Editore: Al "World Parliament of Religions" [Congresso mondiale di tutte le religioni tenuto nel 1993, a cento anni di distanza dal precedente aperto da Swami Vivekananda -n.d.t.] di Chicago, il tuo silenzio è stato più forte della voce di ogni altro partecipante.

Sri Chinmoy: Credimi, almeno sette od otto volte gli organizzatori mi chiesero di dire alcune parole, ma non volli farlo. In India ho scritto moltissimo su Swami Vivekananda, ed avrei potuto facilmente parlare di lui, ma invece ho dato trentanove concerti per la pace, in onore dei trentanove anni in cui è stato fisicamente sulla Terra. Il silenzio è infinitamente più produttivo del parlare esteriore.

Editore: Come mai qui nelle Hawaii le persone sono riuscite a costringerti a parlare mentre a Chicago no? Dopo il tuo recente concerto al Manoa Campus dell'università delle Hawaii, hai dato una conferenza al Matsunaga institute for Peace, in occasione del premio per la pace da loro conferitoti.

Sri Chinmoy: A volte succede che sono in mano ai miei discepoli per via delle promesse che loro fanno alle autorità! Altrimenti avrei potuto ricevere il premio in silenzio, e in silenzio avrei potuto offrire la mia gratitudine; ma quando i miei studenti promettono che parlerò, o quando le persone mi si rivolgono in un modo particolare ed io sono in un attimo di disattenzione, in quel momento mi faccio avanti ed affermo: "Sì, parlerò!" Poi dopo non ne ho gioia, perché so che le persone del pubblico avrebbero tratto molto più beneficio dal mio silenzio.

Quando qualcuno parla, sente di essere una persona migliore rispetto ai suoi ascoltatori. Sente: "Io ho tutta la saggezza e voi siete venuti qui per riceverne uno iota. Se non mi ascoltate, rimarrete nella notte dell'ignoranza." Quando qualcuno dà una conferenza, si sente superiore. Non pensa mai che il pubblico gli stia facendo un gran favore portando in luce le sue buone qualità. In teoria un insegnante dirà che anche lui impara quando insegna, ma in fondo alla sua mente l'insegnante pensa che sta solo condividendo la sua conoscenza superiore con i suoi studenti. Crede che i suoi ascoltatori siano dei mendicanti e che lui gli stia dando ogni cosa.

Ancora, quando un insegnante medita con i suoi studenti, né lui né i suoi studenti sentono che gli studenti siano mendicanti. L'insegnante sta innalzando i suoi studenti e i suoi studenti anche lo stanno innalzando. Nella meditazione silenziosa, chi dirà chi è superiore e chi è inferiore? È una 'famiglia d'unità'. Quando un padre cammina in strada e il suo bambino lo segue, il padre non pensa: "Sei un bambino: cosa fai qui? Non venire con me!" No, il padre è così felice e orgoglioso che il suo bambino lo stia seguendo. E il bambino non ha paura dell'altezza o della forza del padre, perché sa che un giorno crescerà, per essere alto e forte come il padre.

Se la tua aspirazione è più forte della mia, che cambia? Se io ho una goccia d'aspirazione la offrirò all'oceano. Se tu hai dieci, venti o cento gocce, anche tu le rilascerai nell'oceano. Quando una goccia entra nell'oceano, perde la sua identità e diventa uno con l'infinito oceano. Nel tuo caso anche, quando offri le tue gocce e io offro le mie, entrambi diveniamo parte intima dell'oceano d'aspirazione.

From:Sri Chinmoy,Sri Chinmoy risponde, parte 02, Agni Press, 1995
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