{{htmlmetatags>metatag-robots=()}} Sri Chinmoy risponde, parte 01

Sri Chinmoy risponde, parte 01

Part I

SCA 1-8.-it Il 25 giugno 1994 Sri Chinmoy rispose a domande poste da suoi discepoli che erano sul suo sentiero spirituale da più di venticinque anni.

Domanda: Come possiamo far sì che la nostra vita interiore soddisfi tutte le necessità, quando la nostra capacità interiore è ancora molto limitata?

Sri Chinmoy: Un bambino ha un dollaro, e con questo dollaro può comprarsi un piccolo giocattolo, ma se quello stesso bambino ha reso contento suo padre in molti modi con il suo affetto, amore e gioia, il padre immediatamente gli da abbastanza denaro da comprare dieci giocattoli, oppure lui stesso compra tutti i giocattoli necessari per rendere soddisfatto e felice il suo figliolo. Questo è ciò che succede nella nostra vita esteriore.

Qualcosa di simile accade anche nella vita interiore. Se un certo discepolo ha soddisfatto il suo Maestro in vari modi, e la fede del Maestro in quel discepolo è eccezionalmente forte, allora il Maestro farà tutto ciò che è in suo potere per aiutare quel discepolo. Se il discepolo ha grande fede nel Maestro, quest'ultimo ha grandissime possibilità di accrescere le capacità interiori del discepolo.

Il Maestro avrà sempre infinitamente più fede nei discepoli di quanta questi potranno mai averne nel Maestro. Nessun mio discepolo avrà mai la stessa misura di fede in me di quanta io ne abbia in lui o lei, soprattutto se si tratta di uno dei miei discepoli scelti. In una classe ci sono sempre buoni studenti e cattivi studenti. Similmente, tra coloro che seguono il nostro sentiero, ci sono assolutamente degli studenti molto bravi. Questi discepoli scelti devono sempre sentire che la fede che hanno nel Maestro, ed anche quella che hanno in loro stessi, non è nulla a paragone della fede che il Maestro ha in loro.

Qual è il motivo? È perché il Maestro vede in loro Dio che sta germogliando e sbocciando. Quando li guarda, vede la sua stessa più alta realtà-divinità. Nei discepoli scelti, vede sempre il Sole interiore, e sa con certezza che verrà il momento in cui il loro Sole interiore verrà alla ribalta e illuminerà i loro mente, vitale e fisico.

Ma i discepoli non hanno lo stesso tipo di fede nel Maestro. La loro fede è come una fune di sabbia. Ora hanno fede, o immaginano di avere un certo tipo di fede, ma un attimo dopo, quando la mente viene alla ribalta e copre il loro cuore, tutto sparisce. E quando non c'è fede nel Maestro, il Maestro non può accrescere le loro capacità interiori.

Il modo migliore per accrescere la loro fede nel Maestro, è per i discepoli quello di immaginare la fede del Maestro in loro. Dovrebbero immaginare che la fede del Maestro in loro è più alta dell'altissimo, e che loro sono strumenti supremamente scelti. Ci sono milioni e milioni di esseri umani sulla Terra, i discepoli devono chiedersi come mai solo loro sono stati scelti per portare la bandiera-della-vittoria del Maestro. Devono esercitare la loro immaginazione, che è una realtà in se stessa, per sentire l'infinita fede che il Maestro ha in loro. In tal modo, aumentando la loro fede nel Maestro, i discepoli possono aumentare ogni giorno le loro capacità interiori. Non solo è possibile, è inevitabile.

Domanda: Cosa viene per primo: perfetta obbedienza o abbandono incondizionato?

Sri Chinmoy: L'obbedienza per lo più è nella mente, mentre l'abbandono è dell'intero essere. L'abbandono incondizionato include tutto l'essere: il cuore che aspira, la mente che cerca, il vitale dinamico e il corpo che si è disfatto completamente della letargia. Quando viene l'abbandono, è semplicemente come cadere distesi ai Piedi del Supremo, sei assolutamente prostrato ai Piedi di Dio, in quel momento non solo la testa ma tutto il tuo corpo tocca l'infinito Oceano-di-Compassione del nostro Signore Adorato Supremo.

Ma l'obbedienza per lo più riguarda la mente. Se ti dico di fare qualcosa, puoi camminare lento come una tartaruga o correre veloce come un cervo, ma non importa con quanta celerità, con quanto entusiasmo, con quanta disposizione d'animo stai andando, solo una parte del tuo essere sta andando: la mente. La mente va con la speranza di compiacere Dio o compiacere il Maestro. Dice: "Se non vado il Maestro sarà dispiaciuto, Dio sarà dispiaciuto." Anche se vai veloce, sia che tu lo stia facendo di tua volontà, o che tu lo stia facendo per una qualche costrizione, non ne ottieni comunque un sentimento di spontanea dolcezza nell'intero essere.

Ma quando realizzi l'abbandono incondizionato, tutte le tue parti, ognuno dei tuoi ottantaseimila nervi sottili — ogni cosa — ti da inimmaginabile gioia.

Dobbiamo sapere che l'abbandono incondizionato non è la sottomissione di uno schiavo al suo padrone. È la sottomissione che viene dalla saggezza, dalla realizzazione che Qualcuno conosce più di noi, e allo stesso tempo ci rivendica come intimamente Suoi, e vuole anche che noi rivendichiamo Lui come proprio nostro. Il vasto oceano vuole sempre rivendicare la gocciolina. Se la gocciolina ha una qualche intelligenza o saggezza, rivendicherà a sua volta l'oceano come proprio e dirà: "Sono diventata l'oceano." Esattamente allo stesso modo, se mettiamo in atto l'abbandono incondizionato, immediatamente diveniamo tutt'uno con il nostro Adorato Supremo. In quel momento non siamo responsabili di nulla, perché ciò che facciamo o diciamo non proviene da noi, proviene dalla nostra stessa più alta realtà.

Tu hai chiesto quale viene per prima, dipende dall'individuo. Di sicuro l'abbandono incondizionato includerà la perfetta obbedienza; se c'è l'abbandono incondizionato, la perfetta obbedienza deve necessariamente arrivare; ma se hai perfetta obbedienza non otterrai automaticamente il risultato dell'abbandono incondizionato, che è dolcezza. Per me, l'abbandono incondizionato è molto più importante e prezioso dell'obbedienza, anche se l'obbedienza è basata sulla perfetta fede. L'obbedienza può essere spontanea o meno, ma l'abbandono incondizionato è sempre gioioso. Nell'abbandono incondizionato diciamo: "Usami come un pallone. Calciami con quanta forza vuoi, di destro o di sinistro, in qualunque modo." Quando c'è l'abbandono incondizionato, in quel momento il cercatore diviene uno strumento perfetto del Supremo.

La forza dell'obbedienza è l'unico modo di compiacere Dio con permanente aspirazione-perfezione?

Sri Chinmoy: Ho parlato dell'obbedienza e dell'abbandono. Ora vi dico che se l'obbedienza del cercatore è felice, gioiosa, ininterrotta e a perdifiato, allora il cercatore, senza dubbio, può compiacere Dio, ma non è il solo modo, no! Ci sono vari modi.

Una persona dirà: "È con l'obbedienza che voglio correre nella maniera più veloce per compiacere Dio nel Suo proprio Modo." Qualcun altro dirà: "Voglio correre nella maniera più veloce e compiacere Dio per mezzo dell'aspirazione." Una terza persona dirà: "Voglio compiacere Dio e correre il più veloce possibile attraverso la mia dedizione."

Ci sono quindi molti modi di compiacere Dio e correre più veloce possibile. Se scegli la 'strada dell'obbedienza', allora voglio dire che quest'obbedienza dev'essere piena di gioia, felice, e spontaneamente piena di 'dono di sé': in tal modo l'obbedienza diviene per il discepolo o il cercatore un modo molto potente di compiacere Dio. Se vuoi correre più velocemente possibile sulla strada dell'obbedienza, allora la tua obbedienza non può essere imposta. Non deve venire dalla paura della punizione per la disobbedienza. No, deve venire dall'amore.

Se possiedi questo tipo di obbedienza, naturalmente potrai correre alla massima velocità sulla strada dell'obbedienza. In quel momento la tua aspirazione, come una fiamma, andrà automaticamente in alto, più in alto, alla massima altezza. Questo avverrà perché l'obbedienza costante, instancabile e a perdifiato non può essere separata dalla più alta aspirazione. Più in alto va la tua aspirazione, più valuti l'importanza dell'obbedienza. Similmente, più obbedisci alla Volontà di Dio, più in alto potrai andare nella tua aspirazione.

Ma a livello pratico c'è qualcos'altro da considerare. Spesso il cercatore dice: "Se vado a scuola e non ubbidisco al professore, il professore mi punirà. Se lavoro in ufficio e non ubbidisco al capo, il capo mi licenzierà. Ma cosa può succedere se non ubbidisco a Dio?" Quando i discepoli iniziano a disubbidire a Dio, molti di loro sentono che non ne consegua alcuna punizione. La punizione c'è, ma non arriva subito. Se disubbidisci oggi a Dio in un modo molto serio, Dio potrebbe attendere dieci giorni prima di punirti; ma, ancora, in questi dieci giorni puoi fare moltissime cose positive per compiacere Dio, e così Lui potrebbe perdonarti.

Molte volte succede che facciamo errori madornali; ma quando non ne riceviamo la punizione immediatamente o nel futuro prossimo, sentiamo: "Forse Dio ci ha perdonati o forse, dopotutto, non era un errore. La nostra mente ci ha fatto credere di aver fatto un errore, ma forse la mente si è sbagliata." La disubbidienza è una forza distruttiva in noi che spesso si nasconde. Troviamo motivi per giustificarla, ma se abbiamo fatto qualcosa di realmente anti-spirituale e non siamo stati puniti, dobbiamo sentire che il tempo non è ancora giunto, oppure che Dio ci ha perdonati in forza delle nostre azioni positive.

