Everest-Aspiration, parte 2

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Illuminazione1

Il mondo animale, il mondo umano e il mondo divino: il mondo della distruzione, il mondo del possesso e il mondo dell'illuminazione.

La distruzione è un termine molto complicato. Nel mondo animale la distruzione a volte è necessaria per la sopravvivenza. Ma negli altri casi la distruzione è una forza negativa, una forza della notte, che assolutamente non incoraggia, non è d'aiuto e non dà frutti. Anche il mondo del pensiero, così utile nella vita umana, può essere totalmente distruttivo. Non abbiamo bisogno di altri per distruggerci. Un brutto pensiero negativo è sufficiente per distruggere il nostro equilibrio mentale e, quando perdiamo il nostro equilibrio mentale, perdiamo tutto.

Quando respiriamo, inspiriamo assieme all'aria tante minuscole creature di Dio. Per vivere dobbiamo respirare, e loro devono essere le nostre vittime. Quando sono uccise, il nobile cuore in noi, grazie alla sua unità, dovrebbe sentirsi infelice. Ma quando entriamo nella realtà più profonda, vediamo che la cosiddetta distruzione non è per niente distruzione. Nel Progetto Cosmico di Dio questo è il modo appropriato per continuare la nostra vita. Quello che alcuni possono chiamare distruzione è in realtà un passo avanti per quelle piccole creature di Dio, dato che l'anima evolve nel processo di morte e rinascita.

Nel mondo del possesso possediamo al fine di godere. Ma, mentre possediamo, facciamo delle discriminazioni. Vogliamo questo; non vogliamo quello. A causa del nostro senso di separazione preferiamo questa cosa a quella, ma la preferiamo nel nostro modo umano. Preferiamo le cose che ci stimolano o quelle che ci danno immediate gioia e soddisfazione. Ma nel caso di Dio non c'è discriminazione. Egli vede tutto come Suo proprio, e in ogni cosa Egli sente una grandissima utilità e necessità.

Noi vogliamo possedere il mondo, ma la nostra capacità di ricettività È così limitata che dobbiamo fare una scelta tra questo e quello. Nel caso di Dio, Egli non fa una scelta, non ha una preferenza, Egli possiede tutto. Egli vuole portare alla luce la Sua Divinità che ha radicato in ogni Sua creazione. Anche le forze distruttive dell'ignoranza hanno in loro un po' di luce. In questo modo Dio vuole far emergere quella luce infinitesima che anche le forze dell'ignoranza posseggono. Come Dio, anche noi dobbiamo vedere la divinità nelle forze dell'ignoranza. Non guardiamo prima al mondo esteriore, non diamo tutta l'attenzione al corpo esteriore della creazione, che può essere non-divino. Invece di occuparci del corpo esteriore della creazione, ci occuperemo principalmente della divinità, della realizzazione interiore della creazione e proveremo a trasformare la realtà del corpo in modo che diventi perfetta come la realtà dell'anima.

Nel mondo divino l'illuminazione è perfezione. Questa illuminazione non rigetterà mai il mondo del possesso o il mondo della distruzione. Essa può facilmente ospitare il mondo del possesso e il mondo della distruzione in se stessa. Quando entra nel mondo della distruzione, essa fa emergere energia, poiché la distruzione ha una tremenda energia. Essa porta alla luce l'aspetto dell'energia della creazione di Dio, e poi la utilizza per uno scopo divino. Quando entra nel mondo del possesso, essa possiede ogni cosa; non esclude niente. Essa fa emergere l'essenza della divinità che è in ogni cosa. Quando il Divino si fa avanti, anche il corpo esteriore può facilmente essere trasformato. Il mondo dell'illuminazione non esclude né il mondo del possesso né il mondo della distruzione. L'illuminazione è il mondo dell'accettazione.

Dio ha creato il mondo intero per Sua propria Soddisfazione. Ma la Sua Soddisfazione non è simile alla nostra soddisfazione. La nostra soddisfazione sta nel reclamare e nel possedere, nel dire, "Questo è mio; questo è quello che posseggo." Nel caso di Dio, Egli vede sempre la Sua creazione e la propria esistenza come una cosa sola. Nel nostro caso, il possesso implica sempre qualcun altro o qualcos'altro. Noi diciamo, "Io sono il possessore, e tu sei la cosa posseduta." Allora sentiamo di essere superiori al nostro possesso, dato che possiamo farne quello che vogliamo. Ma Dio sente che Egli e i Suoi possessi sono una sola e stessa cosa; sono uguali.

A volte la creazione si opporrà al creatore. I genitori sono i creatori dei loro bambini. Quando i bambini crescono ed entrano nell'adolescenza, spesso si ribellano. La creazione può diventare più forte e andar oltre la visione del creatore. Nel caso di Dio, con la Sua Visione Egli crea qualcosa, e se quella creazione va oltre la Sua Realtà di Visione non si sente triste o avvilito. Al contrario, questo è ciò che Egli realmente vuole. Nel mondo di Visione di Dio Egli vede una Realtà, ma dentro questa Realtà ci sono molte realtà in piena fioritura.

Se otteniamo ciò che vogliamo siamo soddisfatti per un po'. Ma se otteniamo un centesimo di più di quello che volevamo, spesso non siamo soddisfatti, perché questa non è la stessa cosa che avremmo voluto. Vogliamo possedere, ma se abbiamo una cosa in più o in meno di quello che volevamo non siamo soddisfatti, perché il desiderio umano è così limitato che vogliamo una data cosa esattamente nel modo in cui la nostra mente l'ha concepita. Nel caso di Dio, non appena Egli proietta la Sua Visione, è soddisfatto. Anche quando la manifestazione non è la stessa che intendeva, Egli riceve enorme gioia. Nel nostro caso, dopo aver proiettato la nostra volontà, ci aspettiamo un certo tipo di risultato, e se il risultato non riscontra le nostre aspettative ci sentiamo miserabili. Nel caso di Dio, la Sua stessa proiezione è più che abbastanza per la Sua Soddisfazione.

La distruzione a volte è necessaria non solo per la sopravvivenza, ma anche per far emergere l'energia dinamica che ora è utilizzata in modo distruttivo. Altrimenti il mondo della letargia e della sonnolenza ricoprirà l'energia indomabile dell'anima. Il possesso in sé non è negativo, ma dobbiamo sapere che le cose di cui abbiamo realmente bisogno sono il dovere, la bellezza, la luce e la delizia. Queste sono le cose che dobbiamo far emergere in noi. Noi non avremo quelle cose che ci possiedono anche quando siamo noi a possederle, ma quelle cose che canteranno il canto dell'unità. Illuminazione è l'accettazione di ogni cosa: della distruzione, del possesso, di ogni cosa, ma solo per amore della trasformazione. Noi dobbiamo accettare, far emergere e trasformare.

La mente si trova ora nel mondo umano, il mondo della tentazione. Gli occhi vedono qualcosa di bello e immediatamente tentano la mente di andare e prenderla. Ogni parte dell'essere è soggetta ed è assalita dalla tentazione.

Dentro il mondo della tentazione c'è una costante battaglia, un tiro alla fune tra la tentazione e l'illuminazione. La tentazione vuole espandere i suoi limiti, ma anche quando si espande non è ancora soddisfatta, dato che la tentazione è sempre seguita dalla frustrazione. In questo modo essa si guarda sempre attorno, cercando continua soddisfazione qui, là, dappertutto. Quando vede l'illuminazione, alla fine si arrende, perché vede che l'illuminazione incarna la soddisfazione.

L'illuminazione racchiude il mondo della distruzione, il mondo del possesso e il mondo della tentazione. Noi dovremmo sempre cercare di dirigerci verso l'illuminazione per salvare dal mondo della distruzione la nostra vita legata alla terra, e di trasformare la nostra vita terrena nel mondo della libertà Celeste.

2 12 Luglio 1977, 8:15 dimattina — Pista della Jamaica High School, Jamaica, New York


  1. EA26

  2. EA26

Aspettativa1

L’aspettativa è frustrazione, specialmente quando voglio possedere il mondo. L’aspettativa è frustrazione, specialmente quando voglio tiranneggiare il mondo. L’aspettativa è frustrazione, specialmente quando voglio che il mondo si arrenda alla mia volontà.

L'aspettativa ha la sua giustificazione quando amo il mondo e voglio che il mondo mi offra un cuore di gratitudine. L'aspettativa ha la sua giustificazione quando prego Dio per il progresso, per la trasformazione, per l'illuminazione del mondo e quando voglio che il mondo mi offra un cuore di gratitudine. L'aspettativa ha la sua giustificazione quando cerco sinceramente, devotamente e senza riserve di elevare la coscienza della terra secondo la mia capacità e voglio che il mondo mi offra un cuore di gratitudine.

