L'ispirazione ha moltissimi amici. Di tutti i suoi amici, l'aspirazione è di gran lunga la migliore. L'illuminazione ha moltissimi amici. Di tutti i suoi amici, la perfezione è di gran lunga la migliore. L'aspirazione è l'anelito interiore del nostro cuore. L'illuminazione è il sorriso esteriore della nostra vita. L'anelito interiore ascende in alto, più in alto, al più alto e cerca di diventare devotamente, profondamente e incondizionatamente tutt'uno con la Realtà sempre-trascendente. Il sorriso esteriore si diffonde tutt'intorno e cerca di manifestare la Divinità, l'Eternità, l'Infinità e l'Immortalità.
Un vero cercatore è colui che vuole continuamente crescere, brillare e fluire nel Cuore dell'Assoluto Supremo. Ama Dio e serve Dio, non perché Dio sia onnipotente ma perché Dio è tutta Bontà. Ama Dio perché sa che senza Dio non esisterebbe. Serve Dio perché sente che senza di lui, Dio non esisterebbe.
Ad ogni istante un vero cercatore deve amare Dio e servire Dio con un cuore puro e una mente chiara. Ogni cercatore deve possedere un cuore di purezza e una mente di chiarezza per accelerare il suo progresso interiore e successo esteriore.
Un vero cercatore offre a Dio ciò che ha e ciò che è. Ciò che ha è ignoranza. Ciò che è, è un cuore di gratitudine. Quando offre il suo cuore di gratitudine, diventa uno strumento scelto del Supremo. Uno strumento scelto a volte compiace Dio a proprio modo; altre volte compiace Dio nel Modo Proprio di Dio. Arriva il momento in cui lo strumento scelto si trasforma in uno strumento dalla resa incondizionata. Uno strumento dalla resa incondizionata a Dio, compiace Dio in ogni momento nel Modo Proprio di Dio.
Ci sono due mondi: il mondo del desiderio e il mondo dell'aspirazione. Nel mondo dell'aspirazione, ci sono tre cose che dobbiamo scoprire: l'amore divino, la devozione divina e la resa divina. L'amore umano di oggi è la frustrazione di domani, e il giorno dopo la distruzione di domani. L'amore divino è l'illuminazione di oggi, la perfezione di domani e la soddisfazione di dopodomani, completa e perfetta. La devozione umana non è altro che un attaccamento inconscio e non riconosciuto. La devozione divina è dedizione cosciente, spontanea e continua, alla propria realtà-esistenza superiore. La resa umana è la resa di uno schiavo, una resa forzata. La resa divina è totalmente diversa: nella resa divina, il finito riconosce e accetta l'Infinito come proprio. La goccia entra nell'oceano e diventa l'oceano stesso. Nella resa divina la parte senza luce, oscura e impura di noi entra nella parte illuminata e illuminante della nostra esistenza. Il nostro mondo-ignoranza entra nel nostro mondo-saggezza; il piccolo 'io' si fonde nell'infinito 'Io', che è la Coscienza universale e trascendentale.
Prima di entrare nel mondo dell'aspirazione, siamo nel mondo del desiderio. Quando viviamo nel mondo del desiderio, avere successo è di fondamentale importanza. Anche quando entriamo nella vita di aspirazione, all'inizio il messaggio del successo a volte è prominente. Ma il vero messaggio del mondo dell'aspirazione è la qualità del bene. Il desiderio anela alla grandezza, l'aspirazione anela alla bontà.
Il successo ha due livelli di esistenza: uno superiore e uno inferiore. Chi è di successo, consciamente o inconsciamente vuole rimanere un pollice più in alto del resto del mondo. Ma colui che è di qualità positive, vuol rimanere coscientemente, spiritualmente e devotamente tutt'uno con tutti gli esseri umani, per amare e servire il Supremo in loro. In questo sentimento di unità, sorge la perfezione e nella perfezione ciò che si profila è la Soddisfazione dell'Eternità.
Giulio Cesare dichiarò: Veni, vidi, vici. "Sono venuto, ho visto, ho conquistato." Questoa è la vetta del mondo del successo. Ma la vetta del mondo della qualità del bene è totalmente diversa. Proviene dai più intimi recessi del cuore-di-unità del cercatore, e dichiara: "Sono venuto nel mondo, ho amato il mondo, sono diventato tutt'uno con il mondo."
Questo esprime una reale accettazione della vita, non un rifiuto della vita. La vera spiritualità è l'accettazione della vita terrena. Un vero cercatore è colui che accetta la vita, la trasforma e la perfeziona affinché la vita terrena possa diventare uno strumento cosciente di Dio. La vita sulla Terra è sete costante, fame costante. Questa fame è la fame eterna dell'anima di diventare inseparabilmente uno con l'Altissimo, e quindi di manifestare l'Altissimo qui sulla Terra. La vera spiritualità sostiene sia l'accettazione di Dio che l'accettazione della vita. Nella vera spiritualità, il cercatore cerca prima di realizzare Dio e poi di manifestarlo in e attraverso la propria vita.
Quando il cercatore è sul punto di realizzarsi, vede la qualità del bene dentro e fuori. Forte della sua bontà, sente una vera e duratura soddisfazione. Ma la realizzazione di Dio non può essere raggiunta dall'oggi al domani. Non è come preparare un tè o un caffè. La vera spiritualità è un processo lento e costante. Slow and steady wins the inner race: con calma e costanza la corsa interiore è vinta! Gradualmente il cercatore fa progresso interiore ed esteriore. Nella vera spiritualità, questo progresso offre in ogni momento al cercatore un senso di soddisfazione, e solo la soddisfazione può renderlo immortale. All'inizio della sua vita spirituale, il cercatore trova il successo. Questo successo lo ispira; poi ci fa amicizia. Ma lo stesso cercatore, quando è avanzato, sente solo la necessità del progresso, perché il successo è un'esperienza di breve durata, mentre il progresso lo porta continuamente nell'eterno e sempre trascendente Aldilà.
10. Nota: Sri Chinmoy tenne questo discorso all'Università di Victoria, British Columbia, il 15 ottobre 1975.↩
From:Sri Chinmoy,Colui che dona e colui che riceve, Agni Press, 1987
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