Domanda: Sì, ha molto senso. Riguarda la spiritualità e l'illimitatezza. È una definizione. Abbattendo le barriere e considerando tre milioni di uccelli come qualcosa da disegnare, si afferma la realtà spirituale. È corretto?

Sri Chinmoy: Sì. Devo sentire che non sono una piscina o un lago. Dio vuole che io sia un fiume che mormora e scorre, che fluisce dalla Sorgente interiore e porta quella Sorgente alla realtà esteriore. Se voglio essere un'espressione della Sorgente, allora non posso separare la mia esistenza interiore da quella esteriore. Devo portare alla ribalta le potenzialità illimitate che ho nel profondo. Da questo punto di vista, anche solo parlare di tre milioni di uccelli è vincolante. La spiritualità non è qualcosa di anormale o innaturale. La spiritualità è più normale e naturale di qualsiasi altra cosa. Dio è illimitato, infinito, immortale, e voglio diventare consapevolmente parte integrante della Sua Esistenza in modo da poterLo servire a Modo Suo. Allo stesso tempo, Colui che è Infinito, Eterno e Immortale cerca di esprimerSi dentro e attraverso i miei limiti. Ma può farlo solo secondo la mia ricettività. Egli vede in ogni istante quanta purezza ho, quanta umiltà ho, quanta sincerità ho, quanto ardore ho. Secondo questi, Egli è in grado di esprimersi in e attraverso di me.

From:Sri Chinmoy,Corridori-pionieri dell'alba della pace del mondo di domani: la corsa di ultramaratona e l'auto-trascendenza, Agni Press, 1998
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