C'è qualcosa di molto importante a cui i discepoli non prestano alcuna attenzione, e questa è il rimorso. Si dice che il pentimento purifichi l'anima. Il pentimento non purifica l'anima, essa è al di sopra di questo, però il pentimento di sicuro purifica il cuore. Quando facciamo qualcosa di sbagliato, se versiamo e versiamo lacrime, allora dentro di esse ci sarà il rimorso e il nostro cuore sarà purificato. Quindi il nostro cuore non ci permetterà di rifare lo stesso errore in futuro. Grazie al pentimento il nostro cuore diventa forte, più forte, il più forte, in modo da sfidare la mente non permettendole un'altra occasione per commettere lo stesso grandissimo errore.

Domanda: Da quando sei qui in Occidente [a New York, dal 1964], cosa, riguardo ai tuoi discepoli, ti ha compiaciuto di più, e cosa di meno?

Sri Chinmoy: Il cuore-di-unità dei discepoli, senza alcuna eccezione, mi ha compiaciuto di più, e la mente-di-divisione dei discepoli mi ha dispiaciuto in modo crudele.

L'unità deve venire non dal pensiero o dalla mente, e nemmeno dal respiro: l'unità deve venire dall'immaginazione. Dobbiamo immaginare che Dio, in ogni momento, stia facendo un Gioco, entrando in noi ed uscendo da noi. Prendiamo il nostro corpo come una stanza: dobbiamo immaginare che Dio, l'Essere più bello, il più potente, stia entrando in questa stanza e giocando il Suo Gioco Cosmico in e attraverso la nostra esistenza fisica. Se riusciamo a sentire questo, allora Dio sarà molto compiaciuto di noi.

Voglio anche dire alcune altre cose. Io ho un cuore, e il mio cuore sente quante volte non mi prendete sul serio quando parlo dell'anima. Per un giorno qualcuno prende sul serio ciò che dico riguardo all'anima: "Guru mi sta dicendo che la mia anima è felice o è dispiaciuta di me!" Ma anche coloro che mi credono quando parlo dell'anima, non vogliono sentire la presenza dell'anima o vedere la realtà dell'anima. E ci sono molte occasioni in cui questi stessi discepoli persino negheranno l'esistenza dell'anima.

Per me, l'anima è la realtà più importante. Ho detto che l'anima può essere non solo sentita ma anche vista, esattamente nel modo in cui io vedo voi. Se non riuscite ad aver fede nella realtà della vostra anima, allora come potete aver fede in Dio?

Realizzare Dio è infinitamente più difficile che venire in contatto con l'anima. L'anima è come una guida che al passo con noi, pian piano, con sicurezza e risolutezza, ci conduce a destinazione. Se non credi nella guida, come potrai mai raggiungere la destinazione, che è Dio?

Quando a settanta, ottanta o novant'anni morirete, vedrete chiaramente che la vostra anima è la vostra realtà permanente, eterna, ma per fare vero progresso, dovete vederlo e sentirlo adesso, mentre siete sulla Terra. Le persone che non solo credono nell'esistenza dell'anima, ma anche vogliono sentire la presenza della propria anima e vedere la realtà della propria anima, mi stanno compiacendo massimamente. Ancora, coloro che non si curano affatto della propria anima, o che non prestano alcuna attenzione a quello che dico su di essa, mi stanno dispiacendo moltissimo.

Ho moltissimi Centri di meditazione. Quotidianamente ho dei messaggi da essi, e mi arriva la vibrazione di ciò che vi accade. Quando ne ho una vibrazione generale, non ho bisogno di chiedere ad ogni persona. Quando cuoci il riso e vuoi vedere se è pronto, ne assaggi solo alcuni chicchi e immediatamente sai se il resto del riso è pronto per essere mangiato. In modo simile, da una o due anime potenti in un Centro, ricevo immediatamente la corretta sensazione sul fatto che gli altri nel Centro stiano aspirando oppure no.

In questa vita ho migliaia di discepoli, e molti simpatizzanti, amici, conoscenti e così via. Sul piano fisico ho a che fare con alcune migliaia di persone; ma quando sono nel mondo interiore, il mondo superiore, ho a che fare con migliaia e migliaia di anime. La maggior parte dei discepoli pensa che nel mondo dell'anima io abbia a che fare solo con poche persone, come Agni e dieci o venti altri discepoli che sono morti nel corso degli anni, questo è un deplorevole errore: nel mondo interiore sono in contatto con innumerevoli e innumerevoli anime.

Per coloro che mi hanno accettato e che mi sono intimi in questo mondo, io sarò responsabile nell'altro mondo, dopo la loro morte, in misura della loro accettazione e in misura della loro vicinanza interiore. Alcune persone che non mi stanno compiacendo in questo mondo pensano che una volta andati all'altro mondo, di colpo mi saranno vicini, vicinissimi, ma non è così. Non vi state preparando. Non sto pensando alla vostra morte, mai e poi mai! Ma quando io sarò in un'altra 'esistenza', la maggior parte di voi dovrà tornare, e passare attraverso la vita e la morte moltissime volte, mentre il mio Adorato Supremo ha promesso che questa sarà la mia ultima incarnazione. Così, se volete avere una forte connessione con me nelle future incarnazioni, dovete essermi vicini e compiacermi ora.

Cosa succederà alle persone che non pensano ai mondi superiori, ma pensano solo alla loro vita terrena e bisogni materiali? Cosa avranno? Se non hanno l'aspirazione di andare ai mondi superiori, la vita di desiderio li legherà. Più vedo che voi pensate solo al mondo materiale e non al mondo interiore, più sono addolorato. Ognuno di voi, durante la sua meditazione, può immaginare che c'è un altro mondo in cui, che lo vogliate o no, un giorno dovrete andare. Se volete lavorare per me e servirmi quando andrete in quel mondo, allora non spendete tutto il vostro tempo pensando al mondo materiale ora.

Ci sono sulla Terra infinitamente più cose che mi dispiacciano, che cose che mi soddisfino. Questo è vero sia che io guardi ai discepoli individualmente, sia collettivamente. La felicità viene solo quando vedo che qualcuno non si è arreso. Se qualcuno sta ancora lottando per diventare una persona, un cercatore, un discepolo migliore, allora sono così felice! Molti, moltissimi si sono arresi. Restano nel nostro vascello mezzo addormentati, ma si sono arresi: sentono di essere un caso senza speranza. Quando è il momento di progredire, andare avanti, in profondità, lanciarsi oltre e volare più in alto, loro non lo fanno.

Io voglio che i miei discepoli non si arrendano. Colui che non si è arreso, colei che non si è arresa, ecco chi mi compiace. Coloro che si sono arresi e che dicono che il loro è un caso senza speranza, sono divenuti già inutili, ma coloro che tuttora combattono per diventare buoni discepoli, migliori e poi migliori tra i migliori discepoli, mi stanno sicuramente compiacendo. Io stesso non mi sono arreso nei loro confronti, ma ho più fiducia in alcuni che in altri.

Ancora, come ho detto prima, la fede ultima, la fede più elevata, la fede suprema, la ripongo in ogni singolo essere umano, perché vedo chiaramente ognuno di essi come l'autentico Dio. Sri Ramakrishna era solito dire che vedeva Vivekananda come Dio stesso. Alle volte quando medito su di voi, miei discepoli, nella mia più elevata coscienza divina, assolutamente vi vedo come il mio Signore Adorato Supremo. Non vi vedo come esseri umani con imperfezioni umane; no, in quel momento i vostri corpi esteriori scompaiono e vedo le vostre anime come i più perfetti rappresentanti del nostro Signore Adorato Supremo. È questo il momento in cui ricevo la massima felicità. Nuoto nel mare di estasi.

Domanda: Qual è il modo più veloce di trascendere permanentemente la pigrizia?

Sri Chinmoy: Il modo più rapido è ripetendo "Supreme" più velocemente possibile. Non devi gridarlo con tutta la tua forza, devi però poterlo udire, non farlo in silenzio. Puoi farlo stando seduto nella tua stanza, o camminando in un luogo silenzioso dove nessuno può udirti, ma non dovresti farlo da sdraiato.

Mentre intoni Supreme, immagina tutto ciò che è dentro di te, iniziando dalla punta dei piedi. Pensa ai tuoi muscoli, nervi, sangue, o a quello che vuoi, e cerca di sentire che il Supremo sta entrando in quella specifica parte del tuo corpo. Poi vai avanti con altre parti del corpo. Non devi vedere ciò che è dentro le tue gambe o il tuo cuore o il tuo cervello, immagina solo che c'è qualcosa, e che quella certa cosa viene toccata dalla parola Supreme. Se la letargia è già insediata nel ginocchio o spalla o altrove, quella porzione dell'essere dev'essere toccata dalla Presenza stessa del Supremo. Così, ogni volta che dici Supreme, intonandolo più velocemente possibile, cerca di sentire che il Potere del Supremo, la Vita del Supremo e la Divinità del Supremo stiano entrando in te.

Questo è uno dei modi più efficaci di conquistare la letargia mentre cammini o fai qualcosa. Quando vuoi conquistare la letargia, quello non è il momento di entrare in profonda meditazione, lascia solo che il flusso dinamico della tua ripetizione impregni interamente il tuo corpo. Se entri in un tipo di meditazione o di preghiera più elevato e cerchi di essere dinamico, puoi aver successo, ma quando la preghiera o la meditazione è finita, il dinamismo scomparirà. Ma il Nome del Supremo puoi ripeterlo quando vuoi. Questo è l'unico modo per farlo, specialmente per i miei discepoli.

Domanda: Come può la spiritualità sfuggire ai limiti della religione?