Aspettativa è soddisfazione quando aspetto devotamente, incondizionatamente e con tutta l'anima che arrivi l'Ora prescelta di Dio per liberarmi, illuminarmi, trasformarmi, rendermi perfetto e appagarmi. Aspettativa è soddisfazione quando sento nel più profondo recesso del mio cuore che Dio non è solo il mio Signore sovrano, il Supremo Assoluto, ma anche il mio Amico, il mio eterno Amico e il mio unico Amico. L’aspettativa è soddisfazione, specialmente quando so che Dio ha fatto tutto per me nel mondo interiore. Questa mia scoperta è basata sulla mia fede interiore in Lui, non perché Egli è tutto Amore per me, ma perché ho capito qualcosa di infinitamente più significativo: che Dio, il mio Signore Supremo, il mio eterno Amico, fa ogni cosa in me e attraverso di me. Egli sta espandendo e allargando la Sua Visione Cosmica in me e attraverso di me. Quando capisco ciò che Egli ha fatto per me e quello che Egli è per me, la mia vita ottiene il suo scopo colmo d’anima e la sua fruttuosa delizia.

Quando uso l'umano in me per servire uno scopo qualsiasi, la mia aspettativa diventa la mia frustrazione. Quando uso il divino in me per servire uno scopo qualsiasi, la mia aspettativa ha la sua giustificazione. Ma quando uso il mio Signore Supremo, il mio eterno Amico, per portare a compimento qualcosa, la mia aspettativa è la mia soddisfazione, perché la mia aspettativa è la Sua Luce di Visione, e la mia soddisfazione è la Sua Delizia di Realtà. Esse sono una cosa sola e sono inseparabili.

2 12 Luglio 1977, 1:50 di pomeriggio — Auditorium Dag Hammarskjold, Nazioni Unite, New York


  1. EA27

  2. EA27

L'obbedienza era il mio modo di vivere1

L'obbedienza era il mio modo di vivere. Molti, molti, molti anni fa il mio Amato Supremo una volta venne da me e disse: "Figlio mio, prega. Devi pregare. D'ora in poi devi pregare regolarmente Me". Ho obbedito al mio Amato Supremo e ho iniziato a pregare. Alcuni anni dopo il mio Amato Supremo venne da me e disse: "Figlio mio, medita. Voglio che tu mediti. Da ora in poi devi meditare regolarmente ogni giorno". Ho obbedito al mio Amato Supremo.

Poi un giorno venne da me e disse: "Figlio mio, vedi qualche cambiamento, qualche miglioramento, qualcosa di nuovo nella tua vita?"

Dissi: "Capisco".

Quindi disse: "Che cos'è?"

Gli dissi: "Sarò molto felice se mi dirai i cambiamenti e i miglioramenti che ho fatto, perché potrei fare un errore. Qualunque cosa Tu dica, accetterò volentieri come assolutamente vera."

Il mio Amato Supremo era molto contento di me. Egli disse: "Da quando hai iniziato a pregare, hai sentito la tua vicinanza a Me. Da quando hai iniziato a meditare, hai sentito la Mia vicinanza a te. Quando preghi, senti la tua vicinanza a Me, e quando mediti ti senti la Mia vicinanza a te.

"Qualcosa di più: quando preghi, vedi il mio aspetto di gentilezza e il mio aspetto di compassione, e quando mediti, vedi il mio aspetto di bellezza e il mio aspetto di fecondità. Quando preghi, sono gentile e compassionevole con te, e quando mediti Sono bello e fecondo per te. Queste quattro Mie qualità o attributi sono di enorme importanza. A meno che non sia gentile e compassionevole con te, perché dovrei mostrarti la mia bellezza e la mia fecondità? Perché dovrei mostrare le cose che ho, le cose che incarnano? Perché preghi, vedi il mio aspetto di gentilezza e il mio aspetto di compassione, e perché mediti vedi il mio aspetto di bellezza e il mio aspetto di fecondità.

"Sentirai qualcosa in più. Quando pregherai, d'ora in poi sentirai che hai solo bisogno di Me, e quando mediti sentirai che Io ho solo bisogno di te. In questo momento è impossibile per te credere che Io abbia bisogno solo di te perché in ogni modo Io sono superiore a te. Pensi di sapere chi sei e chi Io sia. Ma verrà un giorno in cui ti renderai conto che siamo tutt’uno e inseparabili. Fino ad allora ti sarà difficile sentire che Io incarnerò l'aspetto finito della vita e mantengo ancora l'aspetto Infinito. So che all'interno del finito c'è l'Infinito, e all'interno dell'Infinito c'è il finito, ma ancora non te ne sei reso conto.

"Quando dico che ho solo bisogno di te, devi sapere cosa intendo. Puoi dire: 'Ci sono milioni e miliardi e trilioni di persone sulla terra, quindi com'è che si prende cura solo di me e non degli altri?' Ma devi sentire che "tu" significa la tua parte estesa ed espansa. I tuoi occhi sono diventati molto più grandi, le tue braccia sono diventate molto più lunghe. Tutta la tua esistenza si è espansa e allargata, e tutti gli altri esseri umani sono solo la tua realtà estesa, espansa, parte della tua stessa esistenza. Pertanto, quando mediti e senti che ho solo bisogno di te, significa che ho bisogno di te come una realtà universale.

"Se continui a pregare e meditare, mi stai obbedendo. E se mi obbedisci, non c'è niente che non farò per te. Farò sempre tutto per te se pregherai e mediterai. Quando preghi, sentirai che il Mio respiro di Vita ti incarna e quando mediti sentirai che il tuo respiro di vita mi incarna. La preghiera e la meditazione sono di enorme importanza. Ma arriverà un momento in cui diventerai inseparabilmente una sola cosa con la mia coscienza, finita e infinita, universale e trascendente. In quel momento potresti rinunciare all'aspetto della preghiera, poiché l'aspetto della meditazione incarnerà tutto. Nell'aspetto della preghiera c'è un sentimento di superiorità e inferiorità. Se mi consideri il Signore Supremo, allora sarà difficile per te accettarmi come unico Amico, Amico della tua Eternità. In quel momento incarnerò il Mio aspetto Assoluto, il Mio aspetto di sovranità e signoria. Ma potrebbe venire un momento in cui sentirai che sono il tuo unico Amico. In quel momento non ti sarà necessario avvicinarti a Me come il Signore Supremo e pregarMi. La tua vita di preghiera può finire.

"È difficile o impossibile per la vita di preghiera incarnare la vita di meditazione, ma la vita di meditazione può facilmente incarnare la vita di preghiera. In questo momento dovresti sia pregare che meditare. Ma alla fine, quando diventerai molto avanzato, in procinto di realizzarti o già realizzato, allora potrai smettere di pregare, perché nella meditazione puoi facilmente ottenere i frutti della preghiera insieme ai frutti della meditazione, che sono importantissimi."

2 13 July 1977, 7:30 a.m. — Jamaica High School Track, Jamaica, New York


  1. EA28

  2. EA28

Tu e la tua perfezione1

Mi dici di essere perfetto. Mostrami allora il flusso di dinamismo del tuo vitale. Vedo che ce l'hai. Grazie.

Mi dici di essere perfetto. Mostrami allora il fiume di serenità della tua mente. Vedo che ce l'hai. Grazie.

Mi dici di essere perfetto. Mostrami allora il mare di divinità del tuo cuore. Vedo che ce l'hai. Grazie.

Mi dici di essere perfetto. Mostrami allora la goccia di purezza del tuo corpo. Vedo che ce l'hai. Grazie.

In verità hai ragione. In verità, tu sei perfetto.

2 13 Luglio 1977, 9:35 di sera — Perfezione della Vita dello Yoga, New York


  1. EA29

  2. EA29

Yoga e unità1

YOGA È UNITÀ

Yoga è cosciente unità.

Lo Yoga è la mia cosciente unità con quello che ho e con ciò che sono. Quello che ho è la realizzazione di Dio. Ciò che sono è la Delizia di Dio.

Lo Yoga è cosciente unità con l'eterno Dovere di Dio. Lo Yoga è cosciente unità con l'infinita Bellezza di Dio.

Lo Yoga è cosciente unità con il grido di insufficienza della terra. Lo Yoga è cosciente unità con il sorriso di sufficienza del Cielo.

Lo Yoga è cosciente unità con la perfezione-abbandono dell'uomo. Lo Yoga è cosciente unità con la Soddisfazione-Accettazione di Dio.

Lo Yoga è cosciente unità con il Vascello di Visione di Dio. Lo Yoga è cosciente unità con la Sponda di Realtà di Dio.

2 13 Luglio 1977, 9:37 di sera — Perfezione della Vita dello Yoga, New York


  1. EA30

  2. EA30

Hatha yoga1

HATHA YOGA

O Yoga del sole e della luna, ti apprezzo sinceramente, ti ammiro inconfondibilmente. O Ha, o sole, o mondo del sole, o potere del sole, o dio del sole, ti adoro.

