa strada. La tua bramosia deve giungere ad una fine."

Infine, la spiritualità dice al corpo: "O corpo, per quanto tempo dormirai ancora? Non sai che stai dormendo da tempo immemorabile? È a causa del tuo sonno di ignoranza che il resto dei membri della tua famiglia non sono in grado di raggiungere la Sponda Dorata, la Meta destinata. O corpo, non dormire! La meta è solo per chi è desto. Svegliati, sorgi! Il resto dei componenti della tua famiglia correranno molto più velocemente nel momento in cui diverrai attivo e dinamico e avrai gettato in disparte i ceppi del sonno dell'ignoranza."

La spiritualità dice al cercatore di non vivere nel passato consunto, di non vivere nel remoto futuro, ma di vivere nell'immediatezza dell'oggi, nell'eterno Ora. Questo eterno Ora incarna l'uomo che è il seme che aspira e Dio che è il Frutto che tutto nutre.

2 11 Luglio 1977, 10:00 di sera — Cappella di San Paolo, Columbia University, New York


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