Sri Chinmoy: Conosciamo alcune religioni: Induismo, Buddismo, Giudaismo, Cristianesimo, Islam e via così. Ogni religione ha il proprio modo di esprimere se stessa riguardo all'Uno illimitato, ma purtroppo, l'espressione stessa è limitata. La religione è solo una casa, e nessuno può dire che la propria casa abbia tutto. Possiamo comprare più mobili ed altri oggetti, ma l'ampiezza e la capienza della casa resteranno sempre le stesse.

Una volta che accettiamo la vita spirituale, comunque, la nostra religione diventa il nostro amore per Dio. E quando amiamo Dio, tutto dentro di noi si espande. In quel momento non sentiamo che il nostro corpo è limitato all'altezza di alcune decine di centimetri: no, vediamo l'espansione del corpo. Vediamo anche l'espansione del vitale, della mente, del nostro intero essere. Il nostro amore per Dio è la continua espansione della nostra intera realtà.

L'amore per Dio è la sola vera religione, la sola religione che un vero cercatore dovrebbe praticare. C'è una sola religione che ci dirà di non amare Dio? Ma il problema con la religione è che cerca di limitare il nostro amore per Dio. La religione dirà: "Solo se ami Dio nel modo in cui io amo Dio, sei nel giusto!" Ogni religione dirà: "Ama Dio, ma fallo a modo mio. Solo se vieni in chiesa, solo se vieni al tempio, solo se vieni alla moschea, il tuo amore per Dio sarà perfetto. Gli altri modi sono tutti sbagliati."

Ma l'amore per Dio non è così. Se amo Dio, Dio mi dirà: "Perché nel giardino-delle-religioni dovrebbero esserci solo rose? Possono esserci anche altri fiori." Verrà una persona e apprezzerà la rosa, e qualcun altro verrà e apprezzerà un altro fiore. Così, dobbiamo amare Dio in tutti i modi possibili: attraverso quello che diciamo e facciamo, attraverso il costante dono-di-sé su ogni singolo livello della nostra coscienza. Dobbiamo amare Dio nel Modo proprio di Dio: solo allora non saremo mai intrappolati nei limiti della religione e mai cercheremo di limitare alcuno.

Quello che vogliamo dalla religione è la gioia. La religione non ci sta dando gioia perché, consciamente o inconsciamente, sta cercando di esercitare la sua supremazia, ma se noi solamente amiamo Dio, allora ne avremo grandissima gioia. Io ricevo gioia dall'amare Dio e tu ricevi gioia dall'amare Dio.

Mi hai chiesto come può la spiritualità sfuggire ai confini della religione. Sfuggire non è la parola giusta. Ciò che è necessario non è la fuga ma l'illuminazione. E la religione possiamo illuminarla solo amando Dio nel Modo proprio di Dio.

Question: Domanda: Se usiamo l'intuizione sul piano esteriore, diventa poi meno efficace per le attività spirituali?

Sri Chinmoy: Il più delle volte, quando usiamo l'intuizione sul piano esteriore, la usiamo per servire i nostri scopi e non per servire gli Scopi di Dio. I Maestri spirituali versavano lacrime amare quando i loro discepoli gli chiedevano di usare la loro intuizione per rispondere a domande futili. Uno viene e chiede: "Ho perso la mucca! Per favore, dimmi, dove si trova?". Un altro chiede: "Ti prego, dimmi se mio figlio supererà l'esame oppure no!" In forza della sua intuizione il Maestro spirituale può dire facilmente dov'è la mucca o se il figlio supererà l'esame, ma così facendo non sta esaudendo la Volontà di Dio.

Ci sono moltissimi modi in cui il potere dell'intuizione può essere impiegato per uno scopo divino. Se un cercatore sincero va dal suo Maestro spirituale e vuole sapere perché non sta facendo progresso, allora il Maestro può usare il suo potere intuitivo per vedere qual è il motivo ed aiutare la persona. Può dire: "Il tuo problema è nella mente: il dubbio non ti permette di fare progresso" o può vedere che il difetto è la paura o l'insicurezza o l'impurità. Se qualcuno piange interiormente con sincerità perché non riesce a fare progresso a causa di un problema nel corpo, vitale o mente, allora il potere dell'intuizione può essere usato per aiutarlo davvero.

Ma se qualcuno ha perso qualcosa e usi la tua intuizione per aiutarlo a trovarla, quale bene stai facendo? Non stai aiutando la vita spirituale della persona, stai solo creando o aumentando la sua curiosità. Se usi la tua intuizione per dire alle persone, sul piano fisico o vitale, cosa accadrà o cosa è già accaduto, stai solo usando male il tuo potere. Alcuni Maestri spirituali davano deliberatamente la risposta sbagliata quando gli facevano domande futili, così che queste persone insincere non tornassero più.

Una volta che entriamo nella vita spirituale, il nostro interesse più importante è di aiutare le persone nella loro vita interiore, ed elevare la loro coscienza. La propria vita esteriore, le persone la vivono a modo loro. Così se i miei discepoli hanno intuizione, chiedo loro di usarla per aiutare i cercatori ad accelerare il loro viaggio spirituale, e non per conoscere degli avvenimenti esteriori. Altrimenti l'intuizione è solo tempo sprecato.

Domanda: Che differenza c'è tra disobbedienza e debolezza?

Sri Chinmoy: È infinitamente più facile per un Maestro avere a che fare con delle debolezze che non con la disobbedienza. Le debolezze possono essere rafforzate, le debolezze possono essere illuminate, le debolezze possono essere perfezionate. Anche se la disobbedienza stessa è una debolezza, è molto più difficile da perfezionare rispetto ad altri tipi di debolezze. È come un'enorme matassa di spago pieno di nodi: sciogliere tutti questi nodi e ottenere un filo dritto e ben lungo è molto difficile.

Il modo migliore di trattare la disobbedienza è quello di odiarla o di averne paura. Se la odi, devi odiarla così intensamente da non volerla più tenere nel tuo essere; sentirai che è la più sporca delle cose, e semplicemente gettala via dal tuo sistema. Ancora, se ne hai paura, farai innanzitutto attenzione a non permettergli di entrare in te. Se senti che essa è come un serpente o una tigre feroce pronta a divorarti, ne resterai ben lontano.

Ma le debolezze vanno affrontate con molta preghiera e dolcezza dell'anima. Le debolezze possono essere nel vitale, nella mente o nel cuore. Devi pensare ad esse come a qualcosa che puoi foggiare o modellare, devi considerarle come degli oggetti molto deboli e molto piccoli che hanno bisogno di essere rafforzati, come un piccolo cagnolino indifeso appena nato. Se dai ad un piccolo cagnolino un pochettino di cibo o di energia, diventa forte. Il cibo che devi dare alle tue debolezze è luce, uno iota di luce. Ogni volta che vedi qualunque tipo di debolezza nel tuo vitale, mente o cuore, cerca di sentire che stai portando luce dentro di essa.

Nonostante una debolezza possa essere piccola, possiede un grandissimo potere in un modo negativo. Puoi pensare alla gelosia e all'insicurezza come a piccoli insetti, che però ti mordono e mordono ferocemente. Perciò, non cercare di mettere da parte le tue debolezze, è impossibile. Cerca semplicemente di trasformarle in forza, usando la luce in un modo positivo. Se sei debole e non riesci a fare la cosa giusta, se non riesci a pregare o a meditare con tutta l'anima a causa dell'insicurezza, gelosia, impurità o qualche altra debolezza, semplicemente prendi la tua debolezza come qualcosa di molto piccolo e debilitante, poi cerca di usare la luce per far crescere e rafforzare le parti deboli in te, così che tu possa diventare un efficiente, perfetto strumento del Supremo.

Questa luce viene di solito dalla vita-di-silenzio, dalla pace. E la pace viene solo quando la mente è silente e il cuore è puro. Il silenzio della mente e la purezza del cuore vanno insieme. Quando la mente è assolutamente silente, il cuore automaticamente diviene puro. Ancora, quando il cuore diviene realmente puro, allora la mente diviene completamente silente.

Parte II

SCA 9-19.-it Il 4 Luglio 1994, dopo una meditazione dedicata all'anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti d'America, Sri Chinmoy invitò i discepoli a porgli delle domande.

Domanda: Per un tuo discepolo è meglio conoscere, o sentire, il tuo amore?

Sri Chinmoy: Conoscere il mio amore significa conoscerlo solo dai libri: da un libro saprai come amo l'umanità. Sentire il mio amore è infinitamente più importante che conoscerlo. Ancora, dal sentirlo puoi conoscerlo. Se il cuore ti fa sentire quanto ti amo, da lì cercherai di convincere la tua mente: "Guru mi ama, anche se ha sorriso a qualcun altro e non a me." Il sentimento che io ti amo, dev'essere portato dal tuo cuore nella tua mente esitante o dubbiosa. Una volta che la mente è convinta del mio amore, lo saprai automaticamente. Quindi la cosa migliore è sentirlo, e poi dal sentimento, conoscere il mio amore.

Gli esseri umani ordinari che non aspirano, possono solo sapere dai libri che Dio li ama. Poi, da quella conoscenza, un giorno possono entrare nel cuore per sentire l'Amore di Dio nella loro vita intera; ma una volta che accetti la vita spirituale, la storia è differente: fin dall'inizio devi sentire l'Amore di Dio nel tuo cuore. Non importa quanti libri hai letto o leggerai, mai otterrai il sentimento dell'Amore di Dio o dell'amore del tuo Maestro, dai libri. Se il cuore non supporta il sentimento, esso non dura.