O Tha, o luna, o mondo lunare, o doccia della luna, o dea della luna, ti adoro.

O Hatha Yoga, stai preparando per me un corpo forte, un robusto vitale, una mente illuminante e un cuore puro. Dai tuoi preziosi doni riceverò ispirazione per compiere tre lunghi passi verso la perfezione integrale della mia vita e la completa soddisfazione del mio Signore: concentrazione, meditazione e contemplazione.

La concentrazione penetrerà nel mondo dell'ignoranza. La meditazione siederà sulla cima della montagna innevata. La contemplazione si unirà all'amante divino e all'Amato Supremo nella loro danza di unità.

2 13 July 1977, 9:39 di sera — Perfezione della Vita dello Yoga, New York


  1. EA31

  2. EA31

Intuizione1

Intuizione, sei grande. Tu corri velocissima. Sei grande perché hai la velocità del fulmine. La tua velocità fulminea terrorizza il debole, incoraggia il forte, confonde lo stupido e compiace il saggio. Tu hai libero accesso alle realtà passate e alle realtà presenti. O intuizione, sei veramente grande. Tu hai la capacità di conoscere il mondo, interiore ed esteriore, ma ahimè, tu non hai la capacità di cambiare il mondo. Se vuoi cambiare il mondo, devi rivolgerti alla realizzazione. Essa non solo appagherà il tuo desiderio, ma ti darà un altro dono: soddisfazione nella realizzazione di Dio, soddisfazione nella rivelazione di Dio, soddisfazione nella manifestazione di Dio.

2 13 Luglio 1977, 9:41 di sera — Perfezione della Vita dello Yoga, New York


  1. EA32

  2. EA32

Perfezione1

La perfezione: che cos'è? È una realtà sempre trascendente. La perfezione è il raggiungere i piedi della Divinità con il cuore dell'umanità. La perfezione è cambiare lo stile di vita del mondo finito e manifestare lo stile di vita dell'Infinito.

La perfezione non è auto-giustificazione. Perfezione non è auto-proclamazione. Perfezione non è auto-annichilazione. Perfezione è l'invito di Dio, l'adorazione di Dio e la soddisfazione di Dio.

La perfezione è avere una solida fede nell'anelito di aspirazione dell'uomo. La perfezione è avere una fede sincera nella costante Compassione di Dio.

Chi dice che la perfezione sulla terra è auto-illusione? La perfezione è la glorificazione di Dio nell'uomo.

Chi dice che la perfezione è un anelito lontano? No, è più vicina del battito del cuore, più vicina del respiro della vita.

Qualcosa di più: la perfezione incarna Dio, l'uomo che aspira, che si evolve, che trascende, che illumina e che appaga.

2 13 Luglio 1977, 9:43 di sera — Perfezione della Vita dello Yoga, New York


  1. EA33

  2. EA33

Se tu hai, allora vieni da me1

Se hai un pensiero che ti disturba, vieni da me. Ti darò la mia audace volontà.

Sei hai una mente impura, vieni da me. Ti darò il mio cuore puro.

Se hai un corpo brutto, vieni da me. Ti darò la mia anima stupenda.

Se hai una vita insoddisfatta, vieni da me. Ti darò il mio Dio soddisfatto.

2 13 Luglio 1977, 9:45 di sera — Perfezione della Vita dello Yoga, New York


  1. EA34

  2. EA34

Sono privilegiato1

Sono privilegiato che Dio mi abbia concesso un'incarnazione umana, poiché è solo nella vita umana che posso realizzarlo, rivelarlo e manifestarlo senza riserve e incondizionatamente.

Sono privilegiato che il sogno di ignoranza non osi impaurirmi, perché esso vede Dio e la costante Protezione di Dio attorno a me.

Sono privilegiato che il mio cuore ami il mio Signore Supremo infinitamente più di quanto la mia mente possa mai immaginare.

Sono privilegiato che Lo Stesso mio Signore Supremo mi abbia chiesto di offrirgli una preghiera silente e una meditazione colma d'anima al mattino presto, prima che io entri nell'agitazione e nel trambusto della vita. La mia preghiera silente è questa: "O Signore Supremo, accetta la mia vita di abbandono." La mia meditazione con tutta l'anima è questa: "O Signore Supremo, entra nel mio cuore di gratitudine e rimani ivi assiso."

Sono privilegiato che il mio Signore Supremo discuta il Suo Piano Cosmico con me in Cielo, e mi abbia fatto un Suo fedele rappresentante per eseguire la Sua Volontà qui sulla terra.

Sono privilegiato che in ogni momento Dio mi ami più di quanto io meriti, che Egli mi parli più di quanto io meriti, che Egli mi dia più di quanto io meriti. In tutti i modi Egli fa cose per me, dice cose a me e sogna in e per mezzo di me infinitamente più di quanto io mai meriterò.

Sono privilegiato che io Lo proclami pienamente e con tutta l'anima come mio, completamente mio, della mia Eternità.

2 14 Luglio 1977, 12:40 di pomeriggio — Centro Sri Chinmoy, Jamaica, New York


  1. EA35

  2. EA35

Sono indifeso1

O Signore Supremo, sono indifeso. Mi hai dato gli occhi per vedere e il cuore per sentire, ma non mi hai dato le braccia per fare il necessario, per cambiare ciò che vedo e sento debba essere cambiato. Hai i Tuoi figli e figlie. I Tuoi figli hanno stretto una tale amicizia con l’impurità che trovo impossibile porre fine alla loro amicizia. Le tue figlie hanno stretto una tale amicizia con l’insicurezza che trovo impossibile porre fine alla loro amicizia. Quel che è peggio è che i Tuoi figli non solo inconsciamente, ma anche consapevolmente, anche deliberatamente, gettano il loro veleno, la loro impurità, negli aspiranti cuori e vite delle Tue figlie. Le Tue figlie gettano consapevolmente e deliberatamente la loro formica di insicurezza nella vita dei Tuoi figli. Quando l'impurità entra nelle Tue figlie dai Tuoi figli, la purezza limitata delle Tue figlie scompare. Quando l'insicurezza delle Tue figlie entra nei Tuoi figli, il limitato coraggio dei Tuoi figli scompare. Ciò non significa che le donne non abbiano impurità; hanno impurità, ma rispetto agli uomini ne hanno meno e gli uomini hanno insicurezza, ma rispetto alle donne ne hanno meno.

I Tuoi figli sentono che l'aggressività, fisica, vitale e mentale, è il ruolo adeguato dell'uomo. Le Tue figlie sentono che la frustrazione, fisica, vitale e mentale, è il ruolo appropriato della donna. L'aggressività dell'uomo distrugge la mente prima che la mente sia consapevole dell'attacco dell'aggressività. L'aggressività dell'uomo distrugge il vitale dell'uomo nel momento in cui entra nel vitale. Il corpo dell'uomo viene distrutto nel momento in cui sente il nome stesso dell'aggressività. Il cuore dell'uomo viene distrutto alla vista dell'aggressività. Eppure ai Tuoi figli piace l'aggressività, amano l'aggressività e sono diventati amici inseparabili dell'aggressività.

Le Tue figlie godono della frustrazione più di ogni altra cosa nella loro vita. Sono frustrate perché i loro brulicanti desideri non sono soddisfatti; sono frustrate perché i loro desideri sono soddisfatti. Quando i loro desideri non sono soddisfatti, sentono di essere donne mendicanti. Quando i loro desideri sono soddisfatti, sentono che Dio sta dando qualcosa di più importante agli altri esseri umani, ma poiché hanno desiderato e chiesto le cose sbagliate, ora sono nel mondo della frustrazione. Sentono che avrebbero dovuto chiedere qualcos'altro, avrebbero dovuto fare una scelta corretta. O non avrebbero dovuto avere alcun desiderio, allora non ci sarebbe stata frustrazione. Si sentono infelici perché hanno chiesto la cosa sbagliata. Si sentono ugualmente infelici qualsiasi cosa chiedano. Inoltre, se non avessero chiesto di soddisfare i propri desideri, si sarebbero sentite infelici. Quindi la frustrazione è la loro sorte. Quando hanno soddisfatto i loro desideri, sono frustrate. Quando non Ti chiedono di soddisfare i loro desideri, sono pure frustrate.

Tutto ha bisogno di un posto, sia per la sua sicurezza o semplicemente perché tutto ha un bisogno supremo di un posto per riposare, per avere un riparo perfetto. Gli uomini trovano un posto sicuro per la loro aggressività all'interno delle donne; le donne trovano un posto sicuro, un luogo di riposo, per la loro frustrazione all'interno degli uomini. L'uomo offre la sua iniezione di aggressività al cuore della donna e la donna offre la sua iniezione di frustrazione alla vita dell'uomo.

