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"Mio Auro!
Auro!tutto il dolore del mondo in piena
Dentro il mio limitato petto.Il mio orgoglio, l'orgoglio del mio paese, o mezzogiorno di speranza della terra,
Il Culmine che tutto trasforma!Ahimè!
per alimentare i miei elevati desideri non piùIo ti vedrò Auro, figlio mio.
La notte oscura avvolge il mio involucro mortale.Oggi il mio cuore è distrutto.
Ora il destino crudele ha strappato la rosa della mia visione.
Auro, chiudo gli occhiPer vedere il tuo viso dorato, per stare con te
Nei cieli di elevazione bianco-azzurri."```
SAI 10. (1956). K D. Ghose nutriva speranze quasi intuitive che il suo Auro avrebbe sicuramente illuminato il volto della Madre Patria. La nave che doveva trasportare Auro affondò durante il tragitto. Ma Aurobindo si imbarcò su una seconda nave. Presupponendo che suo figlio fosse morto con la nave affondata, suo padre morì di crepacuore.↩
From:Chinmoy,Sri Aurobindo: L'Infinito, Agni Press, 1997
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