Per tornare alla tua domanda, è infinitamente, infinitamente più importante sentire il mio amore, che conoscerlo. Mentre lo conosci, puoi diventare confuso o dubbioso, ma mentre lo senti, sei destinato a fare un grandissimo progresso, convincendo infine la tua mente del fatto che io ti amo. Come puoi sentire il mio amore? In virtù delle tue preghiere e meditazioni. E una volta che senti il mio amore, per giorni, per mesi, sarai in un altro mondo. Se vieni a conoscere il mio amore leggendo i miei scritti o perché l'hai sentito da altri, ciò non ti darà vera soddisfazione e non durerà. La conoscenza del mio amore non durerà. Il sentimento del mio amore è l'unica cosa che rimane permanentemente o per un lunghissimo tempo.

Domanda: Come possono, persone spirituali con capacità di leadership, riuscire nella politica, qui in America?

Sri Chinmoy: Prima dobbiamo chiederci se persone spirituali con capacità di leadership vogliano davvero entrare in politica, dove non c'è madre, non c'è padre e sono tutti orfani! In una foresta oscura non troverai dei bei fiori. Le persone spirituali che hanno le qualità di leader, dovrebbero entrare in politica solo se hanno luce interiore in misura abbondante, se non illimitata, e se sono sicuri di questa luce interiore e sentono che non verranno corrotti. Dipende quindi tutto dallo sviluppo interiore delle persone spirituali che hanno la capacità di diventare leader dei loro Paesi.

Prima di entrare in politica, le persone spirituali devono interiormente essere pienamente convinte che riusciranno a trasformare le menti degli altri politici. Ora come ora, questo è praticamente impossibile, dato che molti politici sono insopportabilmente cinici. Non sono interessati alla vita spirituale, la spiritualità per loro è un vero estraneo. Non solo esteriormente ma anche interiormente denigrano la spiritualità. Affermano costantemente di essere molto sinceri e che i loro oppositori dicono solo bugie; ciò che è peggio, non si fidano neanche di loro stessi. Se io non mi fido di te, passi, ma quando non mi fido di me stesso, non posso avanzare neanche di un passo.

Prima che persone spirituali entrino in politica, devono essere assolutamente certe di avere abbastanza luce. Non possono semplicemente fare del proprio meglio e porre i risultati ai Piedi di Dio: questo va bene per le persone che sono impegnate innanzitutto nella vita interiore. Ma le persone spirituali che vogliono aiutare l'umanità, devono conoscere la propria capacità, devono sapere quanta luce posseggono; altrimenti, tanta è l'oscurità del mondo, che creeranno solo problemi, lasciando le masse ordinarie più confuse di quanto non lo fossero prima.

Per ora le persone spirituali devono continuare a pregare e meditare ed acquisire più luce. Poi il tempo arriverà per loro, di entrare nell'arena della politica, per trasformare la politica in un'esperienza divinamente ispirata, che permetterà alla società di fare progresso in un modo molto tangibile.

Domanda: Se suoniamo la tua musica, come possiamo ottenerne lo stesso beneficio spirituale del cantare i tuoi canti?

Sri Chinmoy: C'è un modo molto semplice ed efficace: mentre suoni la mia musica, interiormente devi cantare la melodia del canto, non a voce alta, ma con molta profonda intensità. Devi cantarla tu stesso in silenzio oppure devi sentire che è qualcun altro a farlo: la tua anima, o un cantante speciale, di cui apprezzi profondamente la voce.

Se riesci a sentire che una voce piena d'anima e di pathos canti il brano che tu stai suonando, il cantare pieno d'anima entrerà nella tua musica e la renderà molto dolce. Ti darò un esempio: quando al mattino suono l'Invocazione, interiormente la canto. Quando canto in silenzio, ottengo molto più beneficio di quando suono solo senza cantare. Moltissime, quando canto l'Invocazione, ricevo così tanta gioia quando odo la mia voce da dentro. Non appena canto "Supreme, I bow to Thee, I bow" ["Supremo, mi inchino a Te, mi inchino": parole dell'Invocazione], tutto il mio mondo, il mio intero mondo interiore ed esteriore, offre la sua aspirazione e dedizione.

C'è una grande differenza tra il cantare i miei canti con tutta la profondità e la dolcezza dell'anima, ed il cantarli in modo ordinario. Quando li cantate con tutta l'anima mi si scioglie il cuore. Ancora, quando cantate gli stessi canti come un pappagallo, solo riproducendo la melodia e le parole, c'è una differenza così grande! È come la differenza tra l'illuminazione del cuore e la comprensione mentale della mente.

Il più delle volte, quando un musicista-discepolo suona la mia musica, vedo che la sua mente è più attiva del suo cuore: se però riesci a sentire che la tua anima, o un tuo essere interiore, sta cantando la melodia con sentimento di dolce, profonda preghiera, ne avrai certamente il beneficio. Allo stesso tempo, se riesci ad essere più prayerful e soulful mentre suoni la mia musica, avrai molto maggior beneficio spirituale dalla tua performance. La cosa migliore naturalmente è se puoi fare entrambe le cose. Se puoi suonare con tutta l'anima e allo stesso tempo sentire che la tua anima stia cantando la melodia, è come usare due mani invece di una: otterrai maggior beneficio.

Domanda: Ci chiedi sempre di rivendicarti come profondamente nostro: puoi aiutarmi a capire come posso farlo?

Sri Chinmoy: Non si tratta di pensare. Non si tratta neanche di sentire. Si tratta di divenire.

In India quando intonano "shivaham, shivaham" (io sono Shiva, io sono Shiva) milioni di volte, divengono uno con la coscienza del Signore Shiva. Ripetendo moltissime volte che sei qualcosa, divieni quella cosa.

Quando vi dico di rivendicarmi come vostro, del tutto vostro, questo può esser fatto solo ripetendo: "Sono divenuto lo strumento scelto del mio Guru. Perciò posso rivendicare il mio Guru come profondamente, completamente mio". Ripetete, ripetete, ripetete questo, e proprio ciò che state dicendo diventa reale. Altrimenti ora cercherete di pensarlo e poi cercherete di sentirlo, e non raggiungerete mai niente; ma se potete dire: "Sono divenuto lo strumento scelto del mio Guru. Perciò posso rivendicarlo come mio proprio, completamente mio" allora potrete disfarvi di tutte le coperte sporche e maleodoranti (paura, dubbio, ansie, preoccupazioni, depressione e frustrazione) che vi siete inutilmente messi sulle spalle.

Questo è l'unico modo: affermare e divenire. Semplicemente dite: "Sono divenuto puro. Sono divenuto uno strumento scelto." Non vi state prendendo in giro, in verità state crescendo in quella realtà. Se dici: "Sono puro, sono puro", se qualcuno ti sente potrebbe prenderti in giro, potrebbe dire: "Sei un pessimo soggetto!" ma se continui a farlo: "Sono puro, sono positivo, sono divino" allora una buona coscienza, una coscienza-di-Dio diviene tua, perché tu divieni ciò che stai ripetendo.

Domanda: Dov'è Dio e perché non posso vederlo? (La domanda è posta da J. un bambino di sei anni).

Sri Chinmoy: Dio è ovunque, ma passa la maggior parte del tempo dentro il tuo cuore. Nella tua casa ci sono molte stanze, ma tu passi la maggior parte del tuo tempo nel soggiorno o nella stanza della meditazione o altrove. Similmente, Dio può essere trovato ovunque, ma il Suo posto preferito, dove passa la maggior parte del Suo tempo, è nel tuo cuore. Come puoi vederlo? Semplicemente guardati allo specchio e cerca di sentire che la persona che vedi è Dio e nessun altro. Sicuro, la persona che vedi è proprio Dio!

Domanda: Come possono gli afroamericani e gli africani, superare i problemi che oggi affrontano? E di cosa abbiamo bisogno per riuscire a portare più afroamericani sul nostro Sentiero in modo stabile?

Sri Chinmoy: In qualità di afroamericano, devi generare più amore nel tuo stesso cuore, per gli altri afroamericani che non hanno ancora accettato la vita spirituale. Prima ero solito dire: "Pensa agli altri afro-americani come ai tuoi fratelli minori. È tuo assoluto dovere portarli alla vita spirituale, perché quella è la sola vita che li aiuterà. Nessun essere umano può mai trovare soddisfazione se non trovandola in un modo spirituale; qualunque altra cosa fallirà: oggi nel tuo caso, domani nel suo, dopodomani nel caso di qualcun altro."

Ma ora sto vedendo che non è sufficiente pensare a loro come ai tuoi fratelli minori, solo un po' inferiori a te no, ora dico che tu devi sentire che loro sono intimamente parte del tuo stesso corpo, solo che tu hai un po' più luce di loro. È così. Sei fatto di due parti. Una parte è illuminata e l'altra non lo è; in una parte del corpo hai illuminazione e in un'altra parte del corpo non ce l'hai. Data la loro vicinanza, la parte illuminata del tuo corpo può facilmente portare luce alla parte non illuminata. Così se prendi la cosa in questo modo, sicuramente avrai migliori risultati.

Se vedi gli altri afroamericani come individui separati, con una coscienza diversa, diventa molto più difficile, perché allora senti che sono molto distanti da te. Se senti che sono in un altro luogo, cinquemila miglia o anche cinque metri lontano, diventa un compito molto difficile; ma se senti che sono proprio qui nel tuo corpo, una parte della tua esistenza vivente, allora diventa molto più facile. Ogni giorno usi parti della tua esistenza: con gli occhi vedi, col naso respiri devi sentire che gli afroamericani tuoi fratelli e sorelle sono così: parte vera e propria del tuo essere, che usi ogni giorno nelle tue molteplici attività. Questo è il solo modo in cui riuscirai ad ispirarli.

Domanda: Thomas Jefferson è apprezzato come merita, al giorno d'oggi?