Mio Signore Supremo, sono indifeso perché vedo il diluvio di impurità e il colpo di cannone dell'aggressività dei tuoi figli; e sono indifeso perché vedo il fiume di insicurezza e la pantera della frustrazione delle Tue figlie. Queste qualità scoraggianti, distruttive e deplorevoli, anzi, le capacità di uomini e donne stanno distruggendo i Tuoi figli e figlie proprio di fronte alla mia visione di compassione e alla mia realtà di realizzazione.

O Signore Supremo, se Ti domando, se Ti chiedo di dare più capacità agli uomini e alle donne in modo che possano superare le loro carenze, dimmi solo che hai già dato loro la capacità necessaria per conquistare queste forze deplorevoli, scoraggianti, distruttive. Hai già dato loro la capacità, o Signore Supremo, ma fammi un favore: da’ loro più capacità, non perché se lo meritano, non perché loro stessi ne sentano il bisogno, ma perché sento che io non sono in grado di aiutarli . Ho provato con loro, ho pregato per loro, ma non ho potuto aiutarli. In quel momento la debolezza era la loro forza conscia e inconscia, ma verrà un tempo in cui non avranno alcuna debolezza.

Ero l'ispiratore, ero il servitore, ero l'amante di questa nuova visione che ha il potere di cambiare il volto del mondo. La visione senza potere non è visione. A che serve vedere quando non puoi cambiare? Inoltre, se non vedi cosa devi cambiare, cosa cambierai? È bello vedere, è meglio cambiare, ed è meglio, dopo aver fatto il cambiamento, prolungare questo cambiamento, questa perfezione, indefinitamente ed eternamente.

Mio Signore Supremo, mi hai dato la visione di vedere la tua creazione così com'è. Ma fa’ un passo avanti e dammi la capacità e il potere di cambiare la faccia del mondo e soddisfarti a Modo Tuo.

Mio Signore Supremo, questo è il modo in cui un aspetto di me ha osservato la tua creazione, ma l'amante in me osserva la tua creazione in modo diverso. Da quando hai creato il mondo, poiché è la tua creazione, io sono al cento per cento con le debolezze dei Tuoi figli e figlie, con il mio amorevole cuore di preoccupazione, al servizio del respiro vitale e illuminante della bellezza dell'anima.

2 14 Luglio 1977, 12:45 di pomeriggio — Centro Sri Chinmoy, Jamaica, New York


  1. EA36

  2. EA36

Svegliati!1

Svegliati, O mio corpo, svegliati! Non dormire. Hai dormito per lungo tempo. Non dormire più. Non ti vergogni della tua vita? Non dormire. La meta è lontana, molto lontana.

O mio vitale, alzati, alzati! Sei stato seduto per lungo tempo. È veramente ora che tu ti alzi. Alzati! Non ti vergogni della tua vita? La meta è distante, molto distante. Non sederti più. Alzati.

O mente mia, corri, corri! Sei rimasta nello stesso posto per lungo tempo. La meta è lontana, molto lontana. Tu devi correre verso la destinazione. Non ti vergogni della tua vita? Perché stai ferma in un posto quando sai perfettamente che la meta è un anelito lontano? Non rimanere ferma in un posto. Corri verso la meta destinata.

O cuore mio, corri il più veloce possibile! Non ti vergogni della tua vita? Tu hai la capacità di correre più velocemente di tutti, ma invece corri lentamente, molto lentamente. La meta è ancora molto distante. Non ti vergogni della tua vita? Non ti vergogni della tua velocità? O cuore mio, d'ora in avanti devi correre il più velocemente possibile. Solo allora sarai soddisfatto quando raggiungerai la meta. Se corri lentamente ci vorranno milioni di anni. Inoltre, mentre corri lentamente puoi perdere il tuo entusiasmo e, sulla via verso la tua destinazione, rinunciare. Perciò corri il più velocemente possibile, O cuore mio, e raggiungi la destinazione. Guarda il volto della tua meta. Diventa uno, inseparabilmente uno, con la tua meta.

O mio corpo, mio vitale, mente mia, cuore mio, d'ora in avanti sentite che ogni momento che perdete qui sulla terra, ogni momento che trascurate, significa che un anno di ritardo, un anno di frustrazione, un anno di fallimento è stato aggiunto alla vostra vita. Perciò, svegliati, corpo mio; alzati, vitale mio; corri, mente mia; corri il più velocemente possibile, cuore mio! Ad ogni secondo potete costruire una nuova vita di speranza, promessa, realizzazione e perfezione o potete distruggere quello che avete finora in piccolissima quantità: l'aspirazione. Non distruggete l'aspirazione; costruite solamente l'edificio della luce della speranza, dell'altezza della promessa, dell'unità della realizzazione e della delizia della perfezione.

2 14 Luglio 1977, 5:35 di sera — Centro Sri Chinmoy, Jamaica, New York


  1. EA37

  2. EA37

Non soffrite!1

O mio corpo, O mio vitale, O mente mia, O cuore mio, non soffrite! Non coltivate in voi la sofferenza. Non agite come degli stupidi. Non pensate che la sofferenza stia accelerando il vostro progresso spirituale. Non pensate che la sofferenza porti in un baleno Dio più vicino a voi. Non pensate che la sofferenza sia il modo sicuro, l'unico modo per voi di compiere dei progressi. Questo mai!

Guardate ciò che aggiunge e quello che sottrae la vostra sofferenza. Ciò a cui si aggiunge: la vostra sofferenza si aggiunge alla vostra paura, alla vostra paura incontrollabile. La vostra sofferenza si aggiunge alla vostra attitudine ribelle. La vostra sofferenza si aggiunge alla vostra frustrazione velenosa. La vostra sofferenza si aggiunge alla vostra lenta e costante distruzione. Quello che la sofferenza sottrae: la vostra sofferenza sottrae tutto quello che il vostro Amato Signore Supremo vi ha concesso. Con la Sua infinita Bontà Egli vi ha dato la Sua Gioia, vi ha dato la Sua Premura, vi ha dato la Sua Compassione, vi ha dato la Sua Unità. Ma voi avete coltivato e avete dato valore alla sofferenza; perciò tutti i Suoi doni vi sono stati rubati. Da chi? Dalla vostra sofferenza.

La sofferenza non è la via per fare progresso spirituale. Essa vi sottrae tutti i doni preziosi che Dio vi ha dato. Uno ad uno il ladro sofferenza vi deruba dei doni più preziosi, più agognati che Dio vi ha dato: la Sua stessa Pace, il Suo stesso Amore, la Sua stessa Beatitudine, la Sua stessa Premura, la Sua stessa Unità.

Da ora in avanti cercate di prendere il ladro sofferenza con le mani nel sacco e portate il ladro al vostro Amato Supremo. Una volta che il ladro è preso, e il vostro Amato Supremo sa che voi non volete essere derubati né dai membri della vostra esistenza interiore né dai membri del vostro mondo esteriore, in quel momento il vostro Amato Supremo vi donerà, con la Sua infinità Bontà, la Sua Premura, il Suo Amore, la Sua Gioia, la Sua Unità, la Sua Compassione e il Suo Orgoglio in misura illimitata.

Così, O cercatore, nel corpo, nel vitale, nella mente e nel cuore non coltivare la sofferenza, neppure per un fugace secondo. La sofferenza non è la risposta; la sofferenza è solo un punto di domanda che non sarà mai soddisfatto da nessuna risposta che noi diamo. La sofferenza è il punto di domanda che sfugge a tutte le risposte. Anche se Dio risponde alla domanda, la mente non accetterà come corretta la risposta.

La sofferenza non è la via giusta. D'ora in avanti, cresci solamente nella gioia e nella fede in te stesso. Questa fede in te stesso proviene dalla tua arresa volontà di unione con il tuo Amato Supremo. Vuoi fiducia ed otterrai fiducia nel momento in cui la tua arresa unità con la Volontà del Supremo sarà perfetta. Prima di allora non ci sarà fiducia, non ci potrà essere fiducia in te stesso né in nient'altro.

2 14 Luglio 1977, 5:45 di sera — Centro Sri Chinmoy, Jamaica, New York


  1. EA38

  2. EA38

Discepoli, seguaci, ammiratori e sostenitori1

"Mio Signore Supremo, dimmi la differenza tra un discepolo e un seguace." "Figlio mio, la differenza è questa: un discepolo è colui che pensa costantemente solo al bisogno del suo Maestro. Sente che la sua stessa esistenza sulla terra è solo per il suo Maestro, solo per il suo Maestro. Quando il Maestro gli chiede di fare qualcosa per lui, dice, "Maestro, l'ho già fatto." È un dato di fatto, lo ha fatto, perché intuitivamente ha sentito il bisogno del Maestro molto prima che il Maestro gli chiedesse sul piano esteriore di fare qualcosa per lui.

