Domanda: Come si può rendere pratica la meditazione?.

Sri Chinmoy: Come possiamo rendere pratica la meditazione? Prima di tutto dobbiamo sapere se siamo pratici o meno. Diciamo che qualcuno è pratico solo quando vediamo che nella vita esteriore fa la cosa giusta al momento giusto. Pensa e agisce in modo specifico per non essere ingannato dagli altri e affinché la sua vita esteriore si svolga senza intoppi, senza grandi catastrofi. Ma non importa quanto siamo intelligenti, quanto siamo sinceri, quanto siamo consapevoli, vediamo che a volte nella vita esteriore siamo persi. Non sappiamo cosa dire. Non sappiamo cosa fare. Non sappiamo come comportarci. Oppure, nonostante noi diciamo e facciamo la cosa giusta, tutto va storto. Non sappiamo come affrontare la nostra esistenza esteriore; non riusciamo a gestire le nostre vite. Vogliamo sinceramente fare qualcosa o diventare qualcosa, ma non riusciamo a farlo.

Perché accade questo? Succede perché la nostra capacità esteriore è sempre vincolata da qualcosa, e quel qualcosa è la nostra consapevolezza interiore. Se siamo pratici nella vita interiore, se facciamo la cosa giusta nel mondo interiore, non saremo vincolati da nulla, perché avremo consapevolezza interiore. Colui che ha la consapevolezza interiore ha libero accesso alla Verità infinita e alla Gioia eterna, e sarà in grado di controllare la sua vita esteriore. Cosa ci dà la consapevolezza interiore? La meditazione. Siamo pratici nella nostra vita interiore, facciamo la cosa giusta nella nostra vita interiore, quando preghiamo e meditiamo. Una cosa pratica deve essere sempre naturale, e cosa può esserci di più naturale, più spontaneo, che cercare di realizzare Dio? Come appaghiamo Dio? Attraverso la meditazione.

La vita interiore porta costantemente il messaggio di Amore, Verità e Dio. La vita esteriore non fa questo. Dove c'è la Verità, c'è un seme. Lasciamo che il seme germogli, diventi una pianta, diventi un albero. Quando l'albero porta frutto, possiamo mangiarlo. E mentre lo mangiamo sapremo che questo frutto appartiene al mondo esterno sebbene la sua fonte sia il mondo interiore. Vedremo la capacità del mondo interiore manifestarsi nel mondo esterno. Cresciamo sempre dall'interno, non dall'esterno. È dal seme sotto terra che cresce una pianta. Da dentro cresciamo verso fuori.

Non importa quante ore lavoriamo, non importa quante ore parliamo, non importa cosa facciamo o diciamo, non ci avviciniamo alla Luce della Verità. Ma se prima meditiamo e poi agiamo e parliamo, allora facciamo la cosa giusta e diventiamo la cosa giusta. La vita interiore, la praticità interiore, deve guidare la vita esteriore, e non viceversa. Non è che la vita esteriore avrà un'esistenza separata. No! Il soffio vitale della vita esteriore deve provenire dalla vita interiore. La praticità interiore deve entrare nella vita esteriore di ogni singolo cercatore sulla terra. Solo allora si può essere veramente pratici nella vita esteriore.

La vita interiore delle persone senza aspirazione non è mai pratica; è tutta immaginazione. Naturalmente, essi non vogliono entrare nel mondo dell'immaginazione, perché pensano che questa immaginazione finirà con la frustrazione. Ma chi è abbastanza coraggioso da entrare nella vita interiore e vedere se è tutta immaginazione o no, vedrà che il mondo interiore è pratico, reale, naturale. Il nostro modo umano di pensare la Verità, Dio e la Luce non è il modo corretto. Ecco perché le cose normali ci sembrano anormali. Le cose divinamente normali sono Amore, Luce, Pace. E anche queste cose normali sono eterne. Cerchiamo di essere coraggiosi. Entriamo nel mondo interiore e portiamo avanti nel mondo esterno le cose che il mondo interiore può offrire. Allora anche il mondo esterno diventerà divinamente normale, pratico e appagante.

From:Sri Chinmoy,Meditazione: la scelta dell'uomo e la Voce di Dio, parte 1, Agni Press, 1974
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