Sri Chinmoy: Thomas Jefferson non è mai stato, e forse mai sarà apprezzato come Dio avrebbe voluto che fosse, perché la gratitudine non è mai nata e mai nascerà in questo mondo. Nessun altro presidente, nessun altro americano ha fatto o forse mai farà, tutto quello che Thomas Jefferson ha fatto per il progresso della coscienza americana. Altri Paesi, diversi dall'America, che hanno sviluppato visione interiore, apprezzeranno Jefferson molto più della stessa America.

Le persone che portano nuova luce nel mondo, non ottengono mai e poi mai l'apprezzamento, la stima, l'adorazione e l'amore che meritano — mai! Non parlo solo di Jefferson ma anche di Krishna, Budda e il Cristo: li ha il mondo apprezzati, stimati e amati, non per quanto ne avessero bisogno, dato che non avevano bisogno dell'apprezzamento e della stima di nessuno, ma per quanto meritassero? No, e ciò non avverrà mai, perché il tipo di gratitudine che è all'altezza della loro luce e della loro visione, non è nata, e mai nascerà sulla Terra.

La visione di Jefferson ha elevato la coscienza del mondo in un batter d'occhio. La luce che voleva mostrare al suo Paese e la luce che voleva che il suo Paese manifestasse, fu così mal compresa! Non avrà mai l'apprezzamento per quel che meritava così giustamente, e mai l'avrà, perché l'umanità non ha questo genere di gratitudine.

Domanda: Come possiamo sapere se veramente stiamo dando qualcosa dall'anima o se stiamo solo illudendoci di farlo?

Sri Chinmoy: Se dai dall'anima, non ti preoccuperai di vedere se l'altra persona stia ricevendo oppure no, e non ti aspetterai gratitudine o apprezzamento dall'altra persona. Se dai qualcosa dall'anima, senti gioia spontanea dall'atto stesso di donare. Non senti che stai dando via qualcosa: il tuo sorriso o qualcos'altro, lo stai dando solo perché ne senti una necessità interiore, spontanea. Quando stai dando in modo ordinario, a volte nella mente entra un'idea di carità, o un certo sentimento di superiorità. Senti di essere superiore, perché sei tu a dare. Ma nel vero dono-di-sé, non vedi l'altra persona come qualcun altro, ma piuttosto come un'estensione del tuo stesso sé. Nel dare te stesso, stai in realtà moltiplicando te stesso. Stai andando da uno a due. Con l'unità del tuo cuore stai creando un altro sé che è esattamente come te, e a quell'altro sé stai dando le stesse cose che tu hai. Con la tua divinità, stai creando un'altra divinità esattamente come te, un esatto prototipo della tua esistenza. È come fare un'altra persona in una fabbrica. Prima fai una persona; poi due, tre, quattro, cinque persone, poi innumerevoli persone.

Domanda: Se si hanno problemi quotidiani con delle persone, come si può sapere se è meglio dirgli qualcosa a riguardo oppure no?

Sri Chinmoy: La miglior cosa da fare è pregare e meditare con tutta l'anima per dieci minuti. Rendi la mente più silenziosa possibile, rendi il tuo intero essere così silenzioso che se qualcuno lasciasse cadere un piccolo bottone, lo sentiresti immediatamente. Se riesci a rendere la mente del tutto silente per cinque o dieci minuti, nella tua meditazione otterrai il messaggio che ti dirà se devi parlare con quella persona o se devi tacere. La risposta deve arrivare.

Se interiormente ottieni il messaggio che devi parlare, hai ancora bisogno di fare un'altra preghiera. Devi pregare che tu mantenga la tua coscienza-di-meditazione piena di preghiera mentre parli alla persona, perché allora il tuo messaggio sarà più efficace.

Ancora, devi sapere che potresti non essere in grado di convincere l'altra persona. L'altra persona può essere così non-divina che non importa quanta ricchezza interiore gli offri, anche se il tuo consiglio viene dal più profondo del tuo essere, lo stesso lui potrebbe non ascoltarti.

Io sento di dire la cosa giusta ai miei discepoli, ma molto spesso essi non mi ascoltano, ma io so di essere nel giusto. Anche nel tuo caso, se dalle profondità della tua meditazione ricevi un messaggio in forma di consiglio e qualcuno non ti ascolta, allora non incolparti e non dubitare di te stesso. Non sentire: "Forse mi sono sbagliato! Forse il messaggio che ho ricevuto da dentro non era corretto!" No, il messaggio era corretto, ma l'altra persona non sta accettando la luce. Se non ti ascolta, poi dopo alcuni giorni o alcuni mesi, se ricevi lo stesso messaggio dal di dentro, puoi provare a dirglielo di nuovo.

Domanda: Come possiamo offrire al meglio la tua luce quando insegniamo la tua filosofia?

Sri Chinmoy: Mentre insegni la mia filosofia di fronte a cercatori, devi fare due cose: prima di andare al corso, medita almeno quindici minuti. Non dovrebbe esserci nessuno attorno a te, neanche i tuoi collaboratori, nessuno. Devi sentire che non c'è nessuno oltre a te e la mia divinità. Stai meditando sulla mia divinità, che è anche la tua divinità. La mia più alta divinità e la tua più alta divinità sono la stessa cosa.

Poi, mentre parli della mia filosofia, devi sentire che io sto parlando attraverso te. E quando guardi gli studenti, devi sentire che loro sono davvero me. Da un lato, io sono quello che parla, dentro e attraverso di te; dall'altro, sono quello che ascolta, dentro e attraverso il pubblico. Così, se riesci a sentire che io sto parlando attraverso te ed anche ascoltando te, riceverai grandissima forza interiore.

Sto uscendo da te ed anche sto entrando in te. Sto venendo fuori dal tuo cuore ed entrando nei cuori dei cercatori. Ancora, sto venendo fuori dai cuori dei cercatori ed entrando in te. Senti che come un arcobaleno, sto andando da te ai cercatori, e tornando dai cercatori a te. O puoi sentire che mi stai portando al mondo intero, e ancora, stai riportando l'intero mondo in te. Dal mondo interiore mi stai portando al mondo esteriore e da lì mi stai portando indietro di nuovo. Se riesci a sentire la mia presenza in uno di questi modi, riuscirai ad ispirare i tuoi studenti, e riuscirai anche ad ispirare te stesso in un modo molto tangibile e produttivo. Quindi riuscirai a fare il più veloce progresso, ed anche le persone che sono venute ad ascoltarti riusciranno a fare il più veloce progresso.

Domanda: Dovremmo pensare alla felicità mentre meditiamo?

Sri Chinmoy: Va bene se vuoi meditare sulla felicità; ma se durante la meditazione pensi alla vita del piacere e la chiami felicità, allora è come usare male un coltello: invece di tagliare un mango e condividerlo con gli altri, ti stai solo procurando delle ferite. Durante la tua intensa meditazione, se ricavi piacere da pensieri non-divini o trattieni forze o idee sbagliate, ne accrescerai solo l'intensità. Quindi fai attenzione, quando durante la meditazione vengono pensieri sbagliati, se non riesci a controllarli, sospendi la meditazione, bevi un bicchiere d'acqua o fai qualcos'altro.

Devi chiederti cosa vuoi dalla vita spirituale. Se vuoi la felicità, la spiritualità è la risposta, ma questa felicità arriverà solo se sei preparato a rendere il Supremo felice nel Suo proprio Modo. Non importa in quanti modi Dio ti accontenti, non sarai felice se in un particolare modo stai ancora dispiacendo Dio. Dio è pronto a renderti felice a modo tuo, tantissime volte, in centinaia di modi, ma l'amore della tua anima per Dio è tale che se anche in un solo modo non riesci a soddisfarlo, la tua anima non sarà felice; e se la tua anima non è contenta del tuo corpo, vitale, mente e cuore, tu stesso non potrai mai essere felice. La tua anima vuol essere estremamente, estremamente, estremamente orgogliosa di te. Se il tuo corpo, vitale e mente fanno le cose sbagliate, la tua anima cerca di disciplinare questi membri capricciosi della sua famiglia, e di ispirarli.

Sei nella vita spirituale perché vuoi la felicità. Se la vita spirituale non potesse portarci la felicità, chi sarebbe così sciocco da praticare la spiritualità? Quando arrivi ad essere in risonanza con il Respiro vivente di Dio, quando entri nel Respiro di Dio e diventi tutt'uno con esso, la felicità diviene il tuo nome interiore ed esteriore, ed ottieni estasi infinita e delizia infinita.

Parte III

SCA 20-27.-it Il 10 maggio 1994, in occasione del compleanno di una sua discepola, Sri Chinmoy dopo aver parlato dell'obbedienza, la invitò a fargli delle domande.

La vera meditazione è rendere felice il tuo Pilota Interiore attraverso l'obbedienza.

Sri Chinmoy: La vera meditazione è rendere felice il tuo Pilota Interiore attraverso l'obbedienza. Questa è una meditazione molto efficace: obbedire al tuo Pilota Interiore. Se ubbidisci al tuo Pilota Interiore con gioia in ogni istante, non può esserci alcuna febbre interiore - nessuna paura, dubbio o gelosia - perché non hai il tempo di pensare a queste cose.

Domanda: Come mai amo così tanto i corvi?

Sri Chinmoy: I russi amano i corvi, sentono che i corvi portano fortuna. Nella tradizione indiana, il corvo è molto stupido; se un corvo vuole nascondere un gioiello, tiene gli occhi chiusi, pensando che se lui non vede il gioiello, anche gli altri uccelli non potranno vederlo. Questa è la sua saggezza!

Nei villaggi indiani si dice che quando un corvo ti passa sulla testa, significa che ti succederà una disgrazia. Morirà qualcuno in famiglia o succederà qualche altra brutta cosa.

Quando ero bambino c'erano molti alberi di fronte alla nostra casa. Due o tre giorni prima che mio padre morisse, un corvo arrivava su un albero molto alto vicino alla nostra casa, e gracchiava pietosamente, a volte per dieci o quindici minuti. Nel nostro caso era alquanto ovvio quale calamità stesse per accadere: mio padre era molto malato e sapevamo tutti che era solo una questione di giorni. Così il corvo stava seguendo la tradizione dei villaggi indiani.