"Un seguace è colui che vuole fare ciò che il Maestro gli chiede di fare, ma dirà al suo Maestro, 'O Maestro, lo farò, ma per favore, dammi un po' di tempo. Mi hai chiesto di fare qualcosa, così sicuramente Lo farò, ma quello che mi hai chiesto non è un compito facile, quindi potrei impiegare del tempo, ma ti assicuro, lo farò. Abbi fiducia in me. Non ti deluderò, né ti abbandonerò. Se lo faccio immediatamente, potrei non riuscire, quindi dammi un po' di tempo. Lo farò sicuramente."

"Mio Signore Supremo, per favore, dimmi la differenza tra un ammiratore e un sostenitore."

"Figlio mio, ecco la differenza: un ammiratore è colui che ammira il Maestro a distanza. Non vuole essere coinvolto con i bisogni pratici del Maestro. Non vuole essere accanto al Maestro o vicino al Maestro, perché pensa che la sua vicinanza sarà sfruttata dal Maestro, o pensa che se rimane vicino al Maestro vedrà i difetti del Maestro e diminuirà la sua ammirazione per il Maestro. Ammirerà da lontano, ma non si avvicinerà al Maestro perché il Maestro può chiedergli un favore che egli potrebbe non essere in una posizione o avere la volontà di adempiere. Inoltre, ha paura che se il Maestro si comporta in modo umano, allora la piccola ammirazione che ha per il Maestro potrebbe non durare. Così ha paura della propria vita, della propria sicurezza, del proprio standard, della propria realizzazione. Non vuole associarsi strettamente al Maestro, poiché sente che se il Maestro nel suo mondo-sogno è una cosa, mentre se il Maestro nel mondo-realtà sarà una cosa completamente diversa.

"Un sostenitore è colui che conosce una figura spirituale e conserva una buona opinione di lui. Legge del Maestro sul giornale, o lo vede in televisione, o sente parlare di lui alla radio e pensa che il Maestro sia una brava persona. Ma il Maestro, la figura spirituale, non si aspetta mai nulla da un sostenitore, quindi, lui ed il sostenitore rimangono a distanza."

"Mio Signore Supremo, dimmi qualcosa di più su di loro."

"Figlio mio, quando il Maestro conduce la sua barca verso la Riva Dorata, il discepolo rimane nella barca, pienamente in armonia con la volontà del Maestro. Guarda i movimenti del Maestro e osserva come sta pilotando la barca, e per tutto il tempo prega per il successo e la vittoria interiore ed esteriore del Maestro. È completamente desideroso di vedere la vittoria del Maestro. Osserva insonne il modo in cui il Maestro pilota la barca e apprende continuamente dal Maestro come il Maestro pilota la barca.

"Il seguace si siede sulla barca. Sente che solo perché ha detto al Maestro che segue il suo sentiero, egli ha pagato il suo contributo, in modo da poter rimanere al sicuro. La sua stessa promessa è pagamento, quindi, è dovere obbligato del Maestro di portarlo sulla Riva Dorata. Visto che lui ha acquistato il biglietto, poiché ha un posto all'interno della barca, sente di non dover guardare, la barca lo porterà a destinazione. Da parte sua non deve rimanere sveglio, non deve essere di alcun aiuto o servizio, interiore o esteriore. Può rimanere addormentato, può divertirsi, ma è dovere del Maestro fare il necessario, perché ha accettato il discepolo.

"Un ammiratore è colui che arriva fino alla barca ma ha paura di entrarci. Ha paura che se intraprende il viaggio, alcuni animali acquatici possono rovesciare la barca o qualche uragano può farlo cadere dalla barca o distruggere il barca, ha paura di non riuscire a sopravvivere al viaggio.

"L'ammiratore osserva il viaggio dalla riva. Guarda il Maestro, i discepoli e i seguaci sulla barca. Il Maestro sta navigando da questa riva verso un'altra riva. L'ammiratore vede e ammira, ma ha paura. Pensa che la barca si capovolgerà, quindi non entra nella barca.

"Un sostenitore non arriva nemmeno a vedere la barca salpare per il suo viaggio. Ascolta gli altri, o legge sul giornale, o sente alla radio o alla televisione che il Maestro ha intrapreso un viaggio verso una terra inesplorata. Se il Maestro ha successo, bene. Se fallisce, a chi importa? Un sostenitore non è altro che un amico del bel tempo. Se il Maestro ha successo, dirà: "Oh, lo conosco. Lui è così grande, così bello, così gentile. Se fallisce, dirà: "Oh, lo conosco. È inutile, quindi non volevo seguire la sua strada". Così questa è la differenza tra un discepolo, un seguace, un ammiratore e un sostenitore."

2 14 Luglio 1977, 8:40 di sera — Martin Van Buren High School, Hollis, New York


  1. EA39

  2. EA39

Confidenza1

Io confido nella Promessa di Dio; non confido nei miei propri sentimenti. Abbastanza spesso sento una vacuità dentro di me. Quando sento che sono vuoto, in quel momento mi sento solo, mi sento avvilito, mi sento non solo senza aiuto e senza speranza, ma anche che mi sto dirigendo di sicuro verso la distruzione stessa. Quando penso a me stesso, vedo la frustrazione dentro e fuori. Paura e gelosia, insicurezza e dubbio, disobbedienza e arroganza giocano davanti a me un gioco non-divino. Il nome di quel gioco è ingratitudine.

Se faccio affidamento sulla loro valutazione della mia vita, se confido in loro, se li prendo come miei confidenti, se li prendo come veri membri della mia famiglia, allora sono totalmente rovinato. Così io confido solo nella Promessa del mio Dio che Egli mi insegnerà a nuotare attraverso il mare dell'ignoranza. La Promessa che il Mio Signore ma ha fatto è chiara, vivida, illuminante e appagante. Egli mi ha detto che io sono destinato a diventare un Suo perfetto strumento. Egli mi ha detto che io sono destinato a nuotare nel mare della Luce e della Delizia e, alla fine, ad insegnare agli altri, ai miei fratelli e sorelle più giovani, a nuotare nel mare della Luce e della Delizia.

Non faccio affidamento sulla mia altezza fisica, sull’altezza delle mie realizzazioni terrene o materiali, esse sono fuorvianti. Vedo chiaramente che sono alto, ma in confronto a chi? Solo quando sto accanto a un bambino. Quando un gigante sta di fronte a me io divento una minuscola esile formica in confronto all'altezza del gigante. La mia altezza terrena è tale che non mi dà una soddisfazione perenne. Quando sono con i miei bambini la mia latezza mi soddisfa perché sono molto più alto di loro. Ma quando sono con i giganti, la mia altezza è insignificante. Io posso innalzarmi ai cieli per le mie conquiste esteriori e sentire di aver fatto qualcosa di grande e sublime. Ma quando mi guardo intorno, vedo che di fronte a me c'è qualcuno che mi ha superato di gran lunga in quello stesso campo. Così se confido che le mie conquiste mi diano forza, sicurezza, fiducia e certezza, sono fuorviato e indotto in errore. Ma quando penso all'altezza del Mio Signore in me, quando cerco di vederla e di sentirla, vedo che non solo Egli ha la più elevata Altezza, ma possiede anche l’Altezza sempre trascendente. Sul piano fisico io posso raggiungere una certa altezza, e poi la mia crescita si ferma. Sul piano fisico, sul piano materiale, ogni conseguimento ha un limite. Ma sul piano interiore, ogni cosa che Dio ha ed ogni cosa che Egli è non solo è smisurata, ma anche sempre trascendente. Qui nel mondo esteriore la mia altezza ha sempre dei limiti, ma là nel mondo interiore l'Altezza del mio Signore, le Realizzazioni del mio Signore sono tutte illimitate.

Qual è la Promessa che mi fa il Mio Signore? Egli mi Promette che ciò che Egli ha e ciò che Egli è, è tutto per me, la Sua Altezza interiore, la Sua reale Altezza, le Sue vere realizzazioni sono tutte per me. Questa è la Sua Promessa. Così io confido nella Sua Promessa e non nelle mie piccole capacità e realizzazioni. Le mie capacità non mi soddisfano. O anche se una mi soddisfa per un momento, io vedo una enorme debolezza in quella capacità, perché c'è sempre qualcun altro che ha il dono di avere quella capacità infinitamente di più rispetto a quella che posseggo io.

Confidenza significa soddisfazione. Quando faccio affidamento su me stesso non posso avere una soddisfazione totale. Ma quando confido nel mio Signore Supremo, quando faccio affidamento sulla Sua Promessa, è semplice. Egli mi farà diventare come Se Stesso; Egli farà di me un altro Dio, con l'Infinito, l'Eternità e l'Immortalità a mia costante disposizione. In me Egli vede il perfetto prototipo della Sua stessa Realtà. La Sua Promessa è di farmi diventare un'altra Realtà esattamente come la Sua, cosicché Egli possa giocare con me, cantare con me e danzare con me per tutta l'Eternità.