Puoi vedere questo in due modi: un modo è prendere il corvo come un cattivo presagio e dirgli: "Devi proprio venirmi a dire che mio padre sta morendo!?" Così ti arrabbi e gli lanci delle pietre per farlo volar via, ma quello subito ritorna. Un altro modo è sentire che il corvo ti sta facendo un favore avvertendoti che sta per succedere qualcosa di male. In tal modo potrai essere più attento e stare in guardia.

Adesso sento che è una benedizione se qualcuno mi dice che può succedere una disgrazia, perché posso pregare e meditare e usare la mia forza-di-volontà per impedire che accada, ma in quei giorni non avevo quest'attitudine: mi rassegnai semplicemente alla triste esperienza.

Domanda: Se i corvi sono così cattivi, allora è l'ignoranza in me che si delizia tanto ad osservarli?

Sri Chinmoy: Perché devi dire che sono cattivi? Se qualcuno ti dice che sta per accadere qualcosa di male, tu potrai fare qualcosa a riguardo. Nel Mahabharata, Narada mise in guardia Savitri che l'uomo che lei voleva sposare, Satyavan, sarebbe restato in vita solo per un anno, ma lei volle sposarlo lo stesso. Poi, durante quell'anno preparò se stessa pregando e pregando.

Qualche volta, quando una persona muore all'improvviso in un incidente aereo o d'auto, le persone care sono tristi perché non hanno avuto la possibilità di prepararsi. Ancora, a volte le persone sono tristi quando un loro caro resta in coma in ospedale per mesi e mesi. Esteriormente si mostrano partecipi e mostrano di essere addolorati, ma dentro di sé dicono: "Per me andare all'ospedale ogni giorno è così difficile! Perché il mio parente non muore oggi stesso!?"

Comunque sia, ti piacciono i corvi. A un certo punto hai avuto un'incarnazione come corvo, ma da quell'incarnazione non sei passata ad una umana. Il corvo è lì, ma dopo il corvo sto vedendo qualcos'altro. Non potresti ora essere così fedele al Supremo in me se tu non avessi avuto un'incarnazione come cane.

Domanda: Io cerco di pensare al mio Pilota Interiore, ma lo stesso accolgo costantemente l'ignoranza, che scorre in me come il mio stesso sangue. Come posso fare?

Sri Chinmoy: Cosa puoi fare? Hai dimostrato di poter portare la vittoria al tuo Pilota Interiore. Quante persone sulla Terra sarebbero riuscite in quello che tu hai fatto? Quanti avrebbero detto a quelle persone non-divine, nel modo che tu hai fatto: "Io amo il mio Pilota Interiore, io amo il mio Pilota Interiore"? Su tremila discepoli, forse solo il cinque per cento sarebbe sopravvissuto se gli fosse capitato ciò che è capitato a te. Non hai così provato che ami il Supremo? Non importa quante volte l'ignoranza ti attacchi, il tuo mantra è sempre: "Io amo il mio Pilota Interiore, io amo il mio Pilota Interiore, io amo il mio Pilota Interiore."

Domanda: Ma non è solo che l'ignoranza mi attacchi: credo che sia io a cercarla.

Sri Chinmoy: L'ignoranza è così malvagia! In alcuni casi la cerchiamo e accogliamo noi stessi, in altri casi non è così, ma 'qualcuno' ci fa credere il contrario. Un bambino può non voler mangiare un certo cibo, ma sua madre continua a chiedergli di mangiare oppure gli infila il cibo in bocca, dicendo: "È molto buono! Ti fa bene!" Alla fine il bambino si stanca di sentire la madre e dice: "Sì, è molto buono." Tu hai già fatto la tua scelta tra l'ignoranza e la saggezza, ma qualcuno ti fa credere che tu stia scegliendo l'ignoranza.

Domanda: Come posso accelerare il mio progresso? Non sto parlando della Realizzazione di Dio, solo di come disfarmi dell'ignoranza che scorre dentro di me, quasi nelle vene.

Sri Chinmoy: Pensi di essere la sola a soffrire di questo malessere? È la tua insicurezza a dirtelo? Tutti nuotano nelle stesse acque, quindi non devi preoccuparti.

Domanda: Il Supremo non si spazientisce per questo?

Sri Chinmoy: Lui non si spazientisce mai. Da quando sei sul sentiero, quante cose hai fatto per la manifestazione! Lavori in Annam Brahma ventiquattr'ore al giorno, e mi doni le tue 'expressions' con tanta fede tutti i giorni! Dovrei tornare in questo mondo venti volte ancora per ripagare il debito che ho con te.

Ma fortunatamente Dio mi ha detto che non devo più tornare, cosicché questa è la mia più grande consolazione. In questa incarnazione, non importa quanto io soffra, posso ogni volta essere consolato dal pensiero che è la mia ultima incarnazione. Può essere buona o cattiva, ma in ogni caso è l'ultima. Alcuni Maestri spirituali, durante la loro ultima vita fisica sulla Terra, si ritirano completamente: non entrano nella manifestazione, per loro è troppo; ma questa non è la mia scelta.

In una partita di calcio, un giocatore sa che, sia che stia perdendo o vincendo, a un certo punto la partita finirà. Poi non giocherà più. È pieno di ferite in tutto il corpo: il ginocchio è fratturato, la caviglia è fratturata, la spalla è slogata. Dice: "Non voglio più giocare." Ma in lui può esserci ancora del desiderio di continuare, così continua a giocare solo un altro po'. Ogni volta che ho corso una maratona, ho promesso a me stesso che mai più, mai più ne avrei corso un'altra! O Dio, come ho mantenuto bene la mia promessa!

Domanda: Come posso compiacere di più il Supremo?

Sri Chinmoy: Perché mai vuoi pensare a compiacere di più il Supremo? Basta che pensi al Supremo tutto il tempo, o quando puoi. È solo la contentezza sincera che ti aiuterà. Il Supremo è davvero compiaciuto di te, ma se vuoi che lo sia di più, quando ti vedo al tennis ground o all'Annam Brahma, semplicemente esprimi felicità molto sincera; quando mi vedi sul piano fisico all'Annam Brahma o altrove, la sincera felicità dovrebbe venire dalle profondità del tuo cuore.

Quando mi vedi sul piano fisico, ne hai gioia. Quando mi vedi sul piano interiore devi averne la stessa gioia. Pensi al Supremo così tante volte durante il giorno. Ogni volta che pensi al Supremo in me, preghi il Supremo in me o mediti sul Supremo in me, se riesci a riceverne lo stesso tipo di gioia interiore ed emozione interiore di quando mi vedi nel fisico, sicuramente accelererai il tuo viaggio interiore e compiacerai di più il Supremo.

Dove sei cresciuta?

Akuli: Sono cresciuta in Indiana.

Sri Chinmoy: Molti anni fa, molto prima che tu fossi nata spiritualmente, fui invitato a dare una conferenza ad un Lion's Club o Rotary Club. Tre signori volevano presentarmi. Solo Dio sa chi aveva davvero il compito di farlo, ma quello di loro che disse di saper tutto di me, spinse via gli altri due; quando mi stava presentando, invece di dire che ero nato in Bengala, India, disse che ero nato in Bengala, Indiana! Allora lo buttarono fuori e arrivò un altro a presentarmi. Akuli, dato che ami tanto i corvi, quanti ce ne sono in Queens?

Akuli: Sono fortunata se ne vedo tre al giorno, ma forse in Queens ce ne sono tremila.

Sri Chinmoy: Pulak, quanti?

Pulak: Forse circa 30,000.

Sri Chinmoy: Govinda, quanti?

Govinda: Ventimila.

Sri Chinmoy: Chi di voi tre può provare il numero che ha detto? Chi oserà dire di esserne assolutamente sicuro?

Akuli: Tu hai detto che non è importante quanti manghi ci sono sugli alberi, ma il loro sapore. Quindi non importa quanti corvi ci sono, ma quanta gioia ci danno.

Sri Chinmoy: Chidananda ne sta già avendo gioia. Senza vedere i corvi, ne ha gioia, quindi è più avanzato di te. Tu hai gioia solo dopo che hai visto un corvo ma Chidananda non deve vederne neanche uno per averne gioia, quindi è più avanzato.

Akuli, conosci il giochetto indiano di quanti corvi ci sono? Qualcuno dice un numero e qualcun altro un altro numero. Uno di loro sfida d'altro e dice: "Io so quanti ce ne sono, ma tu contali. Se però ne conti di più di quelli che ti ho detto, vuol dire che sono venuti alcuni loro parenti, e se ne conti meno del numero che ho detto, vuol dire che alcuni di loro sono andati dai loro parenti!"

Così, se dici tremila e sono di più, vuol dire che sono venuti alcuni dei parenti dei corvi che sono in Queens, ma se ce ne sono meno di tremila, vuol dire che alcuni corvi del Queens sono andati nel Bronx a trovare i loro parenti.

Parte IV

Domanda: Canto così male e conosco così poco la musica: mi sto chiedendo se io abbia mai avuto un'incarnazione 'musicale'.1

Sri Chinmoy: La musica terrena non l'hai studiata, ma esiste qualcosa chiamata musica Celeste, e quella l'hai studiata. Forse non sei in grado di apprezzare le sottigliezze e le qualità eteree della musica terrena, forse non sei in grado di intonare neanche una nota, ma la tua anima sarà in grado di rendere il tuo cuore cosciente di cose molto, molto sottili e molto, molto delicate nella musica, e il tuo cuore sarà in grado di apprezzarle.