Quando Egli promette di rendermi un'esatta immagine della Sua stessa Realtà, ciò non significa che manchi l’unione inseparabile. No, l'inseparabile unione è là, ma l'Uno proietta Se stesso in due in modo che possa godere del Gioco Cosmico. Sul piano esteriore la mente umana vedrà separazione, a dispetto dell'inseparabile unità nel mondo interiore. Ma il cuore sentirà che l'Uno ha diviso Se stesso in due per gustare la Delizia cosmica. Quando l'unità è divisa in due metà, ogni metà offre costante freschezza, sempre illuminante, sempre appagante freschezza all'altra metà.

Così io confiderò solo nella Promessa del Mio Signore, e non in quello che ho e in quello che sono. Io non posso fare affidamento su di me, perché non posso fare affidamento sui membri della mia famiglia interiore: il corpo, il vitale, la mente e il cuore. Essi mi hanno deluso innumerevoli volte. Ma il mio Signore Supremo non mi ha mai deluso, e io non ho mai deluso Lui. Perciò io confido solo in Lui, ed Egli confida in me. Io non faccio affidamento sui membri della famiglia della mia esistenza terrena; né io permetterò loro di fare affidamento su di me. La mia realtà, la mia confidenza, la mia fiducia, la mia stessa esistenza sono fondate unicamente sulla mia confidenza nel mio Amato Supremo.

2 14 Luglio 1977, 8:53 di sera — Martin Van Buren High School, Hollis, New York


  1. EA40

  2. EA40

Non è abbastanza1

O corpo, cosa stai cercando? Tu stai cercando l'agiatezza. Non sai che l'agiatezza non è nient'altro che celata oscurità e cecità? O vitale, cosa stai cercando? Tu stai cercando il piacere. Non sai che il piacere è il mare dell'ignoranza celato? O mente, cosa stai cercando? Tu stai cercando una vita compiacente. Non sai che la compiacenza non è nient'altro che l'inizio dell'autodistruzione? O cuore, cosa stai cercando? Tu stai cercando la sicurezza. Ma tu coltivi la tua debolezza, tu nutri la tua vita di attaccamento. Non sai che la vita di attaccamento non è nient'altro che immediata frustrazione? Alla frustrazione per forza seguirà la distruzione, e la distruzione è la morte camuffata.

O corpo, per di sviluppare un senso di responsabilità, devi pregare Dio che riversi su di te la Sua Compassione. O vitale, per sviluppare maggiore semplicità devi pregare Dio che ti doni la Sua costante Attenzione ricolma di benedizioni. O mente, per sviluppare più sincerità devi pregare Dio che ti doni la Sua Pace immediata. O cuore, per liberare te stesso dall'attaccamento ed aumentare la tua purezza devi pregare Dio che ti doni un edificio spazioso con all'interno una stanza spaziosa perché tu possa conversare con Lui.

O corpo mio, il tuo senso di responsabilità non è abbastanza. Tu hai bisogno di maggiore responsabilità. O vitale mio, il tuo senso di semplicità non è abbastanza. Tu hai definitivamente bisogno di maggiore semplicità. O mente mia, il tuo senso di sincerità non è abbastanza. Tu hai bisogno senza dubbio di maggiore sincerità. O cuore mio, il tuo senso di purezza non è abbastanza. Senza ombra di dubbio tu hai bisogno di maggiore purezza. O membri della mia famiglia interiore, se non avete responsabilità, semplicità, sincerità e purezza in grande misura il viaggio della mia vita terminerà nel completo fallimento.

A meno che tutti voi sviluppiate maggiore responsabilità, semplicità, sincerità e purezza, il Supremo in me rimarrà inappagato. E ogni giorno che il mio Dio rimane insoddisfatto, io vedo e sento che la mia promessa a Dio, il mio Beneamato Supremo, sta pranzando con la frustrazione, con la distruzione e con la morte. Ogni giorno io sento che sto deludendo il mio Amato Supremo; io Lo sto perfino abbandonando. A causa vostra, O corpo, vitale, mente e cuore, io sono incapace di compiacere il Supremo, il mio Amato Supremo.

O corpo, se tu non ti attieni alla mia richiesta; O vitale, se tu non sei pienamente d'accordo con me; O mente, se tu manchi nel soddisfarmi; O cuore, se tu non soddisfi il Supremo nel modo in cui io voglio che tu Lo soddisfi, allora non ci sarà alternativa né scelta. Dio, per la Sua infinita Bontà, mi darà nuovi strumenti, strumenti più volenterosi, più ansiosi, più obbedienti alla Sua Volontà. E se voi trascurate il Supremo in me in questa incarnazione, state allora pur certi che dovrete aspettare per innumerevoli anni, se non indefinitamente, prima che vi sia data un'altra opportunità. O corpo, vitale, mente e cuore, non perdete questa opportunità d'oro. Il giorno dorato attende la vostra vita, la mia vita e la Vita di Dio ogni giorno. Voi appagate il Supremo in me e io appagherò il Supremo in voi. Datemi ciò di cui ho bisogno e io vi darò quello di cui avete bisogno. Ciò di cui ho bisogno è la vostra obbedienza assoluta. Quello di cui voi avete disperatamente bisogno è la soddisfazione. Datemi l'unità dell'obbedienza e io vi darò la perfezione della soddisfazione.

2 15 Luglio 1977, 7:40 di mattina — Pista della Jamaica High School, Jamaica, New York


  1. EA41

  2. EA41

Consapevolezza, devozione, pienezza d'anima e altruismo1

Consapevolezza, devozione, pienezza d’anima e altruismo sono i miei amici per la vita. La consapevolezza ha trasformato la mia vita animale nella vita umana. La devozione ha trasformato la mia vita umana nella vita divina. La pienezza d'anima ha allungato la mia vita divina. L’altruismo ha reso immortale la mia vita divina.

La consapevolezza ha scoperto tutti i mondi superiori. La devozione ha scoperto tutti i mondi interiori. L'anima ha scoperto la vita universale di Dio. L'altruismo ha scoperto la Vita trascendentale di Dio.

La consapevolezza ha una connessione speciale con Dio il Creatore. La consapevolezza ha compiaciuto Dio il Creatore in un modo speciale. La devozione ha una connessione speciale con Dio il Salvatore. La devozione ha compiaciuto Dio il Salvatore in un modo speciale. La pienezza d'anima ha una connessione speciale con Dio il Liberatore. La pienezza d'anima ha compiaciuto Dio il Liberatore in un modo speciale. L’altruismo ha una connessione speciale con Dio il Supremo Cantante, Dio il Supremo Danzatore e Dio il Supremo Amante. L’altruismo ha compiaciuto Dio il Supremo Cantante, Dio il Supremo Danzatore e Dio il Supremo Amante in un modo speciale.

Sul piano fisico la mia amica consapevolezza mi ha reso intelligente, la mia amica devozione mi ha reso brillante, la mia amica pienezza d'anima mi ha reso puro, il mio amico altruismo mi ha reso sicuro. La mia amica consapevolezza sta sulla porta del mio cuore e impedisce all'ignoranza di entrare nella stanza del mio cuore. La mia amica devozione mi dice sempre di ringraziare ed essere grato al Pilota Supremo in me per quello che Egli ha fatto incondizionatamente per me. La mia amica pienezza d'anima mi aiuta ad identificare me stesso con Dio il Creatore, con Dio la creazione, con Dio l'Uno e con Dio i molti, e a godere la suprema unità con il mio Amato Supremo. Il mio amico altruismo mi aiuta sempre a diventare coscientemente parte essenziale di Dio la creazione, e uno strumento sottomesso di Dio il Creatore. Il mio amico altruismo mi dice che l'uomo non realizzato e non appagato di oggi sta inequivocabilmente divenendo l'uomo realizzato ed appagato di domani.

La scala della coscienza ha solo quattro gradini: la consapevolezza, la devozione, la pienezza d'anima e l’altruismo. La scala della coscienza che unisce l'anelito della terra con il Sorriso del Cielo è per il cercatore in me. Quando salgo sul primo gradino, la consapevolezza, la mia amica ignoranza del vecchio passato mi guarda ed è sorpresa, totalmente sorpresa, che io sia salito sul gradino della consapevolezza. Infine essa scompare nella totale frustrazione e fallimento. Quando salgo sul secondo gradino della scala della coscienza, la devozione, il sogno dell'ignoranza che una volta torturava tutto il mio essere e la mia esistenza anela alla trasformazione. Anelando esso si rivolge a me per essere trasformato nella realtà di saggezza. Quando salgo sul gradino della pienezza d'anima, il mondo della frustrazione, delle preoccupazioni, delle ansietà e del completo fallimento sta di fronte a me per il suo miglioramento, il suo progresso e il suo cambiamento radicale. Infine, quando salgo sul gradino dell’altruismo, io divento inseparabilmente una sola cosa con quello che il mondo ha e con quello che il mondo non ha. Quello che il mondo ha è un anelito interiore; quello che il mondo non ha è un sorriso con tutta l'anima dalle Altezze sempre trascendenti.

C'è solo un mondo esteriore, e questo mondo esteriore è il mio mondo di preparazione, che è fondato sulle mie consapevolezza, devozione, pienezza d'anima e altruismo.

2 15 Luglio 1977, 12:50 di pomeriggio — Auditorium Dag Hammarskjold, Nazioni Unite, New York


  1. EA42

  2. EA42

Io non imito; Io non inizio1

Io non imito; non inizio. Non imito nulla, non imito nessuno, perché se imito, allora impedisco al mio Amato Supremo di rivelare la sua nuova creazione. Egli in ogni momento vuole creare qualcosa di nuovo, qualcosa di significativo e qualcosa di fruttuoso dentro e attraverso di me. Non inizio nulla su nessun piano, perché posso fare errori; Potrei commettere errori deplorevoli. Potrei fuorviare gli altri. Io non imito; non inizio. Mi concentro, medito e contemplo. Mi concentro per perforare il velo di ignoranza che mi ha avvolto. Medito per liberarmi dall'ignoranza-sogno. Contemplo per ricordare ciò che ho fatto con il mio Amato Supremo dentro di Lui, attorno a Lui, all’interno di Lui e all’esterno di Lui, molto, molto, molto tempo fa.

Mi concentro per correre velocissimo verso la mia Meta destinata, verso il mio Amato Supremo. Medito affinché la mia Meta, il mio Amato Supremo, possa venire da me immediatamente. Contemplo in modo che io e il mio Signore Supremo correremo insieme per trovare un posto dove poterci incontrare e riprendere di nuovo la nostra antica maratona di conversazione.

Io non imito; non inizio. Mi concentro, medito e contemplo. La mia concentrazione mi dà la forza di combattere contro l'ignoranza brulicante. La mia meditazione mi dà equilibrio nel clima turbolento della vita umana. La mia contemplazione mi fa sentire sempre che il mio Signore Supremo, il mio Amato Supremo, sta ascoltando il mio anelito di aspirazione, il più profondo pianto del mio cuore.

2 15 Luglio 1977, 10:00 di sera — Centro per l'Arte North Shore Community, Great Neck, New York


  1. EA43

  2. EA43

Perché mi nascondo?1

"Mio Signore Supremo, perché a volte voglio nascondermi da Te? Perché a volte cerco disperatamente di nasconderTi i pensieri? Perché? Perché? È perché ho paura di Te? O è perché Ti amo e sento che Ti farebbe male se conoscessi i miei pensieri negativi ed impuri sul piano fisico? Sul piano interiore so che non sarò mai in grado di ingannarTi. Sul piano esteriore, a causa della mia furba mente, sento che in modo umano sarò in grado di ingannarTi, perché forse non sei consapevole di tutte le complessità della vita umana. Comunque, dimmi perché voglio nascondermi da Te e nasconderTi i miei pensieri." "Bambina Mia, in una certa misura è vero che hai paura di Me. Ecco perché ti nascondi da Me. Inoltre, in una certa misura è vero che hai paura che Mi farà del male, vale a dire, la coscienza umana in Me, se vedo che soffri di pensieri malsani. Essendo identificato con te, soffrirò senza dubbio. Ma la ragione principale è un'altra. Tu inconsciamente, se non consapevolmente, ami la vita dell'ignoranza. Vuoi nasconderTi da me perché sai che sebbene tu ora sia coscientemente per la vita di saggezza, la vita dell'ignoranza ti sta dominando e governando su di te. Tieni a cuore questi pensieri perché senti che queste sono cose che puoi avere, mentre i pensieri divini, i pensieri illuminanti, i pensieri celesti, forse sono tutte allucinazioni mentali: questo è ciò che pensi, quindi, inconsciamente, se non consapevolmente, custodisci e fai tesoro dei tuoi pensieri non-divini.

"Ma, figlia Mia, desidero dirti che non devi aver paura di Me o sentire che Mi farai del male. Il divino in Me non ti punirà mai. Il divino in Me non sarà mai ferito dai tuoi cosiddetti difetti Puoi sbarazzarti di questi ignoranti sentimenti, idee e nozioni sul piano fisico molto facilmente. Se vuoi sbarazzarti di queste forze, pensa a Me come un cestino della carta straccia o una pattumiera. Sul piano fisico, questi sono i due posti adatti per sbarazzarti di tutto ciò che è indesiderato. Se vuoi sbarazzarti di questi pensieri malsani sul piano spirituale, allora gettali in me con passione e devozione. Lancia tutto ciò di cui soffri in me. per la tua illuminazione, per la tua perfezione, e non rimarrò mai soddisfatto se non vedrò la tua radicale trasformazione.

"Devi sentire che i tuoi difetti sono i miei difetti. Tu non hai paura di te stessa, non provi a nasconderti da te stessa, perché sai che sei tu. Allo stesso modo, se riesci a pensare a Me come alla tua realtà espansa e ampliato, se riesci a sentire che le tue braccia si sono allungate, che tutto ciò che hai è espanso e che in questa coscienza espansa e allargata tu ed io siamo una cosa sola, allora vedrai che anche le cose che devono essere trasformate in te sono anche difetti in Me.

"Quindi non aver paura di Me o temere che Mi ferirai in modo umano. Pensa a Me come ad un cestino della carta straccia. Senti che io sono proprio quella cosa: la tua Vita universale, la tua Vita trascendentale. Perché dovresti aver paura di Me? Siamo una sola cosa, eternamente una, inseparabilmente una. Ciò che è inferiore in noi è illuminato dalla luce del più grande, più illuminato, più appagante, più perfetto e più divino."

2 16 Luglio 1977, 8:30 di mattina — Pista della Jamaica High School, Jamaica, New York


  1. EA44

  2. EA44

Io sono in preparazione1

Sono in preparazione. Sono in preparazione per una nuova alba, una nuova mattina e un nuovo giorno. Devo seppellire consapevolmente e con forza le mie esperienze passate, esperienze di fallimento, esperienze di frustrazione, esperienze di indegnità. Le seppellirò. Annullerò dalla mia lavagna della memoria tutte le esperienze spiacevoli, le esperienze non illuminanti, che ho avuto finora nella mia vita. Sono in preparazione per una vita sempre nuova. So perché ho fallito, perché ho deluso il mio Amato Supremo. Ho fallito perché ho trascurato la mia vita-secondo, ho sprecato la mia vita-minuto, ho ignorato la mia vita-ora. D'ora in poi, in ogni mia vita-secondo vedrò una realtà di esistenza di dieci anni. In ogni mia vita-minuto vedrò una realtà di esistenza di quaranta anni, e in ogni vita-ora vedrò una realtà di esistenza di cento anni, innumerevoli anni. Ogni volta che non uso correttamente la mia vita-secondo, la mia vita-minuto e la mia vita-ora, farò in modo di farmi sentire che sono molto lontano, lontanissimo dalla mia Meta destinata. E ogni volta che userò correttamente la mia vita-secondo, la mia vita-minuto e la mia vita-ora, senza dubbio mi farò in modo di sentire che la mia ora della realizzazione di Dio si avvicina rapidamente. Non dovrò costringermi a sentirlo, sarà qualcosa di spontaneo e automatico. Non condurrò più la mia barca tra la sera di speranza e la notte di frustrazione. La mia barca farà la spola solo tra la luce-promessa e la delizia-soddisfazione.

A causa della mia vita di schiavitù, a causa della mia vita di desiderio, a causa della mia vita finita, ho mancato il mio Amato Supremo, ho mancato la mia esistenza di realtà. E continuerò a mancare il mio Amato Supremo e la mia esistenza di realtà se continuerò ad amare il finito in me stesso. Ma se comincio ad amare solo l'Infinito in me stesso, allora non sarò costretto a vedere il volto della frustrazione, il volto del fallimento. Volerò in cielo solo con l'amato amico della mia Eternità, il mio uccello-anima. Rimarrò all'interno della Barca Dorata del Pilota Supremo dell’Eternità, navigando, navigando verso una Terra Divina inesplorata e la Sponda dell'Immortalità.

La mia nuova vita sarà una vita di sorriso che trascende la vita e che invita Dio. La mia vecchia vita mi ha dato quello che aveva: paura di Dio, paura del desiderio, paura nel desiderio. La mia nuova vita mi dà il messaggio di amore di Dio e l’appagamento di Dio nel Modo proprio Dio. Mi sto preparando per Dio, per diventare il Suo strumento supremamente scelto, per amare Lui, per compiacere Lui, per appagare Lui sempre e sempre, a Modo Suo.