Molti grandi musicisti occidentali non hanno la capacità di apprezzare la musica spirituale. Ti dico, ci sono moltissimi eccellenti cantanti ed eccellenti musicisti che non ricevono nulla dall'udire musica molto spirituale. Puoi dire che sia a causa dell'insicurezza o della gelosia, o puoi incolpare delle forze negative che sono entrate in loro, ma invero mancano della ricettività per apprezzare la qualità sottile nella musica. Dopo un po', non apprezzando, perdono la facoltà di poterlo fare. Nel tuo caso, in ogni modo, non ti identifichi né con la persona, né con che cosa sta suonando, e così riesci a ricevere più degli altri dalla musica.

Non conosci la musica, non sei musicista o cantante, ma quando viene suonata musica spirituale il tuo cuore l'apprezzerà moltissimo. In quel momento il tuo apprezzamento non va solo alla persona che suona o canta, ma direttamente alla Sorgente, l'Uno che ha dato la capacità a quell'individuo di cantare con tutta l'anima, o di suonare con tutta la dolcezza o il potere dell'anima. Così, stai ricevendo le Benedizioni da Dio il Cantante Supremo e Dio il Musicista Supremo.

Nessuno può capire la musica esteriormente. La musica non è qualcosa da capire; ma solo da sentire. Ci sono molte persone, specialmente in Occidente, diventate buoni cantanti e buoni musicisti in modo meccanico, studiando moltissimo in modo molto disciplinato e meccanico. Quando questi grandi musicisti vogliono suonare o quando vogliono cantare, possono farlo molto bene. La loro musica può suonare piena di bellezza e dolcezza, ma c'è qualcosa che si può chiamare un'imitazione della soulfulness. Le loro mani si muovono e le persone dicono: "Che musica soulful!" Ma è perché hanno imparato a suonare con tutta l'anima in modo meccanico. Hanno allenato la loro mente o raggiunto un certo livello tecnico che gli permette di farlo, ma dentro la loro musica non c'è anima, non c'è sentimento, nulla! Suonano benissimo, ma stanno pensando a cose di così basso livello, così mondane - assolutamente niente di spirituale. E nel mondo interiore stanno solo litigando e battagliando. Molto spesso l'ascoltatore, se è in una coscienza soulful, riceve molto più beneficio dalla musica che non il musicista, perché quest'ultimo non sta incarnando la soulfulness che esprime.

A volte possiamo rivelare qualcosa senza incarnarla. Ad esempio, tu puoi dirmi l'assoluta verità, ma la tua coscienza non è lì. Hai separato la tua coscienza dalla verità stessa. Così, mentre stai esprimendo la verità, non stai incarnando la coscienza-di-verità. Stai solo dicendo meccanicamente qualcosa che è corretto. Siccome la tua espressione è meccanica, non stai ricevendo vere benedizioni dalle forze superiori che stanno rivelando a te la verità; non stai ricevendo le Benedizioni da Dio la Verità.

Così, nel tuo caso e nel caso di alcuni altri che non sono cantanti né musicisti, avete la capacità di ricevere qualcosa di molto alto dalla musica. Quando un cantante o un musicista fa qualcosa di molto sottile, di molto soulful, in silenzio la apprezzi. Non sai quale raga stia suonando, o se stia suonando Mozart, Bach, Chopin o Beethoven; non sai nulla della struttura musicale, e non hai bisogno di saperlo: ma il tuo cuore va in alto perché sente qualcosa di così soulful e potente, mentre altri che sanno tutto della musica possono non ricevere niente perché hanno perduto la capacità di apprezzare la musica spirituale. E tu stai anche ottenendo maggior beneficio del musicista, che può non incarnare la coscienza che sta rivelando.

Ancora, ci sono alcuni che conoscono molto bene la musica ed hanno anche la capacità di apprezzarne gli aspetti molto sottili e delicati. Hanno l'ardore di scendere dentro in profondità, ed imparare costantemente. Alcuni musicisti, una volta che hanno imparato qualcosa, non vogliono imparare altro. Hanno paura che se imparano ancora, le persone pensino che stiano prendendo o copiando da qualcuno. Così sono soddisfatti con quello che già hanno; ma qualcuno che davvero ama la musica e che è davvero grande nella musica, non sarà mai soddisfatto con ciò che ha; nel mondo della musica più elevato, la nostra aspirazione sale costantemente, e le nostre capacità soulful e divine costantemente si accrescono.

  1. SCA 28.-it C. pose a Sri Chinmoy questa domanda il 9 Febbraio 1990, il giorno del suo compleanno.

Auto-sufficienza o Dio-sufficienza1

Ho letto la tua lunghissima lettera. Stavolta ho superato me stesso! Di solito non leggo per intero le lettere molto lunghe: leggo la prima riga e poi uso il mio potere occulto per sapere cosa dice il resto; ma nel tuo caso ho letto ogni singola riga.

Mi hai spiegato molto bene che vuoi essere auto-sufficiente. Purtroppo, mia cara, io ho un'altra filosofia. Nella mia filosofia, voglio essere solo Compassione-di-Dio-sufficiente. Questa è la mia preghiera a Dio. Le persone che cercano di essere auto-sufficienti, in campo finanziario, campo spirituale o in qualsiasi altro campo, non saranno mai felici. Le persone che cercano di essere auto-sufficienti sul piano fisico, vitale o psichico, o su qualsiasi altro piano, sono destinate ad essere tristemente disilluse.

Le persone ordinarie vogliono essere auto-sufficienti per mezzo di più soldi o di più case. Pensano che più ricchezza materiale posseggono e più saranno auto-sufficienti, ma quando hanno più soldi, iniziano a fare ogni sorta di cose sbagliate. E se hanno quattro case, vedranno che esse stanno loro creando solo maggiori problemi. Persino sul piano spirituale, se qualcuno vuole avere più ricchezza spirituale, potere occulto e tutte queste cose, creerà a se stesso solo dei problemi. Perciò se provi a diventare auto-sufficiente, non solo sul piano terreno ma anche su quello Celeste, finirai nella disillusione e sconforto.

Ma se, attraverso le tue preghiere, le tue meditazioni, il tuo servizio disinteressato, la tua gratitudine e il tuo abbandono alla Volontà di Dio, cerchi di diventare più meritevole della Compassione di Dio, allora sarai felice in ogni momento. Avrai l'assicurazione interiore da Dio stesso, che Lui ti renderà felice, non solo oggi ma anche domani e dopodomani.

La lettera di un discepolo può essere privata, ma la risposta che io do vale per tutti voi. La mente vi dice: "Se faccio così e divento auto-sufficiente, sarò sicuro, sarò felice" ma questo non è vero. Potete diventare sicuri e felici solo se diventate più ricettivi alla Compassione di Dio. Se pregate Dio: "Rendimi meritevole della Tua Compassione, rendimi meritevole del Tuo Amore", un giorno riuscirete a ricevere il vero Amore, la vera Luce, la vera Compassione di Dio, ed ogni altra cosa che Dio voglia offrirvi.

Così, a tutti i miei discepoli dico questo: se pensate che la vostra sicurezza dipenda dalla vostra auto-sufficienza, allora vi sbagliate tristemente. Nessun essere umano sulla Terra può mai diventare davvero sicuro attraverso l'auto-sufficienza. Questo vale non solo per le persone spirituali, ma per tutti. È la mente a dirvi che se prendete il diploma o la laurea diverrete sicuri, ma mentre studiate, moltissime forze negative vi attaccheranno. Dov'è allora la vostra sicurezza? Dov'è la vostra felicità? Ma se diventate dipendenti-dalla-Compassione di Dio, se diventate meritevoli della Compassione di Dio, allora Dio vi guiderà in ogni momento. In quel caso la Luce stessa di Dio sarà la vostra sicurezza.

Con la mente stai proiettando il futuro e dici: "Se divento questo, otterrò quest'altro" ma puoi non riuscirci, o potrebbe esserci qualcos'altro che ti svierà e ti spingerà via dal tuo obiettivo. Puoi pensare: "Forse questa non è la cosa giusta, proverò a fare qualcos'altro" e diventerai di nuovo infelice. Ancora, anche se fai ciò che volevi fare e diventi ciò che volevi diventare, lo stesso non sarai felice, perché queste cose non ti porteranno la sicurezza e la felicità che ti aspettavi.

Così, mia cara, se vuoi essere felice e sicura, cerca solo di essere più ricettiva e più meritevole della Compassione del Supremo. Cerca di accettare la Compassione di Dio nel Modo proprio di Dio. Dentro la Compassione di Dio c'è infinita Pace, infinita Luce, infinito Amore. La tua lettera l'ho letta e compresa tutta, ed ho risposto a tutto ciò che vi è scritto. Quando dici che se farai certe cose non dovrai preoccuparti delle tue finanze e del tuo futuro: tutto questo l'ho compreso, ma è un castello di sabbia, un castello che crollerà soltanto. D'altra parte, se segui il modo divino, se permetti a Qualcun altro e a Qualcos'altro, cioè Dio e la Compassione di Dio, di agire dentro e attraverso di te, vedrai allora la Luce di Dio operare in ogni ambito della tua vita. E quella Luce è la sola felicità e sicurezza.

  1. SCA 29.-it Sri Chinmoy fece questo discorso in risposta a una lettera che egli ricevette da E.

Question: Domanda: La mia mente ha qualche messaggio speciale per me?1

Sri Chinmoy: La mente passa attraverso tre stadi principali. Il primo è quello del sonno, quando la mente dorme profondamente poi viene quello in cui la mente è risvegliata; e infine c'è lo stadio in cui la mente diviene illuminata. Ancora, ci sono molti livelli in ogni stadio, ma queste sono le tre categorie principali.