2 16 Luglio 1977, 12:20 di pomeriggio — John F Kennedy High School, Bronx, New York

*Umiltà e compassione3

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Quello che ho è l'umiltà e ciò che Dio ha è la Compassione. L'umiltà è il mio dono profondo per il mio Signore Supremo. La Compassione è il dono fecondo del mio Signore per me. La mia umiltà è supportata da due membri significativi della mia famiglia interiore: la dolcezza e la tenerezza. La Compassione di Dio è supportata da due membri sublimi della sua famiglia interiore: l'Amore e la Sollecitudine.

Il mio tesoro nascosto è la mia umiltà pienamente fiorita. Il Tesoro scoperto di Dio è la Sua Compassione pienamente rivelata. La mia umiltà ha libero accesso non solo a quelli che mi amano e hanno bisogno di me, ma anche a quelli che non mi amano e non hanno bisogno di me. La Compassione di Dio è sempre incondizionata. La Compassione di Dio è per tutti. È il cercatore in me, grazie alla sua ricettività, che riceve la Compassione di Dio. Dio la Compassione è per quelli che provano e riprovano, ma per i quali il successo resta molto lontano. Proprio perché Dio la Compassione è per loro, alla fine non solo riceveranno Dio la Compassione, ma diverranno anche i più perfetti strumenti di Dio.

Sono l'albero di umiltà per compiacere il mio Signore Supremo a Modo Suo. Dio e la Sua pioggia di Compassione per appagarmi e rendermi immortale nel Suo Modo supremo.

4 16 Luglio 1977, 6:25 di sera — in viaggio verso il New Jersey


  1. EA45

  2. EA45

  3. EA46

  4. EA46

Obbedienza1

Ho bisogno dell'obbedienza; io amo l'obbedienza. Ho bisogno del mio superiore, io amo il mio superiore. Il mio superiore è la mia guida. Il mio superiore è tutto responsabilità. Mi libera dalle preoccupazioni, dall'ansia, dall'esitazione, dalla paura e dal dubbio. Le forze negative che avrebbero potuto assalirmi sono tenute ben a bada o, piuttosto, sono sotto il controllo del mio superiore.

La mia obbedienza al mio superiore non è una mia forzata resa. È semplicemente la mia cosciente consapevolezza della superiore divinità che sta sopra di me. Ma verrà un giorno, grazie al mio continuo progresso, in cui potrò divenire una sola cosa con il mio superiore; Sarò sullo stesso livello del mio superiore così che potremo ricevere mutua gioia. Un vero superiore è colui che si sforza e cerca di sollevare l'inferiore al suo livello in modo da poter giocare, cantare e danzare con lui.

Dio è il mio solo vero superiore. A meno che e fino a quando Egli non mi vedrà spalla a spalla con Lui, la Sua Luce di Manifestazione non sarà capace di permeare la Sua intera creazione. L'umano in me vuole ed ha bisogno di un superiore come protezione e guida. Il divino in Dio vuole ed ha bisogno di un partner, un collaboratore, e non di una creatura inferiore per essere divinamente felice e supremamente fecondo.

2 16 Luglio 1977, 6:45 di sera — in viaggio verso il New Jersey


  1. EA47

  2. EA47

Ho bisogno di più1

Ho bisogno di più. Ho bisogno di più pace. Ho bisogno di più gioia. Ho bisogno di pace nella mia mente. Ho bisogno di gioia nel mio cuore.

Ho bisogno di più. Ho bisogno di più pienezza d'anima. Ho bisogno di più altruismo. Ho bisogno di pienezza d'anima nel mio vitale. Ho bisogno di altruismo nel mio corpo.

Ho bisogno di più. Ho bisogno di più determinazione. Ho bisogno di più perfezione. Ho bisogno di determinazione nella mia aspirazione. Ho bisogno di perfezione nella mia dedizione.

Ho bisogno di più. Ho bisogno di più Compassione. Ho bisogno di più cooperazione. Ho bisogno di Compassione ho bisogno dal mio Amato Supremo nella mia stessa realtà-esistenza. Ho bisogno di cooperazione dall'umanità in tutto quello che faccio, in tutto quello che dico e in tutto quello in cui mi sviluppo.

Quando ho più pace nella mente, più gioia nel cuore, più pienezza d'anima nel vitale, più altruismo nel corpo, più determinazione nella mia aspirazione, più perfezione nella mia dedizione, più Compassione da Dio e più cooperazione dall'umanità, in quel momento diverrò un strumento perfettissimo di Dio nel mondo interiore e un perfettissimo rappresentante del genere umano nel mondo esteriore. Ho bisogno di più. Ho bisogno di più.

2 16 Luglio 1977, 9:05 di sera — Kean College, Union, New Jersey


  1. EA48

  2. EA48

Salvezza, liberazione, ralizzazione, perfezione e soddisfazione1

Sei un peccatore? Allora senza dubbio hai bisogno di salvezza. Sei completamente incatenato alla terra? Allora certamente hai bisogno di liberazione. Sei isolato senza aiuto? Allora sicuramente hai bisogno di realizzazione. Sei totalmente insoddisfatto della tua vita di desiderio? Allora senza dubbio hai bisogno di perfezione. Sei pronto per amare Dio e servire Dio nel Modo proprio di Dio? Allora indiscutibilmente hai bisogno di soddisfazione.

Prega. Il tuo problema di salvezza sarà risolto. Dedica devotamente te stesso a Dio. Il tuo problema di liberazione sarà risolto. Medita. Il tuo problema di realizzazione sarà risolto. Anela nel profondo di te. Il tuo problema di perfezione sarà risolto. Senti di essere solo di Dio e solo per Dio. Il tuo problema di soddisfazione sarà risolto.

La salvezza è nel mondo di Cristo. La liberazione è nel mondo di Buddha. La realizzazione è nel mondo dell'unità. La perfezione è nel mondo di Krishna. La soddisfazione è solo nel mondo della realizzazione di Dio.

2 16 Luglio 1977, 10:00 di sera — in viaggio verso Jamaica, New York


  1. EA49

  2. EA49

Carità1

La carità non mi piace. Mi piace la sollecitudine, la vera premura. Quando qualcuno mi mostra carità, provo un senso di inferiorità e quando offro carità a qualcuno, indubbiamente sento un senso di superiorità. Non desidero né un sentimento superiore né un sentimento inferiore: ciò che voglio è un sentimento paritario.

Il mondo cristiano crede che la carità significhi una porta aperta al Cielo, ma è totalmente sbagliato, completamente sbagliato, irrimediabilmente sbagliato. La carità non segna o determina un senso di vera sollecitudine e vero amore, e quando la vera sollecitudine e il vero amore sono carenti, la porta del Cielo non può mai essere aperta. Rimarrà sempre chiusa. Non è la carità, ma il sentimento di unità, che apre la porta del Cielo. Se non c'è alcun sentimento di unità, non importa quanta potenza monetaria, ricchezza materiale o qualsiasi altra cosa offra a qualcuno, è inevitabile che mi porti nel mondo dell'ignoranza dove opera la danza della superiorità e dell'inferiorità.

Quando una parte della mia esistenza deve ricevere o raggiungere qualcosa e un'altra parte viene in suo soccorso, il loro senso di unità apre immediatamente la porta del Cielo per me. Se c'è qualcosa di bello, e se la mia mente aiuta immediatamente il mio occhio ad apprezzarne la bellezza, allora c'è una sensazione di unità. Se la mia mente vuole studiare qualcosa e le gambe mi portano a scuola o in biblioteca, allora c'è un sentimento di unità.

La carità non può darmi soddisfazione. La carità non può aprirmi la porta del Paradiso. È solo la sensazione di unità che può darmi soddisfazione e questa sensazione di unità deve essere ampliata. Quando do a qualcuno ricchezza materiale, potere economico o qualcos'altro, devo sentire che è la mia stessa necessità di aumentare la mia sensazione di unità per l’estensione del mondo. Devo sentire che non sono io che sto aiutando qualcuno. Al contrario, sono io ad essere aiutato. Questa carità non è carità, lungi da ciò. È il mio dono di me stesso per realizzare il mio sé superiore totalmente e integralmente, qui nel mondo.

La mia offerta di unità non solo mi apre la porta del Cielo, ma apre anche le porte dell'Infinito, dell'Eternità e dell'Immortalità, poiché l'unità è la prima Canto-Visione di Dio e la Sua definitiva Danza-Realtà-Visione, sempre in costante trascendenza. Se voglio cantare il Canto-Visione di Dio, allora la mia parte più grande e la mia parte più piccola devono essere la Danza-Realtà di Dio in questa Realtà infinita e sempre-trascendente.

2 17 Luglio 1977, 7:35 di mattina — Pista della Jamaica High School, Jamaica, New York


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Traduzione di questa pagina: Slovak , Czech , French , Spanish
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