È certo che la tua mente non dorme più, non sei nel sonno dell'ignoranza. La tua mente si trova tra lo stadio risvegliato e quello illuminato. Quando sei nella mente illuminata, quando la luce della tua anima sta agendo potentemente nel tuo cuore e dentro la tua mente, in quel momento dici la cosa giusta alla persona giusta, e fai la cosa giusta per la persona giusta. Alla persona giusta dici di fare la cosa giusta, ma alla persona sbagliata non dici questo. Non perché quest'ultima sia un tuo nemico o perché dirgliela è al di sotto della tua dignità. No, è solo che l'ora della persona sbagliata non è ancora scoccata, e se gli dici di fare ciò che per qualcun altro è assolutamente la cosa giusta, questo non farà che accelerare la distruzione dell'altra persona.

Ancora, quando sei solo nella mente risvegliata, in quel momento offri gentilezza e simpatia a persone che non solo non la meritano, ma che fanno anche cattivo uso di ciò che gli stai offrendo. Dirai che ciò che ti compete è di essere gentile, ma devi sapere che la tua gentilezza può essere usata in un modo molto sbagliato. Se qualcuno viene da te e ti chiede un dollaro, dato che hai un grande cuore glielo darai, ma non hai idea se la persona sia positiva o negativa, o di cosa vuol fare con i soldi. Forse li userà per prendere la metropolitana o un taxi per andare in chiesa, dove pregare e meditare e provare a diventare una persona migliore: questo è molto buono. Ancora, forse la persona andrà in un locale a bere e ad abbassare la propria coscienza. Chi ne è allora il responsabile? Tu sei molto felice di aver mostrato la tua generosità e la tua carità, ma di fatto hai commesso un errore.

Puoi cercare una via d'uscita dicendo: "Non lo sapevo" ma un errore inconsapevole rimane un errore, e potrà produrre risultati negativi. Se pur inconsciamente tocco il fuoco, mi scotterò. Allo stesso modo, inconsciamente hai aiutato qualcuno a diventare peggiore di quanto altrimenti avrebbe potuto essere. Se non avessi aiutato quella persona, almeno per un po' sarebbe stato una persona leggermente migliore.

Ti faccio ora un esempio di quello che succede nel tuo caso. Tu offri compassione a persone che ne fanno cattivo uso e perciò ne hanno ancora maggiore rovina. Quando qualcuno lascia la vita spirituale, ti senti dispiaciuto e triste. Senti che forse se non gli avessi detto tale cosa, o se gli avessi detto talaltra cosa, non avrebbero lasciato la vita spirituale, come se tu fossi responsabile per il fatto che hanno lasciato. Dio non può salvare quella persona dalla distruzione, il Maestro non può salvare quella persona, ma tu pensi che forse se avessi fatto qualcosa o detto qualcosa, in qualche modo avresti potuto prevenire o ritardare quella persona dal lasciarci. Questo è un vero errore. Sto dicendo "tu" ma questo vale per molte persone.

È molto meglio stare nella mente risvegliata che sotto il dominio del sonno-ignoranza; ma la mente risvegliata può non aver sempre la saggezza necessaria a fare la cosa giusta. Tu sei risvegliato fino al punto in cui vuoi essere gentile e garbato con le persone. Non ti sto chiedendo di essere indifferente verso le persone, lungi da questo! Ma la gentilezza dev'essere accompagnata dalla luce interiore. Se la gentilezza non porta con sé luce interiore, allora può essere usata male, con molto danno.

La mente risvegliata crede nella carità, pazienza, compassione e così via. Perché è risvegliata, sente una vasta coscienza entrare in essa. È come quello che succede quando sboccia il cuore-fiore di qualcuno, in quel momento il cuore diventa grande. Così, la mente risvegliata immediatamente si guarda intorno e cerca di fare la cosa giusta. Sfortunatamente non sempre sa quale essa sia, o come usare correttamente la sua coscienza che si è espansa.

Così, è sempre bene usare la mente che abbia ricevuto diretta luce dall'anima, che arriva attraverso il cuore. È quella la mente che ti salverà. Se non riesci ad usare la mente illuminata, allora cerca di restare tra la mente risvegliata e la mente illuminata, ma non restare direttamente nella mente risvegliata. Se hai ricevuto una mente grande, e con la tua grande mente cerchi di essere generoso, gentile ed aperto, avrai dei problemi.

Ho visto la tua mente, hai fatto degli errori. Devi sapere che, quando suona l'ora, le persone arrivano; e ancora, quando suona l'ora, le persone vanno. Non possiamo farle restare sul sentiero spirituale. È molto difficile, perché la magnanimità del nostro cuore vien fuori e vogliamo usare la gentilezza. Vediamo che tal dei tali è stato con noi per tanti anni, per anni ed anni qualcuno è stato sulla cima dell'albero mangiando frutti deliziosissimi; ora quella tale persona è discesa, e c'è ogni possibilità che un lupo o una tigre affamata lo aspetti alla base dell'albero per divorarlo, ma cosa possiamo fare? Solo sulla cima dell'albero può essere al sicuro.

Ti dico, io faccio lo stesso errore; ma nel mio caso, io non mi arrendo. Nel tuo caso, fai l'errore e dopo due giorni ti arrendi; ma dato che io ho a che fare con l'anima, combatto e combatto e combatto. Alcune persone che hanno lasciato il nostro sentiero dieci o dodici anni fa, ancora molto gentilmente si presentano alla porta del mio cuore. In quel momento, la mia porta ancora non è chiusa. Stai pensando a qualcuno che ci ha lasciati dieci anni fa? Per te il troppo è troppo. Ma io continuo a cercare di aiutarli.

  1. SCA 30.-it Domanda posta da N. il 31 Dicembre 1986.

Gratitudine1

Uno specchio di vetro è fragile. Se cade si frantuma; ma io ho realizzato che uno specchio ha vita più lunga della gratitudine degli esseri umani. Perché uno specchio si rompa, deve cadere dal Paradiso o da alcuni piedi dal suolo. Quindi ci vuole del tempo: alcuni secondi; ma non ci vuole neanche un fuggevole secondo perché l'ingratitudine umana si manifesti.

Se c'è qualcosa che può scomparire velocissimamente dal nostro cuore, quella cosa altro non è che la nostra gratitudine. Ancora, se alcunché sulla Terra è realmente bello, realmente significativo e realmente produttivo, se alcunché sulla Terra può mantenere il nostro filo d'oro che ci unisce a Dio, la nostra Sorgente, allora quella precisa cosa è anche la gratitudine.

Miei cari, vi dico, se avete una goccia di sincera gratitudine, e se preservate quella gratitudine come la cosa più preziosa della vostra vita, allora il respiro di quella gratitudine vi terrà vivi nel Cuore di Dio, il vostro Signore Supremo. Voi fate cose sbagliate e torturate il vostro Maestro in così tanti modi; a volte volete finanche abbandonare la vita spirituale; ma vi assicuro, se mantenete viva la gratitudine nel vostro cuore, la bellezza e la fragranza di questa qualità divina vi salveranno dalla caduta e dalla distruzione spirituali.

Sto parlando della gratitudine sincera, il tipo di gratitudine la cui presenza vivente potete solo sentire nel vostro cuore. Se sentite che Gratitudine è il vostro nome interiore ed anche quello esteriore, se sentite che il vostro solo nome è Gratitudine, allora immediatamente la vostra gratitudine balzerà fuori e stabilirà la sua unità inseparabile con la vostra realtà-di-unità-con-Dio.

La gratitudine è un'arma delle più potenti, nella vostra vita. Non c'è nulla di non-divino di cui non possiate disfarvi in virtù della gratitudine nella vostra vita. Ancora, non c'è nulla di divino nella vostra vita che non possiate accrescere in misura illimitata in forza della vostra gratitudine. C'è una sola cosa di cui avete bisogno per accrescere la vostra divinità, e quella cosa è la gratitudine. Se ogni giorno rafforzate consciamente la vostra gratitudine — non a Sri Chinmoy ma al Supremo, che è il vostro Guru, il mio Guru ed il Guru di tutti — vedrete quanto progresso farete e quante forze negative riuscirete a buttar fuori dal vostro sistema. Vi dico, tutti i malanni fisici, vitali, mentali, ed emozionali di cui soffrite, vengono dal fatto che avete perduto il respiro-di-gratitudine del vostro cuore. Se il respiro-di-gratitudine del vostro cuore funziona bene, mantenetelo così per sempre. Senza dubbio, questo è il modo giusto per correre veloci, più veloci, il più veloce possibile, alla Meta destinata.

Gratitudine non è una semplice parola. Non è un semplice concetto. È il respiro vivente della vostra vera esistenza sulla Terra. Non c'è niente che Dio non farà per voi se davvero custodite come un tesoro il respiro-di-gratitudine dentro il vostro cuore che aspira. Per favore, per favore, ad ognuno di voi dico questo: se volete correre il più veloce possibile, eliminate la cosa che vi sta ritardando. La cosa che vi rende zoppi o paralizzati nella vostra vita spirituale è l'ingratitudine. Se riuscite a mantenere sempre il vostro respiro-di-gratitudine, allora nulla può esservi d'ostacolo e nessuno può impedirvi di fare la cosa giusta e diventare la persona giusta: il più perfetto strumento del nostro Signore Adorato Supremo.

Gratitudine, gratitudine e gratitudine. L'anima non la conoscete, il Supremo non lo conoscete. E in questo stadio del vostro sviluppo spirituale non dovete conoscerli; ma la gratitudine dovete conoscerla se volete connettervi con il vostro sé più Alto, con il Supremo. Se volete connettere voi stessi con il Reale in voi, allora il vostro respiro-di-gratitudine dovete rivendicarlo come vostro, intimamente vostro.

  1. SCA 31.-it Sri Chinmoy fece questo discorso il 16 Gennaio 1994.

From:Sri Chinmoy,Sri Chinmoy risponde, parte 01, Agni Press, 1995
Sourced from https://it.srichinmoylibrary.com/sca_1